Quarta di copertina
L’obiettivo di questo libro è confrontare le proprietà medicinali delle piante e quelle dei minerali.
Analizzando il contenuto in minerali delle piante, possiamo comprendere come il livello dei vari minerali sia più o meno alto nelle piante medesime. Successivamente, si è in grado di confrontare le proprietà medicinali e l’immagine omeopatica del minerale che è più rappresentato in quella pianta con le proprietà e l’immagine della pianta stessa.
Oppure, se pensiamo che per un paziente sia adatto un determinato rimedio minerale, ma l’immagine che noi abbiamo di quel minerale non si adatta esattamente al paziente, potremmo, esaminando la tabella relativa al minerale, individuare quali sono le piante che contengono una quota elevata di quel minerale. Oppure, potremmo ricavare l’immagine o gli aspetti di una pianta e del relativo rimedio omeopatico vegetale da quelli del minerale in essa presente.
La scelta delle piante è stata fatta in base alla loro disponibilità. La ditta Dolisos ci ha fornito le polveri nebulizzate di 100 piante. L’analisi delle preparazioni di piante essiccate, che è stata eseguita dal laboratorio Omegatech dell’Ohio (Stati Uniti), è consistita nella Spettroscopia ICP (Induced Coupled Plasma).
Dopo il capitolo di introduzione, segue l’elenco delle piante in ordine alfabetico (Parte 1). I nomi usati sono quelli utilizzati in Omeopatia. Per le varie piante, si dà notizia del nome scientifico e dei nomi usati in inglese, francese e olandese.
I due elenchi sottostanti mostrano i contenuti di ciascuno dei ventidue minerali analizzati insieme alle loro variazioni medie. Le variazioni sono state calcolate come deviazioni standard dalla media di tutte le cento piante. Il primo elenco è stato ordinato alfabeticamente secondo il nome del minerale, mentre il secondo è stato ordinato secondo la deviazione dalla media.
La Parte 2 contiene i 22 minerali. Anche questi presentano due elenchi caratterizzati da: il nome della pianta, il contenuto del minerale in oggetto e la sua deviazione. Il primo elenco (pagina sinistra) è stato ordinato alfabeticamente secondo il nome del minerale, mentre il secondo (pagina destra) è stato ordinato secondo la deviazione dalla media.
Introduzione
L’obiettivo di questo libro è confrontare le proprietà medicinali delle piante e quelle dei minerali.
Analizzando il contenuto in minerali delle piante, possiamo comprendere come il livello dei vari minerali sia più o meno alto nelle piante medesime. Successivamente, si è in grado di confrontare le proprietà medicinali e l’immagine omeopatica del minerale che è più rappresentato in quella pianta con le proprietà e l’immagine della pianta stessa.
Oppure, se pensiamo che per un paziente sia adatto un determinato rimedio minerale, ma l’immagine che noi abbiamo di quel minerale non si adatta esattamente al paziente, potremmo, esaminando la tabella relativa al minerale, individuare quali sono le piante che contengono una quota elevata di quel minerale. Oppure, potremmo ricavare l’immagine o gli aspetti di una pianta e del relativo rimedio omeopatico vegetale da quelli del minerale in essa presente.
La scelta delle piante è stata fatta in base alla loro disponibilità. La ditta Dolisos ci ha fornito le polveri nebulizzate di 100 piante. L’analisi delle preparazioni di piante essiccate, che è stata eseguita dal laboratorio Omegatech dell’Ohio (Stati Uniti), è consistita nella Spettroscopia ICP (Induced Coupled Plasma).
Dopo il capitolo di introduzione, segue l’elenco delle piante in ordine alfabetico (Parte 1). I nomi usati sono quelli utilizzati in Omeopatia. Per le varie piante, si dà notizia del nome scientifico e dei nomi usati in inglese, francese e olandese.
