"Quando ci si occupa di un'arte, il cui scopo è salvare la vita, rifiutarsi di apprenderla è un delitto" [Hanhemann S.]

Il meraviglioso potere dell'Omeopatia. 200 casi clinici guariti rapidamente e dolcemente con i rimedi omeopatici

 
Il meraviglioso potere dell'Omeopatia. 200 casi clinici guariti rapidamente e dolcemente con i rimedi omeopatici  Gunavante S. M. Bhat S.  Salus Infirmorum

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  • 16,00 €

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Lo scopo principale di questo libro è essenzialmente didattico: insegnare gli elementi basilari della metodologia omeopatica hahnemanniana unicista e contemporaneamente verificare le capacità di presa del caso, analisi, repertorizzazione e scelta del rimedio più adatto al singolo paziente.
Infatti, l’editore consiglia al Lettore, specie a colui che studia l’Omeopatia da meno di 10 anni, di leggere attentamente i primi tre capitoli introduttivi che seguono la prefazione degli Autori e poi raccomanda di studiare con calma ogni caso clinico come se si avesse il paziente davanti, decidendo anche il rimedio e la potenza che avremmo prescritto in quella situazione patologica. Dopo aver scelto il rimedio, si passa subito alla Parte II del libro e si legge la risposta che nella realtà (sono tutti casi clinici veri bibliograficamente documentati) ha realmente curato il paziente: se la risposta che è stata data è esatta si passa al caso clinico successivo, mentre se è errata, si fa un segno con la matita vicino al numero del caso clinico con terapia errata. Giunti alla fine del libro, si ricomincia dall’inizio, rileggendo i primi tre capitoli e poi ristudiando con attenzione solo i singoli casi clinici che sono stati contrassegnati con la matita: il segno verrà camcellato solo nel caso questa seconda volta si riesca a fare una prescrizione corretta.. Giunti nuovamente alla fine del libro si ricomincia per la terza volta e così via finché si riesce a rispondere correttamente a tutti i quesiti terapeutici e risultano cancellati tutti i segni di matita.

Quella dell’editore e degli Autori non è una sfida, ma vengono considerati bravi quegli omeopati che fin dalla prima lettura riescono ad individuare il corretto trattamento almeno a metà di questi casi clinici.



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Nota dell’Editore italiano
Prefazione

1 - Principali caratteristiche dell’omeopatia
2 - Dai principi alla pratica
3 - L’arte della pratica

PARTE I - Casi clinici

PARTE II- Sintomi guida che portano alla scelta terapeutica

Bibliografia citata dagli Autori
Indice


torna suNota Editore Italiano

Il Dr. Gunavante, un anziano medico indiano, è un bravo e stimato omeopata, anche se non è molto conosciuto dalla Comunità Omeopatica Internazionale. Io ho apprezzato in lui, oltre alla professionalità, anche la semplicità, l’umiltà e la fedeltà alla metodologia unicista hahnemanniana: doti non sempre facili da ritrovare insieme.
Credo che oggi, in un clima di attacco all’Omeopatia da parte di molti media e in modo particolare da parte dell’Approccio Medico Convenzionale, un libro come questo possa essere utile per due motivi: uno di sostegno all’Omeopatia e uno essenzialmente didattico.

A favore del primo motivo vengono forniti alcuni elementi (circa 200) a favore della tesi che il rimedio omeopatico non è placebo, ma è un medicamento dotato di una grande potenza terapeutica, talvolta sbalorditiva addirittura per gli stessi omeopati. Sia nelle patologie acute sia in quelle croniche, sia nelle patologie che sarebbero state trattabili anche farmacologicamente sia in quelle resistenti alle comuni terapie convenzionali, il rimedio omeopatico, se ben scelto secondo le caratteristiche personali  del paziente, è capace di agire in modo rapido, dolce, innocuo e profondo svolgendo un’azione sia fisica che psichica.

A favore del secondo motivo, quello didattico, viene ribadita una volta ancora, in modo sintetico ma esauriente, la metodologia hahnemanniana classica di presa del caso, analisi, repertorizzazione e scelta del rimedio più adatto al singolo paziente. Infatti, consiglio al Lettore, specie a colui che studia l’Omeopatia da meno di 10 anni, di leggere attentamente i primi tre capitoli introduttivi che seguono la prefazione degli Autori, meglio ancora se questi vengono letti almeno due volte. Poi, ripetendo il consiglio degli Autori, raccomando vivamente di studiare con calma ogni caso clinico come se si avesse il paziente davanti, decidendo anche il rimedio e la potenza da prescrivere in quella situazione patologica. Dopo aver scelto il rimedio, si passa subito alla Parte II e si legge la risposta che nella realtà (sono tutti casi clinici veri bibliograficamente documentati) ha realmente curato il paziente: se la risposta che è stata data è esatta si passa al caso clinico successivo, mentre se è errata, si fa un segno con la matita vicino al numero del caso clinico con terapia errata. Giunti alla fine del libro, si ricomincia dall’inizio, rileggendo i primi tre capitoli e poi ristudiando con attenzione solo i singoli casi clinici che sono stati contrassegnati con la matita: il segno verrà camcellato solo nel caso questa seconda volta si riesca a fare una prescrizione corretta.. Giunti nuovamente alla fine del libro si ricomincia per la terza volta e così via finché si riesce a rispondere correttamente a tutti i quesiti terapeutici e risultano cancellati tutti i segni di matita.
La mia non è una sfida, ma considero bravi quegli omeopati che fin dalla prima lettura riescono ad individuare il corretto trattamento di almeno metà di questi casi clinici.
Lo scopo principale di questo libro e del nostro lavoro editoriale, è infatti proprio quello didattico: la Salus Infirmorum sta compiendo ogni sacrificio per offrire dei piccoli strumenti (che noi speriamo validi) affinché gli omeopati italiani possano giungere ad esercitare una Medicina Omeopatica terapeuticamente efficace e speriamo che questa opera di Gunavante e Bhat sia un piccolo contributo in più per il conseguimento di tale obiettivo.

