Con L'Analisi Del Nucleo Mentale Di 180 Rimedi
Questo libro di Bronfman va ben oltre ciò che ci si potrebbe attendere dal titolo, perché ha anche il grande pregio di aiutare il Lettore a conoscere a fondo il nucleo mentale dei principali rimedi omeopatici e, fatto assai importante, fa fare questo cammino di conoscenza pian piano, insegnando quei ‘passi’ che Bronfman ha acquisiti in anni di esperienza clinica e di riflessioni e discussioni con altri Colleghi e che un Lettore attento e studioso potrà far suoi in brevissimo tempo.
Libri come questo non hanno alcun scopo speculativo, ma solo didattico e coloro che avranno la pazienza di leggerli e rileggerli, cioè di farli oggetto del loro studio, potranno risparmiare anni di faticoso lavoro, perché in queste pagine l’Autore sintetizza la sua esperienza, prima di tutto come Uomo, poi come Medico e infine, ovviamente, come Omeopata e … sappiamo bene che un vero seguace di Hahnemann deve vivere in sé tutte e tre queste realtà.
Questo libro di Bronfman va ben oltre ciò che ci si potrebbe attendere dal titolo. Infatti, ha il grande pregio di aiutare il Lettore a conoscere a fondo il nucleo mentale dei principali rimedi omeopatici e, fatto assai più importante, fa fare questo cammino di conoscenza pian piano, insegnando quei ‘passi’ che Bronfman ha acquisito in anni di esperienza clinica e di riflessioni e discussioni con altri Colleghi e che un Lettore attento e studioso potrà far suoi in brevissimo tempo.
Bronfman, infatti, servendosi delle sue invidiabili conoscenze della Materia Medica e della sua lunga esperienza di Omeopata, arricchita dall’esperienza tramandatagli dalla Scuola Hahnemanniana Argentina che ha avuto come illustri Maestri uomini come Tomas Pablo Paschero, in poche pagine e talvolta anche in poche righe riesce ad estrarre dalla Materia Medica e dal Repertorio i sintomi più rilevanti di ogni rimedio cercando poi di mettere insieme questi pezzetti di mosaico e portando il Lettore a capire quale potrebbe essere il filo conduttore che li lega e qual è quindi il nucleo profondo del medicamento.
Oltre a ciò, Bronfmann, partendo sempre dall’esperienza clinica e didattica sia della Scuola Argentina a cui appartiene sia dal proprio personale cammino omeopatico, propone anche innumerevoli aggiunte repertoriali, alcune delle quali sono già state inserite nei nuovi repertori moderni (‘The Complite’ e ‘Synthesis’), mentre altre attendono di esserlo.
Alla fine di questa lettura, come consiglia Bronfmann, ognuno di noi è invitato a guardare oltre il singolo sintomo del Paziente cercando di cogliere dall’Uomo che gli sta davanti la sofferenza profonda, l’SOS nascosto, quella richiesta di aiuto che va anche oltre la patologia organica che lo ha spinto a consultarci.
Dobbiamo, come dice Hahnemann, aiutare il malato a rompere le catene della sua malattia, affinché diventi libero di conseguire i fini ultimi dell’esistenza umana. La nostra, allora, non sarà più solo Medicina scientifica, ma sarà anche, in un certo senso, una Arte ‘salvifica’.
Per la traduzione di questo libro, come per molti altri, siamo debitori al Dr. Lucio Marchetto che, in collaborazione eb i consigli del Dr. Hugo Carrara, dedica moltissimo del suo tempo libero (e non solo questo) alle traduzioni.
Il Dr. Marchetto è molto preciso nei suoi lavori e ha la grande e preziosa caratteristica di non limitarsi ad un lavoro superficiale e meccanico ma a fare il possibile per migliorare il libro stesso arricchendo la traduzione italiana di numerosissime note a piè di pagina apprezzate dai Lettori.
In questo caso particolare, ha avuto l’idea di aggiungere alla fine di ogni rimedio la seziene “Alcune rubriche”, la cui raccolta permette di individuare più rapidamente le caratteristiche principali del rimedio in oggetto. Queste rubriche sono state tratte dal ‘Repertorium Homeopathicum Digital II - LINCE Expert Systems’, redatto dalla Scuola Brasiliana e ‘supervisionato’ dalla Scuola Argentina e dallo stesso Bronfman.
Il mio augurio è che lo sforzo di questi Colleghi, Bronfman, Marchetto, Carrara … e anche del sottoscritto, serva per una vera crescita delle conoscenze dei Lettori, affinché l’Omeopatia italiana sia sempre e solo basata sulla vera Omeopatia Hahnemanniana e possa, proprio grazie a questo, svilupparsi al punto da saper liberare dalle catene della malattia un numero sempre più grande di pazienti.
In questo periodo mi è giunto lo scritto sottostante attribuito ad un missionario che vive nelle Antille: lo lascio come spunto di riflessione.
