"La cosa più importante, ciò che realmente ha valore nell'attitudine del medico, è il senso dell'unità della vita. Se non ce l'ha non può comprendere l'ammalato, nè fare niente per lui" [Paschero T.P.]

Quadri di Rimedi Omeopatici

 
Quadri di Rimedi Omeopatici  Tyler Magaret   Salus Infirmorum

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Questa non è una Materia Medica normale, ma una raccolta di riflessioni, consigli, critiche, esperienze e opinioni su 275 rimedi omeopatici.

A tutto questo, la Dr.ssa Tyler ha aggiunto una raccolta selezionata di quello che i Maestri dell’Omeopatia (Hahnemann, Kent, Allen, Boenninghausen, Clarke, Nash, Farrington, Hughes, Guernsey, Boger, Boericke, Burnett, Dunham, ecc.) hanno detto fino ad allora su tali argomenti.

Infine, per ogni rimedio l’Autrice ha aggiunto una raccolta dei sintomi di secondo e terzo grado (quelli più significativi) estrapolandoli dalle Materie Mediche classiche.

Quello però che rende preziosa questa famosa Materia Medica è che la Dr.ssa Tyler ha saputo arricchirla con tutta l’esperienza clinica della sua vita professionale, spesa essenzialmente presso l’Ospedale Omeopatico di Londra nei primi decenni del XX secolo, in piena era pre-antibiotica.

L’Autrice, infatti, attraverso innumerevoli casi clinici, ci insegna ad usare i rimedi e ad ottenere guarigioni straordinarie anche in condizioni patologiche difficili, come le gravi malattie infettive che imperversavano nel suo tempo, in particolare durante i periodi bellici.

Il taglio che la Dr.ssa Tyler fornisce alla sua intera Opera è di pura Omeopatia Unicista.



torna suIndice Generale

Introduzione del traduttore
Nota dell’editore italiano
Prefazione alla seconda edizione inglese
Enunciazione
Prefazione alla prima edizione inglese
Omeopatia, la medicina della forza


Materia  medica
Abrotanum
Sintomi di terzo grado
Qualche altro sintomo importante
Aconitum napellus
Sintomi di terzo grado
Sintomi e indicazioni importanti o strane
Aesculus hippocastanum
Sintomi di terzo grado
Aethusa cynapium
Sintomi di terzo grado
Sintomi importanti, di secondo grado o strani
Agaricus muscarius
Sintomi di terzo grado
Qualche sintomo peculiare o di secondo grado
Ailanthus glandulosa
Alcuni sintomi sperimentali
Alcuni sintomi di terzo grado
Allium cepa
Alumina
Sintomi di terzo grado
Qualche sintomo curioso e di secondo grado
Effetti sulla sensibilità delle emanazioni dell’alluminio
Ammonium carbonicum
Sintomi di terzo grado
Anacardium orientale
Sintomi di terzo grado
Qualche sintomo curioso o di secondo grado
Antimonium crudum
Sintomi di terzo grado
Sintomi di secondo grado, degni di rilievo o curiosi
Antimonium tartaricum
Sintomi caratteristici e peculiari
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi importanti o peculiari di secondo grado
Apis mellifica
Sintomi di terzo grado
Argentum nitricum
Sintomi fisici
Arnica montana
Sintomi dalla sperimentazione di c. F. S. Hahnemann
Alcuni sintomi peculiari
Punture d’insetti
Sintomi di terzo grado
Arsenicum album
Sintomi di terzo grado
Sintomi strani
Asafoetida
Sintomi di terzo grado
Qualche sintomo curioso o di secondo grado
Aurum metallicum
Sintomi di terzo grado
Baptisia tinctoria
Indicazioni di e. M. Hale
Sintomi di terzo grado e caratteristici
Belladonna
Sintomi di terzo grado
Belladonna: «quasi specifica per la scarlattina»
Bellis perennis
Bellis perennis contro i cattivi effetti del freddo-umido nei surriscaldati
Borax
Sintomi di terzo grado
Qualche sintomo curioso o di secondo grado
Bromium
Sintomi di terzo grado
Bryonia alba
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi di secondo grado
Calcarea carbonica
Sintomi di terzo grado
Calcarea phosphorica
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi di secondo grado o degni di rilievo
Calcarea sulphurica
Camphora
Sintomi di terzo grado
Cannabis indica
Sintomi di terzo grado
Cantharis vesicatoria
Sintomi rettali e vescicali di terzo grado
Sintomi di terzo grado
Capsicum annuum
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi di secondo grado, strani, rari e peculiari
Carbo vegetabilis
Alcune indicazioni dedotte o messe in luce dalle sperimentazioni
Sintomi di terzo grado
Caulophyllum thalictroides
Preparazione per un parto non complicato
Causticum
Aggiunte, conclusioni e caratteristiche
Sintomi di terzo grado
Ceanothus americanus
Chamomilla
Sintomi di terzo grado
Chelidonium majus
Sintomi di terzo grado
China officinalis
Cicuta virosa
Sintomi di terzo grado
Importanti sintomi di secondo grado: sintomi peculiari
Cicuta virosa nell’epilessia e nella deficienza mentale
Cimicifuga racemosa (actaea racemosa)
Sintomi di terzo grado
Sintomi curiosi, eminenti o di secondo grado
Cina
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi peculiari o caratteristici
Santonin
Cistus canadensis
Sensazioni importanti
Sintomi catarrali
Cocculus indicus
Sintomi di terzo grado
Sintomi caratteristici e peculiari
Coffea cruda
Sintomi di terzo grado
Colchicum autumnale
Sintomi di terzo grado
Sintomi degni di rilievo, di secondo grado o peculiari
Collinsonia canadensis
Sintomi di terzo grado
Qualche sintomo di secondo grado o peculiare
Colocynthis
Sintomi di terzo grado
Conium maculatum
Sintomi di terzo grado
Sintomi curiosi, sintomi suggestivi e sintomi curati dal rimedio
Crotalus cascavella
Alcuni sintomi importanti
Crotalus horridus
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi di secondo grado o peculiari
Cuprum metallicum
Sintomi peculiari e caratteristici
Cuprum aceticum e il vaiolo
Cyclamen europaeum
Sintomi di terzo grado
Sintomi di terzo grado
Sintomi curiosi o unici e alcune note interessanti
Drosera rotundifolia
Drosera rotundifolia nella tosse spasmodica e nella pertosse
Alcuni sintomi di terzo grado
Sintomi curiosi e sintomi caratteristici
Dulcamara
Sintomi di terzo grado
Ferrum metallicum
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi di secondo grado, curiosi o degni di rilievo
Ferrum phosphoricum
Sintomi da annotare
Gelsemium sempervirens
Sintomi di terzo grado e sintomi caratteristici
Glonoinum
Sintomi di terzo grado
Altri sintomi di secondo grado o peculiari
Graphites
Sintomi di terzo grado
Hepar sulphuris calcareum
Sintomi di terzo grado
Sintomi peculiari di c. F. S. Hahnemann che possono confermare la diagnosi
Sintomi di terzo grado
Hyoscyamus niger
Sintomi di terzo grado
Sintomi curiosi o caratteristici
Hypericum perforatum
Hypericum perforatum sul campo di battaglia
Sintomi di terzo grado
Ignatia amara
Sintomi di terzo grado
Iodum
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi peculiari o di secondo grado
Una storiella su iodum
Ipecacuanha
Sintomi peculiari e modalità
Sintomi di terzo grado
Iris versicolor
Sintomi di terzo grado
Sintomi curiosi o di secondo grado
Kali bichromicum
Sintomi di terzo grado
Sintomi caratteristici e sensazioni
Sedi particolarmente coinvolte
Kali bromatum
Sintomi di terzo grado
Sintomi importanti, caratteristici o curiosi di secondo grado
Kali carbonicum
Sintomi di terzo grado
Kali sulphuricum
Kreosotum

