"I nostri dubbi sono traditori... E ci fanno perdere il bene che spesso potremmo ottenere... Per la paura di tentare" [Shakespeare]

Omeopatia e Minerali

 
Omeopatia e Minerali  Scholten Jan   Salus Infirmorum

segnala ad un amico

Condividi:
  • 30,00 €

torna suQuarta di copertina

Dopo la traduzione dei libri di Sankaran, quello che mancava all’Omeopatia italiana era proprio la traduzione dei lavori di Jan Scholten: un Medico olandese il cui metodo si integra perfettamente con quello di Sankaran e che ha posto le condizioni per una vera nuova metodologia omeopatica, quella dell’Analisi di Gruppo.

Sappiamo che l’idea di unire e studiare i rimedi omeopatici per famiglie risale inizialmente ai lavori di Hering e poi di Kent, ma ai nostri giorni è stata perfezionata e sviluppata in modo particolare proprio da Scholten e poi anche da Sankaran, con i suoi ormai noti lavori sulle False Percezioni e sulle compulsioni.

É a Scholten, comunque, che dobbiamo il merito maggiore e la prima grande divulgazione di tale idea proprio grazie alla pubblicazione di questo suo primo libro nel settembre 1993.

Da allora, la tecnica è stata ulteriormente perfezionata svelando le enormi possibilità terapeutiche che può offrire e possiamo dire che ora rappresenta una vera rivoluzione nel Pensiero Omeopatico.

La sua veridicità e praticità è stata concretamente dimostrata da moltissimi omeopatici del mondo. Infatti, essa è in grado di sopperire a molte carenze della nostra Materia Medica minerale dei rimedi meno studiati e quindi meno noti, perché dalla conoscenza delle caratteristiche essenziali dei rimedi principali si possono ottenere molte informazioni sui loro sali, permettendoci così di curare anche quei Pazienti le cui caratteristiche sono intermedie tra gli elementi minerali da cui il sale si origina.



torna suIndice Generale

Nota dell’Editore italiano
Ringraziamenti
Prefazione
Uno sguardo dietro le quinte
Introduzione
Argomenti del libro
Struttura del libro
Malattia come creazione
L’Analisi di Gruppo
Le variazioni di un tema
I CATIONI
Le Calcaree
Le Magnesie
I Kali
I Natrum
Rimedi formati da un solo elemento
I CARBONICUM
Caratteristiche generali del gruppo
Graphites
Calcarea carbonica
Magnesia carbonica
Natrum carbonicum
I MURIATICUM
Caratteristiche generali del gruppo
Chlorum
Calcarea muriatica
Magnesia muriatica
Kali muriaticum
Natrum muriaticum
I SULPHURICUM
Caratteristiche generali del gruppo
Sulphur
Calcarea sulphurica
Magnesia sulphurica
Kali sulphuricum
Natrum sulphuricum
I PHOSPHORICUM
Caratteristiche generali del gruppo
Phosphorus
Calcarea phosphorica
Magnesia phosphorica
Kali phosphoricum
Natrum phosphoricum
LE BARYTE
Caratteristiche generali del gruppo
Baryta carbonica
Baryta muriatica
Baryta sulphurica
Baryta phosphorica
GLI ACIDUM
Caratteristiche generali del gruppo
Sulphuricum acidum
Phosphoricum acidum
GLI AMMONIUM
Caratteristiche generali del gruppo
Ammonium carbonicum
Ammonium muriaticum
Ammonium sulphuricum
Ammonium phosphoricum
I NITRICUM
Caratteristiche generali del gruppo
Nitricum acidum
Calcarea nitrica
Kali nitricum
Natrum nitricum
Baryta nitrica
I FLUORATUM
Caratteristiche generali del gruppo
Calcarea fluorica
Magnesia fluorica
Kali fluoricum
Natrum fluoricum
Baryta fluorica
I BROMATUM
Caratteristiche generali del gruppo
Bromium
Calcarea bromata
Magnesia bromata
Kali bromatum
GLI IODATUM
Caratteristiche generali del gruppo
Magnesia iodata
Kali iodatum
Natrum iodatum
IL GRUPPO DEI FERRUM
Caratteristiche generali del gruppo
Vanadium
Kali bichromicum
Chromium metallicum
Manganum
I FERRUM
Caratteristiche generali del gruppo
Ferrum metallicum
Ferrum muriaticum
Ferrum sulphuricum
Ferrum phosphoricum
Ferrum iodatum
Niccolum
Cuprum metallicum
Zincum metallicum
INTEGRAZIONE AL TESTO
Argentum metallicum
Gli orari di aggravamento
La tabella degli orari

