Esculapio sulla Bilancia

 
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Più leggiamo le opere di Hahnemann, il fondatore della Medicina Omeopatica, più ci stupiamo dell’immenso dono che la sua esistenza è stata per l’Umanità.

Sono passati duecento anni da quando egli pose le basi della Medicina Omeopatica, eppure pare quasi impossibile che un uomo del suo tempo sia riuscito a scoprire ciò che egli non solo scoprì, ma anche sperimentò, dimostrò e meravigliosamente codificò. Il tutto con una chiarezza e una lucidità che non possono non stupire.

In questo suo saggio, Hahnemann riflette sul perché un uomo guarisce e deduce che: "Se qualcuno guarisce, significa che può esistere un’Arte del Guarire".

E ancora: "Come può il Creatore di questi miserabili sofferenti non aver provveduto dei rimedi anche per loro, come se per loro non esistesse la Sua Bontà Infinita?".

Ma perché, si chiede ancora Hahnemann, neppure dopo 3500 anni "l’Arte Medica non è sufficientemente progredita?". A quest’ultima domanda egli riesce a trovare una sola risposta: "Quello che i medici hanno finora fatto non è nemmeno la centesima parte di ciò che avrebbero potuto e dovuto fare".

Questo libretto fa riflettere il Lettore, ma è proprio questo l’obiettivo finale.


Esculapio sulla Bilancia  Samuel Hahnemann   Salus Infirmorum
 
Esculapio sulla Bilancia

Samuel Hahnemann



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Più leggo le opere di Hahnemann, più mi stupisco dell’immenso dono che la sua esistenza è stata per l’Umanità.
Sono passati duecento anni da quando egli pose le basi della Medicina Omeopatica, eppure pare quasi impossibile che un uomo del suo tempo sia riuscito a scoprire ciò che egli non solo scoprì, ma anche sperimentò, dimostrò e meravigliosamente codificò. Il tutto con una chiarezza e una lucidità che non possono non stupire.
Comunque, quello che forse stupisce ancor di più, seppure con sentimenti ben diversi, è che la profondità del Pensiero di Hahnemann e la sua chiarezza nella conoscenza delle leggi naturali (che sono universali, perché valide per tutti gli esseri viventi e non solo per l’uomo), non vengono minimamente capite neppure oggi, nonostante tutti i nostri presunti “progressi”.
Forse, però, stupisce enormemente di più che il vero Pensiero di Hahnemann non venga capito neppure dalla maggior parte degli omeopati che, infatti, in una buona parte dei casi hanno totalmente travisato e denaturato la concezione hahnemanniana di malattia, di terapia, di guarigione e di scopo dell’esistenza.

