Uno sguardo ai rimedi omeopatici vegetali

Una proposta di classificazione e di interpretazione del Regno Vegetale con numerosi Casi Clinici

 
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Sankaran ha scoperto un sistema semplice, razionale e anche rispondente all'ordine presente nel mondo della Natura che permette di classificare i rimedi vegetali e di individuare non un medicamento sintomatico ma il simillimum del paziente, cioè quel rimedio omeopatico la cui Materia Medica patogenetica è del tutto simile alla totalità dei sintomi del paziente e a quelli che hanno caratterizzato la sua storia biopatografica.

Nella prefazione, Scholten scrive: "Ascoltando il nuovo approccio di Rajan Sankaran nel trattamento dei casi clinici e nell'individuare i rimedi del regno vegetale, il mio entusiasmo crebbe sempre più: si stavano delineando di fronte a me nuove e strepitose possibilità nel risolvere casi clinici difficili e fino ad allora rimasti irrisolti.

Il primo passo è trovare la famiglia botanica più indicata mettendo a confronto la sensazione di fondo del paziente con quella della famiglia.

Il passo successivo è quello di differenziare i membri della famiglia botanica in ‘Miasmi’. Sankaran ha sviluppato nove Miasmi, ognuno dei quali esprime il sentimento che il paziente prova di fronte ad un determinato problema e anche il modo con cui l'affronta. Così facendo, Sankaran ha condotto l'Omeopatia ad un secondo livello scientifico, il livello della classificazione, in cui ci si preoccupa di riunire i rimedi in categorie e gruppi omogenei. Il grande passo successivo è stato quello del concetto della ‘sensazione vitale’, che è stata chiamata così perché è la sensazione fondamentale del Paziente. Non è una sensazione superficiale, perché scaturisce durante una presa del caso molto lunga e approfondita; sarebbe cioè la sensazione essenziale nascosta dietro altre sensazioni più superficiali.

Questo libro non soltanto è raccomandato agli Omeopati, ma, vorrei dire di più: è un qualcosa che si ‘deve’ avere. Inoltre, va anche detto che è una gioia usarlo come strumento di lavoro e che è un grande piacere possederlo".


Uno sguardo ai rimedi omeopatici vegetali  Rajan Sankaran   Salus Infirmorum
 
Uno sguardo ai rimedi omeopatici vegetali
Una proposta di classificazione e di interpretazione del Regno Vegetale con numerosi Casi Clinici

Rajan Sankaran



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PARTE  I: I CONCETTI
INTRODUZIONE
Intuizioni sul Regno Vegetale
L’evoluzione dei concetti negli  ultimi due anni
Sensazione e azione sono eguali e contrarie
È vero anche l’opposto di qualsiasi cosa si dica
Non c’è niente o nessuno al di fuori di se stessi
Un approccio nuovo  nella presa del caso
Il vecchio approccio
Il concetto di sensazione vitale
Importanza del sintomo principale
Sensazione e reazione
Il miasma
Il nuovo approccio
Una lista di domande per arrivare  alla sensazione del paziente
La mia concezione dei miasmi
La mappa dei miasmi
Studio dei miasmi attraverso la ricerca repertoriale
Parole-chiave di ciascun miasma

PARTE  II: LE FAMIGLIE DELLE PIANTE
Capitolo I - ANACARDIACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Rhus toxicodendron
Rhus venenata
Rhus radicans
Mangifera indica
Anacardium orientale
Comocladia dentata
Rhus glabra
Schema riassuntivo delle Anacardiaceae

Capitolo II - BERBERIDACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Podophyllum peltatum
Berberis vulgaris
Caulophyllum thalictroides
Berberis aquifolium
Schema riassuntivo delle Berberidaceae

Capitolo III - CACTACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Cactina
Carnegia gigantea
Opuntia vulgaris
Cactus grandiflorus
Cereus bonplandii
Anhalonium lewinii
Cereus serpentinus
Schema riassuntivo delle Cactaceae

Capitolo IV - COMPOSITAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Arnica montana
Calendula officinalis
Chamomilla vulgaris
Cina
Eupatorium perfoliatum
Taraxacum officinale
Senecio aureus
Abrotanum
Bellis perennis
Inula helenium
Lactuca virosa
Lappa arctium
Echinacea angustifolia
Schema riassuntivo delle Compositae

Capitolo V - CONIFERALES
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Agathis australis
Terebinthiniae oleum
Pseudotsuga menziesii
Abies nigra
Thuja occidentalis
Sabina
Pix liquida
Schema riassuntivo delle Coniferales

Capitolo VI - EUPHORBIACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Croton tiglium
Mancinella venenata
Cascarilla
Euphorbia resinifera
Acalypha indica
Hura brasiliensis
Stillingia sylvatica
Schema riassuntivo delle Euphorbiaceae

Capitolo VII - HAMAMELIDIDAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Fagus sylvatica
Cannabis sativa
Myrica cerifera
Cannabis indica
Ulmus procera (Elm)
Juglans cinerea
Castanea vesca
Juglans regia
Schema riassuntivo delle Hamamelididae

Capitolo VIII - LABIATAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Mentholum
Lycopus virginicus
Teucrium marum verum
Collinsonia canadensis
Lamium album
Agnus castus
Teucrium scorodonia
Ocimum sanctum
Origanum majorana
Schema riassuntivo delle Labiatae

