Chi pratica l’Omeopatia da qualche decennio non può non conoscere e apprezzare gli sforzi che Alfonso Masi Elizalde ha fatto per approfondire, migliorare e rivedere in chiave ‘ortodossa’ la vera Omeopatia trasmessaci da Hahnemann. Masi, infatti, è conosciuto in tutto il mondo come il maggiore unicista vivente, l’unicista più rigoroso, più affidabile, quello di massima esperienza e quello che meglio di tutti conosce il Pensiero Hahnemanniano.
D’altra parte, però, Masi è famoso anche per aver codificato un’Omeopatia fondata sul tomismo e molti sono rimasti perplessi proprio per i pregiudizi che avevano nei confronti di questo punto, a commento del quale Masi ribatte dicendo che non è colpa sua se la vera Omeopatia Hanemanniana ha proprio queste basi, confermate peraltro da Kent, Allen e Ghatak.
Proprio per tali presupposti, questo è un libro di filosofia omeopatica che non può essere letto superficialmente, ma che deve essere meditato attentamente e poi riesaminato dall’inizio almeno due tre volte. È un libro che impegna l’Omeopata in prima persona obbligandolo a meditare sul senso profondo della vita dell’Uomo e sul senso della malattia, per passare poi a trasferire queste riflessioni sulla sua vita personale e, solo alla fine, sulla vita e sull’esperienza di malattia del suo Paziente. Infatti, se non si conosce approfonditamente la natura dell’Uomo, come si può pretendere di curarlo? Come si può obbedire a quell’imperativo di Hahnemann che raccomandava di scegliere il rimedio solo in base a ciò che deve essere veramente curato nel Malato?
Questo libro presenta in modo organico tutta l’esperienza e la tecnica terapeutica di Masi ed è il primo volume metodologico di una Collana che l’Editore spera di concretizzare nel tempo e che riguarderà poi la traduzione monografica della Materia Medica di circa 200 rimedi che la Scuola Francese di Masi, diretta dalla Dr.ssa Fayeton, ha già in uso.
È sicuramente un’Omeopatia difficile, ma è la vera Omeopatia capace di sradicare la malattia fin dal suo profondo, dal cuore dell’Uomo. È un'Omeopatia che ha fatto innumerevoli ‘miracoli’ e la cui potenza continua a stupire anche gli stessi Medici che la praticano.
Mi avevano parlato del Dr. Masi come di un illustre Omeopata e allora, dato che anche in quei tempi sentivo la necessità di avere un Maestro che m’insegnasse l’Arte e la Scienza dell’Omeopatia, decisi di frequentare un suo Corso. La cosa si concretizzò nell’ottobre ’91, a Milano, presso il PIME.
Non nego che al termine di quell’esperienza rimasi un po’ perplesso: avevo chiaramente compreso che Masi è un Omeopata di grande esperienza ed ero anche cosciente che la sua metodologia risolveva molti miei problemi chiarendo punti oscuri che da molto tempo occupavano la mia mente. Capivo inoltre che l’interpretazione che Masi dava ai paragrafi dell’Organon era estremamente razionale, profonda e veritiera e che le sue piccole critiche ad Hahnemann erano, non solo acute e sagge, ma anche molto costruttive. Tutti questi aspetti positivi, però, erano stati ombreggiati dal forte sospetto che la tecnica proposta fosse molto ardua non solo da capire nella sua profondità, ma anche da attuare nella quotidianità ambulatoriale.
Tornato a Padova, mi feci dare da alcuni amici le fotocopie degli appunti dei Corsi precedenti e trovai nella mia biblioteca una ‘vecchia’ pubblicazione edita dalla OMIT nel 1981. Studiai con attenzione tutto questo materiale, ma il mio dubbio non svanì: Masi aveva sicuramente ragione, ma mi pareva che il messaggio che lui dava era troppo poco comprensibile e adottabile da me.
Dal 1991 al 1996 seguii Masi indirettamente, quasi alla lontana; poi mi lasciai convincere dal Dr. Silvio Spinelli a frequentare un Corso che Masi teneva a Desenzano sul Garda. Neppure questa esperienza fu esaltante, ma comunque servì a mantenere vivo il desiderio di riprendere in mano tutto l’approccio omeopatico ‘masiano’ per cercare di comprenderne meglio l’essenza.
