Relazioni tra i Rimedi Omeopatici

 
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Il Dr. Séror è un medico francese che ha già donato moltissimo alla Comunità omeopatica della Francia e del mondo intero e che ancora oggi, pur essendo ultraottantenne, continua a donare innumerevoli lavori e strumenti di lavoro che in parte avrebbero corso il rischio di andare perduti e che invece sono di grande utilità e validità per ogni medico omeopata.

Questo libretto ne è un piccolo ma significativo esempio, perché mette a nostra disposizione le tabelle di Knerr (un'opera pochissimo conosciuta al giorno d'oggi) che, oltre ad avere il vantaggio di fornire molte più informazioni sulle relazioni tra rimedi, hanno anche il vantaggio di riportare per i Rimedi Sinergici e Asinergici la ben nota suddivisione nei tre gradi di importanza.

I Maestri del passato valorizzavano moltissimo queste relazioni tra i rimedi omeopatici ed era molto difficile che cambiassero una prescrizione senza tener conto della compatibilità o incompatibilità del nuovo rimedio con quello precedente.

L'invito che ci viene da queste pagine, quindi, è di abituarsi a usarle prima di compilare una ricetta omeopatica cercando, appena ci viene offerta la possibilità, di integrare questi elenchi anche con le aggiunte che scaturiscono dalla nostra personale esperienza ambulatoriale: è così che cresce l'Omeopatia.

Per semplicità, i rimedi sono stati suddivisi in due gruppi, ognuno dei quali è stato suddiviso in altri due sottogruppi:
- Rimedi Sinergici, che comprendono i rimedi Complementari e quelli che Seguono bene;
- Rimedi Asinergici, che comprendono i rimedi Antidoti e gli Incompatibili.


Relazioni tra i Rimedi Omeopatici  Robert Seror   Salus Infirmorum
 
Relazioni tra i Rimedi Omeopatici

Robert Seror



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Rimedi Sinergici (Complementari e che Seguono bene)
Sono i rimedi omeopatici che agiscono migliorando l'azione del rimedio che li precede.
Ne differiscono perché hanno modalità diverse, ma i sintomi patogenetici sono simili.
I Colleghi anglosassoni, per rimarcarne la differenza, li hanno distinti in ‘Rimedi complementari' e ‘Rimedi che seguono bene', io invece ho pensato che fosse più logico raggrupparli e valorizzarli in tre categorie:
- Rimedi Sinergici di ALTO GRADO (riportati in maiuscolo): sono quelli che venivano chiamati ‘Rimedi complementari'.
- Rimedi Sinergici di medio grado (riportati in corsivo): sono i rimedi più importanti del gruppo che prima veniva chiamato ‘Rimedi che seguono bene'.
- Rimedi Sinergici di basso grado (riportati in normale): sono i rimedi meno importanti del gruppo che prima veniva chiamato ‘Rimedi che seguono bene'.

Usando le tabelle di Knerr, ho potuto fare una valorizzazione comprendente i tre gradi, utile per gli unicisti ma anche per i pluralisti, perché dà indicazioni terapeutiche generali che resteranno sempre valide.

Nella rubrica dei Sinergici sono presenti anche i Nosodi. Ricordo che quando constaterete la presenza di uno o più nosodi sinergici, sarà utile annotarli nella cartella clinica del paziente. Infatti, il nosode, o i nosodi, vi servirà per ricostruire o rilanciare il caso quando vi sembra che il processo terapeutico sia giunto a un punto morto. Infatti, non va dimenticato che in una malattia cronica il processo terapeutico è lungo e lento. Hahnemann considerava normale un lasso di tempo di 3-4 anni per guarire una patologia cronica e di questo dato va fatto partecipe il paziente! La dose miracolosa che guarisce tutto è un miraggio, un'illusione, e non bisogna farne affidamento, salvo per quel che riguarda la terapia di isterici e psicosomatici. La guarigione di un'asma, un eczema, un tumore, richiede anni di cure regolari e attente.

Il processo terapeutico va avanti per gradi e ciascun grado richiede un adattamento particolare alla terapia: è a questo punto che tornano utili i Rimedi Sinergici.