Capitolo IX - LEGUMINOSAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Melilotus officinalis
Baptisia tinctoria
Robinia pseudacacia
Chrysarobinum
Copaiva officinalis
Balsamum peruvianum
Caesalpinia barducella
Physostigma venenosum
Lathyrus sativus
Schema riassuntivo delle Leguminosae

Capitolo X - LILIIFLORAE
Elenco dei Rimedi
Origine dei sintomi
Breve sommario repertoriale delle parole chiave di alcuni rimedi delle Liliiflorae
Temi delle Liliiflorae
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Veratrum album
Paris quadrifolia
Sarsaparilla officinalis
Colchicum autumnale
Crocus sativus
Lilium tigrinum
Sabadilla officinalis
Helonias dioica
Ornithogalum umbellatum
Agraphis nutans
Aloe socotrina
Schema riassuntivo delle Liliiflorae

Capitolo XI - LOGANIACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Strychninum purum
Nux vomica
Upas tieuté
Spigelia anthelmia
Gelsemium sempervirens
Ignatia amara
Curare woorari
Hoang-nan
Schema riassuntivo delle Loganiaceae

Capitolo XII - MAGNOLIIDAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Camphora officinalis
Nux moschata
Cinnamomum zeylanicum
Myristica sebifera
Asarum europaeum
Aristolochia clematitis
Schema riassuntivo delle Magnoliidae

Capitolo XIII - MALVALES
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Chocolate
Abelmoschus
Gossypium herbaceum
Abroma augusta
Tilia europaea
Kola nut
Schema riassuntivo delle Malvales

Capitolo XIV - PAPAVERACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Morphinum purum
Morphinum sulphuricum
Argemone mexicana
Sanguinarinum nitricum
Chelidonium majus
Sanguinaria canadensis
Opium
Succinicum acidum
Codeinum
Fumaria officinalis
Corydalis formosa
Schema riassuntivo delle Papaveraceae

Capitolo XV - PRIMULACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Cyclamen europaeum
Anagallis arvensis
Schema riassuntivo delle Primulaceae

Capitolo XVI - RANUNCULACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Aconitum napellus
Helleborus niger
Actea spicata
Ranunculus bulbosus
Pulsatilla nigricans
Staphysagria
Cimicifuga racemosa (Actea racemosa)
Hydrastis canadensis
Clematis erecta
Schema riassuntivo delle Ranunculaceae

Capitolo XVII - RUBIACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Coffeinum
Ipecacuanha
China officinalis
Chininum sulphuricum
Yohimbinum
Galium aparine
Coffea cruda
Schema riassuntivo delle Rubiaceae

Capitolo XVIII - SCROPHULARIACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Digitoxinum
Euphrasia officinalis
Veronica officinalis
Chelone glabra
Digitalis purpurea
Verbascum thapsus Hahnemanni
Gratiola officinalis
Scrophularia nodosa
Leptandra virginica
Schema riassuntivo delle Scrophulariaceae

Capitolo XIX - SOLANACEAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Belladonna
Stramonium
Hyoscyamus niger
Dulcamara
Capsicum annuum
Fabiana imbricata
Atropinum purum
Mandragora officinarum
Tabacum nicotiana
Franciscea uniflora
Schema riassuntivo delle Solanaceae

Capitolo XX - UMBELLIFERAE
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Oenanthe crocata
Aethusa cynapium
Sumbulus moschatus
Asafoetida
Conium maculatum
Phellandrium aquaticum
Cicuta virosa
Hydrocotyle asiatica
Coriandrum sativum
Schema riassuntivo delle Umbelliferae

Capitolo XXI - VIOLALES
Origine dei sintomi
Caratteristiche dei rimedi più comuni
Elaterium
Bryonia alba
Colocynthis
Viola tricolor
Luffa operculata
Cistus canadensis
Viola odorata
Passiflora incarnata
Schema riassuntivo delle Violales

DIAGNOSI DIFFERENZIALI
Differenze tra Anacardiaceae, Euphorbiaceae e Primulaceae
Differenze tra Anacardiaceae e Cruciferae
Differenze tra Solanaceae, Umbelliferae, Compositae e Papaveraceae
Differenze tra Labiatae e altre famiglie
Diagnosi differenziale nello shock
Differenze tra Malvales, Scrophulariaceae, Coniferales e Leguminosae
Differenze tra Hypericum perforatum e Arnica montana
Differenze tra Anacardiaceae e Rutaceae

PAROLE CHIAVE DI OGNI FAMIGLIA
Anacardiaceae
Berberidaceae
Cactaceae
Compositae
Coniferales
Euphorbiaceae
Hamamelididae
Labiatae
Leguminosae
Liliiflorae
Loganiaceae
Magnoliidae
Malvales
Papaveraceae
Primulaceae
Ranunculaceae
Rubiaceae
Scrophulariaceae
Solanaceae
Umbelliferae
Violales


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Uno sguardo ai rimedi omeopatici vegetali
Una proposta di classificazione e di interpretazione del Regno Vegetale con numerosi Casi Clinici

