Il grande libro delle erbe medicinali per le donne

La guida più completa al benessere femminile

 
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Il grande libro delle erbe medicinali per le donne  Cindy Gilbert Roberta Maresci  Sonda Edizioni
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Sei depressa? Iperico e rodiola migliorano il tono dell'umore.

Hai mal di testa da ciclo? Combattilo con la corteccia del salice bianco.

Produci poco latte per il tuo bambino? Il fieno greco è un ottimo alleato.

Soffri di osteoporosi? Dopo la soia, scendono in campo il cardo mariano, la cimicifuga racemosa e il trifoglio rosso.

Questa guida, la più completa al benessere femminile, presenta:
- le schede delle 66 erbe medicinali più efficaci
- i 35 disturbi e malesseri più comuni nelle donne, trattabili con le erbe medicinali
- le indicazioni dettagliate per districarsi nelle giungla delle cure naturali
- informazioni e curiosità supportate dagli studi scientifici più autorevoli
- una doppia chiave di lettura: dalla patologia ai rimedi verdi, e dall'erba ai benefici "a misura di donna".

Per ogni disturbo, trovi la descrizione con i sintomi e il rimedio più adatto a te; per ogni erba medicinale, trovi un suggerimento per gestire, prevenire o alleviare il malessere.


Il grande libro delle erbe medicinali per le donne  Cindy Gilbert Roberta Maresci  Sonda Edizioni
 
Il grande libro delle erbe medicinali per le donne
La guida più completa al benessere femminile

Cindy Gilbert, Roberta Maresci



torna suIndice del libro

Le erbe medicinali per il benessere di Cyndi Gilbert
Un approccio olistico
I disturbi femminili
Guida alla lettura

Erbe in rosa di Roberta Maresci
Giardini velenosi
Squadra come «bio» comanda
Boom fitoterapia
Pausa green
Ortoterapia
W la biodiversità

PRIMA PARTE: INTRODUZIONE ALLE ERBE MEDICINALI

L'erbalismo nei secoli
Preistoria
Tradizioni orientali
Tradizioni occidentali
Paracelso
Le tradizioni delle tribù del Nord America e le prime colonie
Fisiomedicalismo
Omeopatia
Eclettismo
Farmacognosia
Energetica
Integrazione naturopatica
Bioindividualismo
Il potere curativo della natura

Preparati con estratti vegetali
Pianta intera e fresca
Infuso (tè)
Decotto
Tintura
Estratto solido
Estratto standardizzato
Preparazioni topiche
Gli infusi a base di olio
Balsami o creme
Supposte
Preparati con estratti vegetali: vantaggi e svantaggi
Dosaggio
L'interazione tra i medicinali e le erbe

CLASSIFICAZIONE DELLE PIANTE
Classificazione botanica
Classificazione terapeutica
Azione terapeutica

SECONDA PARTE: I 35 DISTURBI E MALESSERI FEMMINILI PIÙ DIFFUSI
Acne
Anemia
Ansia
Artrite (osteoartrite)
Artrite reumatoide
Cancro al seno
Depressione
Diabete mellito
Disfunzione sessuale
Displasia cervicale
Endometriosi
Fibromi
Gravidanza e allattamento
- Bruciore di stomaco
- Costipazione
- Emorroidi
- Nausee mattutine
- Scarsa produzione di latte
- Svezzamento
- Vene varicose
Herpes
Infezioni del tratto urinario
Ipotiroidismo
Irregolarità mestruali
Amenorrea e oiigomenorrea
- Dismenorrea
- Menorragia
- Mastopatia fibrocistica
Menopausa
Osteoporosi
Pressione arteriosa alta e cardiopatia
Sindrome dell'ovaio policistico
Sindrome premestruale
Sterilità
Stress
Vaginite
Verruche genitali

