Allattare secondo natura

 
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Allattare secondo natura  Veronika Sophia Robinson   Terra Nuova Edizioni
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..."Il latte che fluisce dal seno è espressione fisica dell'amore incondizionato: è amore liquido"...

Fra biberon e manualetti ti senti una madre venuta da un altro pianeta?

Vorresti coccolarti di più tuo figlio, ma ti hanno messo in guardia di non viziarlo?

Hai una difficoltà di allattamento da superare?

Vorresti crescere tuo figlio non solo nel rispetto dei suoi bisogni, ma anche compiendo una scelta etica, ecologica, nonviolenta?

Questo libro potrebbe contenere le risposte che stai cercando, e anche molto di più.
Se ti riconosci in questa descrizione, leggendolo scoprirai di non essere “una sciroccata, una pazza furiosa o un'extraterrestre” e, soprattutto, di non essere sola.

"Quanto spesso abbiamo sentito dire che ci vorrebbe un manuale per diventare genitori? La natura ce lo ha dato! E' in ogni cellula del nostro essere, e il nostro bambino ce lo presenta".


Allattare secondo natura  Veronika Sophia Robinson   Terra Nuova Edizioni
 
Allattare secondo natura

Veronika Sophia Robinson



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Viviamo in una cultura dove è insolito vedere una donna allattare. In effetti, dovremmo essere classificate “specie protetta”. Poiché questa immagine non è abituale nella nostra vita quotidiana, dobbiamo imparare ad allattare quando diventiamo madri. È un’abilità che richiede pratica e impegno. Sebbene il bambino nasca con il riflesso di suzione, anche lui deve apprendere una nuova abilità. Mamma e bambino devono avere pazienza. Un atteggiamento mentale positivo è il contributo più importante che possiamo offrire alla relazione di allattamento.
Sapere che quando Madre Natura ha creato i seni sapeva cosa stava facendo, ci dà la fiducia che il nostro corpo ha tutto ciò che serve per nutrire i nostri piccoli. Quando sentiamo una donna dire che “non può allattare”, questo ci insinua nella mente l’idea che il nostro corpo possa tradirci. Se perpetuiamo il mito che alcune donne possano non essere in grado di produrre latte, ci stiamo facendo un torto.

Verso la fine della gravidanza noterai che i seni stanno aumentando di volume; potrai anche notare delle tracce secche di colostro sui capezzoli o del gocciolamento. È una cosa normale. Dopo la nascita del bambino e il secondamento della placenta, gli ormoni nel tuo corpo cambiano. Estrogeno e progesterone, che in gravidanza erano abbondanti, ora cedono il posto alla prolattina, l’ormone responsabile della produzione del latte.
La suzione di tuo figlio induce nel capezzolo l’invio di un messaggio al cervello, informandolo del fatto che il seno ha bisogno di più latte. In risposta, produrrai più latte per la poppata successiva. È importante sottolineare che durante la lattazione i seni non sono mai realmente “vuoti”. Il termine “vuoto” verrà usato qui per descrivere un seno che non è “pieno” di latte.

Tre tipi di latte: colostro, primo latte, secondo latte
Una madre è in grado di produrre tre tipi di latte. All’inizio, nei primi giorni di vita del tuo bambino, c’è il colostro. Dal momento in cui il colostro viene meno, e fino alla fine dell’allattamento, avrai il latte maturo, composto all’inizio della poppata da primo latte, che è leggero e soddisfa la sete e verso la fine di ciascuna poppata da secondo latte, che è più ricco e soddisfa la fame. Primo e secondo latte sono entrambi importanti in ciascuna poppata, perciò non pensare che tuo figlio possa avere bisogno di uno dei due in particolare in determinati momenti.
Durante l’allattamento due ormoni sono impegnati in modo particolare: la prolattina induce la produzione del latte e l’ossitocina (l’ormone dell’amore) trasmette il messaggio di far “scendere” il secondo latte.