Sintomi di terzo grado
Sintomi curiosi e suggestivi
Lac caninum
Sintomi di terzo grado
Lachesis mutus
Sintomi di terzo grado
Altri sintomi degni di rilievo
Ledum palustre
Sintomi di terzo grado
Altri sintomi rilevanti
Lilium tigrinum
Sintomi di terzo grado
Lycopodium clavatum
Sintomi di terzo grado
Lycopodium clavatum negli aneurismi
Magnesia phosphorica
Sintomi di terzo grado
Medorrhinum
Sintomi di terzo grado
Glinicum
Mercurius solubilis
Sintomi di terzo grado
Alcune sensazioni strane
Sintomi mentali e appartenenti alla demenza
Mercurius vivus
Sintomi di terzo grado
Mercurius cyanatus
Mezereum
La cura di una sordità con mezereum e alcune riflessioni
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi curiosi o di secondo grado
Morbillinum
Muriaticum acidum
Sintomi di terzo grado
Sintomi di terzo grado
Natrum muriaticum
Sintomi di terzo grado
Sintomi curiosi
Natrum phosphoricum
Sintomi di terzo grado
Sintomi di secondo grado o importanti per la diagnosi
Natrum sulphuricum
Sintomi di secondo grado
Nitricum acidum
Sintomi di terzo grado
Sensazioni curiose
Nux moschata
Una prima esperienza
Sintomi di terzo grado
Sensazioni strane
Nux vomica
Sintomi mentali di terzo grado
Sintomi di terzo grado della testa
Sintomi di terzo grado dell’apparato respiratorio
Sintomi di terzo grado della febbre
Sintomi di terzo grado dell’apparato digerente
Sintomi di terzo grado di retto e ano
Sintomi di terzo grado dell’apparato urinario
Opium
Sintomi peculiari o insoliti
Sintomi di terzo grado
Ornithogalum umbellatum
Paeonia officinalis
Sintomi di secondo e di terzo grado
Altri sintomi degni di rilievo
Palladium
Palladium: un rimedio della superbia ferita
Sintomi di terzo grado del 'repertorio' di kent
Sintomi di secondo grado del 'repertorio' di kent
Sintomi di secondo grado della materia medica di boericke
Sintomi di secondo grado della materia medica di allen
Petroleum
Sintomi di terzo grado
Sensazioni strane, peculiari e sorprendenti
Phosphoricum acidum
Sintomi di terzo grado
Phosphorus
Sintomi di terzo grado
Phytolacca decandra
Sintomi di terzo grado
Picricum acidum
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi di secondo grado o curiosi
Platina
Sintomi di terzo grado
Alcuni sintomi curiosi e di secondo grado
Plumbum metallicum
Sintomi di terzo grado
Sintomi di secondo grado, curiosi o degni di rilievo
Psorinum
Sintomi di terzo grado
Sintomi importanti, caratteristici di secondo grado o peculiari
Ptelea trifoliata
Sintomi più marcati
Altri sintomi notevoli o curiosi
Pulsatilla nigricans
Sintomi di terzo grado
Pyrogenium
Septicaemin

Ranunculus bulbosus
Sintomi di terzo grado
Sintomi di secondo grado, importanti, curiosi o suggestivi
Rhododendron
Sintomi di terzo grado
Rhus toxicodendron
Sintomi di terzo grado
Ruta graveolens
Sintomi di terzo grado
Salicilati: salicylicum acidum
Sintomi di secondo o terzo grado e sintomi suggestivi
Sanguinaria canadensis
Sintomi di terzo grado
Sintomi di secondo grado o curiosi
Sanicula aqua
Sintomi rari e peculiari
Sepia
Sintomi di terzo grado e caratteristici
Sensazioni curiose
Sepia nella malaria
Silicea
Sintomi di terzo grado
Staphysagria
Sintomi di terzo grado
Stramonium
Sintomi di terzo grado
Sintomi ‘strani, rari e peculiari’
Sulphur
Sensazioni bizzarre
Quadro a
Quadro b
Quadro c
Sintomi di terzo grado
Symphytum officinale
Arnica montana:
Calendula officinalis:
Bellis perennis:
Hypericum perforatum:
Ruta graveolens:
Symphytum officinale:
Urtica urens:
Tumore sarcomatoso infiltrante il tessuto osseo della mandibola
Sintomi di terzo grado e altre notevoli indicazioni
Tarentula hispanica e cubensis
Tarentula hispanica

Sintomi di terzo grado
Sintomi notevoli, diagnostici o di secondo grado
Follia: tarentula ispanica
Tarentula cubensis
Terebinthina
Sintomi di terzo grado
Sintomi notevoli, peculiari o di secondo grado
Una sperimentazione di terebinthina
Theridion curassavicum
Sintomi rari, peculiari e notevoli
Thuja occidentalis
Sintomi di terzo grado
Sintomi strani
Tuberculinum e i suoi altri nosodi
Urtica urens
Ustioni
Orticaria
Primo caso clinico:
Secondo caso clinico:
Allattamento
Reumatismo del deltoide
Febbri malariche e malaria
Gotta
Veratrum album
Sintomi di terzo grado
Sensazioni peculiari
Veratrum viride
Sintomi di terzo grado
Altri sintomi importanti o curiosi
Viburnum opulus
Sintomi di terzo e di secondo grado
Sensazioni peculiari
Viburnum prunifolium
Viscum album


