"I nostri dubbi sono traditori... E ci fanno perdere il bene che spesso potremmo ottenere... Per la paura di tentare" [Shakespeare]

La Vita Interiore di Samuel Hahnemann. Fondatore dell'Omeopatia

 
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La Vita Interiore di Samuel Hahnemann. Fondatore dell'Omeopatia  Larnaudie Roger   Salus Infirmorum

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“Verso le cinque del mattino Hahnemann riapre gli occhi e mormora due volte: “Fiducia e pace ... Fiducia e pace”, poi lo sguardo si vela di ombre e il grande scienziato muore.
Fuori, le campane annunciano l’alba. Parigi si sveglia e riprende la sua vita movimentata e febbrile. Il consueto rumore sale dalle vie poco prima deserte e nulla rivela all’umanità indifferente, avviata verso il lavoro di ogni giorno, che un grand’uomo è morto: un uomo che aveva tanto studiato e lavorato per lei …
La salma di Samuel Hahnemann rimane esposta per dieci giorni. Il volto dello scienziato si è mantenuto sereno anche nella morte e Melania, inginocchiata accanto al letto, lo contempla pensando che, se in un atto di suprema umiltà Samuel ha chiesto di lasciare il suo nome nell’ombra, questo nome invece rimarrà legato per sempre alla Dottrina Omeopatica e le future generazioni gli renderanno un giorno gli onori dovuti …”.
Scrive il Dr. Fortier-Bernoville: “Mai sarei potuto giungere a penetrare lo spirito di Hahnemann senza l’aiuto di Roger Larnaudie e di questa sua opera”.
Ho letto questo libro in pochissimo tempo e mi dispiaceva ogni volta che dovevo interrompere la lettura per dedicarmi ai miei doveri quotidiani. Non conoscevo questi risvolti della vita del nostro Maestro e sono rimasto senza parole. Hahnemann, come altri che sono riusciti ad emergere dalla povertà della loro condizione socio-familiare, ha puntato tutto sulle sue volontà, determinatezza, spirito di sacrificio, capacità di rinuncia, … unitamente a molte altre facoltà di cui era dotato: intelligenza, scienza, memoria, altruismo, correttezza, compassione, bontà, ecc.
In genere una persona, partendo da queste premesse, giunge all’orgoglio e all’autoaffermazione di sé, vizi che ostacolano la crescita della persona, ma Hahnemann ha combattuto contro queste tentazioni distruttive e, come spiega l’Autore, grazie ad un intervento straordinario di Dio, ha trovato il coraggio per svuotarsi di sé. È egli stesso che ce lo dice “Ho semplicemente messo in luce una parte infinitesimale dell’oro che Dio ha sparso fra noi con Verità. Io non potevo veder nulla, perché l’orgoglio mi accecava, ma Dio mi ha preso per mano e mi ha condotto dove giace il filone, ordinandomi di vangare il terreno. Non ho dunque fatto altro che obbedirGli”.
Ecco la sua vera grandezza di scienziato e di uomo.



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Nota dell’Editore italiano
Prologo dell’Autore
Prefazione

Parte I - Il regno della porcellana

Parte II - Il culto dell’Io

La Scuola di Sant’Afra
Lipsia
Vienna  e il richiamo della concupiscenza

Parte III - La coscienza in pericolo
Risveglio della coscienza professionale
Le malattie psichiche: i pazzi
Il chimico
Il matrimonio
Gommern
Dresda
Lavoisier

Parte IV - Alla conquista di Dio

Parte V - La lotta per la verità

Parte VI - L’uomo dalla quarta dimensione

Parte VII - L’orgoglio nei suoi complessi

Parte VIII - Francia, Paese di elezione

Melania d’Hervilly
Parigi
Quel luglio

Indice


torna suNota Editore Italiano

È notte avanzata e ho appena terminato la lettura di questo libro.
Aveva ragione il Dr. Fortier-Bernoville: “Mai sarei potuto giungere a penetrare lo spirito di Hahnemann senza l’aiuto di Roger Larnaudie e di questa sua opera”.
Ho letto questo libro in pochissimo tempo e mi dispiaceva ogni volta che dovevo interrompere la lettura per dedicarmi ai miei doveri quotidiani. Non conoscevo questi risvolti della vita del nostro Maestro e sono rimasto senza parole.