Se esaminate la vostra analisi repertoriale, constaterete che vi figurano parecchi rimedi che non sono stati indicati in altre parti. Questo succede per la semplice ragione che tutti i testi di cui per ora disponiamo sono incompleti. É stato quindi necessario andare a cercare tutti idati utili, dove si trovavano, riunirli ma soprattutto valorizzarli.

Se imparate a utilizzare questa tabella dei Rimedi Sinergici, vi sarà di grande utilità, tanto sul piano strategico che in quello didattico.

Il nostro obiettivo finale è curare il paziente, ma per fare ciò bisogna conoscere ‘dal di dentro' la Materia Medica Omeopatica.

Rimedi Asinergici (Incompatibili e Antidoti)
Rimedi Incompatibili
Si tratta di rimedi del tutto contrari ad altri, non solo per quanto riguarda le modalità e la lateralità, ma anche i sintomi: la patogenesi di uno è diametralmente opposta a quella di un altro.
É importante conoscerli, soprattutto per gli omeopati che prescrivono alternativamente due rimedi.
La qualità delle conoscenze di Materia Medica di un omeopata si giudica in base a come scrive la ricetta: prescrivere due rimedi incompatibili significa dimostrare la propria incompetenza: i due rimedi alternati potrebbero dar luogo a un proving involontario. Chiaramente, il problema non si pone per gli unicisti, perché la loro prescrizione si fonda su un unico rimedio. Eppure, anche in questo caso bisogna considerare le sostanze incompatibili generali, che l'omeopata deve segnalare al pazientequando gli consegna la ricetta. Secondo alcuni omeopati come Gallavardin e Boeninghausen, invece, gli incompatibili generali presi a piccole dosi e lontano dal rimedio costituzionale possono essere tollerati. L'incompatibilità tra rimedi, invece, va obbligatoriamente conosciuta e rispettata.
L'elenco che segue è il più completo in questo momento. Dubito che possiate trovare altrettanti rimedi incompatibili con un dato rimedio.
Nonostante ciò, devo precisare che è pur sempre un elenco limitato, perché riguarda solo 224 rimedi della nostra Materia Medica Omeopatica.
Come si vedrà, i Rimedi Incompatibili non sono stati valorizzati, perché farlo sarebbe, evidentemente, privo di senso.

Rimedi Antidoti
La seconda categoria degli Asinergici è più importante da conoscere, perché la conoscenza dei Rimedi Antidoti permette di controllare l'azione del rimedio quando è stato prescritto in maniera aggressiva, diciamo con spirito allopatico.
Alcuni neofiti, infatti, prescrivono rimedi omeopatici secondo una ridicola idea di trattamento shock, di terapia energetica.Influenzati inconsciamente da reminiscenze universitarie, prescrivono parecchie volte al giorno altissime dinamizzazioni di rimedi in alternanza e per parecchie settimane. É un errore grossolano che bisogna assolutamente evitare. Un antidoto omeopatico non è un antidoto allopatico; non è un controveleno che va somministrato quando il paziente, volontariamente o no, si è avvelenato. Questo è un concetto che ritrovo spesso in parecchi Colleghi che non si rendono conto della differenza.
L'antidoto omeopatico è il rimedio che attutisce gli effetti troppo impetuosi, troppo violenti del rimedio prescritto.
Si possono presentare due casi che ora esamineremo.

PRIMO CASO

Il primo caso è l'uso ripetuto e quotidiano di alte dinamizzazioni. In questo modo si manifesta progressivamente una patogenesi che crea disturbi nel paziente fino a renderlo letteralmente malato.
Se la prescrizione è stata fatta da un unicista, l'antidoto prescritto va a incanalare le reazioni, ma soprattutto ad attenuare l'azione del rimedio, poi a spegnerla, almeno per quanto riguarda le sue manifestazioni esagerate. É quanto cercava fare e spiegare Léon Vannier. La sua teoria dei rimedi di drenaggio consisteva in realtà nel prescrivere degli antidoti, in modo che il rimedio di fondo non potesse dar luogo ad alcuna reazione spiacevole, ma forse Vannier è stato frainteso o forse si è espresso male.
Lo stesso ragionamento, per quanto riguarda gli antidoti, vale per la prescrizione quotidiana di basse dinamizzazioni. Anche in questo caso rischiate di veder comparire dei sintomi ex-novo provocati dal vostro trattamento e allora pure in tale situazione conviene incanalare le reazioni del paziente con l'aiuto di un antidoto indicato dai suoi sintomi.
La prescrizione omeopatica non deve essere mai continuata. La discontinuità deve essere tanto più estesa quanto più l'azione del rimedio è lunga e profonda. La continuità della somministrazione è ammissibile solo in un disturbo acuto o subacuto.