TERZA PARTE: LE 66 PRINCIPALI ERBE MEDICINALI PER LE DONNE
Achillea millefoglie
Aglio
Agnocasto
Alghe
Amamelide
Angelica cinese
Artiglio del diavolo
Barba di mais
Berberina
Berberis
Biancospino
Borsa pastore
Boswellia
Calendula
Camomilla
Cannella
Cardiaca
Cardo mariano
Cardo santo
Cimicifuga racemosa
Corteccia dei crampi
Curcuma
Echinacea
Eleuterococco
Enotera
Fieno greco
Finocchio
Geranio
Gimnema
Ginkgo
Ginseng
Ginseng indiano
Idraste
Igname selvatico
Iperico
Ippocastano
Kava
Lampone
Lavanda
Liquirizia
Melissa officinale
Menta piperita
Mentastro verde
Mirtillo rosso
Olio di tea tree
Olmo rosso
Ortica
Passiflora
Peonia
Peperoncino di Cayenna
Propoli
Ricino
Rodiola
Salice
Salvia
Schisandra
Shatavari
Soia
Tarassaco
Tè verde
Tribolo
Trifoglio dei prati
Uva ursina
Valeriana
Zafferano
Zenzero


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Cindy Gilbert, Roberta Maresci



torna suPrefazione - Cyndi Gilbert

Le erbe medicinali per il benessere - di Cyndi Gilbert

Le informazioni mediche e botaniche raccolte in questo libro uniscono le proprietà di ogni singola pianta, accertate da diverse tradizioni mediche, a ricerche scientifiche recenti, basate su dati dimostrati.
Tra le tradizioni mediche, troviamo la Medicina Tradizionale Cinese, la medicina ayurveda, i rimedi dei Nativi Americani, ma anche le pratiche «occidentali», come l'omeopatia, l'eclettismo, la floriterapia e la naturopatia.
Le ricerche scientifiche, invece, sono incentrate su studi recenti nella fito-chimica e nella farmacognosia, discipline che indicano un'attività di ricerca in grande espansione, sia in campo botanico sia in campo farmaceutico.
I dati provengono da fonti attendibili: sperimentazioni in doppio cieco e placebo-controllate pubblicate da autorevoli riviste mediche e botaniche; ricerche fitoterapiche, testi di medicina fisica e della scuola eclettica; la materia medica secondo l'omeopatia, la Medicina Tradizionale Cinese e l'ayurveda; infine, il lavoro dei naturopati Francis Brinker, Bill Mitchell, Jilian Stansbury, Tori Hudson, John Sherman e, in particolare, dei miei mentori nella scienza e nell'arte delle piante officinali al Canadian College of Naturopathic Medicine, Paul R. Saunders e Anthony Godfrey; per non parlare di Fraser Smith, che lavora con me alla National University of Health Sciences.
Le risorse sulle piante medicinali sono tantissime, proprio come sono numerosi i libri importanti e autorevoli a cui fare riferimento (vedi la Bibliografia a p. 423), ma con il Grande libro delle erbe medicinali per le donne voglio rendere le informazioni accessibili a tutti e farti conoscere la storia, l'efficacia e la sicurezza delle erbe medicinali.

UN APPROCCIO OLISTICO
Ho scelto questo approccio per curare le donne con le erbe medicinali e insegnare ai giovani naturopati a continuare su questa strada.
Da bambina, amavo giocare in giardino e la mia casa si affacciava su uno spiazzo aperto: l'erba era molto alta e la varietà di vegetazione avrebbe fatto invidia alla maggior parte dei prati meticolosamente falciati dell'area suburbana circostante. Ricordo ancora il profumo delle piante di cedro, che formavano un recinto naturale tutt'intorno al giardino, e i tocchi di colore dei tarassachi e dei trifogli violetto nell'erba.
Da adolescente, ho rinnovato il mio rapporto con le piante medicinali, dal punto di vista dell'alimentazione e della raccolta. Mi sono dedicata incondizionatamente al loro studio per identificarle, raccoglierle e preparare rimedi medicinali.
Vivere e lavorare con le erbe medicinali e i fitoterapeuti tradizionali mi ha insegnato che le piante possiedono energia, intelligenza, capacità di comunicare e di stabilire connessioni. Per la prima volta, ho iniziato a comprendere davvero il legame tra le piante e gli esseri umani. Sono stata rapita dalla stessa meraviglia che avevo provato da bambina. Soprattutto, ho ripreso a parlare con loro e ad ascoltarle.
Il legame che avevamo stretto era sempre più forte, e ho appreso il linguaggio della loro chimica e i loro effetti fitofarmaci. Poi mi sono iscritta a un'università di medicina naturopatica per studiare la scienza delle erbe medicinali e il loro effetto sulla psicologia umana.
Unendo conoscenze tradizionali e ricerche scientifiche, ho avuto un quadro più completo e sfaccettato delle erbe medicinali, che comprendeva anche sperimentazioni cliniche e studi fitoterapici. Ecco come è nato il mio approccio olistico alla fitoterapia: antico, pragmatico, saggio, spirituale, integrativo, concreto, orientato alla ricerca e basato sulla Terra e l'amore per le piante.