Hahnemann, come altri che sono riusciti ad emergere dalla povertà della loro condizione socio-familiare, ha puntato tutto sulle sue volontà, determinatezza, spirito di sacrificio, capacità di rinuncia, … unitamente a molte altre facoltà di cui era dotato: intelligenza, scienza, memoria, altruismo, correttezza, compassione, bontà, ecc.
In genere una persona, partendo da queste premesse, giunge all’orgoglio e all’autoaffermazione di sé. Ma l’orgoglio, essendo un vizio dell’anima, è un aspetto sempre negativo che ostacola la crescita della persona e anzi la abbassa allontanandola dalla missione per cui è stata creata. È a questo punto che, secondo l’Autore, si è inserito l’intervento divino.
Dio, che conosceva la bontà d’animo di Samuel e sapeva che l’orgoglio era un facile frutto di menti acute come la sua, specie in quei tempi e con quelle culture, prima intervenne in vari delicati modi, come fa con tutti, e poi intervenne in modo straordinario, ma sempre con rispetto e salvaguardia di libertà. Infatti, subito dopo aver enunciato la Sua Parola, lascia anche spazio al tentatore, a colui che è menzognero da sempre (Gv 8,44).
E Samuel cadde, ingannato dai suoi stessi ragionamenti, dalla forza del suo intelletto, dalla fede in se stesso, ma Dio non lo abbandonò a sé e continuò a bussare al suo cuore con mille occasioni e mille incontri, come fa con ogni uomo.
Hahnemann, però, era forte e aveva doni particolari e quindi solo molta sofferenza e molto tempo e poi infine ancora molta sofferenza per molto tempo lo piegarono.
Eccolo finalmente che, prostrato, vinto, disarcionato come Saulo, chiudendo gli occhi dice:
“Fiat voluntas Tua. … La Tua Volontà sia fatta, o Signore, e non la mia … senza restrizioni di sorta. … Obbedirò”.
Da quell’istante Dio ebbe carta bianca e poté agire … La Luce illuminò Hahnemann e guidò gli eventi. Allora capì e divenne Maestro per tutti noi.

Che quella esperienza spirituale fu il cardine sia della sua vita psico-spirituale sia di quella professionale lo dicono le ultime parole del nostro venerato Maestro. Qui non troviamo più né orgoglio né autoaffermazione di sé, ma solo un cuore grande come il mondo e una mente forte e docile insieme:
“In questo mondo, io sono stato un semplice strumento, come tanti altri. La dottrina omeopatica non viene da me e la sua verità non mi è dovuta. Non voglio quindi che si pensi di attribuirmene la paternità. Se fosse una mia scoperta, se questa legge l’avessi creata io facendola uscire dal nulla, ora sparirebbe con me. Invece ella sopravviverà a me stesso, perché è dalla Natura che trae la propria quintessenza e perché viene da Dio. Altri, prima di me, hanno trovato ed esposto la legge di similitudine, Ippocrate per primo! …
Quanto poi alla piccola dose, il suo impiego viene anch’esso consigliato dalla Natura. Basta poco per farci ammalare e basta poco per guarirci. Prima di me lo hanno detto Van Helmout e Bütler.
Io, dunque, non ho inventato nulla ma, scavando la terra, ho semplicemente messo in luce una parte infinitesimale dell’oro che Dio ha sparso fra noi con Verità. Io non potevo veder nulla, perché l’orgoglio mi accecava, ma Dio mi ha preso per mano e mi ha condotto dove giace il filone, ordinandomi di vangare il terreno. Non ho dunque fatto altro che obbedirGli. …
L’orgoglio: ecco il grande nemico. L’orgoglio vuol dire odio, oppressione, guerra. È l’infelicità degli uomini. I cannoni, le lotte fratricide ... e la guerra, sempre la guerra ... l’odio, il sangue …
Gesù Cristo ... l’amore ... in primo luogo amare ... amare et amari”.
E infine mormora due volte:
“Fiducia e pace ... Fiducia e pace …”.
Furono le sue ultime parole, ma anche le prime che il Signore gli rivolse quando era ancora giovane, subito dopo avergli detto la frase che lo annientò:
“Se vuoi venire a Me devi umiliarti, devi abbandonare tutti i tuoi desideri di ambizione, di gloria e di ricchezza. Se sarai umile di cuore potrai seguirMi”.