Indice dei rimedi
Indice generale


torna suIndice dei rimedi

A
Abrotanum
Aceticum acidum
Achillea millefolium
Aconitum napellus
Actaea racemosa
Aesculus hippocastanum
Aethusa cynapium
Agaricus muscarius
Agnus castus
Agraphis nutans
Ailanthus glandulosa
Alliaria officinalis
Allium cepa
Allium sativum
Aloe socotrina
Alum
Alumina
Alumina phosphorica
Aluminium metallicum
Amanita muscaria
Ammoniacum gummi
Ammonium carbonicum
Amylenum nitrosum
Anacardium orientale
Anisum stellatum
Anthracinum
Antimonium crudum
Antimonium tartaricum  
Apis mellifica
Arctium lappa
Argentum nitricum
Arnica montana
Arsenicum album
Arum triphyllum
Asafoetida
Asarum europaeum
Asparagus officinalis
Asterias rubens
Aurum metallicum
Aurum muriaticum
Aviaire

B
Bacillinum
Bacillinum testium
Baptisia tinctoria
Baryta carbonica
Belladonna  
Bellis perennis  
Berberis vulgaris
Borax  
Bromium
Bryonia alba
Bufo rana

C
Cactus grandiflorus
Caladium seguinum
Calcarea carbonica
Calcarea fluorica
Calcarea phosphorica
Calcarea sulphurica
Calendula officinalis
Camphora
Cannabis indica
Cannabis sativa
Cantharis vesicatoria
Capsicum annuum
Carbo vegetabilis
Carbolicum acidum
Castanea vesca
Caulophyllum thalictroides
Causticum
Ceanothus americanus
Ceanothus virginiana
Cedron
Chamomilla
Chelidonium majus
China officinalis  
Chininum sulphuricum
Chlorum
Cicuta virosa
Cimicifuga racemosa
Cina  
Cinchona officinalis
Cistus canadensis
Cocculus indicus
Coccus cacti
Coffea cruda
Colchicum autumnale
Collinsonia canadensis
Colocynthis
Conium maculatum
Consolida maggiore
Convallaria majalis
Copaiva
Crocus sativus
Crotalus cascavella
Crotalus horridus
Cuprum aceticum
Cuprum metallicum
Cyclamen europaeum

D
Digitalis purpurea
Dioscorea villosa
Diphtherinum
Drosera rotundifolia
Dulcamara
 
E
Echinacea
Elaps corallinus
Elaterium officinarum
Equisetum hyemale
Euphrasia officinalis

F
Ferrum magneticum
Ferrum metallicum
Ferrum phosphoricum
Fluoricum acidum
Fraxinus americanus

G
Gelsemium sempervirens
Glinicum
Glonoinum
Gonorrhinum
Gossypium
Graphites
 
H
Hamamelis virginica
Hepar sulphuris calcareum
Hydrophobinum
Hyoscyamus niger
Hypericum perforatum

I
Ignatia amara
Influenzinum
Iodum
Ipecacuanha
Iris versicolor

K
Kali bichromicum
Kali bromatum
Kali carbonicum
Kali iodatum
Kali nitricum
Kali phosphoricum
Kali sulphuricum
Kalmia latifolia
Kreosotum

L
Lac caninum
Lac defloratum
Lachesis mutus
Lappa major
Latrodectus mactans
Ledum palustre
Lilium tigrinum
Lobelia inflata
Luesinum
Lycopodium clavatum
Lyssinum

M
Magnesia carbonica
Magnesia muriatica
Magnesia phosphorica
Magnetis polus australis
Malaria officinalis
Medorrhinum
Mercurius corrosivus
Mercurius cyanatus
Mercurius iodatus ruber
Mercurius protoiodatus
Mercurius solubilis
Mercurius vivus
Mezereum  
Morbillinum
Moschus moschiferus
Muriaticum acidum
Mygale lasiodora
Myrtus communis

N
Naja tripudians
Natrum carbonicum
Natrum muriaticum
Natrum nitricum
Natrum phosphoricum
Natrum sulphuricum
Nitricum acidum
Nux moschata
 
Nux vomica

O
Opium
Ornithogalum umbellatum
Oxalicum acidum

P
Paeonia officinalis
Palladium
Paris quadrifolia
Petroleum
Phosphoricum acidum
Phosphorus
Phytolacca decandra
Picricum acidum
Pilocarpina
Pirexin
Pix liquida
Platina
Platinum
Plumbum metallicum
Pneumococcinum
Podophyllum peltatum
Polygonatum officinale
Psorinum
Ptelea trifoliata
Pulsatilla nigricans
Pyrogenium
 
R
Ranunculus bulbosus
Ranunculus sceleratus
Ratanhia
Rhododendron
Rhus aromatica
Rhus diversiloba
Rhus glabra
Rhus radicans
Rhus toxicodendron
Rhus venenata
Rumex
Ruta graveolens
 
S
Sabadilla officinalis
Sabina
Salicin
Salicylicum acidum
Sambucus nigra
Sanguinaria canadensis
Sanicula aqua  
Santonin
Sarsaparilla
Scarlattinum
Scilla maritima
Scutellaria laterifolia
Secale cornutum
Senega
Sepia
Sepsina
Septicaemin
Silicea  
Spigelia anthelmia
Spiritus quercus glandium
Spongia tosta
Squilla maritima
Stannum metallicum
Stannum muriaticum
Staphysagria
Stillingia sylvatica
Stramonium
Streptococcinum
Strychninum
Sulphur
Sulphuricum acidum
Sumbul ferula
Sumbulus moschatus
Symphytum officinale
Syphilinum

T
Tabacum
Taraxacum officinale
Tarentula cubensis
Tarentula hispanica
Terebinthina
Theridion curassavicum
Thuja occidentalis
Tilia tomentosa
Tuberculinum
Tuberculinum bovinum
Tuberculinum Denys
Tuberculinum Kock
Tuberculinum Marmorek
Tuberculinum residuum
Tuberculinum Splenger

U
Urtica urens

V
Valeriana officinalis
Vanadium metallicum
Variolinum
Veratrum album
Veratrum viride
Viburnum opulus
Viburnum prunifolium
Vipera berus
Viscum album