Rajan Sankaran



torna suIndice dei rimedi
A
Abelmoschus
Abies canadensis
Abies nigra
Abroma augusta
Abrotanum
Absinthium
Acalypha indica
Aconitinum
Aconitum cammarum
Aconitum ferox
Aconitum lycoctonum
Aconitum napellus
Actea spicata
Adlumia fungosa
Aegopodium podagraria
Aethusa cynapium
Agathis australis
Agnus castus
Agraphis nutans
Alnus glutinosa
Aloe socotrina
Alumina
Ambrosia artemisiefolia
Ammoniacum gummi
Anacardium orientale
Anagallis arvensis
Anhalonium lewinii
Anisum stellatum
Anthemis nobilis
Antimonium crudum
Apis mellifica
Apium graveolens
Apomorphinum hydrochloridum
Argemone mexicana
Argentum metallicum
Argentum nitricum
Aristolochia clematitis
Aristolochia milhomens
Arnica montana
Arsenicum album
Artemisia vulgaris
Asafoetida
Asarum canadense
Asarum europaeum
Asperula odorata
Atropinum purum
Aurum metallicum

B
Bacillinum
Balsamum peruvianum
Baptisia tinctoria
Baryta carbonica
Baryta sulphurica
Belladonna
Bellis perennis
Berberis aquifolium
Berberis vulgaris
Betula alba
Brachyglottis repens
Brucea antidysenterica
Bryonia alba

C
Cacao
Cactina
Cactus grandiflorus
Caesalpinia barducella
Cahinca racemosa
Calcarea carbonica
Calcarea fluorica
Calcarea phosphorica
Calcarea silicata
Calcarea sulphurica
Calendula officinalis
Camphora officinalis
Cannabis indica
Cannabis sativa
Capsicum annuum
Carbo vegetabilis
Carcinosinum
Carduus benedictus
Carnegia gigantea
Carpinus betulus
Carya alba
Cascarilla
Cassada
Castanea vesca
Caulophyllum thalictroides
Cephalanthus occidentalis
Cereus bonplandii
Cereus serpentinus
Chamomilla vulgaris
Chelidonium majus
Chelone glabra
China boliviana
China officinalis
Chininum sulphuricum
Chocolate
Chrysarobinum
Cicuta virosa
Cimicifuga racemosa
Cina
Cinnamomum zeylanicum
Cistus canadensis
Clematis erecta
Clematis vitalba
Coca
Cocculus indicus
Codeinum
Codeinum purum
Coffea cruda
Coffea tosta
Coffeinum
Colchicum autumnale
Collinsonia canadensis
Colocynthis
Comocladia dentata
Conium maculatum
Convallaria majalis
Copaiva officinalis
Coriandrum sativum
Corydalis cava
Corydalis formosa
Crocus sativus
Croton tiglium
Cubeba officinalis
Cucurbita citrullus
Cucurbita pepo
Cupressus australis
Cuprum metallicum
Curare woorari
Cyclamen europaeum
 
D
Datura arborea
Datura ferox
Datura metel
Dendroaspis polylepsis
Dermatomicosi
Desmodium gangeticum
Digitalinum
Digitalis purpurea
Digitoxinum
Dolichos pruriens
Drosera rotundifolia
Dulcamara

E
Echinacea angustifolia
Echinacea augustifolia
Elaterium
Elm
Epiphegus virginiana
Erigeron canadensis
Erynium aquaticum
Eryngium maritimum
Eupatorium perfoliatum
Eupatorium purpureum
Euphorbia amygdaloides
Euphorbia corollata
Euphorbia heterodoxa
Euphorbia hypericifolia
Euphorbia ipecacuanha
Euphorbia lathyris
Euphorbia peplus
Euphorbia pilulifera
Euphorbia prostata
Euphorbia resinifera
Euphrasia officinalis

F
Fabiana imbricata
Fagus sylvatica
Franciscea uniflora
Fumaria officinalis

G
Galium aparine
Gelsemium sempervirens
Gnaphalium polycephalum
Gossypium herbaceum
Graphites
Gratiola officinalis
Grindelia robusta
Gymnocladus canadensis

H
Hamamelis virginica
Hedeoma pulegioides
Helleborus foetidus
Helleborus niger
Helleborus orientalis
Helleborus viridis
Helonias dioica
Hepar sulphuris calcareum
Hoangnan
Hornbeam
Hottonia palustris
Hura brasiliensis
Hydrastis canadensis
Hydrocotyle asiatica
Hydrogenum
Hyoscyamus niger
Hypericum perforatum

I
Ignatia amara
Indigo tinctoria
Inula helenium
Iodium
Ipecacuanha
Iris versicolor

J
Jatropha curcas
Jatropha urens
Joanesia asoca
Juglans cinerea
Juglans regia
Juniperus communis
Juniperus virginiana

K
Kali arsenicosum
Kali bichromicum
Kali bromatum
Kali carbonicum
Kamala
Karaka
Kola nut

L
Lac caninum
Lac defloratum
Lac humanum
Lachesis muta
Lactuca virosa
Lamium album
Lappa arctium
Lathyrus sativus
Ledum palustre
Leprominum
Leptandra virginica
Lilium tigrinum
Linaria vulgaris
Lithium carbonicum
Luffa bindal
Luffa operculata
Lycopersicum esculentum
Lycopodium clavatum
Lycopus virginicus
Lysimachia nummularia
Lyssinum

M
Magnesia bromata
Magnesia carbonica
Magnesia muriatica
Magnesia sulphurica
Magnolia glauca
Magnolia grandiflora
Mancinella venenata
Mandragora officinarum
Mangifera indica
Medorrhinum
Melilotus officinalis
Mentha piperita
Mentha pulegium
Mentha viridis
Mentholum
Mercurialis perennis
Mercurius cyanatus
Mercurius iodatus flavus
Mercurius solubilis
Millefolium
Mimosa pudica
Mimulus guttatus
Mitchella repens
Momordica balsamica
Morphinum aceticum
Morphinum muriaticum
Morphinum purum
Morphinum sulphuricum
Myrica cerifera
Myristica sebifera

