É un libro estremamente facile da leggere e da consultare ed è molto ricco di informazioni inerenti al trattamento omeopatico della gravidanza e del neonato fino ai suoi primi due anni di vita. Dato che sembra questo lavoro sia originariamente nato come trascrizione di una relazione orale dell’Autore, è anche un’opera che espone con estrema chiarezza tutte le conoscenze e l’esperienza di Borland.
Presento agli Omeopati italiani questa traduzione di Homoeopathy for Mother and Infant di Douglas M. Borland.
Pur non essendo riuscito a risalire alle motivazioni originarie che hanno dato l’input per la stesura del libretto, data la semplicità e l’essenzialità delle informazioni contenute, presumo che sia stato pubblicato sulla base di qualche relazione orale dell’Autore.
Anzi, sembra quasi che l’originale sia stato compilato in fretta, perché è anche un po’ carente di quella struttura interna che di solito permette di armonizzare in modo logico le parti che lo compongono.
Proprio per questo motivo, ovviamente facendo la massima attenzione a non alterare il testo, si è pensato di apporre una suddivisione in due parti (ripartizione solo in parte abbozzata dall’Autore) in modo da rendere più agevole e logica la lettura.
Inoltre, dato che l’originale inglese contiene anche alcuni errori di impaginazione con spostamento erroneo dei titoli e in molti casi con il passaggio da un argomento ad un altro senza rimarcare con un nuovo titoletto il cambiamento, abbiamo pensato di inserire pure qualche sottoripartizione aggiuntiva.
La parte grafica dell’originale, comunque, per quanto scadente, non alterava il significato di questo lavoro di Borland che, pur non potendo essere ritenuto di grande importanza per un Omeopata già ben formato, è certamente utile per coloro che si avvicinano all’Omeopatia da pochi anni e che hanno bisogno di strumenti riassuntivi (specie dal punto di vista clinico) scaturiti dall’esperienza di qualche Maestro.
Penso però che, indipendentemente dalle nostre conoscenze della Materia Medica, non vada scordato che lo studio degli Omeopati del passato è sempre utile per arricchirci e perfezionarci, specie se questi Autori ‘parlano della loro esperienza di vita’. Scrivevo infatti nella presentazione alla traduzione italiana del famoso Leader in Homoeopathic Therapeutics di Eugene B. Nash,1 che noi dovremmo preoccuparci un po’ di più di conoscere i Maestri dell’Omeopatia, perché dallo studio delle loro opere si potrebbe acquisire in breve tempo parte dell’esperienza della loro vita professionale e delle loro personali innovazioni.
Può capitare, come credo sia il caso di alcune espressioni che Borland inserisce nel presente libretto, che in taluni casi questi nostri Maestri siano un po’ troppo ottimisti sulle potenzialità curative dei loro trattamenti (almeno secondo la mia capacità di giudizio), ma forse, prima di esprimere sentenze aprioristiche, credo sia meglio riflettere sul fatto che, probabilmente, l’esperienza degli innumerevoli casi trattati felicemente con l’Omeopatia sia la principale responsabile di questo loro ottimismo.
Anche per la traduzione di questo lavoro, ringrazio la Dr.ssa Chiara Zuccarini, amica e collega, per la sua disponibilità e professionalità.
Padova, 19 marzo 2000
Dr. Roberto Gava
1 Cfr. Nash E. B. Fondamenti di Terapia Omeopatica. Salus Infirmorum, Padova, 1997 [N. d. T.].