Z
Zincum metallicum


torna suIntroduzione Traduttore

Oggi sono disponibili vari tipi di Materia Medica.
Le Materie Mediche patogenetiche, che forse dovrebbero essere maggiormente impiegate, sono molto faticose da assimilare per la grande quantità di sintomi in esse contenuti che spesso disorienta il Lettore.
Le Materie Mediche cliniche, invece, oltre ai sintomi patogenetici, prendono in considerazione anche quelli curati con certezza da un rimedio: cosa che le rende più facilmente assimilabili. In esse, tutti i sintomi di un rimedio sono filtrati e ‘gerarchizzati’ dall’esperienza dell’Autore e ne consegue che l’immagine del rimedio che si può trarre è più netta e definita ma, proprio per questo motivo, forse è anche più parziale.
La ‘Homeopathic Drug Pictures’, scritta dalla famosa Omeopata inglese Margaret Tyler, come lo stesso titolo vuole sottolineare, pur essendo nata come una rassegna dei quadri dei rimedi più studiati dall’Autrice, assume però lo spessore di una vera e propria Materia Medica clinica. I rimedi presentati in quest’opera restano fortemente ancorati alle sperimentazioni per mezzo di un’estrazione di sintomi dalla Materia Medica patogenetica eseguita dall’Autrice. Il risultato è un’opera di lettura molto scorrevole che lascia immagini nitide di ciascun rimedio presentato, con l’aggiunta di riferimenti patogenetici che approfondiscono il rimedio e a volte obiettivano il dato clinico.
Le motivazioni che mi hanno spinto a dedicarmi alla traduzione di questo libro della Tyler sono molte, e senza dubbio la principale è costituita dall’enorme interesse che l’Omeopatia ha suscitato nel sottoscritto in questi ultimi anni. L’opportunità di dare un contributo alla diffusione di questa disciplina nel nostro Paese, mettendo questo testo a disposizione di coloro che non hanno una buona conoscenza della lingua inglese, è risultata un’altra importante motivazione. Ho inoltre trovato il lavoro di traduzione molto utile, perché, in primo luogo, mi ha costretto a leggere più volte con estrema attenzione questa Materia Medica e poi perché ha richiesto un approfondimento della lingua inglese che altrimenti non avrei mai fatto e che risulta comunque utile se non altro per l’impiego del ‘Repertorio’. A tal proposito, si ricorda che lo stesso C. F. S. Hahnemann accumulò un enorme bagaglio di conoscenze traducendo per vari anni molti testi di Medicina del suo tempo. Anche per i suddetti motivi, il lavoro di traduzione sarebbe consigliabile per coloro che hanno la volontà e il tempo necessario per dedicarvisi.
La traduzione mi ha occupato per circa un anno e, nonostante l’impegno, non posso garantire con estrema sicurezza l’assenza d’errori, dei quali mi scuso anticipatamente con il Lettore. Anzi, sarei molto grato a quest’ultimo se avesse la bontà di segnalarli all’Editore per le dovute correzioni.

La cosa che più mi ha colpito durante la lettura e la traduzione di questa Materia Medica, è la GRANDE UMILTÀ con cui la Tyler affronta ogni capitolo. Questa enorme dote cristiana dell’Autrice, da una parte facilita l’apprendimento dei rimedi per la semplicità dell’esposizione, dall’altra costituisce un insegnamento indispensabile per chi voglia affrontare correttamente l’Omeopatia. La Tyler, infatti, ammette spesso la propria ignoranza di fronte a rimedi da lei poco impiegati ricorrendo frequentemente, senza mai nasconderlo, al lavoro di altri Omeopati più o meno famosi. Ella, inoltre, non nasconde neppure i suoi insuccessi, inevitabili nella carriera anche dei più grandi prescrittori. In questo senso, l’insegnamento di umiltà dell’Autrice va ben oltre i contenuti del testo.
Nel paragrafo 83 dello ‘Organon dell’Arte del Guarire’,  C. F. S. Hahnemann afferma:
«L’esame individualizzato di ciascun caso di malattia richiede al Medico
- assenza di preconcetti,
- integrità dei sensi,
- una attenta osservazione e
- una fedele e onesta riproduzione del quadro morboso».
L’assenza di preconcetti è quindi la prima qualità che il Medico deve avere per essere in grado di leggere l’essenza delle espressioni patologiche. La stessa mancanza di umiltà corrisponde alla sopravvalutazione di sé e conseguentemente ad una distorta visione della realtà. In questo senso, la mancanza di umiltà viene a corrispondere al preconcetto. Può quindi una persona non umile raggiungere lo stato, definito necessario da Hahnemann, di «assenza di preconcetti»? In che modo allora si può essere scevri da preconcetti se non si è umili? Il preconcetto è a sua volta definibile come idea precostituita della realtà e se, come spesso accade, questa non corrisponde al quadro reale, allora il preconcetto diventa falsa percezione della realtà.
Recentemente, Rajan Sankaran ha individuato proprio nella falsa percezione della realtà la causa iniziale di tutti i quadri patologici. Ecco che il preconcetto viene così ad assumere una valenza patologica e un Medico che abbia preconcetti dovrà cercare la via dell’umiltà non solo che per fare meglio il suo lavoro, ma anche per la sua stessa salute. Appare quindi chiaro, come Hahnemann e la Tyler insegnano, che per essere Medici capaci e riuscire a scorgere l’intimo significato dei sintomi e per poterne quindi definire la totalità, il segreto è l’umiltà e che tanto più riusciremo ad essere umili quanto più saremo scevri da preconcetti.

Questa Materia Medica, comunque, presenta anche altre caratteristiche che la rendono unica.
Gli aspetti fondamentali dei rimedi sono sempre evidenziati con equilibrio e maestria, sono filtrati dall’enorme esperienza clinica dell’Autrice e sono spesso rimarcati con ripetizioni allo scopo di farli memorizzare con maggiore facilità, addirittura a volte anche con rime, la cui traduzione purtroppo diventa sicuramente infelice.
Nonostante sia un libro vecchio datato a più di mezzo secolo fa e nonostante abbia delle note che ne dimostrino l’età, è ancora oggi un testo attuale per la vivacità espositiva e perché presenta suggerimenti sviluppati da Omeopati contemporanei. A questo proposito, si veda la similitudine tra Psicoterapia e Omeopatia e tra situazioni reali di vita e di sperimentazione del rimedio. Anche questi sono aspetti recentemente sviluppati da Rajan Sankaran nelle sue definizioni di Omeopsicoterapia e di Materia Medica Situazionale.
Dopo aver finito questo lavoro, mi sono sentito onorato di essere il tramite tra la Dr.ssa Tyler e i futuri Lettori. La mia gratitudine va allora all’Editore, senza il quale probabilmente non avrei mai avuto una tale opportunità e ancora più a mia moglie, Silvia, e ai miei figli, Lorenzo e Giovanni, che ho sicuramente trascurato, anche se spesso inconsciamente, nell’esecuzione di questo compito.

