Gemmoterapia. Fondamenti scientifici della moderna Meristemoterapia - Introduzione

Le nuove utilizzazioni delle sostanze naturali vegetali, dagli integratori alimentari ai gemmoderivati

Per capire cosa sono i gemmoderivati e determinare una loro collocazione, dobbiamo rifarci all'ambito generale dei prodotti naturali e degli approcci medici da essi derivati. Si tende in questo caso a far riferimento allo scenario dei fitoderivati e dei prodotti erboristici. Una situazione nettamente cambiata negli ultimi anni.

Lo studio, l'utilizzazione e la tipologia dei prodotti basati sulle sostanze naturali di origine vegetale per scopi terapeutici, fisiologici e nutrizionali sono in netta evoluzione. Sono mutati diversi aspetti del “naturale vegetale”, a partire dall'abbandono del generico “ritorno al naturale” per approdare alle più avanzate variazioni:
a) conoscenza scientifica: il lavoro dei fitochimici ha permesso di accumulare un'enorme conoscenza sui prodotti naturali, confluita in un catalogo di un centinaio di migliaia di strutture identificate, attualmente anche utili come standard (cui vanno aggiunte le centinaia di migliaia sintetizzate dall'uomo a loro somiglianza), molteplici informazioni sulla loro attività biologica e sul loro ruolo ecologico; a questo si è affiancato il lavoro dei farmacognosti e dei farmacologi, che in diversi casi hanno svelato molti segreti del funzionamento delle sostanze naturali e data ragione delle loro utilizzazioni; infine, sebbene ancora in parte sufficienti, gli studi clinici hanno anch'essi fortemente contribuito a validare diversi impieghi, basati in buona parte sull'esperienza e sulla pratica medica diretta.
b) nascita di nuovi prodotti per nuove esigenze salutistiche: si è registrato l'avvento sul mercato di una grande quantità di nuovi prodotti basati esclusivamente sulle sostanze naturali, ovvero una pletora di proposte e un fiorire di inventività che hanno incontrato un grande favore da parte dei consumatori e che hanno finito per guadagnare una evidente cittadinanza di fatto nel mercato sanitario, occupando uno spazio, prima assente o ignorato, tra medicinali e alimenti, senza rinunciare ad una propria identità;
c) controllo della qualità: sempre più importante, in tempi di mercato globale, per ogni utilizzazione diretta di sostanze da parte dell'uomo appare la qualità e quindi i modi utilizzati per definirla e misurarla, a cominciare dalla composizione chimica. Questo è oggi possibile grazie alla possibilità di utilizzare potenti strumentazioni analitiche in grado di affrontare il grande problema della definizione della composizione di miscele chimiche complesse, come quelle presenti negli estratti vegetali. L'ultimo punto è particolarmente determinante per la validità dei risultati analitici, il che significa che ogni prodotto deve essere analizzato con lo strumento adatto.

Nuovi prodotti per nuove esigenze salutistiche
Attualmente, la qualità e la tipologia del cibo sono considerati centrali per il mantenimento di un buono stato di salute. I recenti rapidi cambiamenti nell'alimentazione, dovuti all'inurbamento, al mutare dello stile di vita, e un aumento delle aspettative di vita, hanno determinato numerosi effetti collaterali, tra cui il manifestarsi di importanti squilibri fisiologici. In gran parte sono dovuti al fatto che il nostro genoma è molto lento nell'adattarsi ai cambiamenti alimentari, in quanto muta a un ritmo dello 0,3% ogni 1000 anni. Tra gli effetti collaterali il manifestarsi crescente di alcune patologie, come malattie cardiovascolari, diabete e obesità, ma anche la generazione di nuovi prodotti e nuovi approcci medici essenzialmente nati proprio per contrastare o bilanciare i cambiamenti alimentari troppo rapidi.

La ragione principale del successo dei nuovi prodotti consiste nella forma adottata, tale da richiamare apertamente quella dei prodotti farmaceutici (capsule, pastiglie, sciroppi, ecc.) e quindi risultare convincente per la capacità salutistica e la potenzialità terapeutica. Seppure la strada per la completa validazione rimanga ancora lunga e difficile, il successo di mercato è stato già raggiunto grazie agli effetti riscontrati e al lavoro del marketing.

Tuttavia, centrale rimane, come per ogni rimedio salutistico, la corretta utilizzazione. Il ricorso all'auto-somministrazione, la mancanza di una adeguata informazione e del necessario supporto medico possono rendere l'impiego dei nuovi prodotti fuorviante, inutile o in qualche modo dannoso. I nuovi prodotti non possono e non devono sostituire una corretta alimentazione, ma possono impedire che le disfunzioni alimentari e alcuni disturbi fisiologici si trasformino in patologie.

Le nuove frontiere delle sostanze naturali e la modernità
L'attualità incontra una sua sponda importante nell'impiego delle sostanze naturali. Per lungo tempo ridotte a semplici ispiratrici di veri farmaci o a fonte di molecole attive, le piante officinali hanno assunto una propria nuova dimensione autonoma grazie ad una serie di prodotti apparsi sul mercato. Questi prodotti, sotto il cappello generale degli integratori alimentari, si articolano in proposte innovatrici che necessariamente si vestono di fantasiosi nomi, quali nutraceutici, cosmeceutici, probiotici, che si affiancano a quelli classici, come integratori alimentari, prodotti dietetici, prodotti erboristici. Pur presentandosi per molti come usurpatori illegittimi delle proprietà terapeutiche del farmaco allopatico, che effettivamente non possono completamente sostituire, questi prodotti hanno dalla loro molti aspetti vincenti: dall'auto-somministrazione alla generale mancanza di effetti collaterali, si avvalgono tanto della forza della mercificazione quanto della loro modernità, riconoscibile nella utilizzazione in casi di disfunzioni d'impatto minore, ovvero di utilità in stati di malessere considerati secondari oppure o che si aggravano con l'avanzare degli anni; si rivolgono a una platea di utilizzatori più ampia possibile del farmaco per il paziente ammalato da curare nel modo più efficace e rapido possibile.