Ancora oggi, dopo quasi due secoli, Samuel Hahnemann, nostro Maestro, attende da noi il medesimo abbandono, la medesima umiltà, affinché abbia fine quell’unico suo timore che non lo lasciò neppure sul letto di morte e per il quale egli stesso sembra continuare a dire anche oggi a ciascuno di noi:
“Sta ancora a te, mio caro, far prosperare la dottrina omeopatica e difenderla dagli attacchi di cui è stata e sarà certamente oggetto dopo la mia morte. Temo anzi che i suoi partigiani le nuoceranno più dei suoi nemici. Avrai molto da fare. Tuttavia, io ho fiducia nell’avvenire. Sono certo che saprai difendere la Verità: essa stessa saprà guidarti”.

La notte sta finendo e iniziano i primi tenui albori di un nuovo giorno: anche per la “Divina Omeopatia” sta sorgendo una nuova alba.

Padova, 1 novembre 2007
Dr. Roberto Gava


torna suPrologo Autore

La vita di Samuel Hahnemann, fondatore dell’Omeopatia, dopo la sua morte è stata scritta da vari biografi.
Fra i suoi contemporanei, il primo, cronologicamente, fu Bradfort; poi, alcuni allievi del grande scienziato, compilando i loro trattati di terapeutica, credettero bene di inframmezzarli con descrizioni e avvenimenti della vita del loro Maestro. Così, per esempio, Brunnov ci ha lasciato interessanti notizie sulla vita privata di Hahnemann a Lipsia.
Segue poi il libro ‘Vita di Hahnemann’ con cui il Dr. Leon Simon padre ha presentato la traduzione francese dell’Organon.
Ma l’opera sovrana, la più importante, autorevole e moderna, è quella del Dr. Richard Hael di Stoccarda. L’autore ne ha fatto due grandi volumi in cui descrive, con assoluta precisione e in ordine cronologico, ogni particolare dell’esistenza di Hahnemann, ogni atto della sua vita. Richard Hael ha impiegato più di un trentennio per rifare, un passo dietro l’altro e col lavoro paziente di un benedettino, tutto il cammino percorso da Samuel Hahnemann, annotando i fatti, ricostruendo gli incidenti e precisando le date. E per di più, egli ha voluto riunire in un museo tutto ciò che avrebbe potuto far rivivere Hahnemann, compiendo così un’operazione veramente inestimabile: non è possibile intraprendere alcuno studio su questo scienziato senza consultare tale documentazione.
Più recentemente è apparso il libro della signora A. S. Croll-Picard, ispirato da una grande devozione per Hahnemann e molto utile da consultare.
Esistono inoltre due nuovi lavori:
- quello del Dr. Georges Thouret, una tesi di laurea in Medicina ;
- quello di Martin Gumpert che mette in nuova luce il lato spirituale di Henriette, prima moglie di Hahnemann.
In tutte queste biografie, però, si è parlato soprattutto dello scienziato e delle sue teorie, lasciando nell’ombra l’uomo. È stato ammesso, una volta per tutte, che per aver saputo creare un’opera capace di sfidare i tempi, l’anima di Hahnemann dovette essere poco comune, ma di quest’anima le particolari qualità non sono state illustrate.
Inoltre, non è stata data alla Francia tutta la parte che le spetta nella fondazione dell’Omeopatia, come nota lo stesso editore inglese di Richard Hael nella prefazione da lui scritta, e nemmeno è stato veramente compreso il carattere di Melania d’Hervilly né la grandezza dei suoi sentimenti, ma si è tentato invece di farla passare per un’intrigante.
Ora, Hahnemann aveva, prima di tutto, un’anima ardentemente cristiana ed è questa la filosofia che domina tutte le sue teorie. Inoltre, sin dall’inizio egli era, per quanto sassone, un francese di elezione, sia per l’alleanza di fatto tra la Francia e la Sassonia, sia per essere nato fra le porcellane sassoni così impregnate di gusto parigino, sia infine per i suoi sentimenti umanitari, così affini a quelli del popolo francese. Egli era, come si diceva in quell’epoca, un francese d’Europa ed entrando a Parigi, a braccio di Melania d’Hervilly, gli è proprio parso di entrare nella vera capitale del mondo.
Per l’esattezza dei fatti e degli avvenimenti, in questo mio lavoro mi riferisco alle biografie suddette e, per la generalizzazione dei concetti medici e scientifici, mi riferisco a:
- Jousset Pierre:           ‘Ippocrate, Hahnemann, Pasteur’
- Allendy René:             ‘Orientamento dei concetti in Medicina’
                                    ‘Esperimenti sulla guarigione’
- Baissette Gaston:        ‘Ippocrate’
- Daudet Léon:              ‘I ritmi dell’uomo’
                                    ‘Discorsi sulla sintesi’
- Metzger Hélène:         ‘La filosofia della materia in Lavoisier’

