Aggiungi alla lista dei preferiti
Scrivi una recensione
Quarta di copertinaQuesto volume si chiama ‘Decacordi e Pentacordi’ perché, come gli strumenti musicali a dieci e cinque corde, contiene rispettivamente 80 rimedi con dieci caratteristiche essenziali (o ‘corde’) e 40 con solo cinque.
Tutto quello che si sa di questo volumetto è che l’Autore, A. Gladstone Clarke, doveva partire per la Cina come missionario/a della Chiesa Evangelica Anglicana e che, negli anni 1920-1925, seguì dei corsi di formazione medica per aver poi modo di curare i suoi catecumeni. Quei corsi erano tenuti in Inghilterra da due famosi omeopati, sir John Weir e la Dr.ssa Margaret Tyler, e Gladstone Clarke ebbe l’idea di raccogliere gli appunti perfezionandoli gradualmente fino ad arrivare a questa magnifica sintesi di Materia Medica in cui ogni parola, ogni punto e persino ogni virgola ha un suo valore.
È una Materia Medica da tenere nell’agenda elettronica, è un "breviario" da usare nei momenti in cui è necessario rivedere in pochi minuti 3-4 rimedi.
È un piccolo capolavoro di Materia Medica concentrata che è necessario conoscere e soprattutto padroneggiare mnemonicamente.
L’autore ha voluto dare l’immagine di un pezzo musicale che risulta più armonioso quando suonato da uno strumento a dieci o cinque corde. Trasferito nella nostra Materia Medica, questo concetto è coerente con quanto diceva Hahnemann: "bisogna considerare la totalità dei sintomi".
Con il titolo ‘Decacordi’, Gladstone Clarke ha voluto anche suggerire che, utilizzando le 10 corde di un decacordo, si può ottenere una musica, cioè un’armonia, e che saper mettere in pratica rapidamente la Materia Medica è questione di percezione, non di conoscenza matematica.
Indice GeneraleMATERIA MEDICA
Aconitum napellus
Aesculus hippocastanum
Agaricus muscarius
Aloe socotrina
Alumina
Ammonium carbonicum
Anacardium orientale
Antimonium crudum
Antimonium tartaricum
Apis mellifica
Argentum nitricum
Arnica montana
Arsenicum album
Aurum metallicum
Baptisia tinctoria
Baryta carbonica
Belladonna
Benzoicum acidum
Berberis vulgaris
Bismuthum subnitricum
Borax
Bromium
Bryonia alba
Cactus grandiflora
Calcarea carbonica
Calcarea phosphorica
Calendula officinalis
Camphora
Cantharis vesicatoria
Capsicum annuum
Carbo animalis
Carbo vegetabilis
Caulophyllum thalictroides
Causticum
Chamomilla matricaria
Chelidonium majus
Cicuta virosa
Cimicifuga racemosa (Actea racemosa)
Cina
China officinalis
Cocculus indicus
Coffea cruda
Colchicum autumnale
Colocynthis
Conium maculatum
Crocus sativus
Crotalus horridus
Cuprum metallicum
Digitalis purpurea
Drosera rotundifolia
Dulcamara
Eupatorium perfoliatum
Euphrasia officinalis
Ferrum metallicum
Ferrum phosphoricum
Fluoricum acidum
Gelsemium sempervirens
Glonoinum
Graphites
Hamamelis virginica
Helleborus niger
Hepar sulphuris calcareum
Hyoscyamus niger
Hypericum perforatum
Ignatia amara
Iodium
Ipecacuanha
Kali bichromicum
Kali bromatum
Kali carbonicum
Kalmia latifolia
Kreosotum
Lac caninum
Lachesis muta
Ledum palustre
Lilium tigrinum
Lycopodium clavatum
Magnesia carbonica
Magnesia phosphorica
Medorrhinum
Mercurius vivus (o solubilis)
Mercurius corrosivus
Mezereum
Muriaticum acidum
Natrum carbonicum
Natrum muriaticum
Natrum sulphuricum
Nitricum acidum
Nux moschata
Nux vomica
Opium
Petroleum
Phosphoricum acidum
Phosphorus
Phytolacca decandra
Platina
Plumbum metallicum
Podophyllum peltatum
Psorinum
Pulsatilla nigricans
Pyrogenium
Ranunculus bulbosus
Rhus toxicodendron
Ruta graveolens
Sanguinaria canadensis
Secale cornutum
Sepia
Silicea
Spigelia anthelmia
Spongia tosta
Stannum metallicum
Staphysagria
Stramonium
Sulphur
Syphilinum (o Luesinum)
Thuja occidentalis
Tuberculinum (e Bacillinum)
Veratrum album
Veratrum viride
Zincum metallicum
Nota Editore ItalianoSono ben lieto di aver ricevuto dalla Dott.ssa Fontebuoni la traduzione di questo volumetto e quindi anche la possibilità di conoscerlo e di farlo conoscere agli omeopati italiani. Oltre lei, però, non posso non ringraziare anche al Dr. Séror, che per primo lo ha scoperto e riproposto traducendolo per la prima volta in francese. Anche se è nato inizialmente come appunti di Omeopatia per coloro che partivano per le terre di missione, credo possa essere altrettanto utile anche per noi (tutto sommato, alcuni dicono che, oggi, anche l’Italia è diventata “terra di missione”).