Che il Signore ci guidi e ci illumini in questo lungo e certamente non facile cammino professionale, per il bene e la crescita nostra e dei nostri pazienti.

Dr. Roberto Gava


torna suPrefazione Autori

Ciò che mi ha indotto a scrivere questo libro è stata la triste constatazione di giovani pieni di speranza e appena laureati che si trovano di fronte al problema di trattare i casi anche più semplici, per non parlare di quelli più controversi e difficili.
Il circolo è vizioso: pochi, infatti, sono i pazienti che, per farsi curare, andrebbero da un medico “inesperto”. A tale scopo il neofita si rivolgerà naturalmente a qualcuno più esperto che lo guidi, consentendogli di osservarlo in azione perché impari “come gestire un caso clinico”.
Il fatto è che se uno non lotta per stare a galla, imparando a nuotare per “esperienza diretta”, non potrà mai essere un nuotatore affidabile. Così, solo trattando realmente i vari casi, un neofita può imparare le tecniche necessarie e sviluppare fiducia in se stesso.
Per rimediare alla mancanza di “casi dal vivo”, il neofita può fortunatamente studiare quelli già trattati da altri con successo (e riportati nelle riviste specializzate), considerandoli come se fossero suoi. Questo esercizio di studiare casi teorici, trovando i rispettivi rimedi, non solo gli insegnerà “come avvicinarsi ad essi ed analizzarli”, ma anche come riconoscere i sintomi peculiari dei diversi rimedi. L’esperienza così acquisita gli sarà d’aiuto quando assumerà in carico un caso in prima persona, tentando di trovarne il simillimum. A questo proposito sono degne di essere ricordate le opere del Dr. S. P. Koppikar (editoriale della rivista ‘Homoeopathic Heritage’, ottobre 1983):
“Un sintomo preso in considerazione al momento della prescrizione, insieme all’evento che lo riguarda, rimane talmente impresso nella memoria che il semplice nominarlo ci riporta alla mente il rimedio. Questo è il modo migliore per imparare la Materia Medica ed immagazzinare nella mente l’ampia gamma della sua stupefacente sintomatologia. E se noi studiamo le terapie, specialmente quelle applicate da medici come Lippe, Dunham, Skinner, Kent, Burnett, Berridge, Tyler e Hubbard, per menzionare alcuni Maestri, non possiamo fare altro che acquisire fiducia, entusiasmo e zelo, elementi basilari per un’Omeopatia migliore”.