La gamma dei prodotti e delle loro utilizzazioni, soprattutto nell'ambito della prevenzione è molto ampia. La figura 1 evidenzia anche uno dei principali aspetti controversi che riguardano il contenuto dei nuovi prodotti, che varia da estratti con centinaia di diverse sostanze a prodotti arricchiti contenenti praticamente una sostanza sola. In altre parole, i nuovi prodotti non sono stati in grado di risolvere la contraddizione tra fitocomplesso e principio attivo, ma a causa della libertà di cui hanno goduto, l'hanno semplicemente assorbita, generando un ventaglio di prodotti variegato e contraddittorio.

L'estrema varietà delle proposte è naturalmente figlia della modernità e riesce anche a incontrare un'opportuna e facile sintonia con le richieste del mercato perché capace di adattarsi facilmente e di riceverne tutte le ispirazioni. Appesantita dal rigore di una logica riduzionista e congelata dal peso insostenibile della registrazione, l'industria farmaceutica si dibatte nella palude dell'impossibilità di rinnovarsi e di trovare nuova ispirazione. Le nuove utilizzazioni delle sostanze naturali sondano nuovi impieghi, incuranti del rigore imposto al farmaco dalla necessità della sua natura, e senza rispetto per categorie opinabili, arrivando facilmente in ambiti multipli, sfoggiando la forza sfrontata della novità e l'energia dell'emergente.

Alcuni esempi di questa avanzata delle sostanze naturali sono oramai entrati nella vita di tutti i giorni. Gli aminoacidi non-proteinogenici (taurina, GABA, acido glutammico, neocina, ecc.), ovvero un gruppo di sostanze a lungo relegate a curiosità di secondo piano per la loro mancata appartenenza alla genesi delle proteine, si sono guadagnati un posto tra le stelle di prima grandezza nella costellazione dei prodotti commerciali e l'attenzione di qualsiasi inventore nel campo del farmaceutico. Hanno nomi sconosciuti ai più, ma in poco tempo le loro derivazioni commerciali colpiscono precisamente l'immaginario collettivo grazie all'attento lavoro del marketing, come nel caso dell'accoppiata Red Bull/taurina, che ha ricordato quella della cocaina/ CocaCola, oppure quello dell'umami e dell'acido glutammico per la cucina orientale, tanto per limitarci ad alcuni dei casi più conosciuti.

I nuovi prodotti e la crisi dei paradigmi dominanti
Tra i prodotti farmaceutici e i prodotti nutraceutici dovrebbe esistere una netta linea divisoria. I primi sono farmaci, prodotti e studiati per intervenire in caso di precise patologie, con composizione definita, frutto di studi specificamente indirizzati, e possono vantare una lunga sperimentazione sia in vitro sia in vivo; la loro assunzione avviene tramite prescrizione medica e l'acquisto sotto vigilanza del farmacista. I nutraceutici spesso, come quelli a base di estratti vegetali, hanno composizione troppo complessa e variabile per essere esattamente determinati chimicamente, nella maggioranza dei casi possono solo vantare il millenario uso popolare, pochi studi e nessun trial clinico accettato, sono diffusi tramite canali multipli e assunti generalmente tramite auto-prescrizione, mancano di adeguati controlli. Eppure, i confini tra farmaco e alimento è sottile e confuso. La stessa pianta può essere fonte e materia prima per uno qualsiasi dei diversi prodotti. Il latte è sicuramente un alimento, ma può essere arricchito di certe sostanze e diventare un alimento funzionale, e lo stesso per le margarine addizionate con fitosteroli. La vitamina C combatte lo scorbuto e molte altre patologie, ma lo stesso effetto si ottiene con il succo degli agrumi che può essere liofilizzato e contenuto in una pasticca.

Non bisogna poi dimenticare le contingenze storiche. Proprio le caratteristiche di cui si è progressivamente appesantito il prodotto farmaceutico, ne hanno determinato una grande difficoltà per una sua successiva espansione. Il costo dei saggi farmacologici e dei trials clinici ha finito per determinare una impossibilità di fatto per le industrie farmaceutiche di sostenere la spesa per l'immissione nel mercato di nuovi farmaci. A questo bisogna aggiungere alcune situazioni contingenti, come i farmaci orfani e gli antibiotici.

Nel caso degli antibiotici, la multiresistenza nei microorganismi si manifesta oramai così rapidamente da rendere inadatto qualsiasi investimento in questo settore, poiché si prevede che il farmaco potrebbe rivelarsi inefficace nel giro di pochi anni. Dall'altra parte i nutraceutici hanno goduto finora di grande libertà, pochi controlli e di nulla o limitata necessità di validazione. Nonostante questo, l'accettazione e la richiesta del cliente/consumatore è andata aumentando. Tanto che oramai persino alcune importanti industrie farmaceutiche multinazionali si stanno decisamente orientando verso le sostanze naturali, se non nei nutraceutici.

Tutto questo evidenzia bene il percorso e la confusione dovuti all'avvento e all'affermarsi dei nuovi prodotti derivati dalle sostanze naturali, i quali, anche se hanno registrato un entusiasmante e concreto appoggio sul mercato, tuttavia hanno anche incontrato, proprio per la loro natura ibrida, difficoltà nella collocazione normativa e quindi un inatteso ostacolo burocratico (figura 2).

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