SECONDO CASO

Il secondo caso da esaminare ricade nella normalità della cura omeopatica e si può riscontrare presso gli unicisti stretti che hanno fatto una prescrizione molto giusta, molto azzeccata. Qualsiasi sia la condizione del paziente, di solito essi prescrivono una sola dinamizzazione, molto alta, aspettando il salutare aggravamento omeopatico che annuncia la reazione dell'organismo.
Anch'io ho praticato questo tipo di prescrizione per molti anni ma, più si conosce la Materia Medica, più gli aggravamenti sono impressionanti. Paradossalmente, nell'unicismo si misura l'estensione dei propri progressi col metro della gravità dei peggioramenti che si riscontrano. Tutto ciò dà molta soddisfazione sul piano teorico, ma non sempre il paziente è dello stesso parere.
Comunque, l'uso delle alte dinamizzazioni non è sempre indispensabile. Infatti, Cooper e James Compton-Burnett trattavano i pazienti con le prime decimali ed io ho visto spesso il mio maestro, il Dr. Robert Dufihlo (1897-1989), prescrivere la tintura madre con ottimi risultati.
Credo che, nell'usare un'alta dinamizzazione, si nasconda in noi il concetto di forza, di potenza, che è un concetto allopatico. Che fare allora quando ci si trova di fronte ad un aggravamento omeopatico dopo aver somministrato il rimedio giusto e si assiste ad un tracollo generale, locale, mentale e fisico, oppure un forte aggravamento dei sintomi patologici?
Se l'aggravamento è tale da mettere in pericolo la salute del paziente, bisogna antidotare nel senso allopatico della parola, cioè utilizzare temporaneamente una terapia allopatica. In caso contrario si utilizza l'antidoto omeopatico indicato dai sintomi del malato.
L'antidoto non annulla, come molti pensano, l'azione del simillimum, ma incanala le reazioni del malato in una direzione buona, apre gli emuntori e rafforza il suo stato generale. Per individuare l'antidoto adeguato bisogna consultare la tabella sottostante.
Può succedere, però, che non sia stata descritta alcuna reazione di antidotismo per un certo rimedio. Allora, prima di antidotare allopaticamente, è preferibile usare una sostanza ad azione di incompatibilità generale, come tisane di menta e camomilla, caffè, caramelle di menta assunte di frequente, frizioni con aceto o con profumi molto penetranti.
Come ultima considerazione vorrei ricordare che:
- Un proving omeopatico è un aggravamento che non è stato antidotato.
- La terapia omeopatica non è altro che la prescrizione di un antidoto scelto in base ai sintomi del paziente.
- Quella sottostante è la sola tabella, insieme a quella di Knerr, che comprende i gradio di valorizzazione dei rimedi in modo da facilitare la scelta dell'antidoto adatto.
- Per antidotare con efficacia è assolutamente indispensabile utilizzare una dinamizzazione diversa da quella del rimedio la cui azione deve essere incanalata. Se utilizzaste la stessa dinamizzazione, non otterreste alcuna risposta. In particolare, se il rimedio da antidotare è stato prescritto in alta dinamizzazione, bisogna prescrivere una bassa dinamizzazione dell'antidoto ripetuta parecchie volte al giorno per più giorni. Al contrario, per antidotare un rimedio prescritto a bassa dinamizzazione e quotidianamente, bisogna prescrivere poche dosi dell'antidoto ad alta dinamizzazione.


Relazioni tra i Rimedi Omeopatici  Robert Seror   Salus Infirmorum
 
Relazioni tra i Rimedi Omeopatici

Robert Seror




Scritto da ermatea
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