N
Naja tripudians
Narcotinum
Narcotinum aceticum
Narcotinum muriaticum
Natrum carbonicum
Natrum muriaticum
Natrum sulphuricum
Nitricum acidum
Nux moschata
Nux vomica
 
O
Ocimum canum
Ocimum sanctum
Oenanthe crocata
Oenothera biennis
Opium
Opuntia vulgaris
Oreodaphne californica
Origanum majorana
Origanum vulgare
Ornithogalum umbellatum
Ozonum

P
Palladium metallicum
Papaverinum
Paris quadrifolia
Passiflora incarnata
Pastinaca sativa
Petroselinum sativum
Phaseolus nanus
Phellandrium aquaticum
Phosphoricum acidum
Phosphorus
Physostigma venenosum
Pix liquida
Platinum metallicum
Plumbago littoralis
Plumbum metallicum
Podophyllum peltatum
Primula obconica
Primula veris
Primula vulgaris
Pseudotsuga menziesii
Psorinum
Pulsatilla nigricans
Pulsatilla nuttalliana
Pulsatilla pratensis
Pyrogenium

Q
Quercus robur
Quercus robur glandium spiritus

R
Ranunculus acris
Ranunculus bulbosus
Ranunculus ficaria
Ranunculus glacialis
Ranunculus repens
Ranunculus sceleratus
Rhus aromatica
Rhus diversiloba
Rhus glabra
Rhus radicans
Rhus toxicodendron
Rhus venenata
Ricinus communis
Robinia pseudacacia
Rosmarinus officinalis
Rubia tinctorum

S
Sabadilla officinalis
Sabina
Saccharum lactis
Salvia officinalis
Sanguinaria canadensis
Sanguinarinum nitricum
Sanguinarinum tartaricum
Sarothamnus scoparius
Sarsaparilla officinalis
Schinus molle
Scrophularia nodosa
Scutellaria laterifolia
Secale cornutum
Senecio aureus
Sepia officinalis
Sequoia gigantea
Sequoia sempervirens
Serpentaria aristolochia
Silicea
Solanum mammosum
Solanum nigrum
Solanum tuberosum
Solanum tuberosum aegrotans
Spigelia anthelmia
Spigelia marylandica
Spongia tosta
Squilla maritima
Staphysagria
Stillingia sylvatica
Stramonium
Streptococcinum
Strontium carbonicum
Strychninum purum
Succinicum acidum
Succinum acidum
Sulphur
Sulphuricum acidum
Sumbulus moschatus
Syphilinum

T
Tabacum nicotiana
Tanacetum vulgare
Taraxacum officinale
Tarentula cubensis
Tarentula hispanica
Taxus baccata
Taxus brevifolia
Terebinthiniae oleum
Teucrium marum verum
Teucrium scorodonia
Thuja lobbii
Thuja occidentalis
Thymolum
Thymus serpyllum
Tilia cordata
Tilia europaea
Trifolium arvense
Trifolium pratense
Trifolium repens
Trillium pendulum
Tuberculinum

U
Ulmus procera
Upas tieuté
Urtica urens
Ustaligo maydis

V
Veratrum album
Veratrum viride
Verbascum thapsus Hahnemanni
Veronica officinalis
Viola odorata
Viola tricolor

W
Withania somnifera

Y
Yohimbinum

Z
Zizia aurea

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A
Agavaceae
Alliaceae
Aloaceae
Amarillidaceae
Anacardiaceae
Annonales
Apiaceae
Araceae
Aristolochiales
Asparagaceae
Asteraceae

B
Berberidaceae
Betulaceae
Bixaceae
Buxaceae

C
Cactaceae
Cannabaceae
Caricaceae
Cecropiaceae
Cistaceae
Colchicaceae
Compositae
Convallariaceae
Coniferales
Corylaceae
Cruciferae
Cucurbitaceae
Cupressaceae

D
Datiscaceae
Dioscoriaceae

E
Ericaceae
Euphorbiaceae

F
Fabaceae
Fagaceae
Fagales
Flacourtiaceae

G
Giacintaceae
Guttiferae

H
Haemodoraceae
Hamamelidaceae
Hamamelididae

I
Illiciales
Iridaceae

J
Juglandaceae
Juglandales

L
Labiatae
Lamiaceae
Laurales
Leguminosae
Liliaceae
Liliiflorae
Loasaceae
Loganiaceae

M
Magnoliales
Magnoliidae
Malvales
Melanthiaceae
Moraceae
Myricaceae
Myricales

O
Ombrelliferae

P
Papaveraceae
Pinaceae
Piperaceae
Plumbaginaceae
Primulaceae

R
Ranunculaceae
Rosaceae
Rubiaceae
Rutaceae

S
Scrophulariaceae
Smilacaceae
Solanaceae
Sterculiaceae

T
Tamaricaceae
Taxaceae
Taxodiaceae
Theales
Tiliaceae
Trilliaceae

U
Ulmaceae
Umbelliferae
Urticaceae
Urticales

V
Violaceae
Violales

X
Xanthorrheaceae

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Rajan Sankaran



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A
Advocate
Allen T. F.  
Anand S.

B
Bach E.
Baker J.
Baldota S.
Bannan R.
Beaver L.
Bell J.
Bianchini R.
Blackwood A. L.
Boed
Boenninghausen C. M. F. von
Boericke W.
Boger C. M.
Borland D. M.
Burt W. H.