Epilogo
Dieci domande a Scholten
Tavola Periodica degli Elementi
Bibliografia
Indice


torna suNota Editore Italiano

Dopo la traduzione dei libri di Sankaran, quello che mancava all’Omeopatia italiana era proprio la traduzione dei lavori di Jan Scholten: un Collega olandese il cui metodo si integra perfettamente con quello di Sankaran e che ha posto le condizioni per una vera nuova metodologia omeopatica, quella dell’Analisi di Gruppo.
Abbiamo parlato di questo argomento anche in un’altra nostra recente traduzione, che però è postuma a questa di Scholten e che a questo Autore si ispira: ‘La Materia Medica dei Latti’, dell’Homoeopathic Links.
Sappiamo che l’idea di unire e studiare i rimedi omeopatici per famiglie risale inizialmente ai lavori di Hering e poi di Kent, ma ai nostri giorni è stata perfezionata e sviluppata in modo particolare proprio da Scholten, con la sua ormai famosa Analisi di Gruppo o tecnica dei Raggruppamenti per Famiglie, e poi anche da Sankaran con i suoi ormai noti lavori sulle sensazioni di base (False Percezioni) e sulle compulsioni.
E’ a Scholten, comunque, che dobbiamo il merito maggiore e la prima grande divulgazione di tale idea proprio grazie alla pubblicazione di questo suo primo libro nel settembre 1993.
Da allora, la tecnica è stata ulteriormente perfezionata mostrando le enormi possibilità terapeutiche che può offrire e possiamo dire che ora rappresenta una vera rivoluzione nel Pensiero Omeopatico. La sua veridicità e praticità è stata concretamente dimostrata da moltissimi omeopatici del mondo. Io stesso, nel mio piccolo, ho subito iniziato ad utilizzare questa tecnica appena l’ho conosciuta e l’ho fatta diventare uno dei miei più comuni e utili modi di pensare per la scelta del rimedio omeopatico. Infatti, essa è in grado di sopperire a molte carenze della nostra Materia Medica minerale dei rimedi meno studiati e quindi meno noti, perché dalla conoscenza delle caratteristiche essenziali dei rimedi principali si possono ottenere molte informazioni sui loro sali, permettendoci così di curare anche quei Pazienti le cui caratteristiche sono intermedie tra gli elementi minerali da cui il sale si origina.

Per tutto questo, allora, sento di dover fin d’ora ringraziare Jan Scholten a nome di tutti i Lettori di questo libro, perché dopo averlo letto e aver sperimentato concretamente nella pratica clinica ambulatoriale la sua utilità, sono certo che tutti vorranno esprimere il loro grazie a Jan.
Un grazie particolarissimo, però, lo vorrei dire anche all’Onnipotente che ci ha offerto il dono di poter entrare nella comprensione e nell’apprendimento di questo meraviglioso approccio medico, sempre immutabile eppure anche sempre ricco di nuove e affascinanti sorprese: la nostra Divina Omeopatia Hahnemanniana.