Precetto cinese sul denaro
Il denaro
può comprare una casa
ma non un focolare;
può comprare un letto
ma non il sonno;
può comprare un orologio
ma non il tempo;
può comprare un libro
ma non la conoscenza;
può comprare una posizione
ma non il rispetto;
può pagare il dottore
ma non la salute;
può comprare l’anima
ma non la vita;
può comprare il sesso
ma non l’amore.
Padova, 25 settembre 2003
Dr. Roberto Gava
Nella mia esperienza di medico omeopata, mi sono reso conto che ci sono tre argomenti sui quali io ed i miei colleghi interroghiamo i nostri pazienti raramente, per non dire mai. Oppure, se affrontiamo questi argomenti, lo facciamo nel modo sbagliato. Sono il ‘Sesso’, la ‘Morte’ e il ‘Denaro’.
Non facciamo domande sul sesso perché la sessualità è un argomento tabù nella nostra società. Non è una semplice coincidenza che una delle più importanti creazioni intellettuali del nostro secolo, la psicanalisi, sia nata e si sia sviluppata sullo studio del sesso.
Un’altra questione di cui si discute raramente durante il colloquio medico è la morte. Forse questo è dovuto alla paura che l’argomento provoca in noi stessi e quindi questa paura induce noi ed il nostro paziente a dimenticarci della morte e a negarne l’esistenza: è più facile per noi parlare di creazione, di crescita e di progresso che di morte. Noi Occidentali non abbiamo familiarizzato con l’idea, cara agli Orientali, che la morte, come la nascita, è un momento della vita, un evento naturale che, anche se doloroso, dovrebbe essere accettato e dovrebbe fare parte della nostra vita quotidiana.
Qualcosa di molto simile succede con il denaro. Troviamo difficile parlare di denaro e questo ci porta a credere che ci debba essere un legame molto stretto fra sesso, morte e denaro, un denominatore comune, che spieghi la difficoltà di parlare di questi argomenti. Questa difficoltà non solo prende piede nella nostra vita di tutti i giorni, ma anche, ed in modo marcato, nella nostra attività di omeopati. Questo fatto sembra essere anche più curioso quando vediamo che nel ‘Repertorio di Barthel’ ci sono più di 60 sintomi che si riferiscono al denaro, e sembra essere ancor più rilevante se si pensa a quanto spesso riscontriamo questi sintomi nel nostro lavoro quotidiano di medici. Inoltre, praticamente tutti i ‘Grandi Rimedi’, al pari di molti dei cosiddetti (talvolta in modo corretto, talvolta in modo scorretto) ‘Piccoli Rimedi’, compaiono in alcuni di questi sintomi.
Alcuni rimedi strutturano quasi tutta la loro sintomatologia mentale in relazione al denaro, mentre altri, coinvolti in temi diversi, presentano solo qualche aspetto del loro mentale legato a questo. Inoltre, molti sintomi fanno riferimento diretto a sintomi economici e fra questi vi sono la paura dei ladri, la paura di perdere la posizione sociale, la laboriosità, l’egoismo, ecc.
Ci sono poi due aspetti curiosi: il primo è che il denaro ha tanta importanza nella nostra vita e il secondo che ne parliamo tanto poco durante il colloquio medico. Se il denaro è tanto importante per noi e, nonostante ciò, troviamo così difficile parlarne, dobbiamo concludere che il denaro è più che ‘semplice denaro’, cioè rappresenta o rimpiazza o simbolizza o impersona pensieri, fantasie e paure che non sono espressi direttamente.
Sia psicanalisti che economisti si sono interessati a questo argomento. Karl Marx considerò il denaro come ciò che ha origine nell’evoluzione storica dell’uomo come essere economico. Egli affermò che l’uomo differisce dagli animali per il fatto che produce ciò che gli è necessario per sopravvivere: i beni. Con il crescere della popolazione e della produzione, i beni, che all’origine erano destinati ad essere usati per fronteggiare una necessità/bisogno, raggiungono un valore di scambio e, come valore di scambio, sono scelti quei beni che hanno maggiore valore di utilità: il sale, il bestiame, gli schiavi, i metalli, ecc. Marx mise in luce che la scelta di questo o quel bene come valore di scambio è del tutto casuale. Dopo parecchie sostituzioni della parola ‘sale’ (che è all’origine della parola ‘salario’), passando attraverso la parola ‘bestiame’ (che dà origine alla parola ‘guadagno/profitto’) e ‘pecuniario’ , arriviamo alla moneta metallica che usiamo oggi.
Seguendo il pensiero di Marx, con l’introduzione del denaro nasce una pulsione indefinita che non si dirige verso oggetti determinati: la sete di ricchezza. Questo modo di pensare ha origine dal fatto che il denaro è il bene che comprende in sé tutti gli altri beni perché, con il denaro, si può comperare qualsiasi altro bene o si può ottenere qualsiasi favore si desideri, da chiunque. Così, il denaro diventa il simbolo del piacere e del potere.