Credo infatti che una Materia Medica sintetica ed estremamente accurata sia utile a tutti, specie quando il testo porta la firma di Autori famosi come sir John Weir e la Dr.ssa Margaret Tyler: sono veramente lieto che il loro lavoro venga nuovamente rivalorizzato e ripubblicato anche a distanza di quasi 100 anni!
Dati gli scopi per cui questo libro è stato inizialmente scritto, ho cercato anch’io di perseguire gli stessi obiettivi curando un formato “tascabile” che ne garantisse la maneggevolezza e la facilità di consultazione. Inoltre, affinché per alcuni, possa diventare anche di uso quotidiano, ho pensato di impaginarlo lasciando, dove era possibile, un po’ di spazio tra i rimedi in modo che il Lettore possa avere la possibilità di aggiungere eventuali note e integrazioni personalizzate.
Se è vero che grazie a questi preziosi appunti è stato fatto del bene alle popolazioni degli estremi Paesi asiatici, spero che Colui che ha permesso questo permetta che un bene ancora maggiore venga fatto oggi tra di noi, a gloria Sua e della Sua Omeopatia.
Padova, 15 agosto 2004
Dr. Roberto Gava
Nota TraduttriceScoperto dall’infaticabile Dr. Séror e voluto proporre al pubblico italiano dall’altrettanto infaticabile Dr. Gava, questo libretto, per la sua genesi e destinazione, non ha potuto non suscitare in me una curiosità che oltrepassa la semplice traduzione letterale, a volte meccanica, alla ricerca dei termini comunemente usati dall’Omeopatia italiana, della frase sintetica che riproducesse la fotografia del genio del rimedio.
Così sono risalita idealmente dagli elenchi di sintomi telegrafici e concentrati in 10, o 5, religiosamente e musicalmente schematici punti, alle classi di studenti missionari che venivano indottrinati non solo nel linguaggio, nella geografia, religione e regole di comportamento della Cina, ma anche nel modo più naturale, completo (e prudente) di curare i futuri catecumeni.
È stata sempre una delle politiche missionarie quella di arrivare all’anima passando attraverso le fondamentali esigenze del corpo, la salute per esempio, e i protestanti inglesi, pur non essendo medici, erano, per così dire ‘specialisti’ del settore. La novità fu in questo caso l’introduzione dell’Omeopatia, Medicina di gran voga nei paesi anglosassoni prima della scoperta degli antibiotici. Ma non penso che fosse solo questione di moda. La scelta implicava anche motivazioni religiose ed etiche: l’uso di sostanze terapeutiche provenienti dalla natura, quindi doni diretti di Dio, si assommava al fatto che si tratta di un tipo di terapia che richiede sensibilità e amore per il prossimo, per ogni individuo, considerato come tutt’uno di spirito e di corpo. Mi piacerebbe pensare anche, data la vicinanza ideologica e filosofica dell’Omeo-patia con la Medicina tradizionale cinese, il loro comune procedere per analogie, il loro comune ‘olismo’, che fosse una forma di avvicinamento alla cultura del Paese ospitante. Ma forse fantastico troppo.