Dr. Pietro Romagnoli


torna suNota Editore Italiano

Questo libro è una perla preziosa per vari motivi: sia perché ci trasferisce l’esperienza pluriennale di questo indiscusso Maestro di Omeopatia, sia perché sfata molti luoghi comuni in voga ancora oggi, sia perché ci aiuta a combattere quella strana metodologia di ‘Omeopatia allopatica’ che molto spesso alberga in tanti Omeopati contemporanei (e talvolta anche in noi unicisti), sia perché ci insegna, attraverso esempi di vita, a frenare il nostro protagonismo e il nostro credere di sapere.
Un solo esempio può essere la sottolineatura con cui la Tyler ricorda le indicazioni che Hahnemann ci ha lasciato per Drosera rotundifolia: indicazioni scritte in neretto, e quindi di terzo grado, che però molti Autori del passato hanno completamente trascurato o svalutato. Per questo motivo, nel capitolo su Veratrum album la Tyler scrive:
«Altri Autori ci hanno privati di una ‘guida’ utile per fare buone prescrizioni, perché hanno ignorato i sintomi ossei e articolari di Drosera rotundifolia descritti in neretto da Hahnemann, come se l’unica e vera indicazione per il rimedio fossero la pertosse e la laringite. Pertanto, anche diversi casi di artrite reumatoide, che avrebbero potuto trarre beneficio da Drosera rotundifolia, sono stati lasciati senza cura». Infatti, chi di noi davanti ad una artrite reumatoide penserebbe a Drosera rotundifolia con la stessa facilità con cui ci penserebbe in presenza di una pertosse?
Ecco, questo è uno dei motivi per cui non dovremmo mai stancarci di studiare gli Autori del passato e in particolare le loro Materie Mediche e i loro commenti che ci comunicano l’esperienza che essi si sono formati dopo decenni di pratica clinica.
Sotto questo punto di vista, affidandoci alla Tyler dovremmo stare tranquilli, perché di esperienza ella ne ha maturata veramente tanta avendo esercitato la professione durante le due guerre mondiali e avendo per di più diretto il Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale di Londra.

Da un punto di vista più editoriale, vorrei ricordare che, oltre ad eseguire il più possibile una traduzione fedele e immediatamente comprensibile, abbiamo voluto correggere le imperfezioni che trovavamo durante lo studio di quest’Opera e ci siamo anche permessi di uniformare il testo per quanto riguarda abbreviazioni dei nomi dei rimedi e riferimenti repertoriali, perfezionando e correggendo i titoli di alcuni testi e e i nomi di alcuni Autori. Questo nostro lavoro di traduzione e di contemporaneo miglioramento del testo originale può essere intuito anche solamente dall’analisi del numero di note a piè di pagina: sono quasi 800!

Ricordo infine che abbiamo pensato di inserire alcune tabelle riassuntive per permettere rapide diagnosi differenziali. Queste tabelle, quindi, NON sono state compilate dalla Dr.ssa Tyler, ma dal sottoscritto che, comunque, ha utilizzato solo le informazioni contenute nel testo in oggetto.

Ora, dopo quasi due anni di lavoro svolto ‘a tempo perso’, cioè prevalentemente di notte e nei fine settimana, e quindi dopo un lavoro che ha richiesto concreti sacrifici, molte rinunce e il ricorso a tanta buona volontà che ci teneva ‘incollati’ alla sedia anche quando avremmo voluto fare altro, dobbiamo però confessare che, nonostante tutto, siamo stati contenti di esserci avventurati in questa impresa, perché siamo stati ampiamente ripagati in conoscenza e in ‘scuola di umiltà’: due elementi che ci hanno permesso di capire ancor meglio che, se la Materia Medica omeopatica è immensa e complessa, il solo vero motivo è che è l’Uomo ad essere immenso ed estremamente complesso.

Proprio per la delicatezza e l’enorme difficoltà del nostro lavoro di Terapeuti, noi Omeopati, che più ancora degli altri Medici abbiamo avuto il dono e i mezzi idonei per indagare, capire e aiutare le persone che vengono a chiederci aiuto, per fare la giusta scelta terapeutica abbiamo particolarmente bisogno di restare umili perché, come ci ha insegnato Hahnemann e come ci ha chiaramente trasmesso in queste pagine la Tyler, è solo in questo modo che teniamo il nostro cuore libero da preconcetti e giudizi aprioristici ponendoci pertanto nella migliore condizione per riuscire a cogliere ciò che deve essere veramente guarito nel singolo Malato (cfr ‘Organon’, par. 3).
Siamo certi che solo con questo atteggiamento, intriso ovviamente da un’incessante studio e non pochi sacrifici, ci si può avvicinare un po’ di più alla vera conoscenza dell’Uomo, della sua malattia e della via che dobbiamo intraprendere per scegliere il trattamento più giusto.
E’ anche con questo spirito nel cuore che noi, attraverso l’intercessione di Maria SS, innalziamo la nostra preghiera all’Onnipotente e unico Padre, Colui che Hahnemann chiama «Onnisciente Conservatore della vita dell’Uomo».