In questo suo saggio, Hahnemann riflette sul perché un uomo si ammala e, in modo particolare, sul perché guarisce e quindi su cosa l’ha fatto guarire.
In questo modo intuisce che la guarigione vera non avviene in virtù di una qualsiasi delle terapie del suo tempo (emetici, purganti, stimolanti, salassi, ecc.), ma essenzialmente perché quella persona aveva una sua buona Forza Vitale che è riuscita a ristabilire la salute.
La Medicina di allora, invece, cosa otteneva? Quelle poche volte che gridava entusiasticamente alla vittoria, perché era riuscita a debellare una patologia, era perché ne aveva causata un’altra di peggiore indebolendo e dirottando la Forza Vitale del malato (oggi la situazione non è uguale … è peggiorata!).
Da queste analisi scaturì la sua famosa domanda: “Se qualcuno guarisce, significa che può esistere un’Arte del Guarire”.
Questa domanda ha travagliato la sua mente per anni, specialmente quando il dolore bussò alla porta della sua famiglia, finché, piano piano, riuscì ad intuire cose che neppure oggi i medici o i professori universitari riescono lontanamente a sospettare.
Infatti, si chiede ancora il cuore compassionevole di Hahnemann: “Come può il Creatore di questi miserabili sofferenti non aver provveduto dei rimedi anche per loro, come se per loro non esistesse la Sua Bontà Infinita?”.
Hahnemann, poi, analizza la triste realtà della non onestà dei medici e del comparaggio, probabilmente innate nell’uomo e proprio per questo insite nella storia dell’Umanità di tutti i tempi, ma che egli vedeva essenzialmente in certi comportamenti di alcuni medici e farmacisti di allora e che le leggi permettevano e anzi alimentavano.
Ma perché, si chiede ancora Hahnemann, neppure dopo 3500 anni “l’Arte Medica non è sufficientemente progredita?”.
A questa domanda egli riesce a dare una sola risposta: “Quello che i medici hanno finora fatto non è nemmeno la centesima parte di ciò che avrebbero potuto e dovuto fare”.
Poi, Hahnemann ripercorre alcune tappe della Storia della Medicina e cerca di analizzare le fonti da cui gli Autori del passato hanno tratto le loro conclusioni e si accorge che si può trovare di tutto meno che il rigore scientifico e l’attendibilità; tutto è ipotetico, aleatorio, basato sul sentito dire o su deduzioni discutibili e arbitrarie basate su frammenti di esperienze personali.
Infine, egli passa in rassegna alcuni tra i più comuni errori dei medici e dei farmacisti, basati essenzialmente sul pressappochismo, sull’ignoranza, sulla superficialità e sulla ricerca del proprio interesse personale.

Questo libretto fa riflettere il Lettore, ma è proprio questo l’obiettivo finale. Speriamo che, anche in virtù di questa riflessione, qualcuno passi concretamente all’azione e cambi la sua pratica quotidiana, indipendentemente che sia un medico o un paziente.
Tutti noi dovremmo comprendere che non possiamo curare o curarci con l’Omeopatia se non ne conosciamo almeno gli elementi essenziali e quindi se non ci formiamo una forma mentis appropriata e cioè totalmente diversa da quella che l’Allopatia ha contribuito a infonderci.
Infatti, non solo l’Omeopatia non è confrontabile con l’approccio terapeutico sintomatico dell’Allopatia, ma è totalmente divergente da questa e inconciliabile con la medesima perché:
- l’Omeopatia ha un suo preciso e immutabile fondamento filosofico e metafisico, l’Allopatia no;
- l’Omeopatia è regolata da leggi biologiche universali, l’Allopatia no;
- l’Omeopatia nasce da una rigorosa sperimentazione su persone sane, l’Allopatia no;
- l’Omeopatia rispetta, fortifica e riarmonizza l’Energia Vitale dell’ammalato, l’Allopatia no;
- l’Omeopatia è eterna perché resterà immutabile finché esisterà un essere vivente su questa terra, l’Allopatia no.
Ovviamente, si potrebbe continuare all’infinito con questo elenco, ma più di tante parole, forse, convince di più l’esperienza che ognuno si fa nella sua pratica clinica, … se saprà essere, come dice Hahnemann, un buon osservatore scevro da pregiudizi e da interessi personali.

Ora, nel lasciare la parola al nostro grande Maestro, vorrei ricordare che egli, prima di annunciare al mondo la sua grande scoperta, attese molti anni ripetendo innumerevoli e rigorosi esperimenti e compiendo altrettanto innumerevoli osservazioni cliniche. Quindi, se in queste poche pagine Hahnemann parla in modo deciso, e in qualche punto anche “tuonante”, lo fa sempre e solo a ragion veduta e quindi credo che ognuno di noi debba riflettere a lungo e bene, prima di assecondare un’eventuale tentazione di giudicare un Maestro di tale portata.
Che il Signore effonda su tutti noi il necessario Spirito di Umiltà e di Scienza, affinché i frutti siano veramente copiosi.

Dr. Roberto Gava

Esculapio sulla Bilancia  Samuel Hahnemann   Salus Infirmorum
 
Esculapio sulla Bilancia

Samuel Hahnemann



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Scritto da Nadia
Valutazione: 

Gradevole lettura per chi inizia ad avvicinarsi all'omeopatia





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