I Minerali Delle Piante - 2° vol.

 
I Minerali Delle Piante - 2° vol.  Jan Scholten   Stichting Alonissos
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Questo libro contiene i risultati delle analisi fatte sul contenuto in minerali di 93 piante. Sono stati analizzati 59 elementi della Tavola Periodica.

Analizzando il contenuto in minerali delle piante, possiamo comprendere quale minerale è presente in una certa pianta in alta o bassa concentrazione. Quindi, possiamo confrontare le proprietà medicinali e le immagini omeopatiche del minerale più rappresentato in una pianta con le proprietà medicinali e l'immagine omeopatica di quella pianta.

Oppure, in alternativa, quando abbiamo in mente un certo rimedio per un paziente, ma l'immagine omeopatica non è esattamente conforme al nostro paziente, se si presume che quest'ultimo abbia bisogno di un rimedio vegetale, possiamo esaminare la tabella relativa a quel minerale e vedere qual è la pianta che possiede un'elevata concentrazione del minerale in questione.

Oppure, ancora, possiamo ricavare l'immagine di una certa pianta poco nota da quella del minerale in essa contenuto.

I risultati sono importanti e ricchi di significato.
In questo libro ci sono molte conferme dei rilievi emersi in “I minerali nelle piante”, volume 1.
È un nuovo modo di considerare le proprietà terapeutiche dei rimedi vegetali.

Parte 1: Le Piante
La prima parte inizia con una tabella relativa ai dati tecnici delle piante studiate.
Poi seguono le tabelle con i risultati delle analisi. In ogni colonna sono compresi:
- Il nome del minerale.
- Il contenuto del minerale espresso in parti per milione (nel caso di Indium e Rhenium, il contenuto è espresso in parti per miliardo).
- La deviazione rappresenta la deviazione dalla media dei minerali ottenuta nelle misurazioni delle 96 piante; questa deviazione divisa per la deviazione standard fornisce la distribuzione delle misurazioni.
Nella colonna di sinistra i risultati sono ordinati alfabeticamente in base al nome dell'elemento.
Nella colonna di destra i risultati sono relativi alla deviazione dalla media. Questa colonna è la più utile per capire quale minerale ha un'elevata concentrazione in una certa pianta.

Parte 2: I Minerali
La seconda parte inizia con una tabella (pagg. 114-115) contenente i dati relativi ai minerali analizzati.
Seguono le tabelle con i risultati delle analisi. In ciascuna colonna sono compresi:
- Il nome della pianta.
- Il contenuto del minerale in parti per milione (nel caso di Indium e Rhenium, il contenuto è espresso in parti per miliardo).
- La deviazione: questa è la deviazione dalla media dei minerali ottenuta nelle misurazioni delle 96 piante; questa deviazione divisa per la deviazione standard fornisce la distribuzione delle misurazioni.
Nella pagina di sinistra i risultati sono relativi al nome del minerale.
Nella pagina di destra i risultati sono relativi alla deviazione standard rispetto alla media. Questa colonna è la più utile per capire quale pianta ha un elevato contenuto di un certo minerale.


I Minerali Delle Piante - 2° vol.  Jan Scholten   Stichting Alonissos
 
I Minerali Delle Piante - 2° vol.

Jan Scholten



torna suAlcune considerazioni

I risultati delle analisi possono dipendere da svariati fattori.  Si possono trarre alcune conclusioni, sia consultando questo studio, sia il precedente “I minerali nelle piante”, volume primo.

Costanza delle misurazioni: errori di analisi
Il confronto tra le misurazioni fatte su tre campioni, che sono stati analizzati due volte, ci fa capire la costanza delle misurazioni stesse. I risultati ottenuti differivano generalmente del 10%, con punte, per alcuni di loro, fino al 30%. Ne consegue che esiste una buona costanza di risultati.

Affidabilità delle misurazioni: errori di analisi differenti
Confrontando le misurazioni ottenute dalle ceneri esaminate, si può stimare l’affidabilità delle misurazioni stesse (vedi la tabella dei minerali nella seconda parte). I risultati differivano in generale per meno del 5%. Quindi, esiste un’affidabilità dei risultati.