Padova, 25 ottobre 2001
Dr. Roberto Gava


torna suPrefazione I Edizione Inglese

Si dice che ad Adamo fu dato il compito di dare un nome (e quindi di conoscere) tutte le cose viventi: fu una tremenda opportunità e responsabilità in quanto le cose senza nome sono inutilizzabili, mentre quelle chiamate erroneamente (e quindi scarsamente conosciute) sono erroneamente utilizzate o dimenticate.
Il compito di scegliere un nome per questa nostra portentosa e nuova medicina fu demandato ad C. F. S. Hahnemann che, essendo un uomo erudito, nel corso di tutta la sua vita fu capace di esprimere concisamente, in fluenti frasi greche, la potenza e le possibilità di questa Medicina utile per il mondo intero. Era la Medicina dei Simili, cioè la Medicina della cura dei Simili con i Simili: Omeopatia. Nome perfetto! Descrizione perfetta!
Quello fu il primo livello, incontestabile ma ancora incompleto, che egli stava per scoprire, dato che i rimedi, in certi casi, fallivano dopo un iniziale successo terapeutico. Perché? ... Il successo sembrava cessare: il parziale fallimento lo spinse a nuovi sforzi. Dopo undici anni d’intenso lavoro e di verifiche, egli poté esporre la sua spiegazione di questo fenomeno nell’opera intitolata ‘The Origin and Nature of Chronic Diseases and the Manner of their Cure’.
Ma i tempi non erano maturi per questi insegnamenti e i seguaci di C. F. S. Hahnemann, in sostanza, fallirono nel proseguire il suo lavoro. Le cose essenziali sono state sminuite. Persino la sua Legge di Guarigione per qualcuno è una semplice regolina. La possibilità, che C. F. S. Hahnemann intravide, di promuovere la salute delle Nazioni, anche se spesso dibattuta, nella sostanza è stata disattesa.
Persino la prima parte delle sue scoperte, che era inerente alla Medicina dei Simili, è stata disattesa. Anche un principiante dovrebbe capire che non si può, per esempio, curare una stitichezza cronica con purganti: questo è stato dimostrato nei secoli, ma su questi errori l’Industria Chimica prospera.
Sappiamo pure che non si può curare l’insonnia con ipnotici (eccetto forse il caso in cui il problema è di interrompere un’abitudine transitoria) e neppure il dolore con gli analgesici. Per curare non devi solamente alleviare le sensazioni, ma tagliare alla radice la causa del problema. Basterebbe riflettere sul fatto che se una cosa è curata è curata e non c’è bisogno di prolungare il trattamento per il persistere della patologia.
D’altra parte, si può curare la stipsi con la sostanza capace di provocare proprio quel tipo di stipsi; l’insonnia con quel rimedio in grado di provocare lo stesso tipo d’insonnia e così via. A questo proposito, si può citare la storia classica di un insonne che si rannicchiava dietro persiane chiuse e tendaggi pesanti, impaurito dal suo spietato nemico, il rumore, perché anche il rumore più lieve era capace di penetrare in lui e di risvegliargli la coscienza, l’irritabilità, la disperazione. Un Medico esperto, non solo di Medicina ma anche di Psicologia, prescrisse ad una persona insonne di trascorrere le sue notti in un cantiere navale pieno di incessanti e forti rumori di colpi di martello e dove era normale che il suo sgomento si incrementasse: in questo modo quel Paziente guarì.
Oltre a ciò, ricordo che più recentemente, come ausilio per il trattamento dello shock emotivo da bombardamento, è stato proposto l’ascolto di dischi che riproducono tutti gli orribili suoni provocati dalla guerra moderna, al fine di guarire i nervi scossi delle vittime della guerra attraverso la familiarità generata dalla consuetudine. Tutto questo non si tratta, forse, di pura Omeopatia?
È di grande soddisfazione la consapevolezza che è possibile scoprire sostanze curative per ciascun caso guaribile mediante la sperimentazione delle stesse, che però deve essere eseguita secondo le modalità che ci sono state insegnate. La sperimentazione non deve essere eseguita su animali, in quanto non possono fornirci il quadro necessario dei sintomi, e neppure su soggetti malati con svariate patologie in quanto, nella migliore delle ipotesi, questi possono presentarci un indistricabile miscuglio di sintomi malattia-farmaco da cui è impossibile trarre informazioni utili. L’Omeopatia, invece, studia e registra gli effetti delle sostanze su soggetti in buona salute e sensibili che possono fornire con grande precisione le informazioni desiderate.
Ci si potrebbe rammaricare degli entusiastici sforzi intrapresi per scoprire gli effetti delle medicine con l’aiuto di nessun’altra legge se non quella di utilizzarle nell’Uomo affinché forse un giorno altri possano essere in grado di impiegarle in qualche modo con una ragionevole prospettiva di successo ... non è quindi per questo che la Medicina si è evoluta con fatica? Ora dogmatizzando, ora dubitando, ora confutando in favore di una nuova teoria o speranza ... finché C. F. S. Hahnemann entrò in scena per capovolgere ogni preconcetto, tradizione o insegnamento contrario ai FATTI. Sembra che fino ad allora non si sia mai verificato che la ‘Scienza’ sperimentasse sostanze su soggetti sani per ricavarne precisi effetti su organi, tessuti e menti umane prima di prescriverle ai Malati. Senza conoscere gli essenziali rudimenti di base non è possibile comprendere quanto sia di valore la conoscenza degli effetti dei farmaci e delle malattie e come si possa applicare gli uni per il sollievo di queste ultime.
Ma, accanto alle malattie curabili con la Terapia dei Simili, vi sono incurabili casi patologici incurabili o con esiti di tali patologie. Non è possibile guarire, fino al punto di poter vivere normalmente, dopo una cavità polmonare causata dalla perdita del tessuto polmonare che si è ulcerato e non è possibile riaggiustare un arto amputato, ma la ‘Medicina dei Simili’ è comunque di aiuto anche per la maggior parte delle malattie incurabili: essa può e deve palliare e prolungare la vita indefinitamente. In questo modo, il parenchima polmonare può cicatrizzare ed essere posto in una condizione tale da permettere di vivere per molti anni. Oltre a ciò, chi può dogmaticamente affermare quale e quanto una patologia sia incurabile? L’Omeopatia, nelle mani di Medici coraggiosi, entusiasti e fantasiosi, può ridurre i limiti d’incurabilità: può agire apparendo persino miracolosa.

L’Omeopatia è stata descritta con molti nomi, finché C. F. S. Hahnemann ne scelse uno per rendere impossibile una cattiva interpretazione della sua natura o dei suoi scopi.
J. C. Burnett colpì nel segno quando definì l’Omeopatia una ‘Medicina Scientifica’. Tutto qui! È una Medicina basata su fatti accertati e su deduzioni abbondantemente provate. La nostra esperienza ci suggerisce che i risultati sono tanto migliori quanto maggiore è la conoscenza profonda e quanto più scrupolosamente viene applicata. La conoscenza in ciascun settore non è necessariamente globale: è sempre una questione di livelli. Se conoscessimo bene tutto, anche solo limitatamente al nostro settore medico, chi potrebbe porre limiti alle nostre grandi azioni curative? Ma, anche se quest’obiettivo non è stato mai raggiunto e non lo sarà mai, bisogna sempre tenerlo presente e perseguirlo per essere sempre più vicini alla sua soluzione e avere ogni giorno più luce e più forza ...
Sempre, FORZA. Questo è il nuovo nome che vorremmo proporre per il sistema di C. F. S. Hahnemann.

Omeopatia, la Medicina della forza

Dopo tutto cos’è una FORZA? Non è il più impalpabile e irresistibile dei fattori concepibili? Robert Louis Stevenson ha detto:

«Io ho visto solo le cose che hai fatto,
Ma sempre ti nascondi».