Questo fenomeno, noto come “calata” o “riflesso di discesa”, provoca in alcune donne una precisa sensazione nei seni, che può essere sperimentata come una sorta di formicolio. Quando si fa l’amore entra in gioco lo stesso ormone che media la calata del latte; quindi non è insolito che qualche donna allattando provi sensazioni anche a livello genitale. Non c’è davvero nulla di cui vergognarsi o motivo di essere a disagio; è normale, completamente normale.
Se sei separata da tuo figlio e pensi a lui, puoi avere la sensazione della calata. Ad alcune donne i seni gocciolano o zampillano appena pensano al bambino, o persino vedendo o sentendo il bambino di un’altra donna. Anche questo è naturale. Se ti trovi in mezzo alla gente e non vuoi che i seni gocciolino, puoi premere la mano o l’avambraccio (se vuoi essere più discreta) contro il capezzolo per qualche secondo o poco più; per molte donne questo funziona.
Il successo dell’allattamento dipende in larga misura dall’essere rilassate. Più allatterai, più ti sentirai rilassata, mentre l’ossitocina andrà in circolo nel tuo corpo. Crea in modo consapevole un ambiente nel quale sai che potrai essere te stessa: un luogo dove la sola cosa a cui devi pensare è allattare tuo figlio.

Per ogni donna l’esperienza di tenere al seno un bambino è diversa: alcune si trovano meglio a letto, sdraiate su un fianco; altre hanno bisogno di una poltrona o di una sedia a dondolo. Cerca di tenere il collo rilassato mentre allatti. Più lo farai, più prenderai confidenza con le varie posizioni. Comunque, per cominciare, semplificati la vita il più possibile.
Riserva le “grandi manovre” nei momenti di reale necessità, come quando sei alla cassa del supermercato, o devi calmare un bambino che si è sbucciato un ginocchio o mentre stai facendo una telefonata complicata, magari trascrivendo i messaggi!
Nei primi mesi, avevo i seni sempre pieni di latte, e stavo più comoda sdraiata. Tutte e due le mie figlie venivano spesso inondate di latte, e quando sono un po’ cresciute è stato più facile stare sdraiata supina e lasciare che loro “lavorassero” sopra di me per ottenere il latte, piuttosto che far lavorare la gravità per loro. Se vuoi allattare in modo piacevole, un attacco corretto è fondamentale: questo aspetto non potrà mai essere sottolineato abbastanza. Se hai seni voluminosi, avrai bisogno quasi certamente di sostenerli con una o entrambe le mani, mentre tuo figlio impara a poppare. Il tuo compito sarà rendere l’operazione il più semplice possibile. Puoi sostenere il seno con una mano a coppa, mentre l’altra servirà a dare sostegno alla testa del bambino. La bocca del piccolo deve essere ben aperta, in modo da poter coprire l’areola (il cerchio più scuro intorno al capezzolo) il più possibile. Assicurandoti che l’attacco sia corretto, controlla che il bambino possa muovere il collo; il sostegno del capo deve lasciargli libertà di movimento. Per nessun motivo lascia che tuo figlio cerchi di poppare succhiando solo il capezzolo, o tenendo solo una sua parte in bocca.

Se permetti che questo vada avanti, si verificheranno tre situazioni:
- finirai per avere dolore ai capezzoli e ti passerà la voglia di allattare;
- tuo figlio svilupperà abitudini che non sono ottimali per lui;
- il tuo corpo non riceverà il messaggio che permette la calata del latte.

Porta sempre il bambino al seno, e non il seno verso il bambino. Il bambino deve stare con l’addome a stretto contatto con il tuo corpo. Lascia che l’allattamento avvenga in un momento di quiete per voi due. Rilassati, respira, semplicemente sii presente.
I bambini imparano e si abituano al flusso di latte che sgorga dai seni. All’inizio forse dovrai aiutare tuo figlio; lascia che ogni tanto sia in posizione verticale e riprenda fiato, se il flusso è troppo forte.

Tuo figlio è unico; non fare paragoni con il modo in cui poppano altri bambini. Alcuni bambini stanno al seno per un’ora e più, altri se la sbrigano in dieci minuti. Soprattutto, non andare mai di fretta. Pensa a come ti senti quando sei in ritardo per un appuntamento e mandi giù il pranzo di corsa. Non è piacevole! Il tuo bambino non comprende la fretta, perciò, per piacere, organizza la tua vita intorno all’allattamento, e non il contrario.
Rispettare lo stile di allattamento di tuo figlio lo renderà felice, sereno, e gli darà la sicurezza e la fiducia che i suoi bisogni verranno soddisfatti dal tuo latte, che verrà prodotto in modo perfettamente sintonizzato alle sue necessità.

C’è un motivo per il quale i seni sono due. E non ha nulla a che fare con la possibilità di avere dei gemelli, né con il fatto che abbiamo anche due mani! Poppando da due seni, il bambino impara infatti a coordinare occhi e mani sia dal lato destro che da quello sinistro. Non sempre è necessario allattare da entrambi i seni a ciascuna poppata. Puoi alternare i seni nelle varie poppate del giorno e della notte. Se dimentichi quale lato hai offerto per ultimo, in genere basta “sentire” la differenza: un seno sarà morbido e vuoto, l’altro duro e pieno.