I DISTURBI FEMMINILI
La storia delle erbe medicinali è legata a doppio filo al folclore femminile. In quasi tutte le società di raccoglitori, erano le donne a occuparsi delle piante e le utilizzavano in cucina o come medicinali.
Le conoscenze sul valore culinario e il potere terapeutico di queste piante sono state trasmesse di generazione in generazione, da donna a donna, cosa che accade ancora oggi. Magari ti è capitato che tua madre o tua nonna ti abbia consigliato un'erba specifica per un disturbo specifico: per alleviare il dolore e il fastidio del ciclo mestruale, oppure per non avere problemi in gravidanza.
A tal proposito, è stato svolto un lavoro molto importante prima da Susun Weed e Rosemary Gladstar, che con i loro testi di fitoterapia dedicati alle donne hanno spianato la strada, poi dalla dottoressa Tori Hudson, che ha studiato con rigore scientifico il folclore medico femminile.
Eppure, quasi tutte le scoperte sull'utilizzo delle erbe per le condizioni di salute femminile sono state ridotte a una serie di questioni di natura ginecologica e riproduttiva. È vero che ogni donna è unica, ma è anche vero che le donne sono soggette a comuni disturbi di salute, più degli uomini. Per fare un esempio, rischiano maggiormente di soffrire di depressione o di sviluppare malattie autoimmuni.
Quando parliamo delle condizioni di salute delle donne, non ci riferiamo semplicemente agli ormoni e all'utero (c'è da dire che molte donne non hanno né ormoni femminili né utero, e che alcune persone dotate di utero non rientrano nel genere femminile): questo libro prende in esame disturbi diffusi tra le donne (come i problemi cardiaci, il diabete e l'artrite), ma che non hanno a che fare con la ginecologia.
Ho cercato di mantenere un linguaggio il più possibile neutro, proprio per tutti coloro a cui il mio libro potrebbe tornare utile: asessuali, omosessuali, bisessuali e transessuali.
È importante sottolineare che ogni donna è diversa, perché la salute e i problemi di ciascuna sono correlati al contesto in cui vive e alla vita che conduce. Le preoccupazioni di una donna non sono per forza le stesse di un'altra.
A volte, le nostre opinioni sulla salute e le malattie possono non coincidere con quanto affermato dalla medicina. In quel caso, consulta un medico, per capire cosa è meglio per te.