I nostri missionari, uomini e donne, che partirono per la Cina intorno agli anni 1920-30, non ebbero vita facile: erano persone comuni, convinte della salus animarum suprema lex, e capitate in un Paese vicino al tracollo totale. Voglio dire, non erano Matteo Ricci e i gesuiti del Seicento, la cui cultura si fuse e si arricchì con quella cinese all’acme del suo sviluppo. Portavano candidamente il loro bagaglio terapeutico - ma che bagaglio! - là dove una Medicina antica di 2000 anni si stava perdendo e il sistema sanitario pubblico era allo sfascio, basti pensare che nel 1930 in tutta Canton era rimasto un solo agupuntore.
L’ondata di evangelizzatori era entrata a metà dell’Ottocento con le navi da guerra dei colonizzatori, si era confusa con loro, era stata protetta da loro. Non è da meravigliarsi se il seme dell’antioccidentalismo sia nato a quel tempo ed ancor oggi germini. Rivolte popolari, la più nota quella dei Boxer del 1900, si susseguirono contro gli odiati occidentali, i loro commerci, i loro campi di oppio.
Negli anni Venti la dinastia Qing era estinta e con lei tradizioni culturali vecchie di millenni, la scienza fra le altre, la guerra col Giappone alle porte, l’immenso Paese contadino stremato da carestie e calamità naturali. Fu fatta di ogni erba un fascio. I missionari furono visti come propaggine dell’imperialismo straniero (come ‘spie dell’imperialismo’ verranno scacciati nel 1951, all’inizio della rivoluzione culturale).
Non può essere che questa la spiegazione perché in un Paese in cui non vi era mai stato un Dio geloso, dove convivevano tre forme di religione, e in cui l’islamismo sarebbe diventata la quarta, i missionari cristiani siano stati così contrastati. Dice padre Manna, noto missionario cattolico in Cina in quel periodo: “Siamo arrivati in un vicolo cieco”. E aggiunge che la soluzione va cercata dall’interno, ‘indigenizzando’ il cristianesimo, dando la precedenza culturale alla cultura del Paese ospite, soluzione che darà il via alla politica missionaria moderna.
Il nostro libretto entra in punta di piedi in questo caos: dà chiare linee guida, poche ma sicure, ai missionari non medici per poter curare le persone (ma specialmente anziani e bambini) malate. La sua perfezione clinica si scontra con una certa missionaria ingenuità quando, descrivendo i tipi costituzionali, si rifà ai comuni tipi anglosassoni. Ma l’esperienza e la sensibilità possono ben sopperire e trasferirli in visi e comportamenti di una razza e cultura al di là dal mondo.
È un problema, questo, che si trova ad affrontare qualunque omeopata occidentale contemporaneo, avere cioè a che fare con pazienti multietnici, figli adottati, parenti acquisiti, vicini di casa di altre razze. Non tutti i neri sono Sulphur, qualcuno è Pulsatilla.
Abbiamo pensato anche di lasciare un po’ di spazio ai commenti e agli appunti personali in modo da fare diventare questo libro quasi un “quaderno” di lavoro. Perché il ‘Decacordi e Pentacordi’, redatto in base a una consolidata esperienza sperimentale e clinica dei Padri dell’Omeopatia, possa servire da spunto al formarsi di una propria Materia Medica, basata sull’esperienza personale di chi opera in questi tempi di cambiamento e di globalizzazione, di nuovi sintomi, di nuovi pazienti. E questo affinché sia di aiuto non solo ai nuovi missionari, ma a tutti quelli che una missione, non necessariamente religiosa, se la sono trovata a casa propria. Musica da decacordo trascritta per sintetizzatore, occasione di approfondimento personale e professionale.
Buon lavoro a tutti.
Dott.ssa Anna Fontebuoni
Introduzione Dr. SerorQuesto volume si chiama ‘Decacordi e Pentacordi’ perché è formato da due parti: nella prima sono compresi 80 rimedi, ciascuno dei quali è definito da 10 ‘corde’ (o concetti-chiave), nella seconda 40 rimedi, definiti da 5 ‘corde’.
Attribuito per molto tempo a John H. Clarke, questo gioiellino di Materia Medica in realtà è stato ordinato e riscritto da A. Gladstone Clarke. Tutto quello che se ne sa è che l’autore (o autrice) doveva partire per la Cina come missionario/a della Chiesa Evangelica Anglicana e che, negli anni 1920-1925, ai missionari inglesi veniva data una certa formazione medica in modo da poter curare i loro catecumeni.