C
Chatterjee S.
Chhabra D.
Chipkin P.
Choudhuri N. M.
Clarke J. H.
Collins D.
Cooper R. T.
Cowper T.
Culpepper

D
Dack L.
Dahlke K.
Dalvi P.
Desai R.
Digby B.
Doshi D.
Douglass M. E.
Duncan T. C.

F
Fairbanks M.
Fisher C. E.
Fleischer M.

G
Gandhi M.
Gibson D. M.
Gordon D.
Gunavante S. M.

H
Hahnemann S. C.
Hale E. M.
Heather
Hering C.  
Heron K.
Herrick N.
Hershoff A.
Hughes R.
Humranwala P.

J
Jain D.
Jaising R.
Johnston L.

K
Kent J. T.
King
Kipnis
Knerr C. B.

L
Lange A.
Lera L.
Levy D.
Lilienthal S.
Lippe A.
Lutz F. H.

M
Magee J.
Mangialavori M.
Meissner J.
Millspaugh C. F.
Moffat J. L.
Morrison R.
Murphy R.

N
Nanavati A.
Nash E. B.
Norland M.

O
Ohanian V.
Olsen S.

P
Pelikan W.
Phatak S. R.
Prakash V.
Prasad A. V. S.
Pulford A.

R
Raeside J. R.
Ray D. N.
ReichenbergUllman J.
Riley D.
Roberts H. A.

S
Sankaran R.
Schmidt P.
Scholten J.
Schuster B.
Shah J.
Shah M.
Sherr J.
Shore J.

T
Tumminello P. L.
Tyler M. L.

U
Ullman R.

V
Vermeulen F.

W
Wards J. W.
Warkentin D.
Wassily P.
Wichman J.