GUIDA ALLA LETTURA
Dopo una breve introduzione sulla storia e la scienza della fitoterapia nella Prima parte trovi la descrizione di 35 patologie comuni (acne, anemia, infezione delle vie urinarie, vaginite...) e delle erbe che sono state accertate come sicure ed efficaci nel trattamento di tali disturbi.
Nella Seconda parte ti spiego i segnali, i sintomi e l'incidenza di ciascuna condizione, insieme a un elenco di caratteristiche associate, combinazioni comuni di erbe e trattamenti medicinali convenzionali. Di tanto in tanto, aggiungo aneddoti su casi clinici, leggende interessanti e semplici ricette.
Nella Terza parte trovi 66 erbe medicinali, dal ginseng indiano alla lavanda, dall'amamelide al centofoglie. In ogni scheda descrivo gli usi più comuni della pianta, spiego come usarla attivamente e come è stata impiegata nel corso del tempo, poi esamino le prove scientifiche e la sicurezza del suo utilizzo, facendo riferimento alla patologia trattata nel libro. In molti casi, spiego anche la conformazione chimica della pianta, per offrire una visione ancora più completa della medicina fitoterapica.
Pagina dopo pagina, trovi riferimenti alla Medicina Tradizionale Cinese, a quella ayurvedica e a quella dei Nativi Americani, un quadro dei sintomi omeopatici, le caratteristiche essenziali dei fiori e le qualità indicate dalla Dottrina delle Segnature. Nessun altro testo fornisce approcci così vari e validi alle erbe mediche.
Il grande libro delle erbe medicinali per le donne è una guida che ti aiuta a interagire più consapevolmente con i professionisti del settore sanitario e a comprendere come impiegare al meglio le piante medicinali per migliorare la salute. Prima di prescrivere un trattamento, è necessario analizzare la storia clinica dell'individuo, l'anamnesi familiare, i farmaci assunti, le allergie e i risultati che si vogliono ottenere.
Consiglio sempre cautela nell'utilizzo autonomo delle erbe medicinali, senza prima aver consultato un professionista abilitato.


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Erbe in rosa di Roberta Maresci

Piante «amiche» delle donne: per risolvere o alleviare alcuni sintomi, come l'irregolarità mestruale o la scarsa produzione di latte, l'inappetenza o la depressione e altre malattie, quando per esempio i farmaci non sono sufficienti, o le terapie prescritte non sono tollerate.
Dall'iperico alla lavanda (da raccogliere nella notte di san Giovanni e combinare per combattere i casi di ansia, verruche genitali, herpes o depressione), passando alla shatavari (indicata come antiaging e nella cura di almeno cento malattie), l'elenco dell'erbario consigliato nel Grande libro delle erbe medicinali per le donne è lungo e rigorosamente a «misura di donna» alle prese con malattie delle quali soltanto noi conosciamo ogni sfumatura di dolore e disagio.
D'altronde, o forse sarà anche per questo, siamo nate sviluppando una confidenza istintiva con la natura. Il passato ci ha viste raccoglitrici, guaritrici, levatrici, medichesse e farmaciste. Anche se non tutte capaci come Clara Botzi di sentire le voci delle erbe che risuonavano nei campi (nel 1585), a suggerire le loro proprietà più segrete, oggi calendula, soia, salvia e menta sono alla base della farmacopea e non solo.
Attenzione però a raccogliere con leggerezza fiori, foglie e bacche, perché esistono piante tossiche che rappresentano un pericolo al quale in genere si pensa poco. Ci sono piante letali per l'essere umano, che in alcuni casi somigliano ad altri prodotti più noti e commestibili, con cui possono essere facilmente confusi. A chi non è capitato, in autunno e in primavera, di concedersi il gusto di fare lunghe passeggiate nei giardini e nei boschi? Un piacere cui cedere senza indugi, a patto di non cadere nella tentazione di metterti in bocca o portare in cucina piante sconosciute o facili da confondere. Per usare in serenità le erbe in medicina, rivolgiti a professionisti del settore sanitario.