Desidero inoltre assicurare la mia amicizia e la mia speciale riconoscenza al Dr. Maurice Fortier-Bernoville che – con le sue pubblicazioni e conversazioni nelle quali ha cortesemente messo la propria scienza alla mia portata – mi ha dato la possibilità di penetrare il genio di Hahnemann e di comprendere le sue teorie.
Tengo molto anche a ringraziare i direttori dei Laboratori L. H. M. (Lévy, Leroy, Baudry e Bernè) per la cortesia che mi hanno sempre usato.
Infine, per la simpatia con cui hanno accolto i miei lavori, vada la mia gratitudine a:
- Dr. Le Tellier, presidente della Società Internazionale Omeopatica e presidente onorario della Società Francese d’Omeopatia;
- Dr. J. P. Tessier, direttore dell’Ospedale San Giacomo, presidente del Sindacato Nazionale Medici Omeopatici Francesi;
- Dr. Picard, direttore dell’importante Biblioteca dell’Ospedale San Giacomo, di cui la signorina Simon è la erudita e compiacente bibliotecaria;
- Dr. Mondain, primario dell’Ospedale Léopold-Bellan;
- Dr. Martiny, primario aggiunto dell’Ospedale Léopold-Bellan.

Dr. Roger Larnaudie


torna suPrefazione

I medici omeopatici francesi hanno festeggiato quest’anno (1935) il centenario dell’arrivo a Parigi di Samuel Hahnemann: il 27 giugno 1835. La Facoltà di Medicina ha così avuto l’occasione di rievocare la figura ormai leggendaria del fondatore dell’Omeopatia. Questi ebbe in vita onori e persecuzioni, venne considerato da alcuni il massimo dei medici, da altri un visionario o un ciarlatano e subito dopo la sua morte, tranne che nel gruppo dei seguaci, la figura di Hahnemann venne dimenticata per poi riapparire, ingrandendosi sempre più, all’inizio di questo secolo.
Ospedali, istituti e monumenti sono stati eretti ovunque in suo onore, specialmente nelle due Americhe. Inoltre, in questi ultimi anni, tanto in Germania, la sua patria, che in Francia, il suo Paese di elezione dove visse gli ultimi giorni, si cerca nuovamente di ricostruire la storia di quest’uomo per meglio studiare e comprendere la sua grande opera.
Nel 1900 è stato eretto alla memoria di Samuel Hahnemann un monumento nel Cimitero Père Lachaise, di cui la Società Francese di Omeopatia, la più antica fra quelle che riuniscono i medici omeopatici di Francia, ha solennemente avuto la consegna davanti ai rappresentanti delle altre grandi associazioni scientifiche hahnemanniane.
A Stoccarda, il Dr. Richard Hael, recentemente scomparso, ha dedicato la propria vita a ricostruire quella del grande scienziato creando un museo che ospita una collezione di ricordi del fondatore dell’Omeopatia e racchiudendo in due volumi lo studio storico più completo che esista sullo stesso Hahnemann.
In questi ultimi anni sono poi apparse nuove edizioni delle opere di Hahnemann come pure nuovi racconti sulla sua vita redatti da medici. Questi colleghi hanno ritenuto giusto annotare cronologicamente sia i fatti vissuti che i lavori creati dal Maestro, mentre in realtà si tratta di biografie, utilissime senza dubbio, ma che non permettono di capire l’uomo nel suo pensiero intimo, che fu il motore delle sue azioni. Mancava dunque un vero studio psicologico e tale è il compito che Roger Larnaudie si è assunto, meritandosi per questo tutta la nostra gratitudine.
Come ebbi a dire in una breve allocuzione alla seduta inaugurale delle Giornate Hahnemanniane , il 5 luglio 1935:
“Un medico è sempre tentato di considerare prima dell’uomo la sua opera, la quale, con la sua profondità e il suo valore, quasi nasconde colui che l’ha creata. Pieni d’ammirazione davanti al grandioso e perfetto monumento scientifico innalzato da Samuel Hahnemann, noi avevamo sinora considerato il fondatore dell’Omeopatia unicamente come un superuomo e un semidio. Ora Roger Larnaudie ci fa conoscere tutto ciò che vi è di profondamente umano in un essere la cui vita può dirsi quasi soprannaturale. Leggendo la vita di Hahnemann, tracciata dal nostro autore, l’anima del Maestro mi è apparsa luminosa come mai prima ero riuscito ad intravederla, nemmeno nelle opere più erudite e più complete dedicate a lui o ai suoi libri”.