Z
Zandvoort R. van

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Rajan Sankaran



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È con grande piacere che pubblico e presento questo 5° volume di Rajan Sankaran, un volume innovativo sotto molti punti di vista, ma anche un volume che può suscitare alcune perplessità.
Credo di conoscere in modo sufficiente sia i fondamenti hahnemanniani dell’Omeopatia unicista classica, sia la metodologia di Sankaran per permettermi di commentare la seconda alla luce dei primi e cercherò di farlo dopo una breve premessa.
Prima di tutto preciso che se ad un Omeopata sta a cuore, come al sottoscritto e come credo sia per tutti gli Omeopati, il presente e il futuro dell’Omeopatia hahnemanniana, non può non porsi il problema se un Autore omeopatico, specie quando si propone come docente di Omeopatia con opere pubbliche molto diffuse e tradotte in varie lingue, sia in linea o meno con l’insegnamento di Hahnemann.
Nel dicembre 2000 una rivista omeopatica nordamericana, ‘Homeophy Today’,  pubblicò un editoriale di Julian Winston in cui questo nostro illustre Collega si interrogava se tutti i concetti, teorie, ipotesi che hanno integrato in questi ultimi lustri la nostra Materia Medica patogenetica possano essere o meno definiti vera Omeopatia. Il pensiero di Winston si rivolgeva con particolare riguardo a casi clinici con follow-up insufficiente o con diagnosi di guarigione un po’ particolare, sperimentazioni condotte durante i convegni o comunque realizzate in pochissimi giorni, sperimentazioni basate sui sogni o su approcci di tipo meditativo, la ‘Dottrina delle Signature’ o teorie come quelle basate sulle Famiglie vegetali, sulle razze animali o sulla ‘Tavola Periodica degli Elementi’.
Le risposte di 21 Colleghi altrettanto illustri, come R. Morrison, N. Herrick, J. Shore, C. Hiwat, H. van der Zee, R. Sankaran, D. Collins ecc., fu immediata. Essi scrissero all’editore di ‘Homeophy Today’ chiedendo addirittura che Winston consegnasse le sue dimissioni da editore.
Il dibattito si estese anche ad altre riviste omeopatiche americane e in poco tempo si allargò a circa 200 Omeopati di vari Paesi del mondo al punto che si raccolsero circa 400-500 pagine di commenti e considerazioni disponibili anche in CD.  È molto probabile che questa documentazione non sia la fine ma piuttosto solo il punto di inizio di un grande dibattito inerente la metodologia, così come la sua scientificità e le vie per stabilirne la validità.
La lettura di questi documenti è sicuramente utile e importante per una crescita culturale del suo eventuale Lettore e quindi io la consiglio a tutti ma, per restare sull’argomento del dibattito, credo che, come sempre quando le discussioni avvengono tra persone di discreto livello culturale, la verità stia nel mezzo.
E’ palese e non discutibile che l’acquisizione di conoscenze sugli effetti medicamentosi di una sostanza omeopatica si debba sempre fare attraverso una sperimentazione che segua le istruzioni lasciateci da Hahnemann, pur tenendo conto anche di quegli accorgimenti integrativi messi a punto nei due secoli seguenti. In pratica, io sono convinto che si possano formulare mille ipotesi e congetture, talvolta anche riuscendo in questo modo ad intuire veramente la realtà delle cose, ma solo un vero proving omeopatico potrà dire quali sono i VERI effetti terapeutici di un rimedio.
Tutto questo, però, non significa negare una realtà e cioè che la Natura ha insito in se stessa un meraviglioso ordine. Pertanto, come è vero che il genio (molto più comprensibile e più razionale di quello di Hahnemann, ma pur sempre un certo genio) di Dimitrij Ivanovich Mendeleev  e di alcuni fisici più recenti ha permesso loro di intuire le caratteristiche fisiche e quantiche degli atomi che avrebbero dovuto occupare i posti vacanti della famosa ‘Tavola Periodica degli Elementi’ (come poi è stato realmente dimostrato dai fatti) e se è vero che i botanici, pur dopo molte diatribe, giungono a decidere che una certa pianta appartiene ad una certa Famiglia e Ordine botanici perché ha certe precise caratteristiche, non vedo perché questo medesimo ‘ordine naturale razionale’ non debba governare anche le relazioni tra i rimedi omeopatici.
Cioè, se tra gli atomi di Calcio e di Magnesio c’è una certa relazione attribuibile sommariamente agli elettroni di valenza del loro orbitale più esterno, relazione che giustifica il loro inserimento nel Gruppo IIA della suddetta Tavola Periodica, non vedo perché non ci debba essere una qualche relazione anche tra le Calcaree e le Magnesie omeopatiche o, meglio ancora, tra i numerosi rimedi a base di Calcarea (Calcarea carbonica, Calcarea muriatica, Calcarea sulphurica, Calcarea phosphorica, ecc.) oppure all’interno del gruppo di rimedi a base di Magnesia (Magnesia carbonica, Magnesia muriatica, Magnesia sulphurica, Magnesia phosphorica, ecc.).
Lo stesso discorso vale per le piante e per gli animali: se una certa pianta appartiene ad una certa Famiglia botanica, significa che ha le caratteristiche di quella Famiglia e se queste caratteristiche si esprimono a livello fisico e/o chimico, perché non dovrebbero esprimersi anche a livello “energetico” e quindi omeopatico? Ovviamente la cosa va dimostrata, ma mi stupirei se non fosse così (e, infatti, i casi clinici citati per esempio in questo lavoro di Sankaran lo dimostrano). La difficoltà, eventualmente, sarà quella di capire qual è la relazione che unisce i vari rimedi omeopatici di un certo “gruppo”. Sono le modalità, le caratteristiche fisiche, quelle mentali o quali altre?
Inoltre, se una volta la ‘Dottrina delle Signature’ faceva desumere le proprietà terapeutiche di una certa sostanza (essenzialmente vegetale e minerale) dal suo aspetto esteriore e/o da alcune sue caratteristiche (modalità o ambiente di crescita o di reperimento, ecc.), mi pare che questo non sia il metodo seguito da Sankaran e dai Colleghi che seguono il suo approccio, perché la loro impostazione è nettamente diversa e proprio per questo dovrebbe anche essere più facilmente accettabile da un Omeopata hahnemanniano. Pertanto, nel loro caso non tirerei in ballo la ‘Dottrina delle Signature’.
Infatti, credo che anche la sola lettura di questo testo dovrebbe dimostrare inequivocabilmente che tutta la preoccupazione e l’obiettivo ultimo del lungo interrogatorio condotto da questi Omeopati è quello di giungere a quell’unica sensazione profonda (Sankaran la chiama “sensazione vitale”) che spiega tutta la sintomatologia del Paziente o, meglio ancora, come direbbe Paschero, che spiega l’intera sua “storia biopatografica”.
In questo suo lavoro, cioè, Sankaran ha cercato di scoprire un sistema semplice, razionale e, tra l’altro, rispondente all’ordine presente nel mondo della Natura, che permette di classificare i rimedi vegetali e di individuare non un medicamento sintomatico, ma il simillimum del paziente, cioè quel rimedio omeopatico la cui Materia Medica patogenetica è del tutto simile alla totalità dei sintomi del paziente e a quelli che hanno caratterizzato la sua storia biopatografica.
Il problema eventualmente si pone per i piccoli rimedi, cioè quelli per cui non abbiamo una sufficiente Materia Medica patogenetica. E’ palese che in questi casi sia facile sbagliare quando si ipotizza qualche loro caratteristica e/o proprietà che ancora non è stata dimostrata né dalla sperimentazione né dalla clinica. Questa, io la chiamerei Omeopatia di Frontiera.
Ora, anche se quello che è certo su questi piccoli rimedi è estremamente scarso e se molte notizie che si possono desumere sono ancora ipotesi e congetture, ciò non giustifica la loro totale esclusione da uno studio di base, perché ogni Scienza “in progressione” ha la sua parte “di Frontiera” e se noi non avessimo i nostri Ricercatori omeopatici, non avremmo neppure un progresso in Omeopatia. Infatti, non è certamente possibile trasformare ipso facto un piccolo rimedio in un policresto, mentre ciò può avvenire attraverso un graduale arricchimento delle conoscenze che però talvolta passa anche attraverso ipotesi o deduzioni errate, ma non per questo inutili.
Come si deve comportare allora l’Omeopata che è quotidianamente impegnato ambulatorialmente nella battaglia con le patologie umane o veterinarie?
A mio avviso deve utilizzare sempre le conoscenze tradizionali, quelle desunte da uno studio fedelmente hahnemanniano dei rimedi omeopatici, ma deve anche conoscere tutti quegli ‘approcci di frontiera’ che in alcuni casi potrebbero, ed è esperienza comune di molti Omeopati, aiutarlo a gestire e risolvere anche tanti casi clinici che fino a quel momento per lui erano stati apparentemente senza soluzione. Quante volte, infatti, ci è capitato di usare per la prima volta un rimedio, per noi nuovo e che abbiamo conosciuto ad un convegno o attraverso una lettura di un testo, e proprio grazie a questo abbiamo risolto dei casi che prima non trovavano beneficio dai soliti comuni rimedi?
In ogni caso, che molte affermazioni di questo libro siano frutto di un’intuizione di Sankaran e non di una sperimentazione scientifica rigorosa mi pare che Rajan lo sottolinei più volte, prima di tutto nel titolo stesso (“Insight …”) che ha scelto per quest’opera, poi addirittura ad ogni rimedio dove scrive “Quando la sensazione della famiglia delle … si combina con il miasma …, la sensazione di … potrebbe essere …” e poi anche all’ultima pagina, quando invita il Lettore a scrivergli per comunicargli ogni sua impressione, conferma o smentita di quanto ha appena letto.