GIARDINI VELENOSI
Molte delle piante velenose sono proprio quelle da cui si ricavano principi con azione farmacologica dato che, come sosteneva già Paracelso, è la dose a fare il veleno. Infatti, in questo libro non troverai informazioni sulla cicuta (Conium maculatum), pianta velenosa per eccellenza, passata alla storia come quella con cui Socrate si diede la morte, tossica per la presenza di varie sostanze alcaloidi che inducono la morte per paralisi respiratoria. Non troverai indicazioni sull'assunzione dell'oleandro (Nerium oleander): cinque foglie, ingerite, possono bastare per uccidere. E non ci saranno tracce di altri insospettabili, come i frutti del lauroceraso (Prunus lauro cerastis), dell'agrifoglio o pungitopo (Ilex aquifolium) e i semi della piracanta o agazzino (Pyrachanta coccinea), arbusto spinoso tipicamente utilizzato nelle siepi: anch'essi tutti mortali.
Di contro, troverai un ricco ventaglio erbaceo dove, a fare la differenza del benefìcio, è anche il momento in cui si procede alla raccolta: l'esito dell'utilità varia perfino dall'orario in cui si coglie la radice o il germoglio. Addirittura se la pianta è in fioritura o meno.
Sbaglia chi crede che la terra sia solo da coltivare per raccogliere prodotti che finiscono sulla tavola. L'industria di produzione sanitaria lo sa bene. Come sappiamo tutti - e anche molto bene - che, per esempio, aggredire malattie come il cancro al seno è compito del chirurgo, dell'oncologo e del radioterapista. Eppure fiori, foglie, steli, radici di piante, erbe e alberi mirano ad aiutare tutto quanto sta attorno al tumore: il paziente. E non è cosa di poco conto, anzi.
Lo credeva fortemente anche l'imperiese Franchetta Borelli che (nel 1588) fu arrestata per stregoneria. Lei si che sapeva guarire con le erbe. Fu processata e torturata fino alla morte con cavalletto, corda, fuoco e schiacciapollici. Prima di lei , sorte analoga fu riservata a Matteuccia di Ripabianca, registrata in tribunale come «prima strega» ufficiale della storia.

SQUADRA COME «BIO» COMANDA
Ora torniamo a noi: tu che hai scelto di avere nella tua libreria questo libro, non troverai alcuna traccia di sensibilità soprannaturale. Anzi. Perché queste pagine le abbiamo pensate per assolvere un compito: Cyndi Gilbert ha voluto addentrarsi nel valore medico delle piante elencate, io invece ho puntato a inserire il folclore, le curiosità, gli aneddoti e un ventaglio di pillole a fare da cornice alla sua ricerca. Il risultato è un lavoro di squadra che, dal mio punto di vista, mi avvicina molto al suo modo di intendere la vita.
Nell'elenco di tinture, decotti, compresse e infusi da usare ad hoc, tuttavia, fanno eccezione le pagine dedicate alla berberina, al propoli e all'olio di tea tree, che sono rispettivamente un alcaloide e non un'erba; una miscela di 300 composti prodotti dalle api e da corteccia; e un derivato che si produce dalla melaleuca. La loro presenza è giustificata però dai benefici riscontrati nella salute delle donne.

BOOM FITOTERAPIA
Tra le categorie di prodotti fitoterapici da banco più venduti, spiccano i regolatori del colesterolo (152 milioni di euro nell'ultimo anno, +15% rispetto a due anni fa), seguiti dai lassativi (145 milioni di euro, +3%) e dagli oftalmici (142 milioni di euro, +13%), mentre tra i prodotti che sono cresciuti di più, in termini di vendite, figurano calmanti e sonniferi, che hanno fatturato 82 milioni di euro e segnano una crescita di oltre il 17%.
Star tra i fiori è la passiflora, usata soprattutto come ansiolitico e sedativo, presente nei prodotti calmanti e sonniferi: nell'ultimo anno mobile le vendite in questo comparto hanno toccato i 32,2 milioni di euro, segnando una crescita del 27,5%. Aloe, calendula e arnica sono i principi attivi più conosciuti dagli italiani che si rivolgono alla fitoterapia, un mercato costituito prevalentemente da farmaci sedativi, analgesici, antitosse, lassativi, epatoprotettivi e venotonici (comparto che vale 2,5 miliardi di euro ed è cresciuto del 6,4% in due anni).
L'ultima moda vede il trionfo del Monascus purpureus, il lievito del riso rosso fermentato, usato già nell'antica Cina e oggi impiegato come regolatore del colesterolo (+12,7%).