Il momento propizio giunse all’inizio del 1997 quando, grazie alle insistenze del Collega Dr. Alberto Torresin, nacque una collaborazione con il Gruppo francese capeggiato dalla Dr.ssa Fayeton che da anni collabora strettamente con Masi: l’A.F.A.D.H. (Association Française pour l’Approfondissement de la Doctrine Hahnemannienne).
I Colleghi oltralpe si dimostrarono subito molto disponibili ad aiutarci e addirittura a consegnarci tutto il materiale che riassumeva il loro lavoro di anni.
Lo studio di quelle pagine mi chiarirono ogni dubbio e mi decisero a studiare seriamente e senza indugio l’analisi metodologica messa a punto da Masi. Pensai allora di sistemare tutto il materiale disponibile e di pubblicarlo. Ecco la storia di questo libro che, quindi, non nasce dal sapere di uno degli autori (il sottoscritto), ma dall’aver preso coscienza che l’esperienza e la genialità di Masi sono troppo importanti per non essere meglio diffuse e conosciute. Quindi, dato che manca un testo che le riassumi e le spieghi organicamente, si è pensato di affrontare i sacrifici e il lavoro necessari per concretizzare la cosa mettendola a disposizione dei Colleghi italiani interessati in modo che altri potessero avvicinarsi con meno diffidenza alla Scuola di Pensiero di questo illustre discepolo di Hahnemann. Questo libro, in particolare, è stato desunto dagli appunti presi durante le seguenti lezioni di Masi:
- Milano, maggio 1987
- Firenze, giugno 1987
- Milano, ottobre 1991
- Parigi, novembre 1991
- Milano, maggio 1992
- Lione, maggio 1992
- Parigi, ottobre 1994
- Parigi, maggio 1995
- Parigi, maggio 1996
- Desenzano sul Garda, maggio 1996
- Parigi, maggio 1997
Tutti questi appunti sono stati inoltre integrati dal materiale desunto dalle seguenti pubblicazioni:
- Masi Elizalde A. Lineamenti concettuali di Dottrina, Filosofia e Tecnica Omeopatica. Edizioni OMIT, 1981
- ACTAS dell’Instituto Internacional de Altos Estudios Homeopáticos ‘James Tyler Kent’. Buenos Aires. Fascicoli dal n. 1 del novembre 1984 al n. 8 del maggio 1994
- Musco C. Metodologia Masiana per lo studio della Materia Medica. Ed. Nobile Collegio Omeopatico, 1996
- Masi Elizalde A. Riflessioni Omeopatiche. A cura del Dr. A. Abbate. De Ferrari Editore, Genova. Vol. I, 1990
- Masi Elizalde A. Riflessioni Omeopatiche. A cura del Dr. A. Abbate. De Ferrari Editore, Genova. Vol. II, 1992
Durante le fasi di rilettura e di ‘limatura’ di quest’opera, ho mandato una copia delle bozze allo stesso Dr. Masi che, soddisfatto del lavoro eseguito, mi ha gentilmente fatto pervenire alcuni suoi suggerimenti. Il commento di Masi, però, era troppo generico e le correzioni specifiche erano troppo scarse per lasciarmi sufficientemente appagato. Avvertivo una forte spinta a sottoporre il mio scritto a qualche altra persona particolarmente esperta che mi facesse da supervisore e che analizzasse scrupolosamente ogni parola del testo.
Mi ricordai allora del Dr. Antonio Abbate che avevo ‘casualmente’ (per me comunque il caso non esiste) conosciuto nell’ottobre ’91, a Milano, nell’occasione del mio primo incontro con Masi. Le correzioni del Dr. Abbate furono così sostanziali che fui felice di considerarlo coautore del libro: senza il suo contributo questo lavoro non sarebbe stato così.
Dopo il suo intervento, la mia scrupolosità e il mio desiderio di pubblicare solo libri ‘sicuri’ e controllati si sono tranquillizzate e ora sono sicuro che, nonostante la difficoltà della materia e l’atteggiamento di aprioristica apertura interiore che è necessario per assimilarla, il Lettore potrà star certo che quello che è riportato corrisponde alla vera metodologia masiana.
Con questo lavoro, che è durato più di tre anni, il Dr. Abbate ed io crediamo di essere riusciti a schematizzare e semplificare il ‘messaggio’ di Masi al punto da poterlo presentare in un linguaggio molto accessibile che però non ha minimamente alterato né la sua importanza, né l’originalità e la veridicità del suo insegnamento.