La forza non appartiene solo alla nostra Terra o a qualche altra parte del sistema solare, perché essa tiene insieme tutto e regna su tutto. Per riconoscerla non servono la massa, la quantità, la struttura, il colore o l’odore. Può esserci costantemente oppure può entrare improvvisamente in azione: per esempio, ora nell’apparente stabilità del moto ordinato di un torrente, ora nel balenio di un fulmine, che è spesso più devastante del più diabolico ordigno esplosivo, e ancora, poiché «Dio dette loro una Legge che non doveva essere infranta» (cfr Dt 6,1 ss), i suoi poteri erano stati concepiti anche per essere sfruttati in tanti piccoli modi utili all’Umanità attraverso lo studio e la verifica dei limiti e delle modalità d’azione e attraverso una loro corretta applicazione.
Le ‘potenze’, o forze , come lo stesso C. F. S. Hahnemann le definì, sono costituite dalla forza strana e ‘infinitesimale’ nascosta nelle cose, forse in tutte le sostanze, che deve essere solo liberata e resa utilizzabile mediante la ‘dinamizzazione’: questa forza è in rapporto inverso alla concentrazione delle sostanze. C. F. S. Hahnemann scoprì che la somministrazione di una prima dose non letale di Belladonna ad un soggetto ‘simile’, come quello con la febbre della scarlattina, «attizza un fuoco già vivo». Così C. F. S. Hahnemann provò con il suo metodo della dinamizzazione: una parte di medicina in 99 parti di sostanza inerte, assicurando la perfetta diffusione della prima nella seconda mediante una serie ripetuta di triturazioni in proporzione al grado di attività della sostanza, ottenendo così una riduzione degli effetti farmacologici e una sempre maggiore liberazione di potere curativo.
In uno dei suoi scritti nei quali spiega la dinamizzazione, C. F. S. Hahnemann pone l’accento sul suo ruolo in questa scoperta:
«Io ero evidentemente il primo a fare questa grande e straordinaria scoperta: le proprietà delle sostanze medicinali acquisivano un notevole aumento del potere terapeutico, se fluide, mediante la succussione con una sostanza non rimedio oppure, se solide, con la costante e ripetuta triturazione; quando questi procedimenti venivano ripetuti molto a lungo, anche sostanze prive di effetti farmacologici acquisivano uno stupefacente effetto sull’Uomo».
Inoltre, egli dimostrò che, insieme a questo cambiamento delle proprietà terapeutiche, il metodo di preparazione omeopatico produceva un’alterazione delle loro proprietà chimiche. Le sostanze insolubili divenivano completamente solubili sia in alcool che in acqua:
«Gli effetti di questa scoperta hanno un estremo valore in rapporto all’arte di guarire».
C. F. S. Hahnemann prosegue così:
«Le sostanze medicinali così preparate non sono più soggette alle leggi della Chimica. Una dose della più alta dinamizzazione di Phosphorus può rimanere per anni chiusa nella sua confezione dentro una scrivania senza perdere le sue proprietà mediche, oppure cambiandole in quelle di Phosphoricum acidum. Un rimedio che è stato elevato alla più alta potenza, divenuto in questo modo quasi puro spirito,  non è più soggetto alle leggi di neutralizzazione ...».
C. F. S. Hahnemann, che era considerato uno dei più grandi chimici analitici dell’epoca, sapeva bene il significato di quello che scriveva.  

Per quanto riguarda il suo libro ‘Le Malattie Croniche’, all’età di settantatre anni, C. F. S. Hahnemann, essendo del tutto convinto della verità delle sue scoperte e per evitare all’Umanità la perdita delle medesime, trasmise le sue conoscenze «a due dei suoi più meritevoli discepoli ... per paura di essere chiamato nel regno dell’eternità prima di aver terminato il suo lavoro». Il suo lavoro, tuttavia, fu lasciato incompiuto. Egli aveva raggruppato tutte le patologie croniche non veneree sotto un unico nome: Psora, ma diceva «di non considerare tra i rimedi antipsorici alcun rimedio isopatico in quanto i loro effetti sull’organismo sano non erano stati sufficientemente accertati». Per ‘rimedi isopatici’ egli evidentemente intendeva i rimedi derivati dai prodotti delle malattie (i nostri ‘nosodi’) e uno di questi, il suo Psorinum, che è derivato dalle secrezioni muco-purulente della scabbia, fu dallo stesso C. F. S. Hahnemann considerato «omeopatico e non isopatico, in quanto la preparazione omeopatica, mediante la quale viene sterilizzato e potenziato, gli cambia la sua natura e le sue proprietà e quindi alla fine i due prodotti non sono più identici ma ‘simili’: non Isopatia, ma Omeopatia».
Ci sono voluti quasi duecento anni affinché l’Omeopatia ottenesse un certo riconoscimento ufficiale; effettivamente il trattamento con successo delle malattie croniche non veneree, suo grande merito, è solo l’inizio della sua marcia trionfale in quel territorio di disperazione costituito proprio dalle Malattie Croniche.
Il fatto che l’Omeopatia sia anche in grado di curare patologie sconosciute, ma con sintomatologia nota, è stato dimostrato ineluttabilmente dai dati statistici che si diffusero in tutto il mondo quando il COLERA, descritto da C. F. S. Hahnemann come «quella peste misteriosa e omicida», «dilagò in Europa nel 1830». C. F. S. Hahnemann preparò i suoi seguaci a trattarlo con un successo documentato indiscutibilmente dai dati statistici che presenteremo e che abbiamo scelto tra i molti disponibili. Il suo rimedio principale fu Camphora, per gli stadi precoci: rimedio che veniva somministrato molto frequentemente «finché la coscienza, il riposo e il sonno ritornano e il Paziente è fuori pericolo»; infatti, l’avvelenamento da Camphora presenta tutta la sintomatologia delle prime fasi del colera.
«Nel secondo e più difficile stadio delle clonie spasmodiche con vomito, diarrea, dolorosissimi crampi ai polpacci, ecc., se Camphora non è d’aiuto entro i primi 15 minuti, bisogna somministrare Cuprum metallicum ogni 30-60 minuti, oppure, se vi sono vomito e diarrea eccessiva con abbondante sudorazione fredda, il rimedio indicato è invece Veratrum album».
Tra l’altro, possiamo leggere quanto segue:
«Il colera si diffuse inizialmente dalla Russia. Il Console generale russo ha diffuso i risultati del trattamento omeopatico in Russia nel 1830-31. Dei 70 casi curati in due zone, il successo fu pieno. Su altri 1270 casi, 1162 guarirono e solo 108 morirono» (la mortalità di allora, con trattamento allopatico, di solito variava dal 60 al 70%).
Il Dr. Wilde, un chirurgo allopatico (Ed. ‘Dublin Quarterly Journal of Medicine’) nel suo libro intitolato ‘Austria, its Litterary, Scientific and Medical Treatments’ scrisse quanto segue:
«Comparando i risultati del trattamento del colera nell’Ospedale Omeopatico di Vienna con quelli degli altri ospedali nello stesso periodo, emerge che mentre i due terzi dei Pazienti trattati omeopaticamente guarirono, due terzi di quelli trattati negli altri ospedali morirono. Tali straordinari risultati portarono l’allora Ministro degli Interni austriaco, il Conte Kolowrat, ad abrogare la legge relativa alla pratica dell’Omeopatia».  
Il Dr. Perrusel, nel Sud della Francia, curò i poveri abitanti di un villaggio per malaria e colera: la sua mortalità, con trattamento omeopatico, era del 5-7% mentre la mortalità dell’epoca, con trattamento allopatico, era del 90%.
Nel 1854, in Guatemala, un missionario evangelista fu imprigionato da un giudice. L’accusa era di aver guarito gratuitamente un gran numero di persone ammalate di colera con rimedi omeopatici, mentre il trattamento ospedaliero non ne aveva guarito alcuno.
Nel 1854 il colera si diffuse ampiamente in Europa, quindi l’ospedale omeopatico di Londra aveva riservato 25 posti letto per la cura di Pazienti con colera o con diarree coleriformi. I rapporti riferiscono di 10 decessi su 60 casi di colera e uno su 341 casi di diarrea colerica. Nel frattempo, accanto ai casi trattati in ospedale, furono distribuite 1200 bottiglie di Camphora ai meno abbienti che si affollavano in lunghe code per prenderle.
In occasione di quella epidemia di colera, dovettero essere eseguiti dettagliati rapporti sul tipo di trattamento e sui risultati relativi, da parte di tutti gli ospedali e dei Medici coinvolti. Quando questi rapporti furono presentati al Parlamento, i dati statistici sul trattamento omeopatico furono nascosti: furono richiesti espressamente ma non furono presentati. La giustificazione fu espressa nella seguente dichiarazione scritta dei Medici responsabili: «Presentando i risultati dei Medici, non solo l’Omeopatia avrebbe compromesso il valore e l’utilità del loro sistema di cura, ma avrebbero ingiustamente approvato una pratica empirica che si opponeva alla ricerca della verità e al progresso scientifico».
Il più brillante studio sul colera fu eseguito dal Dr. Rubini durante l’epidemia di Napoli del 1854-5. Nell’Albergo dei Poveri, trattò con Camphora 225 casi di colera senza registrare un solo decesso e curò anche 166 soldati del Terzo Reggimento Svizzero con lo stesso successo. Nacque allora e probabilmente esiste ancora, l’appellativo «Lo spirito di Camphora».
Bradford, nel suo articolo intitolato ‘Logic of Figures’ (States, pag. 137) scrisse quanto segue:
«I risultati complessivi del trattamento allopatico del colera in Europa e in America dimostrano una mortalità superiore al 40%; i dati relativi al trattamento omeopatico registrano una mortalità inferiore al 9%»