In conclusione, mi pare che questo lavoro di Sankaran sia affascinante e raccomandabile ad ogni Omeopata esperto, pur contenendo alcuni punti discutibili e proprio per questo perfettibili (un esempio sono quei casi in cui viene ipotizzato il miasma di un piccolo medicamento basandosi solamente su alcuni usi popolari della pianta di origine o solo su una o due voci repertoriali o frasi di una scarsissima Materia Medica oppure quando seleziona solo alcuni sintomi dei molti sintomi di un rimedio e su questi costruisce una sua ipotesi interpretativa tralasciando invece completamente molti altri aspetti … cosa impensabile ad esempio per Masi Elizalde).
Ben venga allora la discussione su questi casi anticipatamente richiesta e auspicata da Sankaran, affinché si giunga, in un tempo che sarà inversamente proporzionale al numero dei Colleghi che collaboreranno, ad avere una Materia Medica sempre più ricca e affidabile.
E’ palese che le sperimentazioni eseguite con tutti i criteri classici sono obbligatorie, ma credo che lavori come questo non solo possano servire da stimolo per confermare o meno le ipotesi patogenetiche, ma potrebbero servire pure per indicare nuove sostanze da sperimentare. Non dimentichiamo che in Natura ci sono circa 250.000 specie vegetali, circa 1.100.000 di specie animali e forse 50.000 tipi di sostanze minerali la cui somma complessiva, considerando anche le forme particolari ma sempre naturali dell’elemento base,  supera abbondantemente il milione e mezzo di potenziali rimedi omeopatici. Per cercare di ampliare le nostre conoscenze senza impiegarci un milione e mezzo di anni, non vedo perché non si possa far tesoro anche degli aiuti che ci giungono dalle teorie basate sulle differenze e analogie tra i Regni naturali (Regno minerale, vegetale e animale), sulle Famiglie, sulle razze animali e sulla Tavola Periodica degli Elementi, … purché i fondamenti della Scienza Omeopatica hahnemanniana restino inviolati e, nell’ipotetico caso in cui ci sia uno scontro tra questi ultimi e le teorie suddette, si dia sempre la precedenza alla intramontabile dottrina di Hahnemann.

L’Omeopatia deve e può continuare a progredire, ma per fare questo ha bisogno del contributo di ognuno di noi.
Non credo che i principali nemici dell’Omeopatia siano gli Allopati o qualcun altro dei suoi attuali denigratori, ma temo invece, come è accaduto per la messa a morte di Gesù Cristo e per ogni divisione o crisi che la Sua Chiesa ha subito nei secoli, che i veri nemici siano alcuni falsi “amici” che, spesso tanto involontariamente quanto ignorantemente, screditano l’Omeopatia perché non la amano veramente e non la amano perché non la conoscono, ma forse non la conoscono perché chi la conosce non l’ha trasmessa a loro e/o testimoniata in modo adeguato.

Chiedo umilmente ma insistentemente al Signore di aiutare ogni Omeopata italiano a vedere e prendere coscienza della sua responsabilità sociale (verso gli ammalati) e dottrinale (verso i Colleghi meno esperti) e poi a infondergli ogni dono di Scienza e gli altri strumenti necessari per compiere fino in fondo il suo dovere.
L’Omeopatia è Scienza e Arte insieme, ma, in fin dei conti, la Medicina dovrebbe essere solo una Missione.

 

Dr. Roberto Gava


Uno sguardo ai rimedi omeopatici vegetali  Rajan Sankaran   Salus Infirmorum
 
Uno sguardo ai rimedi omeopatici vegetali
Una proposta di classificazione e di interpretazione del Regno Vegetale con numerosi Casi Clinici

Rajan Sankaran



torna suPrefazione

All’inizio del febbraio 2002 frequentai il seminario di Mumbai e fu per me una grande ispirazione.
Ascoltando il nuovo approccio di Rajan Sankaran nel trattamento dei casi clinici e nell’individuare i rimedi del regno vegetale, il mio entusiasmo crebbe sempre più: si stavano delineando di fronte a me nuove e strepitose possibilità nel risolvere casi clinici difficili e fino ad allora rimasti irrisolti.
Sankaran ha sviluppato la possibilità di analizzare quale pianta sia quella giusta in un caso clinico.
Il primo passo è trovare la famiglia botanica più indicata, mettendo a confronto la sensazione di fondo del paziente con quella della famiglia.
Il passo successivo è quello di differenziare i membri della famiglia botanica in ‘Miasmi’. Sankaran ha sviluppato nove Miasmi, ognuno dei quali esprime il sentimento che il paziente prova di fronte ad un determinato problema e anche il modo con cui l’affronta. Un esempio portato dallo stesso Sankaran può rendere più chiaro questo tipo di approccio: una giovane donna si sente abbandonata e sola al mondo, come un aereo in cielo, senza alcuna direzione. La sensazione di sentirsi persa è comune all’ordine delle Magnoliidae e corrisponde alla sensazione vitale di ‘estraneità’ presente in quella famiglia. La donna si sente disperata, vuole risolvere subito il suo problema, ha bisogno di ricevere una direzione dalle altre persone. Il desiderio di essere aiutata subito dagli altri e di voler risolvere rapidamente il problema è tipico del Miasma Tifoide. Il rimedio che fa parte all’ordine delle Magnoliidae e che appartiene al Miasma Tifoide è Nux moschata. È proprio con questo rimedio che la paziente è guarita.