I corsi di formazione erano tenuti in Inghilterra da due famosi omeopati: sir John Weir e Margaret L. Tyler.
Gladstone Clarke li seguì negli anni fra il 1920 e il 1925 e raccolse gli appunti perfezionandoli gradualmente fino ad arrivare a questa magnifica sintesi di Materia Medica in cui ogni parola, ogni punto, persino ogni virgola ha un suo valore.
È una Materia Medica da tenere nell’agenda elettronica, è un “breviario” da usare nei momenti in cui è necessario rivedere in pochi minuti 3-4 rimedi.
Data la chiarezza e la precisione del testo e la sua attendibilità, mi viene da pensare che il vero autore sia stata la Tyler, che dei missionari era l’insegnante, ma è solo una mia ipotesi: certo non è lo stile né di John Weir né tanto meno di John H. Clarke.
Basta dare un’occhiata alle ‘Indicazioni cliniche dei più comuni rimedi omeopatici’ o ai ‘Quadri di rimedi omeopatici’ per capire quanto sia fondata la mia ipotesi.
Sir John Weir, allievo di Kent, non amava scrivere, non era un divulgatore. Chi ha trasmesso al massimo l’insegnamento di Kent, riadattandolo, sono stati prima di tutto Margaret L. Tyler, poi Harold Fergie Woods, Robert Gibson Miller e infine Douglas Borland.
Anche se la Tyler non era stata personalmente allieva di Kent, aveva tenuto con lui un’intensa corrispondenza durata fino alla morte del Maestro.
Un Repertorio è utile, ma è solo una protesi temporanea; col passare degli anni è la Materia Medica che deve (o dovrebbe) occupare il primo posto: ecco perché bisogna avere familiarità con tutti i Repertori e tutte le Materie Mediche.
Fra tante Materie Mediche, se ne distinguono molte che devono essere lette e rilette, studiate e messe in pratica.
In francese, consiglio la Materia Medica Omeopatica di Henry Duprat (franco-svizzero) e quella di Georges Hodiamont (belga).
In inglese raccomando quelle di T. F. Allen, A. C. Cowperthwaite e M. L. Tyler e la ‘Synoptic Keys’ di Boger.
Per quando riguarda i Repertori, consiglio quello di Kent , ma anche quelli di Knerr e di C. M. Boger.
Nel caso di questo libro, siamo sicuramente di fronte ad un piccolo capolavoro di Materia Medica concentrata che è necessario conoscere e soprattutto padroneggiare mnemonicamente.
La mia traduzione francese è volutamente poco letterale, perché ho cercato soprattutto di rendere lo spirito di questi 120 rimedi.
Resta il problema del titolo: perché ‘Decacordi’?
Dalle mie ricerche risulta che il ‘decacordo’ è una chitarra a dieci corde. ,
L’autore ha voluto dare l’immagine di un pezzo musicale che risulta più armonioso quando suonato da uno strumento a dieci corde. Trasposto nella nostra Materia Medica, questo concetto è coerente con quanto diceva Hahnemann: bisogna considerare la totalità dei sintomi.
Ricordo che Pierre Schmidt, in una delle riunioni che tenevamo a Lione, l’aveva fatto presente, senza poi approfondire la cosa. Ricordo anche che aveva proposto ‘Decalogo’, come titolo.
Con il titolo ‘Decacordi’, A. Gladstone Clarke ha voluto suggerire che, utilizzando le 10 corde di un decacordo, si può ottenere una musica, cioè un’armonia, e che saper mettere in pratica rapidamente la Materia Medica è questione di percezione, non di conoscenza matematica.
Il ‘Pentacordi’, complementare al ‘Decacordi’, è stato scritto come aggiornamento per le generazioni successive di missionari, i quali, anche se non medici, hanno sicuramente fatto un ottimo lavoro sanitario.
Tradotto ai giorni nostri, il loro è paragonabile (anche se molto più difficile) a quello che hanno realizzato gli ‘Homéopathes sans frontières’. Ciò dimostra l’efficacia della nostra disciplina, che gli omeopati americani hanno definito “Nuova Scuola”.