***   ***   ***

Grazie a Roger Larnaudie, Hahnemann ci appare anzitutto il rinnovatore della tradizione ippocratica. Il geniale medico greco è, senza contestazioni, il padre della Medicina in Occidente e la prima affermazione sulla legge di similitudine ci viene proprio da lui. Le basi della Scienza medica, per Ippocrate come per il fondatore dell’Omeopatia, sono identiche. È bene confrontare l’inconfutabile affermazione ippocratica, che dovrebbe stabilire i rapporti del medico verso i pazienti, col primo paragrafo dell’Organon di Hahnemann. La tradizione ippocratica, trascurata dal secolo XIX in poi nella maggior parte delle Facoltà francesi, è stata invece mantenuta nella sua integrità a Montpellier, che è la culla del vitalismo .
Ora, cosa dice Hahnemann nella sua filosofia generale della Medicina? Il primo paragrafo dell’Organon comincia così:
“La più alta, l’unica missione del medico è quella di ridare la salute alle persone sofferenti, e ciò si chiama guarire”.
Hahnemann ripete ciò che Ippocrate aveva già formulato e questo potrà sembrare assai semplice e anche piuttosto banale ai profani, poiché il buon senso generale riconosce benissimo, come base, tale verità. Ma è una verità che, per parecchi anni, da molti, da troppi medici, è stata dimenticata. C’è stata anzi un’epoca in cui le Facoltà limitavano la loro attività quasi alla descrizione e alla ricerca delle circostanze che favorivano o generavano la malattia, trascurando poi di occuparsi della parte terapeutica.
Dallo scetticismo, allora di moda tra i medici, nasceva una Medicina che potrebbe chiamarsi semplicemente ‘contemplativa’.
“A che serve”, diceva il decano di una Facoltà di Medicina, “curare un malato di polmonite dal momento che il ciclo di questa malattia comporta la diminuzione della febbre il nono giorno? È vero che a volte sopraggiungono complicazioni che portano la morte e troncano così il ciclo, ma non c’è nulla da fare. Noi non possiamo che contemplare e descrivere le malattie studiandone la patologia a profitto di quei medici che fra qualche secolo potranno infine scoprirne la terapia”.
Davanti ad un tale ragionamento ovviamente si ribellano sia il sentimento sia il buon senso.
Il sentimento ci fa pensare che, se fosse proprio così, il compito del medico diverrebbe inutile, perché praticamente egli non sarebbe che un parassita, un individuo che approfitta della malattia. Invece il buon senso ci induce a voler sperare sempre, essendo esistiti, in tutti i tempi, uomini volenterosi e perseveranti che hanno saputo sollevare i malati dalle loro sofferenze.
Con la volontà e lo sforzo ininterrotto si superano gli ostacoli più alti e si compiono le imprese più difficili. Ora, una delle prime qualità del medico dev’essere la perseveranza. Colui che lotta senza tregua, anche nei casi più disperati per ritardare l’opera della morte, è superiore a colui il cui spirito pronto, brillante ed esperto nelle speculazioni filosofiche si blocca davanti alla fatica dello sforzo.
Ai suoi tempi, Hahnemann ha strenuamente combattuto contro tutti coloro che dimenticavano di compiere il loro dovere di medici: anzitutto cercare di guarire. Ma per quei tempi era un compito addirittura sovrumano, perché la Medicina, arte dell’applicazione, procede contemporaneamente dal pensiero e dagli atti e troppi medici, nel passato, si sono atteggiati a pensatori prima di essere uomini d’azione.