Parti della pianta
In generale, si ha l’impressione che le radici e le cortecce abbiano un contenuto maggiore dei minerali rispetto ai fiori e alle foglie (vedi la tabella delle piante contenuta nella prima parte). Questo risulta particolarmente evidente nel caso di Osmundo regalis, di cui sono stati analizzati due campioni: uno preparato con la radice e un altro con la pianta intera.

Stagione
Si può ricordare il caso di Osmundo regalis anche in relazione alla stagione. La radice è stata raccolta in novembre, cioè in un periodo molto vicino all’inverno. L’inverno è caratterizzato da contrazione e concentrazione, per cui il contenuto in minerali s’innalza.
Il ruolo dell’influenza della stagione può essere valutato anche nell’esempio di Urtica urens, per la quale sono stati analizzati due campioni raccolti in epoche diverse. Le differenze sono molto ampie, oscillando dal 30% al 100%. Di conseguenza, la stagione sembra avere una grande influenza sul contenuto minerale della pianta.

Clima e livello di sviluppo
Le differenze appena ricordate possono essere relazionate alle differenze di clima e di stagione e alle differenze nella varie fasi di sviluppo della pianta. Dallo studio fatto è però difficile estrapolare ed evidenziare queste differenze.
Suolo, aria e contaminazione
Il suolo, l’aria e la contaminazione sono gli stessi per tutti i campioni, dato che provengono tutti dalle coltivazioni prive di inquinamento della ditta VSM.


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torna suRisultati e conclusioni

Questo studio può essere utilizzato per molti scopi. Prima di tutto è una sorta di conferma delle immagini di rimedi già noti. Secondariamente, è un approfondimento di piccoli rimedi vegetali poco conosciuti, ottenuto estrapolando la loro immagine dall’immagine dell’elemento presente in elevate concentrazione nella pianta. Inoltre, questo studio aiuta a conoscere rimedi minerali piccoli e poco noti ricavandone l’immagine dalle immagini delle piante che sono ricche di quell’elemento. Il libro può essere usato come una sorta di Repertorio: specialmente le colonne di destra, che sono realizzate sulla deviazione standard, possono darci qualche nuovo spunto e la parte in cui la deviazione è più elevata può essere usata, per esempio, come una rubrica di repertorizzazione.

Risultati importanti
Hyoscyamus ha un elevato contenuto di litio in entrambi gli studi eseguiti. Belladonna, un altro membro della famiglia delle Solanaceae, ha anch’essa un alto contenuto di litio. Tabacum, che fa parte della stessa famiglia botanica, è anch’esso noto per il suo alto contenuto di litio. Questi dati fanno capire che tutta la famiglia presenta un’alta concentrazione di litio e ciò è conforme sia alle immagini dei rimedi della famiglia delle Solanaceae sia all’immagine del rimedio Lithium. Syringa vulgaris ha mostrato di possedere un altissimo contenuto di indio. La pianta è connotata da un forte sentimento di nostalgia (in base ai dati ricavabili dai casi clinici e dalle sperimentazioni eseguite da Scholten, ma non ancora pubblicate). Anche Indium prova una fortissima nostalgia. Verbena ha il contenuto più elevato di ferro, più di ogni altra pianta studiata. Il nome olandese di questa pianta è “ferro duro” [Iron hard].

Risultati poco chiari
I Lantanidi (elementi che vanno dal numero atomico 57 [Lantanio] al 71 [Lutezio]) sono molto presenti in poche piante e la presenza in esse è massiccia, per cui è difficile fare una differenziazione tra i vari Lantanidi presenti.

Conclusioni
Da questo studio e dal precedente primo volume, si potrebbe concludere che la loro compilazione è stata molto importante. Infatti, abbiamo potuto individuare nuove relazioni tra piante e minerali e anche confermare e ampliare le relazioni già note.


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