Prefazione al libro 'Intestino Sano con la Dieta dei Carboidrati Specifici'

Dopo aver scoperto Food and the Gut Reaction [Cibo e reazione viscerale; N.d.T.], la prima edizione di Intestino sano con la dieta dei carboidrati specifici®, mi sono reso conto che conteneva una soluzione utile per il trattamento dietetico di molti disturbi gastrointestinali.

Introducendo l'approccio della “dieta a base di carboidrati specifici”, permette ai pazienti di rifiorire con un'alimentazione varia che molto spesso riduce i sintomi e consente la guarigione del tratto intestinale infiammato. Presentata in modo semplice, ma sofisticata nella sua idea di fondo, la “dieta a base di carboidrati specifici” supera le numerose semplificazioni eccessive di cui sovente cadono preda i pazienti affetti da problemi gastrointestinali e i loro medici.

Diversi anni fa la casa editrice Simon and Schuster ha pubblicato il mio libro Seven Weeks to a Settled Stomach [Sette settimane per ristabilire la salute dell'intestino; N.d.T.]. Da allora mi sono fatto la fama di risolutore di problemi gastrointestinali. Pazienti provenienti da varie parti degli Stati Uniti si sono rivolti a me: molti di loro lamentavano sintomi compatibili con la sindrome da intestino irritabile, ad altri era stata ufficialmente diagnosticata la classica malattia intestinale infiammatoria, e nonostante alcuni avessero reagito bene al consueto armamentario di aiuti naturali per la digestione, ripristino della flora intestinale, diete a eliminazione, farmaci antimicotici e antibiotici tradizionali, altri non ne avevano ricavato alcun sollievo.

Food and the Gut Reaction, la prima edizione di questo libro, mi era stato presentato dal dottor Leo Galland, amico e collega che me ne aveva accennato dopo averne sentito parlare da un suo paziente. Nel libro di Elaine Gottschall avevo immediatamente riconosciuto un potenziale dono del cielo per i miei pazienti: il suo valore consisteva nel proporre un'alternativa gustosa ma efficace agli approcci dietetici comunemente in uso per la gestione dei problemi gastrointestinali, quali la dieta ad alto contenuto di fibre, quella povera di grassi, quella a basso residuo di scorie, quella anti-lievito, quella priva di glutine e altre diete a eliminazione.

Nella mia esperienza con i pazienti, avevo già avuto qualche motivo per dubitare che il programma alimentare fondato sui carboidrati complessi fosse il più sano, in particolar modo per i soggetti affetti da disturbi gastrointestinali. Molti gastroenterologi, come la maggior parte dei medici del Nordamerica, proponevano questo programma dietetico “a basso contenuto di colesterolo”. Si ritiene che i grassi siano la rovina non solo delle arterie, ma anche del tratto intestinale: è opinione diffusa che, in combinazione con un eccesso di proteine animali, i grassi preparino il terreno a tutta una serie di malattie occidentali, dalla diverticolite all'appendicite e al cancro del colon.

Senza dubbio alcuni pazienti reagiscono in modo eccellente alle fibre, ma altri traggono scarso vantaggio dalla normali fonti di scorie. L'alternativa radicale, una dieta a base di carne e insalata che elimini tutti gli zuccheri e gli amidi, è poco appetitosa e non attuabile, se non per i pazienti più ligi e motivati. Di fatto, questa dieta rigorosa a base di verdure e proteine, talvolta definita la “dieta del cavernicolo”, è pericolosa per i pazienti sottonutriti e sottopeso affetti dalla malattia di Crohn o dalla colite ulcerosa.

Uno degli eccessi di semplificazione evitati dal libro di Elaine Gottschall è il concetto che l'allergia alimentare sia la fonte di molti disturbi gastrointestinali. Dato che la manipolazione dietetica può produrre alcuni risultati, può essere naturale giungere a questa conclusione, ma un'eccessiva fiducia nei risultati ambigui dei test allergologici fa sì che molti pazienti ricevano cure incomplete. La convinzione più sofisticata che non siano i singoli alimenti a causare i problemi intestinali, bensì i sottoprodotti dell'ingestione di determinati cibi, sta rapidamente sostituendo l'idea dell'allergia alimentare.