***   ***   ***

Grande chimico, medico eminente, fondatore di una Scuola, rinnovatore della tradizione ippocratica: queste le qualità attribuite al genio sassone. Ma ciò che era rimasto quasi completamente ignorato o incompreso è la filosofia hahnemanniana e il merito più grande di Roger Larnaudie è quello d’aver saputo dimostrarcene tutto il valore.
Nel capitolo che s’intitola ‘L’uomo dalla quarta dimensione’ [Parte VI], l’autore si addentra in un terreno pericoloso e, ciò nonostante, egli ha saputo dimostrarci quella potenza delle sostanze diluite e dinamizzate e quell’energia che non si manifesta soltanto nello spazio, bensì nel tempo. Secondo me, ciò che è più notevole è il fatto di essere entrato nel concetto che un rimedio più è diluito più a lungo può agire, anche a distanza dall’assorbimento, purché condizionato alla legge di similitudine. In nessun’altra Scuola, oltre a quella Omeopatica, si studia così profondamente e accuratamente la durata dell’azione dei medicamenti.
Mi piace questo titolo di Hahnemann ‘uomo dalla quarta dimensione’, che all’inizio potrebbe sorprenderci, ma poi ci porta a capire che l’organismo umano non è soltanto un’entità visibile e palpabile nello spazio. L’essere vivente nasconde, nel suo involucro di materia animata, una serie di manifestazioni energetiche sempre più sottili; si direbbe che esistano nell’uomo dei piani multipli, embricati uno nell’altro e nel medesimo spazio.
Dato che un rimedio omeopatico può, come una graduale corrente di energia, agire sia sulle patologie fisiche sia su quelle mentali, arriviamo a persuaderci come le tre dimensioni dello spazio non possano bastare a tali fenomeni.
Lo studio dell’Omeopatia, e della filosofia che ne sprigiona, mi ha portato a penetrare la psiche dell’uomo che l’ha creata, ma mai sarei potuto giungere a questo senza l’aiuto di Roger Larnaudie.

Dr. Maurice Fortier-Bernoville


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 a cura di Dott. Davide Visioli

Il libro di Roger Larnaudie, "La Vita Interiore di Samuel Hahnemann"  riedito in Italia grazie all’infaticabile e meritevole opera di diffusione dell’omeopatia da parte della casa editrice Salus Infirmorum, è una biografia del fondatore dell’omeopatia avvincente e ben documentata.
Di agile ed immediata lettura, esso è scritta in forma romanzata come era il costume dell’epoca, siamo infatti a metà degli anni 30 del secolo scorso. Questa caratteristica modalità di rendere in prosa la vita di personaggi famosi, unità alla felice penna dell’autore permea tutto il libro di una singolare levità, per cui la lettura scorre rapida e piacevole.
Tutto il lavoro poggia sull'esperienza di uno studioso serio e ben documentato chiaramente attivo nella leggerezza del taglio con cui è sorretta l'articolazione della lunghissima e complessa vita di Hahnemann.
Opera coraggiosa quanto mai, a ben pensare, a causa della forzosa istanza di comprensibilità richiesta dalla funzione divulgativa; il tutto reso ancor più complesso dalla peculiarità dell’argomento trattato, vale a dire dal fatto che la vita di Hahnemann è strettamente correlata all’evoluzione del suo pensiero, un pensiero normalmente estraneo alla formazione del medico tradizionale, ma che ha avuto ed è destinato ad avere nella storia della medicina una importanza sempre maggiore.
Chi volesse indagare gli episodi salienti che hanno portato alla nascita dell’Omeopatia, lungo una prospettiva crescente,  vedrà dipanarsi dinanzi a sé, in uno scenario  via via più ricco e più complesso, la nascita di un opera prodigiosa, opera inestricabilmente legata alla stessa vita ed alle vicissitudini interiori di Hahnemann.
E’ un libro consigliato a tutti: sia a coloro che hanno poca dimestichezza con l’argomento trattato, sia coloro che ben conoscono l’Omeopatia, troveranno piacere in una lettura mai banale e ricca di spunti di riflessione.



allegati  Indice del libro     allegati  Scheda libro     allegati  Nota dell'editore italiano     allegati  Prologo dell'autore     allegati  Prefazione al libro    




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