Benvenuti a casa vostra

Consigli griffati per rendere speciale il luogo in cui vivi

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Benvenuti a casa vostra  Patrizia Gucci   Anteprima
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Le nostre giornate sono sempre più frenetiche e pure al di fuori dell’orario di lavoro gli impegni si moltiplicano: bisogna fare la spesa, accompagnare i figli in piscina, portare gli abiti in tintoria, ritirare il certificato medico e chi più ne ha più ne metta.

Se una sera usciamo a cena con gli amici, può capitare anche a noi quello che è successo all’autrice di questo libro, di tornare a casa e… non riconoscere più il luogo in cui si vive, tale e tanto è il disordine. Eppure non sarebbe difficile evitare un’esperienza così spiacevole e frustrante.

Con il suo stile inconfondibile Patrizia Gucci passa in rassegna ambienti domestici, luoghi di lavoro, generi di abbigliamento, circostanze e occasioni di svago e ci fornisce indicazioni e suggerimenti utilissimi per razionalizzare spazio, tempo ed energie nella vita di tutti i giorni.

Perché occorre davvero poco per rendere più efficaci gesti semplici come riporre gli abiti negli armadi o lavare piatti e bicchieri, per abbinare nel modo migliore vestiti e colori, per riutilizzare con creatività materiali e oggetti vari, mettendo ordine, fantasia e gusto nel nostro quotidiano.

In tempi di incertezze e di difficoltà non solo economiche le nostre case (se le organizziamo, curiamo e viviamo nel modo giusto) possono tornare a essere un porto accogliente e sicuro e un rassicurante punto di riferimento.


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Patrizia Gucci



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Le mie giornate erano così piene. Dopo le ore trascorse al lavoro, impegni di ogni genere: fare la spesa, ritirare la biancheria in lavanderia, prendere il certificato dal medico, la macchina piena di cose da scaricare...

Arrivavo alla sera stravolta. Un giorno, dopo tutto questo, avevo dato la mia parola a dei cari amici di raggiungerli per una cena di compleanno. Rientrai a casa in fretta e furia, una rinfrescatina e poi di nuovo fuori. Tornai non prima delle undici e mezza.

Avevo passato una piacevole serata, mi ero divertita ma, appena aprii la porta di casa, dando uno sguardo in giro, mi colpì la confusione, il caos più totale. Nell’ingresso chiavi disseminate qua e là, appunti e foglietti della cose da fare e poi regolarmente dimenticati, la posta da aprire. Nell’armadio dei miei vestiti sembrava che fosse passato un tornado: scarpe ammonticchiate, vestiti sulla sedia, cinture sparse. La cucina con nell’acquaio i piatti della colazione della mattina da lavare; nel bagno idem, asciugamani scaraventati nella vasca o sopra la lavatrice, riviste lette e buttate per terra. Il panorama era catastrofico: allora, mentre mi spogliavo infilandomi la camicia da notte, e poi dandomi la crema in viso, scattò come un clic, mentale e fisico. Con le mani nei capelli dissi a me stessa: «Devo riordinare la mia casa, devo cambiare il mio modo di vivere: non è possibile andare avanti così!». Lentamente rimisi tutto a posto, usando perfino l’aspirapolvere, ma tutto questo senza un criterio particolare: ero sicura che sarebbe successo di nuovo.

Quando ebbi più o meno finito guardai l’orologio e mi accorsi che era l’una passata. A quel punto dovevo dormire, ero stravolta. Ovviamente feci fatica a prendere sonno, dovevo scaricare la tensione di quelle ore.

Avevo giurato a me stessa che entro il weekend avrei studiato un piano per riorganizzare la mia casa e cambiare vita. Arrivato il fine settimana, trovai un angolino in salotto su una comoda poltrona, portai una bella lampada a stelo lungo, presi carta e penna e cominciai a scrivere. Segnai, stanza per stanza, tutte le cose che volevo riordinare, organizzai uno schema per le funzioni che la casa mi poteva offrire. Salotto, cucina, pranzo, armadio, stanza da bagno e così via.

Mentre scrivevo, cominciai a meditare e a rileggere il libro sulla semplicità che avevo scritto qualche anno prima (e poi, si sa, le cose si dimenticano e si ricasca sempre nei soliti errori). Reimparai ad ascoltarmi e a fare riflessioni profonde.

«La casa è dove si trova il cuore» scriveva in tempi antichi Gaio Plinio Secondo, è il simbolo della nostra personalità, è il nostro nido, il luogo dove rifugiarsi, dove coccolarsi; noi dobbiamo darle affetto e lei ci ricambierà, dandoci pace e ordine. È una filosofia di vita che dobbiamo accingerci a seguire, cercando di semplificare, liberandoci di cose inutili, riconoscendo ciò che è veramente necessario, per essere più felici nella nostra dimora. Il tempo è ciò di cui abbiamo più bisogno, non buttiamolo via. Avere una casa ordinata e organizzata riflette la nostra vita e ci dà quel senso di leggerezza che ci appartiene: è un percorso interiore molto importante da affrontare.

«Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui zittisca la nostra voce interiore» ha detto Steve Jobs, filosofo dei nostri tempi.

 

Dedico con affetto questo libro a «Donna Moderna» e a tutte le mie lettrici che ringrazio, perché sono state la mia principale fonte di ispirazione per molti anni.


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