PAUSA GREEN
Il risultato della doppia lettura patologia-rimedi, pianta-usi medici mi ha catapultata in una nuova avventura editoriale, ma anche in un lavoro di approfondimento personale, che mi ha permesso di affinare alcune informazioni distillate in più opere, che invece sono ottimamente riassunte in questo volume.
Il ruolo di ciliegina sulla torta, che fa la differenza dagli altri tomi, spetta alla mia curiosità innata verso Madre Natura. Anche se a completare l'opera, però, è stata l'abitudine a passeggiare per prati e a cogliere-raccogliere, fotografare fiori, piante, foglie e bacche. Disegno fiori da quando sono bambina, a matita o a penna, riempiendo il chiaroscuro di appunti e fili d'erba incastonati nei miei diari di bordo.
A te che stai leggendo, è bene che ti faccia una confidenza prima di iniziare la lettura: bastano due ore a settimana nel verde per sentirti più felice. Che sia presa in una «singola dose» o frazionata nel corso dei giorni, la pausa green migliora l'umore, combatte lo stress e aumenta l'autostima: lo dicono ricercatori britannici, autori di uno studio pubblicato su «Scientific Reports». Lo confermo anch'io, per esperienza personale.

ORTOTERAPIA
Da quando ho preso a coltivare il giardino, ho le mani sempre macchiate e a volte anche un po' doloranti, ma la mente pulita, serena, sgombra dai problemi. Seminare, coltivare la terra, prendermi cura delle piante, mi aiuta davvero a staccare la spina, a ridurre la tensione e ad alleviare le preoccupazioni. Inoltre, mi mantengo anche in forma, perché l'attività aerobica che svolgiamo già annaffiando le piante, stimola i nostri muscoli: il giardinaggio aiuta a bruciare fino a trecento calorie in meno di un'ora.
E poi trascorrere molto tempo a stretto contatto con la natura aumenta la propria autostima. Vuoi mettere la soddisfazione quando vediamo fiorire una pianta di calendula, geranio o iperico? Come se non bastasse, alcune ricerche hanno dimostrato che dedicarsi all'orto, o passeggiare all'aria aperta, migliora le relazioni sociali. Chi ha il pollice verde mantiene sane le ossa, assorbendo più vitamina D attraverso i raggi del sole. Per chi invece cerca rifugio in pillole di saggezza, scomodiamo Cicerone, che diceva: «Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve». Io ho tutto, allora.
Hai ancora qualche dubbio di darti alla macchia? Rispolveriamo un proverbio zen: «Nella vita bisogna fare tre cose: avere un bambino, scrivere un libro, piantare un albero». Io: ho avuto due figli, questo è il mio quindicesimo libro, ho piantato oltre un centinaio di alberi che però ancora non danno ombra.
Lo ammetto: ormai cammino col «naso in giù» alla ricerca dell'eldorado di erbe che mi piace riconoscere, usare e raccogliere nella vita di tutti i giorni. Le utilizzo in cucina, ne faccio confetture e liquori da condividere con parenti e amici, tinture per colorare tendaggi oppure più spesso oli emollienti o per la casa. Per il loro uso terapeutico, però, guai: mi rivolgo solo ai medici.

W LA BIODIVERSITÀ
Mi rende euforica pensare che la natura ci offra a costo zero e a portata di mano la più grande farmacia a cielo aperto che si possa immaginare. Ma prima di calzare gli stivali, metterti sotto braccio il cestino e andare per erbe, mi raccomando, tieni a mente che, per raccogliere le rosole, non devi razziare un intero campo, visto che in una coppa di papavero si trova quasi un migliaio di semi.
Quindi, tutelare la sopravvivenza della specie è il primo passo per non veder scomparire erbe o piante diffuse anche sul nostro territorio.
Un ultimo avvertimento riguarda l'accortezza di cercare erbe in luoghi non inquinati. Dato per noto che non tutto può essere curato con le piante medicinali, il consiglio è di rivolgerti comunque al tuo medico di fiducia che, secondo un sondaggio di Omeoimprese, in un caso su cinque consiglia l'omeopatia per curare dolori muscolari e articolari o malanni stagionali, da sola o in associazione con i farmaci tradizionali. Quindi, mi raccomando: automedicazione non fa rima con sicurezza.


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