Dr. Roberto Gava


torna suRingraziamenti Autore

Nello scrivere queste parole di ringraziamento, mi sono reso conto di quante sono state le persone che mi hanno aiutato nella mia crescita e realizzazione.
In primo luogo ci sono i genitori, i fratelli, le sorelle e altri membri della mia famiglia. Poi ci sono i molti amici con cui ho a lungo parlato e discusso.
Per quanto riguarda la mia evoluzione nell’ambito dell’Omeopatia, vorrei fare un particolare ringraziamento a Vithoulkas. Egli ha straordinariamente influenzato lo sviluppo dell’Omeopatia nel suo complesso. Nei suoi seminari ha mostrato quelle che erano le sue idee sulle essenze dei rimedi.
Geukens nei suoi corsi ha vivificato quelle immagini ricorrendo a casi clinici videoregistrati.
Sankaran ha dato un ulteriore contributo mettendo a disposizione le sue idee sulle essenze e sulle situazioni originarie.
Vorrei anche ringraziare tutti quegli omeopati con cui ho scambiato opinioni sull’Omeopatia. L’influenza di queste discussioni, sebbene difficile da descrivere, è sempre molto presente.
Molte grazie ai Colleghi dell’Homeopatich Artsencentrum Utrecht: Maria Davis, Anton Kramer, Rienk Stuut e Willem Woutman. L’idea di questo libro è infatti nata dai reciproci scambi di idee che scaturivano dalla lettura attenta e critica del mio manoscritto.
Anton Kramer, Rienk Stuut e Willem Woutman mi hanno messo a disposizione alcuni dei loro casi clinici, che sono poi stati inseriti in questo libro; la prefazione è stata invece scritta da Rienk Stuut.
Inoltre vorrei ringraziare chi ha letto questo libro nelle sue fasi iniziali e ha gentilmente dato il suo parere: Kees Dam, Fernand Debats, Henry Hilhorst, Heink Hommersom, Frans Kusse, Yvonne Lassauw e Rob Peters.
Un grazie particolare va a Henry Hilhorst: i suoi commenti hanno arricchito questo libro e il suo incoraggiamento mi ha dato la forza per continuare.
Ringrazio Tom Davits per i suoi consigli relativi all’attuale formato di questo volume.
Voglio ringraziare anche i miei pazienti. Senza di loro questo libro non sarebbe mai stato scritto. Essi continuano a rispondere alle mie, a volte “impossibili”, domande.
I loro sentimenti, i loro pensieri e le loro parole costituiscono il vero contenuto di questo libro.
Infine, vorrei ringraziare le Case Farmaceutiche Dolisos, Homeoden e VMS per la preparazione di rimedi a volte del tutto sconosciuti.
Per la traduzione dall’olandese all’inglese voglio ringraziare Mariette Honig.
Ringrazio Deborah Collins per aver rivisto e corretto la traduzione.

Dr. Jan Scholten


torna suPrefazione

Per molti anni Jan Scholten, medico e omeopata, ha espresso la sua insoddisfazione per i molti vuoti e le molte mancanze presenti nel sistema di organizzazione delle nostre conoscenze dei rimedi omeopatici.
Da una parte c’è un gruppo di rimedi omeopatici, i cosiddetti “policresti”, di cui sono disponibili molte, anzi troppe, informazioni. Dall’altra parte c’è un vasto gruppo di rimedi di cui invece si sa molto poco, anzi, per meglio dire, niente. Ed è però quest’ultimo gruppo che, nella pratica clinica di Scholten, gioca un ruolo fondamentale. Si spiega così una delle sue frasi preferite: “I piccoli rimedi non esistono, esistono soltanto rimedi poco conosciuti”.
Nella sua qualità di grande difensore e propugnatore dell’uso di questi rimedi che, ai suoi occhi, sono troppo spesso penalizzati e discriminati, egli a volte sembra non tenere nella giusta considerazione i rimedi più noti.
In realtà è vero il contrario e spesso siamo noi, cioè i suoi Colleghi dell’Homoepatische Artsencentrum Utrecht, a non saper riconoscere adeguatamente il rimedio meno noto che è, di conseguenza, ostile e poco amato.
All’interno della nostra pratica clinica di gruppo siamo sempre sorpresi dalle nuove immagini che ci vengono date, non solo dei nuovi rimedi, ma anche di quelli già noti. Tutto questo ci permette di indagare meglio i nostri pazienti e di dar loro un aiuto più efficace.
A uno che mi chiedesse da dove Jan Scholten ricava la conoscenza di questi rimedi, risponderei che sarebbe meglio fare un’altra domanda: “Da dove invece non la prende?”.
Nella sua qualità di medico omeopata è sempre pronto ad accogliere nuove conoscenze da qualsiasi ambito provengano, ma sempre con uno scopo preciso in mente: l’ulteriore sviluppo e miglioramento dell’Omeopatia. È in questo ambito che il suo sapere si è definito e organizzato. L’apprendere nuove conoscenze non manca però di senso critico. Infatti, ad avere l’ultima parola sono sempre i suoi pazienti. Alla fine sono loro a dirci se le idee che ci siamo fatte sui rimedi siano o no vere.
Questo concetto si applica non solo ai cosiddetti rimedi sconosciuti, ma anche a quelli definiti policresti. In poche parole, è di basilare importanza valutare che cosa è cambiato, sia da un punto di vista fisico che da un punto di vista mentale, nei nostri pazienti. E lo è ancora di più se si lavora con rimedi con un’immagine non ancora conosciuta.
Molti omeopati cominciano con una sperimentazione, ritenendola il modo migliore per arrivare a conoscere i rimedi. Jan Scholten ha un’opinione diversa secondo cui sono i pazienti i soggetti più idonei per raccontarci cosa è accaduto loro dopo che sono stati curati con un rimedio omeopatico.
Per poter conoscere meglio il meccanismo d’azione dei nostri rimedi, dovremmo cercare di sondare in profondità gli aspetti psicologici del caso clinico e non accontentarci soltanto di alleviare alcuni sintomi.