Questa teoria è stata illustrata per la prima volta nel 1991 dal dottor J.O. Hunter in un articolo epocale apparso su «The Lancet». La “dieta a base di carboidrati specifici” di Elaine Gottschall è un riconoscimento della teoria di Hunter. Un altro articolo pubblicato di recente su «The Lancet» sottolinea la frequenza delle intolleranze al mais, al grano, al latte, alle patate e alla segale, e questo può essere il motivo per cui i pazienti che ottengono scarsi benefici dalle diete prive di glutine e di lattosio reagiscono così bene al regime alimentare illustrato nel libro di Elaine Gottschall. Questa dieta affronta l'intolleranza ai carboidrati in modo più ampio rispetto ad altri approcci. La seconda edizione di Food and the Gut Reaction, Come spezzare il circolo vizioso. La dieta per la salute dell'intestino, dovrebbe far parte delle risorse fondamentali di ogni gastroenterologo.

Altre strategie correttive si riducono alla preoccupazione di eliminare gli agenti patogeni intestinali. Chi adotta questo approccio crede nella filosofia “trova un microbo e appioppa un farmaco”, mentre Elaine Gottschall la sostituisce con l'obiettivo più olistico del sano ripristino della flora intestinale.

Quando ho iniziato a prescrivere la “dieta a base di carboidrati specifici” ai miei pazienti, servendomi di Food and the Gut Reaction come guida esaustiva, sono rimasto impressionato dai risultati: molti pazienti affetti da malattia di Crohn, colite ulcerosa, sindrome dell'intestino irritabile e perfino da stipsi refrattaria, hanno trovato sollievo nonostante i miglioramenti fossero stati ostacolati in precedenza da programmi basati sul principio di eliminazione, elaborati ma fallimentari. Il valore clinico della “dieta a base di carboidrati specifici” era incontestabile, ma curiosamente ho cominciato a notare altri benefici inaspettati: soggetti con dolori muscolari, articolazioni rigide e perfino artrite conclamata, eruzioni cutanee croniche, psoriasi, affaticamento generale e “disconnessione” avevano sperimentato un'attenuazione di questi sintomi. Probabilmente la dieta di Elaine Gottschall aveva ridotto la tossicità intestinale.

Purtroppo le probabilità che gli approcci dietetici di questo genere vengano accettati su larga scala sono esigue. Malgrado diversi colleghi innovatori e interessati all'alimentazione abbiano usato con successo Food and the Gut Reaction e indirizzato i propri pazienti a questo metodo, è triste vedere che la maggior parte dei gastroenterologi non mostra nemmeno curiosità per questo approccio e non riconosce quasi per niente il ruolo che può essere rivestito dalla dieta.

Per esempio, un articolo pubblicato di recente su «The Lancet», in cui si dimostrava l'efficacia della dieta a esclusione nella cura della malattia di Crohn, non ha indotto un solo gastroenterologo nella mia vasta comunità metropolitana a prescrivere un facsimile di quella valida dieta ai propri pazienti, neppure nei casi in cui le patologie restano indifferenti alle cure farmacologiche somministrate con la massima competenza.

Per fortuna un numero sempre maggiore di pazienti si sta rendendo conto della necessità di liberarsi dalla totale dipendenza dai farmaci e dalle cure sintomatiche. Molti di loro hanno alle spalle anni di sofferenza, accompagnata da uno stress economico e mentale, e sono disposti a sperimentare una dieta sana, basata su ricerche mediche, che abbia senso. L'accoglienza tributata a Food and the Gut Reaction da parte dei pazienti ha le caratteristiche di una vera e propria rivoluzione dal basso. I pazienti sono disposti in massa a provare la dieta, e molti si stanno accorgendo che funziona.

Elaine Gottschall è un'instancabile paladina del proprio approccio naturale ai problemi digestivi, e dona altruisticamente tempo, amore, compassione, attenzione e interesse sia ai malati che agli specialisti; è diventata un'appassionata sostenitrice di molti miei pazienti e ha fornito preziose indicazioni ogni volta che i miglioramenti vacillavano. La sua ricompensa consiste indubbiamente nel sapere con certezza di aver portato un grande cambiamento nella vita di migliaia di pazienti affetti da disturbi gastrointestinali.

Ronald L. Hoffman, M.D.
Hoffman Center - 40 East 30th St. New York, New York - 10016 giugno 1994

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