Ho pensato quindi di scegliere, dalla vasta letteratura disponibile, alcuni casi appropriati e di raccoglierli in un libro, così che si possano imparare dai nostri Maestri i “segreti” della pratica omeopatica.
Procedendo in questo lavoro di compilazione, ho incontrato via via casi inizialmente considerati “incurabili” che, trattati con poche dosi, sono stati poi risolti con straordinario successo e in breve tempo.
Dato che di norma tali casi vengono apprezzati senza rimanere impressi nella memoria, ho pensato che non dovevano perdersi nel limbo delle vecchie riviste omeopatiche. Raccogliendoli in un libro come questo, ne ho facilitato la lettura, soprattutto in caso di necessità, in modo che le lezioni da essi trasmesse potranno restare impresse nella memoria.
Il risultato di tale proposito è ora nelle vostre mani.
Consapevole che esistono molti più casi clinici non solo nella rivista Homoeopathic Heritage, ma anche in molte altre riviste pubblicate da vari centri in tutto il mondo, ho limitato la scelta ad esempi che:
- siano realmente difficili, se non incurabili;
- non siano troppo lunghi da riportare in un libro;
- abbiano richiesto l’uso di un singolo rimedio;
- insegnino qualcosa sulla valutazione dei sintomi, sull’uso delle potenze o della ripetizione della dose, ecc.
- riportino i sintomi peculiari di un rimedio.
Questi casi testimoniano il potere quasi miracoloso dei rimedi omeopatici quando siano ben scelti. Descrivendo tale potere e lo scopo dell’Omeopatia, il Dr. Guernsey, uno dei maestri di quest’arte nel passato, ha detto:
“Ad opera di quelli di noi che praticano la vera arte scientifica del curare, i ciechi vedono, i pazzi rinsaviscono. Noi curiamo tumori di ogni genere, apriamo passaggi occlusi, rimuoviamo tutte le ipertrofie materiali nonché patologiche e gli accrescimenti causati da una forza vitale disordinata. Ci restano da rimuovere i limiti delle malattie incurabili, dichiarandone aperte le possibilità a tutto, perché stiamo procedendo nel vero fiume della scienza che scorre dall’infinito al finito” (‘Homoeopathic Heritage’, 1981, pag. 593).
Tale incredibile potere si manifesta non solo negli esseri umani ma anche negli animali che, non potendo esprimere i loro disturbi in parole, obbligano a basarsi sull’osservazione.
Così ha scritto nel suo editoriale (‘Homoeopathic Heritage’, novembre 1996) il Dr. Alok Pareek (del Pareek Hospital and Research Center di Agra):
“L’Omeopatia veterinaria sta diventando molto popolare in tutto il mondo. Ricordo di aver curato l’ematuria di un cucciolo di cane per mezzo di Terebinthina 30ch, con grande sollievo anche del suo padrone”.
La stanchezza paralizzante delle zampe posteriori (tale per cui il cane non poteva essere portato fuori neanche per una passeggiata) fu curata con poche dosi di Cocculus indicus 200.
L’Omeopatia si è rivelata utile anche in orticoltura, floricoltura e agricoltura: il Dr. Pareek afferma che “lo spray diluito di Tellurium dinamizzato è stato efficace nel prevenire malattie fungine in piante di agrumi; così Urea diluita e dinamizzata è stata molto efficace nel mantenere in un prato il verde vivo, il che in realtà rappresenta un costo per il grande consumo di concime”.
Grazie ai poteri terapeutici dell’Omeopatia in tutti i campi, eccetto quelli chirurgici, è innegabile che un numero sempre crescente di persone si rivolge all’Omeopatia per la terapia dei propri mali. Persino medici allopatici ammettono (alcuni apertamente, moltissimi velatamente) che esistono situazioni nelle quali l’Allopatia ha poco da offrire.
Il costo proibitivo del trattamento allopatico (incluso quello delle procedure diagnostiche) supera le possibilità economiche dell’uomo medio: esistono inoltre “effetti collaterali” che richiedono anch’essi un trattamento. Le cure ‘magiche’ che la farmacologia offre sono soppressive, poiché non tengono conto della costituzione di base del paziente.
Con queste premesse, al di là dei suoi meravigliosi vantaggi, per ogni omeopata qualificato l’Omeopatia rappresenta una sfida e un’opportunità di accrescere le proprie capacità e guadagnare sempre più fiducia dai propri pazienti, tanto che essi gli si rivolgeranno per il trattamento di prima scelta.
Quegli omeopati che, per mancanza di fiducia, come “pecore smarrite” sono tornati alla pratica tradizionale, possono trovare una forte motivazione per rientrare nell‘ovile omeopatico, vista la recente sentenza della Suprema Corte che disapprova la pratica di qualsiasi sistema di medicamento da parte di chi non sia qualificato per farlo: tali “reduci” perciò sarebbero malvisti se praticassero l’Allopatia e incorrerebbero nel rischio di sanzioni in un tribunale per la difesa dei consumatori. Spinti allora dalla volontà di tornare, non sarebbe per essi difficile padroneggiare tecniche corrette e diventare omeopati di successo.
Un serio studio dei casi clinici risulterà prezioso nel:
1 - mostrare il lavoro della mente dei Maestri nel:
--- “prendere in carico” il caso e selezionare sintomi significativi per la scelta del rimedio;
--- far combinare il quadro del paziente con quello del rimedio;
--- selezionare la potenza corretta e decidere se ripeterla o meno (nella perfetta combinazione di questi tre aspetti consiste il segreto del loro successo);
2 - indicare con quanta cura devono essere studiati i rimedi (e i pazienti);
3 - illustrare il potere delle potenze alte e di quelle altissime, come di quelle medie e più basse in relazione ad ogni caso;
4 - illustrare il valore della DOSE SINGOLA o della ripetizione delle dosi oppure della necessità di non ripetere e attendere;
5 - insegnare il valore dei sintomi peculiari dei rimedi;
6 - evidenziare nuovi sintomi clinici dei rimedi;
7 - insegnare il valore dei NOSODI e delle loro applicazioni cliniche;
8 - mostrare quanto rapidamente agiscano rimedi/potenze omeopatiche, persino in casi molto difficili, purché sia corretta la prescrizione (rimedio + potenza).

Ora lasciamo che il Lettore possa assimilare queste lezioni e diventare un maestro medico prescrittore.
Lo sforzo effettuato nel presentare questi casi avrà adeguata ricompensa se lascerà un segno nella professione di un numero abbastanza ampio di omeopati e se consentirà anche di convertire all’Omeopatia i “San Tommaso” ancora dubbiosi.

Dr. S. M. Gunavante e Dr.ssa Shraddha Bhat



allegati  Indice del libro     allegati  Scheda libro     allegati  Nota dell'editore italiano     allegati  Prefazione degli autori    





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