Un importante e nuovo passo in avanti illustrato in questo libro è l’aver introdotto un sistema per poter studiare i rimedi omeopatici. Finora la nostra conoscenza è stata priva di regole precise. Questo lo vediamo non solo nelle immagini dei singoli rimedi, che spesso sono fatte da un elenco disordinato di sintomi, ma ancora di più lo si nota nei gruppi di rimedi i quali, nonostante abbiano una correlazione in botanica o in chimica, non hanno, ad un’osservazione superficiale, alcuna correlazione reciproca da un punto di vista omeopatico.
Questo libro fornisce un’analisi dei composti che sono tra loro chimicamente correlati.
Se per esempio confrontiamo tra loro i composti con l’elemento Sodio, cioè i Natrum, una volta conosciuto qual è il contributo dato a questi composti dalla componente Natrum, avremo fatto un’ulteriore passo in avanti nella nostra comprensione. In breve, la prima fase consiste nel definire e identificare l’elemento separato. Poi, successivamente, vanno comprese le interazioni dinamiche di questo elemento, quando è in combinazione con altri elementi.
Questi sono i passaggi che sono stati seguiti e illustrati in questo libro. A volte siamo in grado, grazie alle conoscenze della Materia Medica che abbiamo a disposizione, di capire qual è il punto di arrivo di questi passaggi. Per esempio, provate a leggere Natrum muriaticum tenendo a mente l’idea, già descritta da Hahnemann, che la madre è morta (cfr The Chronic Diseases, 2° vol. pag. 1078 ed. ingl. , par. 97: “Lack of memory, so that he thought his mother [present continually] had died, because he did not remember to have seen her”).
Spesso l’abilità dello scrittore di collegare in modo creativo le informazioni ottenute in modi diversi, anche se la fonte principale sono i suoi pazienti, non ci rende agevole la lettura.
Non sarà facile per il Lettore apprezzare a pieno il valore vero dell’immagine tratteggiata, nel qual caso un solo consiglio potrà aiutare, lo stesso consiglio peraltro dato da Hahnemann: “Aude sapere” e cioè “Osa sapere”.
Osa sapere, perché questo libro non offre soltanto una raccolta di rimedi molto interessanti. Il suo valore consiste soprattutto nel nuovo modo di pensare, che è alla base delle immagini. Quando anche noi ci saremo impadroniti di questo nuovo modo di pensare, allora saremo in grado di esplorare ancora più profondamente i rimedi descritti e collegarli tra loro in modo creativo. Io, da parte mia, ho già cominciato a fare così nella mia pratica clinica.
Possiamo applicare questo metodo anche a quegli elementi e rimedi che finora non sono mai stati descritti.
Quanto detto spiega come questo libro rappresenti un significativo passo in avanti nella pratica dell’Omeopatia e perché lo si possa considerare come il primo Organon (inteso nell’accezione di quaderno che raccoglie appunti di lavoro) nell’ambito della conoscenza dei rimedi omeopatici. È nella pratica quotidiana che i diamanti grezzi, estratti per noi da Jan Scholten, dovranno essere ripuliti e lavorati per poter brillare di luce piena.