torna suPrefazione II Edizione Inglese

La seconda edizione di ‘Quadri di Rimedi Omeopatici’ della Dr.ssa Tyler è verosimilmente il più valido contributo alla Materia Medica Omeopatica scritto nei nostri giorni. Le prime compilazioni di sperimentazioni omeopatiche erano una raccolta non organizzata di sintomi prodotti dal rimedio su sperimentatori sani e di osservazioni cliniche di Medici che usavano i rimedi.
Recentemente, sono state scritte numerose Materie Mediche per aiutare l’Omeopata ad organizzare queste masse indiscriminate di sintomi e per aiutarlo a comprendere le sfumature di ciascun rimedio.
Da questo punto di vista, la Dr.ssa Tyler, ricca dell’esperienza di tutta una vita, ha scritto una Materia Medica che esaudisce queste necessità ad alto livello.
Questa grande opera è stata scritta in quasi 10 anni e costituisce un rimarchevole tributo alla sua laboriosità e al suo talento, per la capacità di penetrazione dimostrata nella percezione dell’essenza di ciascun rimedio nei Pazienti.
Non sorprende che una coraggiosa Omeopata come la Dr.ssa Tyler, a supporto del principio dell’Omeopatia, abbia intercalato nel suo libro varie teorie che erano in voga ai suoi tempi: l’applicabilità della legge di Arndt-Schulz  e il Principio Similia Similibus Curentur ne costituiscono un esempio. Ma il valore reale e duraturo del lavoro della Dr.ssa Tyler sta nel fatto che la sua genialità le permise di assegnare a ciascun rimedio un modello rapidamente confrontabile con il quadro dei sintomi e delle reazioni ambientali, fisiche ed emozionali presentate dal Paziente. La similitudine tra i sintomi del Paziente e quelli del rimedio costituisce un aspetto molto congeniale all’attuale Scuola Omeopatica Inglese.
Siamo fortunati di avere a disposizione, in questo libro, la vasta conoscenza della Dr.ssa Tyler che rimarrà sempre di gran valore per chi esercita la nostra Arte.
Per una volta ancora rendiamo omaggio alla memoria di una grandissima Signora nonché grande Omeopata.
Febbraio, 1952
J. D. Kenyon


torna suEnunciazione

L’Omeopatia ha precorso i tempi di almeno 100 anni: è stata completamente rivoluzionaria e ha incontrato una violenta opposizione, ma il suo inconfutabile valore erano i risultati e coloro che, per una volta hanno assistito alle sue stupefacenti capacità di guarigione nelle malattie e di far cessare il dolore, sono stati obbligati ad adottarla nella loro pratica. L’Omeopatia, essendo una FORZA, è sopravvissuta. Ma è solo ai nostri giorni che la Scienza sta dimostrando la sua assoluta fondatezza e mostra oggi quello che è stato da sempre.
L’Omeopatia, come il suo stesso nome spiega, è la via delle «malattie simili», in quanto i rimedi sono in grado di curare solo le esatte associazioni di sintomi che provocano in soggetti sani: «Le sostanze-rimedi sono causa e cura di malattia, quando le malattie sono identiche».
A parte tutto quello che è in comune alle due Scuole di Medicina, l’Omeopatia si differenzia soltanto per la Materia Medica: per quanto riguarda la scoperta dei medicamenti, il loro test sperimentale (o sperimentazione), la loro preparazione e la loro descrizione, l’Omeopatia è completamente eterodossa.
La Medicina praticata dalle varie Scuole è basata più che altro sull’azione fisiologica, quindi i suoi dosaggi sono ponderali:
«La quantità di una certa sostanza ipnotica che provoca il sonno senza avere un effetto letale».
L’Omeopatia è la Medicina della Forza Vitale: il suo scopo è lo stimolo della Forza Vitale dell’organismo e non il conseguimento di un effetto fisiologico. Infatti, la quantità di stimolo richiesta per provocare la reazione da parte di un individuo reso ipersensibile dalla malattia è solo raramente ponderale.
Per rendere possibile la terapia omeopatica si è dovuto sperimentare completamente numerose sostanze anche per i loro effetti tossici e registrare le rispettive patogenesie. Le prime di queste sperimentazioni, condotte con cura e registrate con attenzione, sono riportate nella ‘Materia Medica Pura’ di C. F. S. Hahnemann;  il quale rese praticamente applicabile la Legge Similia Similibus Curentur e definì anche i suoi corollari nel lungo periodo di osservazione dei Pazienti.
Il tempo ha aggiunto alla nostra conoscenza e continuerà ad aggiungere altri rimedi che non erano stati ancora valutati, ma niente dovrà essere sostituito, per la semplice ragione che C. F. S. Hahnemann si occupò della realtà e dei fatti insegnandoci ad occuparci dei fatti e cioè di una «realtà espressa semplicemente nel linguaggio immutabile della Natura» e I FATTI RESTANO PER SEMPRE.



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