Sviluppare un ritmo di allattamento aiuta entrambi. Ci possono volere un paio di mesi prima di sentirsi veramente a proprio agio con l’allattamento, ma alcune mamme hanno bisogno di un tempo maggiore, ed è perfettamente normale.
I bambini cambiano così in fretta che, non appena pensiamo di aver trovato un ritmo, avviene qualcosa che ci fa sentire di nuovo alle prime armi! Comprensibilmente, in questi momenti una donna può sentirsi molto vulnerabile riguardo all’allattamento o al soddisfare i bisogni di suo figlio.
In genere, verso le sei settimane ti accorgerai che tuo figlio va incontro a uno scatto di crescita e vuole poppare in continuazione. Ciò avviene più volte nel primo anno, spesso a sei settimane e a tre, sei e nove mesi; anche se, tienilo presente, ogni bambino è diverso, perciò non guardare il calendario. E non cadere nell’ossessione di non avere abbastanza latte: se lascerai poppare tuo figlio ogni volta che ti segnala di volerlo, avrai sempre abbastanza latte.

Il ruttino
Osservando popolazioni non occidentali, scopriamo che, diversamente da noi, non hanno l’abitudine di far fare il ruttino dopo la poppata. Il motivo è che i loro figli sono praticamente sempre in posizione verticale, tenuti su e portati in giro nelle fasce. Inoltre non sono nutriti al biberon, che è una causa comune di ingestione d’aria durante la poppata. Dopo il pasto, non è necessario far fare per forza il ruttino al lattante; il disagio nasce dal fatto di mettere giù il bambino dopo la poppata.

Reflusso
Un approccio olistico al reflusso, cioè il bambino che rigurgita il latte, è cercare di evitare che ingoi aria mentre poppa. Come sempre, è molto importante un attacco corretto al seno. Spesso si descrive il reflusso in termini di un bambino che mostra di essere disturbato e che non cresce; è frequente anche una difficoltà a respirare bene. È meglio evitare i test invasivi e scegliere un medico che faccia una diagnosi sintomatica.
Allattare al seno è realmente il modo migliore di curare il reflusso, facendo attenzione che il bambino non abbia a che fare con un flusso eccessivo di latte (uno studio del 1995 mostra che la mamma può ridurre il volume di latte attraverso la gestione delle poppate).
Come per le coliche, cerca di tenere tuo figlio il più possibile in posizioni verticali. Fai un investimento: prendi una buona fascia. Evita di allattare distesa. Il reflusso è presente soprattutto nei bambini alimentati con la formula artificiale e si verifica anche là dove le mamme che allattano al seno, consumano grandi quantitativi di caffeina e/o derivati del latte.


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Prefazione

Le mie storie di latte preferite
La mia storia
Imparare ad allattare
Seni penduli!
Lezione di biologia
la Vitamina K
Inizia l’allattamento

Colostro: L’oro liquido della Natura per i nostri bambini
Genitori distaccati
I “Puppi”
Ciuccio a chi??
Bambini prematuri
lngorghi, dotti bloccati e mastite
Allattamento e AIDS
Cesa reo e allattamento
Ittero
Anchiloglossia - frenulo corto
Labio/palatoschisi
Allattare i gemelli
la Sindrome di Down
la Vitamina D
Nutrire la nutrice
I Pizzoli!
Dentizione e coliche

Ma non si guasta il latte?
Allattare in gravidanza
Fammelo doppio!
Perché allattare dopo i primi mesi
Bambini o vitellini?
L’annunciatrice delle previsioni del tempo
Allattami ADESSO!
L’unione fa la forza
Allattamento clandestino
Fuori dai gabinetti
In latteria
Giù le mani dai miei seni!

Un approccio olistico alla sessualità
Ma i tuoi seni sono “bio”?
Cibi per la nutrice
Svezza mento
Quando muore un bambino
Il nostro cervello affamato
Allattamento a termine
Suzione non nutritiva

L'armadietto dei medicinali
Donne che pensano di non poter allattare
Erbe da evitare durante l’allattamento
Allattamento e adozione
Rivendicare il femminino sacro
Trovare il proprio centro del cuore
Latte umano per bambini umani
Stendilo fuori ad asciugare

Postscritto: La nascita e la formazione del legame

Note

Altri riferimenti bibliografici


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