Dr. Rienk Stuut


torna suIntroduzione

ARGOMENTI DEL LIBRO

Conoscenza di nuovi rimedi
Nella pratica omeopatica si è osservato che in molti casi è difficile ottenere una guarigione rapida ed efficace. Alla base vi possono essere molte cause. Una di queste è che, in certi casi, sarebbe utile ricorrere ad uno di quei rimedi definiti “poco conosciuti”. Lo scopo di questo libro è di incrementare il numero dei rimedi a nostra disposizione.
Analisi di gruppo
Un’importante metodica adottata in questo libro è lo studio dei rimedi, associabili in un certo gruppo o famiglia, definita con il termine “analisi di gruppo”. I rimedi, contenenti il medesimo elemento chimico e quindi raggruppabili in un gruppo omogeneo di rimedi, saranno confrontati per poi estrarne i sintomi comuni. Successivamente, quei sintomi verranno utilizzati per altri rimedi, purché contengano sempre il medesimo elemento chimico.
Questa metodica sarà applicata, per esempio, per lo studio del gruppo dei Ferrum, gruppo che contiene dei metalli correlati tra loro chimicamente. Dato che le caratteristiche all’interno di questo gruppo sono abbastanza disomogenee, i tratti comuni risultanti rimarranno ad un livello più generale.
Il metodo non è interamente nuovo e originale, mentre lo è il suo modo di applicazione. Per una descrizione dettagliata di questo metodo, rimando alla lettura del capitolo dedicato all’analisi di gruppo.
Astrazione
Questo libro ha un certo contenuto di originalità da un punto di vista omeopatico. È infatti il primo libro che esamina i vari rimedi partendo da un punto di osservazione più astratto di quanto sia stato fatto fino ad ora. L’astrazione non si applica all’esame di un singolo rimedio in particolare, ma serve per approfondire il tema di un gruppo di più rimedi, come per esempio il gruppo dei Natrum. Ciò determina un nuovo livello di osservazione e comprensione dei rimedi in esame, livello che potrebbe essere definito come un “meta-livello”. Questo tipo di astrazione permette di anche di predire, entro certi limiti, l’essenza di quei rimedi finora non ben conosciuti. Nella pratica clinica poi si cerca e si trova conferma della correttezza della “predizione”.

Temi
L’analisi di gruppo ha permesso lo sviluppo concomitante dei “temi”. Questi temi sembrano essere un modo efficace per ordinare e organizzare le informazioni dateci dal paziente. Tutto ciò, a sua volta, ci aiuta nel modo di condurre la visita. Le informazioni riguardanti la storia del paziente e le cause “situazionali” sono elementi essenziali per arrivare alla selezione del rimedio. In special modo, il riconoscere un legame esistente tra la figura del padre e i Carbonicum, tra i Muriaticum e la figura materna, tra i Sulphuricum e il partner, tra i Phosphoricum e i fratelli e gli amici, ci hanno aiutato ad ottenere molti risultati positivi.

Quadri mentali
Nella comparazione e nella descrizione dei rimedi, l’accento sarà posto sui quadri mentali, perché si è visto che i migliori risultati con l’analisi di gruppo si sono ottenuti tenendo conto dei quadri mentali. Questo si spiega con il fatto che il quadro mentale è sempre, in un modo o nell’altro, presente nei vari rimedi, mentre i sintomi fisici sono soggetti a maggiori variazioni. I differenti modi di intendere la malattia saranno illustrati nel capitolo “Malattia come creazione”.

I destinatari di questo libro
Questo libro è stato scritto per chi già pratica ed esercita l’Omeopatia. Non è pertanto un libro per chi è ancora studente, visto che la Materia Medica dei rimedi meglio conosciuti non è discussa nei dettagli. In quei casi saranno riportate solo alcune nozioni per meglio comprendere i nuovi rimedi e poter confrontare questi ultimi con quelli più noti e studiati.
Inoltre, dei vecchi rimedi, più studiati e conosciuti, si evidenzieranno aspetti nuovi e originali. Questo libro è stato comunque scritto per tutti i Lettori che ne siano interessati.

STRUTTURA DEL LIBRO

Sezioni
Per sottolineare l’importanza dei “quadri mentali”, ho posto all’inizio il capitolo “Malattia come creazione”. Di seguito troverete un capitolo sull’analisi di gruppo, in cui si spiega cosa è e come va usata.
Poi si illustreranno dei rimedi di base, cominciando con il gruppo dei cationi: le Magnesie, i Kali, i Natrum e alcuni rimedi contenenti un singolo elemento chimico.
Poi seguono l’elemento Carbonio e il gruppo dei Carbonicum. Si va avanti con i Muriati-cum, i Sulphuricum e i Phosphoricum.
A questi seguono i gruppi dei rimedi di uso meno frequente: le Baryte, gli Acidum, gli Ammonium, i Nitricum, i Fluoratum, i Bromatum e gli Iodatum.
Alla fine sono trattati i rimedi del gruppo dei Ferrum.
Per ultima ho inserito una appendice dedicata alla descrizione di Argentum metallicum e un’altra sezione che illustra un sistema di ricerca dei rimedi, sistema che mi è stato utile in molte occasioni e che ho chiamato ‘Tabella degli orari di aggravamento’.