Abbiamo incontrato molte difficoltà nella stesura dei vari capitoli per non cadere in ripetizioni inutili e spesso siamo stati costretti ad anticipare alcuni concetti che venivano poi affrontati anche in parti successive. Nei paragrafi intitolati A colloquio con Masi, ad esempio, si ripetono alcuni concetti esposti più o meno approfonditamente in una o più parti del medesimo capitolo. La cosa più ovvia sarebbe stata quella di raggruppare meglio le nozioni in modo da ottenere un’unica e più completa trattazione, ma così facendo avremmo dovuto alterare o escludere il dialogo che Masi ha avuto con i suoi Allievi, perdendo così l’originalità e la fedeltà delle sue risposte. Abbiamo quindi optato per l’accettazione di qualche doppione, ricordando l’importanza dell’insegnamento: Repetitio iuvat.
Quindi, il Lettore ci perdonerà se incontrerà qualche ripetizione, ma credo che ne scoprirà l’utilità dato che il primo grande ostacolo che si potrà incontrare nell’approccio al libro o al metodo di Masi non è un ostacolo di comprensione per mancanza di un’adeguata cultura, bensì l’ostacolo formato dall’abbondanza di pregiudizi che occupano la nostra mente e che, come esplicita la parola stessa, ci fanno giudicare prima di essere nella condizione di poterlo fare.
Il pregiudizio più difficile da vincere e oggi sicuramente anche percentualmente più comune è senz’altro quello morale: dato che Masi dimostra che Hahnemann ha fondato l’approccio omeopatico sul Tomismo e quindi sulla Dottrina Cristiana, temo già di sentire la critica di coloro che rifiutano Masi perché rifiutano di accogliere il messaggio di Cristo. In realtà, le cose non stanno in questi termini.
L’Omeopatia è codificata da leggi universali (validi cioè per ogni uomo), perché l’uomo è universale. Infatti, non ci sono differenze sostanziali tra l’uomo occidentale e quello orientale e neppure tra l’uomo d’oggi e quello di ieri e da ciò consegue che non crediamo ci saranno neppure con quello di domani. Inoltre, la metodologia di Masi è di portata universale, perché si basa sull’interpretazione tomista della Scolastica che è un approccio universale all’uomo e questo approccio è universale proprio perché la Parola di Dio è universale. L’universalità della Parola di Dio può essere compresa considerando che oltrepassa ogni interpretazione umana, è sempre valida e, se accolta, ci permette di sondare le caratteristiche profonde della nostra individualità.
Oltre a ciò, la cosa più simpatica e affascinante è che tutto questo trova conferma sperimentale nelle patogenesie dei medicamenti eseguite secondo il metodo hahnemanniano e trova pure ulteriore conferma nella quotidiana pratica clinica.
Io sono solito ripetermi che, se credo veramente che l’Omeopatia sia una Scienza, devo smetterla di prescrivere rimedi omeopatici sperando di incappare più o meno casualmente nel simillimum. Non esiste alcun effetto che non abbia come suo inizio un fattore causale e quindi non esiste un sintomo, fisiologico o patologico, che non abbia una sua giustificazione. Io, come Medico, sento di avere il dovere di approfondire e scoprire le radici del problema del mio Paziente, colpendo la malattia ad un livello così profondo da ritenere che sia il suo primum movens.
Purtroppo, questo lavoro è difficile, perché l’uomo, non solo non discende da una banale scimmia, ma è anche ben di più di una meravigliosa macchina: essendo stato creato a immagine e somiglianza di Dio, l’uomo ha in sé un ‘quid’ di infinito, un qualcosa di assolutamente imperscrutabile e di incomprensibile che trascende le nostre capacità intellettive.
In un mio recente libro, che per i neofiti sarebbe preferibile preporre a questo essendo propedeutico e facilitante la comprensione del medesimo, ho scritto che l’uomo è un mistero a se stesso e che il Medico può avere qualche probabilità di successo indagatore solo se si accosta al suo Paziente con una grande dose di umiltà.
E’ per questo che, prima di continuare la lettura, inviterei il Lettore ad associarsi alla mia preghiera a Dio per ottenere per ognuno di noi, per intercessione di San Tommaso, uno Spirito di Umiltà in modo da poter ricevere i consequenziali doni dello Spirito di Conoscenza, di Sapienza e di Carità.