I due elenchi sottostanti mostrano i contenuti di ciascuno dei ventidue minerali analizzati insieme alle loro variazioni medie. Le variazioni sono state calcolate come deviazioni standard dalla media di tutte le cento piante. Il primo elenco è stato ordinato alfabeticamente secondo il nome del minerale, mentre il secondo è stato ordinato secondo la deviazione dalla media.
La Parte 2 contiene i 22 minerali. Anche questi presentano due elenchi caratterizzati da: il nome della pianta, il contenuto del minerale in oggetto e la sua deviazione. Il primo elenco (pagina sinistra) è stato ordinato alfabeticamente secondo il nome del minerale, mentre il secondo (pagina destra) è stato ordinato secondo la deviazione dalla media.
Alcune considerazioni
Parti della pianta che sono state utilizzate
I risultati delle analisi possono dipendere dalla parte della pianta che è stata usata per l’analisi. Radici, foglie, fiori, frutti, cortecce e legno possono differire per il contenuto in minerale. Un esempio è dato da Spirulina, di cui sono state analizzate due parti differenti dando due risultati diversi, anche se la differenza non è poi così grande.
Origine della pianta
I risultati dell’analisi possono dipendere dal luogo dove la pianta è cresciuta. Il clima, la stagione, la fase di sviluppo della pianta e le caratteristiche del suolo possono influenzare il contenuto in minerali. Sfortunatamente, la ditta Dolisos non è stata in grado di fornirci questo tipo di informazioni relative alle piante. Non si possono neppure escludere la contaminazione di tossine e degli agenti inquinanti (ad esempio il piombo emesso dalle auto).
Relazioni tra piante
E’ interessante notare che ci sono piante correlate tra loro in base al contenuto in minerali. In questo studio, questa correlazione può essere fatta tra Echinacea angustifolia ed Echinacea purpurea, tra Tilia cordata e Tilia Europea.
Minerali analizzati
In questo studio sono stati considerati 22 minerali. Questo è ciò che la ditta Omegatech ha fatto per noi. L’ideale sarebbe stato analizzare la presenza di tutti i minerali. Per esempio, Iodium è un elemento gravemente assente in questa analisi. Ci aspetteremmo di trovarlo in abbondanza in Spirulina o in Fucus.
Relatività dei risultati e deviazioni
I valori ottenuti dovrebbero essere considerati come mere indicazioni, senza attribuire loro un valore assoluto. Questo tipo di analisi andrebbe ripetuta spesso, con piante provenienti da regioni differenti e da climi diversi, da suoli con diversa composizione e anche analizzando differenti varietà di piante. Inoltre, si dovrebbero analizzare più minerali, affidandosi a tecniche di indagine diversa ed a diversi laboratori.
Autore
Jan Scholten è nato il 23
dicembre 1951 in Olanda. Dopo aver finito il liceo, ha studiato Chimica
e Filosofia e si è interessato di Fisica, Matematica e Psicologia. In
seguito ha gestito una galleria di arte moderna. Si è laureato in
Medicina nel 1983, poi si è dedicato allo studio dell’Agopuntura e
dell’Omeopatia, che ha terminato nel 1985. Oltre a queste Medicine
Complementari, Jan Scholten si è interessato ad altre metodiche quali
la Medicina Ortomolecolare, la Fitoterapia e i Fiori di Bach.
Dal
1985 ha un ambulatorio di Omeopatia Classica nella città di Utrecht, in
Olanda, in cui lavora insieme ad altri sei Colleghi omeopati. Dal 1987
è docente nella S.H.O., cioè della Scuola Olandese di Medicina
Omeopatica (Dutch Homoeopathic School for Doctors). Oltre ad essere un
divulgatore e un insegnante, è anche un pioniere nella ricerca di nuovi
rimedi e di nuovi metodi da applicare in Omeopatia.
Nel 1993 ha scritto il libro ‘Omeopatia e Minerali’, che è stato ben accolto dall’intera Comunità omeopatica.