Nella mia versione francese ho sottotitolato questo lavoro ‘Istantanee di Materia Medica’ per rendere il concetto della totalità dei sintomi, ma il titolo ha un’importanza relativa. Quello che è fuor di dubbio, invece, è che un qualsiasi medico omeopata non può ignorare un lavoro del genere.
Dr. Robert Séror
Introduzione AutoreQuesta piccola fatica è nata da un bisogno reale. Non ha la pretesa di essere né originale, né perfetta.
Qualche anno fa, durante una serie di conferenze tenute agli studenti della Scuola di Medicina per Missionari, sir John Weir propose che uno degli studenti raccogliesse gli appunti del corso in un piccolo libro, contenente, in forma concisa e pertanto più memorizzabile, le indicazioni di massima di circa 50 rimedi della nostra Materia Medica Omeopatica.
Da allora, molti studenti e amici missionari hanno utilizzato questo libretto e, soprattutto, ne hanno testimoniato l’utilità.
Nel tempo abbiamo cercato di dargli una struttura più stabile e più ampia, non senza una certa trepidazione, sperando sinceramente che possa essere utile anche ad altri.
Al primo impatto con una Materia Medica, lo studente di Omeopatia è letteralmente sommerso dalla moltitudine di sintomi descritti per ogni rimedio e spesso cerca invano il modo di uscire da questo labirinto.
Il ‘Decacordi’ ha per scopo di fornire allo studente serio e motivato delle chiavi d’accesso ai rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati.
Questo libro non è una vera Materia Medica. Le indicazioni fornite costituiscono solo le basi su cui, dopo uno studio approfondito e una solida esperienza pratica, deve poggiare la conoscenza più profonda e più completa dei rimedi omeopatici.
Per ampliare tale conoscenza, sono stati aggiunti in un secondo tempo alcuni nuovi rimedi, definiti da 5 ‘corde’ o sintomi chiave: i ‘Pentacordi’.
In questo modo il numero totale dei rimedi sale a 120 e pensiamo che possa essere considerato un bagaglio sufficientemente completo per un missionario che pratichi l’Omeopatia.
Le annotazioni sui rimedi provengono da diverse fonti. Ringrazio sir John Weir e il Dr. Wheeler, le cui importanti conferenze hanno costituito la materia essenziale del testo. I noti lavori dei dottori Allen, Cowperthwaite, Nash e altri, sono stati anch’essi utilizzati per definire molti sintomi chiave. A nome di tutti coloro che hanno seguito i corsi della Scuola di Medicina per Missionari, l’autore di questo libro coglie l’opportunità di ringraziare di cuore tutti gli insegnanti passati e presenti per il loro sforzo paziente e disinteressato di inculcarci i rudimenti della Materia Medica Omeopatica. Il loro lavoro non è stato vano.
Gli studenti, oramai dispersi in Paesi lontani, araldi dei Vangeli di Cristo, sono la prova quotidiana che l’arte di guarire è un aiuto inestimabile nel loro lavoro di missionari. Portano anche con sé, con i propri successi terapeutici, la dimostrazione vivente e inequivocabile della efficacia e della verità della celebre frase di Hahnemann: «Similia similibus curentur».
Shantung (Cina), dicembre 1925
Dr. A. Gladstone Clarke
Pagine: 227, Formato: 17x24, Tipologia: Libro cartaceo, Prezzo 62,00 €
Pagine: 500, Formato: 17x24, Tipologia: Libro cartaceo, Prezzo 38,25 €
Stefania Graziosi, Patrizia Ugolini
Pagine: 170, Formato: 15x21, Tipologia: Libro cartaceo, Prezzo 28,00 €
Pagine: 32, Formato: 13x20, Tipologia: Libro cartaceo, Prezzo 2,75 €
Pagine: 64, Formato: 13x20, Tipologia: Libro cartaceo, Prezzo 3,58 €
S. M. Gunavante, Bhat Gunavante
Pagine: 224, Formato: 15x21, Tipologia: Libro cartaceo, Prezzo 9,60 €
Pagine: 334, Formato: 17x24, Tipologia: Libro cartaceo, Prezzo 20,90 €
Pagine: 232, Formato: 13x20, Tipologia: Libro cartaceo, Prezzo 7,70 €