Infatti, l’approccio di Masi, prima di essere usato da noi Medici per la cura dei nostri Pazienti, dovrebbe essere usato per la cura di noi stessi, perché se non guariamo prima la nostra malattia miasmatica come potremo essere nella condizione sufficiente per cogliere il vero squilibrio del Paziente, soppesarlo, interpretarlo e poi correttamente trattarlo? Cioè, se prima non guariamo noi stessi, come possiamo aiutare gli altri a guarire? Un cieco può guidare un altro cieco?
Il Signore, che è Padre, ci aiuti a trovare prima per noi la salute che desideriamo dare agli altri.
Dr. Roberto Gava
Comunicare l’esperienza culturale e umana che si acquisisce seguendo i corsi di Omeopatia del prof. Alfonso Masi Elizalde è impresa difficile.
Masi Elizalde è un Omeopata rigoroso e fedele ai princìpi hahnemanniani. Nei suoi Corsi, gli Omeopati studiano la Materia Medica fin nei più piccoli dettagli. I sintomi generali, quelli fisici e mentali, le sensazioni, le illusioni, ecc., tutti insieme contribuiscono a definire il rimedio. Non c’è più distinzione tra grandi e piccoli rimedi; essi hanno pari dignità e la sperimentazione non è intesa solo come una forma ‘d’intossicazione’, ma anche come la ‘voce’ del rimedio che si fa conoscere tramite lo Sperimentatore.
Tutti i sintomi della patogenesi, grazie a Masi, acquisiscono valore e sono importanti: non c’è dettaglio della sintomatologia che non abbia un preciso significato. Ciascun sintomo costituisce un tassello e l’insieme dei diversi tasselli compone un unico mosaico: la sofferenza psorica del rimedio omeopatico. Così la dinamizzazione omeopatica veicola, sotto forma di energia informativa, il dramma esistenziale del rimedio al Malato, determinando in quest’ultimo una reazione curativa. L’ammalato, in questo modo, vive la stessa problematica del rimedio, ne acquisisce la consapevolezza e guarisce.
L’Omeopatia antipsorica del prof. Alfonso Masi Elizalde è anche uno stimolo per il percorso spirituale dell’omeopata. L’Uomo e la Donna, secondo la visione omeopatica masiana fortemente ancorata a San Tommaso d’Aquino, sono il coronamento della creazione visibile, sono un composto di anima e corpo. L’anima dà forma direttamente alla materia. L’Uomo è costituito da corporeità, facoltà vegetative, sensitive e spirituali. Nello stato di salute, l’Uomo vive consapevolmente e liberamente perseguendo il fine ultimo dell’esistenza. La felicità è la meta, ma l’Uomo non può trovarla in nessun bene terreno. Ciò che fa parte del creato lascia sempre qualcosa da desiderare. La felicità risiede solo nel bene universale, nel progetto che porta l’Uomo verso Dio. E’ l’immortalità la sete dell’Uomo. Senza l’immortalità, affermava V. Hugo, per l’Uomo tutta la creazione è solo un immenso “perché”. La somma dei beni terreni che Dio ci ha donato affermano con forza l’esistenza dell’anima.
La missione dell’Omeopata è di curare il Malato. Il Medico rivolge le sue attenzioni ai disturbi fisici e alle ansie del Paziente, ma sa che oltre si cela l’anima sofferente. Il corpo ammalato è l’apparenza che nasconde la vera realtà. La malattia è nell’anima.
Spero che il Lettore possa apprezzare il profondo valore degli scritti di Masi. E’ stato un grande impegno per me e per il Dr. Roberto Gava, coautore del volume. Abbiamo elaborato in modo molto minuzioso molti degli appunti delle lezioni del Prof. Masi.
Vorrei ringraziare il Dr. Gava, oltre che per questa esperienza che abbiamo vissuto insieme, anche per il suo coraggioso impegno editoriale. Nonostante sia un periodo molto difficile per le pubblicazioni di Medicina Omeopatica, il Dr. Gava continua con grande costanza la sua opera di pubblicazione, in italiano, dei testi più importanti dell’Omeopatia classica. Vorrei anche esprimergli la solidarietà di tutti gli Omeopati che sono pronti a collaborare al suo nobile progetto.
Dr. Antonio Abbate