Ma ci sono altri pensatori, gli psicanalisti, che considerano questa forma di analisi solo uno schema, cioè ritengono che questa analisi sia tanto schematica da essere senza valore. Essi considerano che, storicamente, il denaro prima aveva un valore di scambio e solo più tardi ebbe valore di utilità in sé, proprio il contrario di quanto afferma la lettura storico-cronologica marxista. Essi ritengono che il denaro abbia la sua origine nel culto religioso delle società primitive che si reggevano su rituali sacrificali. Secondo il loro modo di vedere, il denaro ebbe la sua origine nel sacrificio e proprio il sacrificio sembra essere il fondamento della società umana. Pertanto, il sacrificio è la rinuncia alle pulsioni [rassegnazione]. Questa rinuncia agli impulsi è, secondo Freud (che prese a prestito le idee di Darwin sull’organizzazione delle società primitive), la rinuncia all’incesto (complesso di Edipo) ed è seguita da una catena di sublimazioni che è senza fine, perché le pulsioni represse cercano continuamente di riaffermare se stesse, costringendo l’individuo alla continua sublimazione. La sublimazione condiziona tutto l’operato umano, compresa la stessa civiltà. Nella nostra cultura, il sacrificio è rappresentato dal lavoro, con il denaro come suo prodotto astratto. Perciò il denaro, cronologicamente parlando, è l’ultimo rappresentante del sacrificio originale antico: prima il sacrificio degli uomini e poi quello degli animali totemici, che in seguito la società scambiò con i beni: «... Essi offersero qualcosa in modo da ottenere la sicurezza di buoni raccolti e la certezza di sopravvivenza».
Questo tema è stato spiegato in modo splendido da H. Kurnitzky nel suo libro ‘La struttura libidinosa del denaro’ ed io raccomando questo testo a chiunque voglia approfondire l’argomento.
Per l’omeopata, il denaro rappresenta un’opportunità, perché è uno dei mezzi che l’essere umano usa per mostrare il suo modo errato di pensare o di agire, vale a dire sintomi che ci permettono di conoscere il paziente, aiutandoci a prescrivergli il ‘simillimum’.
Ho intrapreso questo progetto con la convinzione che, dallo studio di ciò che il denaro significa per ogni rimedio, potremmo ricavarne un arricchimento della conoscenza dei rimedi ed una guida ulteriore per studiarli in modo più approfondito. Alcune volte il significato assunto dal denaro è evidente, mentre in altri casi sono dovuto ricorrere a delle ipotesi interpretative che le osservazioni future potranno confermare o meno.
Ho cercato di includere in ogni rimedio tutto ciò che è inerente al denaro, dopo aver sviluppato gli aspetti essenziali del rimedio stesso - considerando come essenziale ciò che il rimedio è realmente - in modo da avere la possibilità di migliorarne la comprensione. D’altra parte, può essere che parlare di denaro non sia altro che una scusa per parlare di Matera Medica, perché il denaro è presente in ogni pensiero ed in ogni attività dell’essere umano.
Ho cercato di sviluppare di più i rimedi meno conosciuti e ho riassunto, come meglio ho potuto, la trattazione dei rimedi più largamente usati; inoltre, ho fatto lo sforzo, seguendo la Scuola a cui appartengo, di ridare vita a quei rimedi che sono stati ingiustamente relegati al rango di ‘Piccoli Rimedi’: alcuni di questi sono realmente piccoli, con patogenesi povera e pochi sintomi caratteristici, ma, anche se abbiamo raramente l’opportunità di prescriverli, quando un paziente ha bisogno di uno di loro, solo questi rimedi (e nessun altro, di quelli che prescriviamo più volte in una giornata) hanno la possibilità di curarlo.
Un lavoro non è mai il risultato dello sforzo di una sola persona, anche se potrebbe sembrare così dall’intestazione in copertina. È stata mia moglie, Susana Chamas, a suggerirmi questo tema e, oltre ad avermi aiutato nella correzione del testo, mi ha anche dato molti suggerimenti preziosi. Il Dr. Arturo Trentin ha ricercato nel ‘Repertorio di Barthel’ tutti i sintomi inerenti al denaro (infatti, i repertori pubblicati in Spagnolo sono solo la copia del grande sforzo che ha sostenuto Barthel per arricchire il repertorio ma, ingiustamente, egli non viene citato in questi). Il Dr. Osvaldo Cipolla ed il Dr. Ricardo Golberger mi hanno aiutato con la loro competenza informatica.
Quando penso ai miei Maestri, il mio pensiero va immediatamente al grande Maestro Argentino di Omeopatia Tomas Pablo Paschero, dal quale ho imparato e continuo ad imparare ogni giorno. Ricordo il suo insegnamento e rileggo ancora le pagine magistrali del suo libro.
Dai miei Colleghi, con i quali condivido il compito di insegnante nella nostra Scuola, io imparo ogni giorno, ma imparo specialmente dai seminari che teniamo il giovedì mattina.
Infine, voglio esprimere la mia gratitudine agli studenti che frequentano la nostra Scuola perché con i loro dubbi e le loro domande danno uno stimolo continuo al compito di arricchire la conoscenza della magnifica Materia Medica Omeopatica.
Dr. Zalman J. Bronfman