Questo approccio assomiglia moltissimo a quello dell’analisi di gruppo in ‘Omeopatia e gli Elementi’,  dove ‘si incrociano’ le serie e i livelli della Tavola Periodica degli Elementi. Qui ad incrociarsi sono invece le famiglie e i miasmi. In questo caso il concetto di miasma non va preso alla lettera, ben sapendo che, oltretutto, in Omeopatia i miasmi sono stati usati in modi diversi e con diversi significati. Sankaran usa il termine miasma come un modo particolare di sentire e quindi di reagire ad una sensazione di base ben determinata. Così facendo, Sankaran ha condotto l’Omeopatia ad un secondo livello scientifico, il livello della classificazione, in cui ci si preoccupa di riunire i rimedi in categorie e gruppi omogenei. L’Omeopatia, grazie alla sua forza di predizione congiunta all’approccio introdotto da Sankaran, ci permette di allargare le immagini dei cosiddetti piccoli rimedi, fornendoci immagini ampie, ricche e significative.

Il grande passo successivo è stato quello del concetto della ‘sensazione vitale’. Come si è visto nell’esempio fatto, la sensazione di sentirsi perso ci conduce a considerare l’ordine delle Magnoliidae. Questa sensazione non è per niente superficiale. È una sensazione scaturita durante una presa del caso molto lunga e approfondita, cioè la sensazione essenziale nascosta dietro altre sensazioni più superficiali. Questa è una delle ragioni per cui Sankaran la definisce una ‘sensazione vitale’. Si tratta della vera sensazione fondamentale.
Ma c’è anche un’altra ragione che spiega questa definizione: Sankaran ha sviluppato l’idea che la sensazione del paziente è qualcosa di più profondo rispetto alle condizioni sia mentali che fisiche, ancora più fondamentale della falsa percezione centrale o di altri concetti. La sensazione è qualcosa che gli esseri umani hanno in comune con tutte le altre creature ed è questo che la rende così fondamentale. Questo è il concetto di ‘sensazione vitale’, cioè di una nuova dimensione nel procedimento da seguire nella presa del caso.
Ora, dopo l’esperienza fatta al seminario di Mumbai, ho cercato sempre di più di andare a fondo nella presa del caso puntando a quello che è il sentimento del paziente, a quella che è la sua sensazione. Prima pensavo spesso di essere già arrivato alla fine del colloquio con il mio paziente e di non riuscire ad andare oltre. Ma, cercando di identificare la sensazione di base, emergono cose nuove e straordinarie. Ciò che è importante nello sviluppo del concetto di sensazione vitale è comprendere quanto essa sia fondamentale; non è infatti solo una qualificazione un po’ superficiale annotata in più nel caso, ma è un qualcosa che passa e percorre l’intero caso. Una scoperta di questa rilevanza ci permette di attribuire alla sensazione vitale un valore immenso e anche il riunire i miasmi in gruppi ne rappresenta la conseguenza necessaria.
I miasmi, così come Sankaran li definisce, sono raggruppamenti essenziali e importantissimi. Una volta conosciuto il miasma, è possibile predire molte qualità e caratteristiche. La scoperta di questi gruppi è un grande passo in avanti nell’analisi omeopatica.
Rajan Sankaran ha aggiunto una scoperta nuova e vitale all’Omeopatia. Dopo i suoi passi importanti sulla “falsa percezione di base” e sulla “Materia Medica situazionale” espressi rispettivamente nel suo libro ‘Lo Spirito dell’Omeopatia’ e nel suo terzo volume ‘L’Anima dei Rimedi’,  questa nuova scoperta rappresenta un ulteriore e importante strumento per andare avanti.
Questo libro non soltanto è raccomandato agli omeopati, ma, vorrei dire di più: è un qualcosa che si ‘deve’ avere. Inoltre, va anche detto che è una gioia usarlo come strumento di lavoro e che è un grande piacere possederlo.

 

Dr. Jan Scholten


Uno sguardo ai rimedi omeopatici vegetali  Rajan Sankaran   Salus Infirmorum
 
Uno sguardo ai rimedi omeopatici vegetali
Una proposta di classificazione e di interpretazione del Regno Vegetale con numerosi Casi Clinici

Rajan Sankaran




Scritto da piermario
Valutazione: 

il lavoro di sankaran permette al lettore di iniziare a vedere l'omeopatia sotto un'altra luce, moderna ed innovativa ma non per questo meno consapevole ed efficace , rappresenta una pietra miliare per gli omeopati di oggi ma deve essere studiata dopo aver acquisito una consapevolezza dei fondatori dell'omeopatia come hannhemann, kent, paschero. invita il lettore a riflettere tra la similutudine che governa il regno delle piante affinchè si possano fare prescrizioni sempre più consapevoli ed efficaci.





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