Dal generale al particolare
Per ogni rimedio, all’inizio, sarà illustrata l’analisi di gruppo, dopo di che si applicheranno i risultati di questa analisi ai rimedi che fanno parte del gruppo in esame. Questo tipo di approccio si è rivelato per me più pratico di altri. Nella realtà quotidiana l’analisi di gruppo ha imposto un confronto tra la Materia Medica esistente, il Repertorio e le notizie rese dai pazienti. Rimanendo aderenti a questo ordine, il libro diventa più chiaro e agevole nella lettura. Lo svantaggio di questo metodo è che nella presentazione di un rimedio facente parte di un gruppo, i sintomi possono a volte sembrare “comparire dal nulla, come per magia”. Però, se invece di usare questo metodo si usassero sistemi differenti, si dovrebbe fare un complicato lavoro di tipo investigativo e quindi arduo nella comprensione.

Struttura dei capitoli
Nei capitoli dedicati ai gruppi di rimedi, ad esempio le Calcaree, i temi appartenenti a quel gruppo saranno discussi singolarmente. Poi di seguito verranno trattati i sintomi generali (l’influenza del clima atmosferico, gli orari di aggravamento, le avversioni e i desideri alimentari, le modalità relative al sonno e al movimento) e infine i principali disturbi fisici.
I capitoli riguardanti i rimedi singoli, non facenti cioè parte di un gruppo, cominciano con una breve introduzione. Poi segue una parte che contiene i concetti-chiave e che è stata aggiunta per mettere in condizione il Lettore di utilizzare più rapidamente questi concetti-chiave anche nell’ipotesi di nuove combinazioni. Dopo si esamina il rimedio alla luce dei risultati ottenuti con l’analisi di gruppo. I rimedi meno conosciuti verranno illustrati con un caso clinico, corredato dall’analisi del caso e dal follow up. Per ultimo si darà il quadro mentale del rimedio, in cui sono elencati tutti quei sintomi che, a mio avviso, sono da tenere presenti per poter arrivare alla prescrizione del rimedio in oggetto.

Casi clinici
I rimedi meno noti saranno oggetto di un’ampia discussione e illustrati attraverso un caso clinico. Ho cercato di esporre i casi nel modo più completo ed esatto possibile. Li ho riorganizzati per renderne più facile la lettura. I casi sono stati raccolti da me, escluso quelli di cui si ricorda il nome dell’Autore. Il loro scopo è quello di illustrare e chiarire i vari temi.
I criteri di selezione di un caso clinico sono i seguenti:
- rappresentare una buona immagine del rimedio;
- possedere una reazione chiara, magari preceduta da un leggero aggravamento;
- avere un miglioramento deciso e durevole, sia da un punto di vista fisico che mentale;
- permettere di cogliere la problematica del paziente;
- avere un cambiamento che permetta la risoluzione della problematica.


torna suAutore

Jan Scholten è nato il 23 dicembre 1951 in Olanda. Dopo aver finito il liceo, ha studiato Chimica e Filosofia e si è interessato di Fisica, Matematica e Psicologia. In seguito ha gestito una galleria di arte moderna. Si è laureato in Medicina nel 1983, poi si è dedicato allo studio dell’Agopuntura e dell’Omeopatia, che ha terminato nel 1985. Oltre a queste Medicine Complementari, Jan Scholten si è interessato ad altre metodiche quali la Medicina Ortomolecolare, la Fitoterapia e i Fiori di Bach.
Dal 1985 ha un ambulatorio di Omeopatia Classica nella città di Utrecht, in Olanda, in cui lavora insieme ad altri sei Colleghi omeopati. Dal 1987 è docente nella S.H.O., cioè della Scuola Olandese di Medicina Omeopatica (Dutch Homoeopathic School for Doctors). Oltre ad essere un divulgatore e un insegnante, è anche un pioniere nella ricerca di nuovi rimedi e di nuovi metodi da applicare in Omeopatia.
Nel 1993 ha scritto il libro ‘Omeopatia e Minerali’, che è stato ben accolto dall’intera Comunità omeopatica.



allegati  Indice del libro     allegati  Scheda libro     allegati  Introduzione    





LIBRI PER GENERE

OMEOPATIA

MEDICINA PREVENTIVA

TERAPIE NATURALI

PEDIATRIA

ALIMENTAZIONE

PATOLOGIE SPECIFICHE

TERAPIE FISICHE

DIAGNOSTICA

BIOETICA

DENUNCIA SANITARIA

SCIENZE

BENESSERE FISICO

ANIMALI

AMBIENTE

FORMAZIONE PERSONALE

ATTUALITÀ

RIVISTE

SPIRITUALITÀ

catalogo generale

TOP 30 Top 30

ULTIMI ARRIVI ULTIMI ARRIVI


rss