Questo lavoro di Borland non è un trattato di Materia Medica Omeopatica Pediatrica, ma è un riassunto molto sintetico dell’esperienza pratica di un grande Medico Omeopata che qui ha esposto alcune note tipologiche del bambino che possono risultare utili segni per l'individuazione del simile. Il valore di questo lavoro sta nell’insegnare a riconoscere un rimedio di cura in base alle caratteristiche globali (non solo patologiche, non solo tipologiche e neppure in base alle sole caratteristiche mentali) del Malato. L’Opera potrà essere di grande aiuto a colui che è cosciente di aver ancora bisogno di qualche consiglio per imparare a riconoscere il rimedio adatto per curare i Bambini. Borland, comunque, non può essere certamente disprezzato neppure da quelli più bravi, perché ciò che nasce da una lunga e acuta esperienza personale è sempre di grande valore per tutti!
Per fornire un servizio ulteriore al Lettore, il testo originale è stato arricchito di alcune tabelle riassuntive, di alcuni schemi di diagnosi differenziale e di un piccolo repertorio finale compilati non da Borland ma dall’Editore solo sulla base delle informazioni contenute nel libro: lo scopo è di facilitare l’immagazzinamento mnemonico dei dati e il ritrovamento del rimedio descritto nel testo.
Tempo fa, una Rivista italiana di Omeopatia ha pubblicato in tre numeri successivi una sintesi molto schematica di questo libro di Borland. Subito dopo l’uscita della I parte, alla Redazione della Rivista è giunta la critica di un Lettore che non accettava la scelta editoriale perché riteneva il libro di Borland non adeguato. In particolare, egli si espresse così:
“...vorrei far presente quanto segue:
1) La tipologia omeopatica è un’invenzione di alcuni vecchi eminenti Omeopati che statisticamente hanno redatto un quadro più o meno variopinto delle varie tipologie ... Quindi, non sono assolutamente dati attendibili, perché non si fondano su una precisa sperimentazione omeopatica e per di più non hanno alcun fondamento scientifico.
2) Le tipologie così come tali, sia dell’adulto che del bambino, sono quindi espressione di un puro e semplice aspetto fisiologico del soggetto e quindi non sono affatto patologia vera e propria. Perciò, noi che ci troviamo quotidianamente a contatto con le malattie, su che cosa siamo portati a prescrivere: sulla patologia o sulla fisiologia? ...”.
Conoscevo già da molto tempo ‘Children’s Types’ e non mi era estraneo neppure l’argomento della critica sollevata da questo Collega, ma sono certo che non si può rifiutare il lavoro di Borland considerandolo “assolutamente non attendibile” per il semplice motivo che è il frutto di molti anni di preziosa esperienza ambulatoriale e se dovessimo cancellare tutto il bagaglio di conoscenze omeopatiche che derivano dall’esperienza clinica, dovremmo assottigliare di molto non solo i due grandi repertori moderni Complete e Synthesis, ma anche lo stesso Kent’s Repertory che è profondamente inzuppato di dati totalmente clinici e quindi non derivanti dai provings (basti pensare a rubriche come ‘Eye, cancer’, ‘Stomach, cancer’, ‘Abdomen, cirrhosis’, ‘Generalities, apoplexy’, ecc. che non possono certamente rappresentare patologie scaturite dalle sperimentazioni in individui sani).
Alla luce di queste considerazioni, ben lontane da quelle espresse dal Collega suddetto nella sua critica agli articoli di Borland sulle tipologie omeopatiche, ho pensato allora di mettermi al lavoro e tradurre questo libretto per non lasciare sprovvisti gli Omeopati italiani di questo bagaglio culturale che, come ho detto, nasce da molti anni di esperienza clinica, di attenta osservazione e di studio personale.
Non bisogna scordare che il libro di Borland non vuole essere un trattato di Materia Medica pediatrica, perché se l’Autore avesse voluto fare qualcosa del genere nel suo libro avrebbe dovuto trattare un maggior numero di rimedi e non avrebbe potuto certamente dimenticare di fare qualche accenno a rimedi importanti come Apis, Belladonna, Nux vomica, ecc. che non solo non vengono sviluppati estesamente, ma non vengono neppure menzionati nelle diagnosi differenziali.
No, sono convinto che Borland voleva solo dipingere i tratti più salienti di alcuni tra i maggiori rimedi omeopatici lasciandosi guidare più dai ricordi della propria esperienza (come si intuisce chiaramente dalla lettura) che da uno schema logico predefinito. Anzi, dalle frequenti ripetizioni che si trovano nel testo, si è portati a dedurre che il medesimo sia quasi la trascrizione di una relazione orale più che il frutto di una ponderata scrittura. Comunque, qualunque sia l’origine e qualunque sia stato il motivo inducente, considero il lavoro di Borland molto valido, perché sintetizza e collega tra loro le caratteristiche più comuni di molti rimedi utili in pediatria.
Probabilmente, un Omeopata esperto non verrà molto arricchito da questa lettura (anche se una tale affermazione non è sempre vera dato che un Sapiente sa cogliere aspetti e particolari della Verità anche dalle espressioni di un bambino), ma credo che non ne possa negare il valore che deriva soprattutto dal puntualizzare che un rimedio deve essere somministrato per le caratteristiche globali (non solo patologiche, non solo tipologiche e neppure per le sole caratteristiche mentali) del Paziente, inserendo ogni segno e/o sintomo nel ‘tutto’ del soggetto.
Borland, quindi, come giustamente la Redazione della suddetta Rivista fa notare nella Sua risposta alla lettera del Collega-critico, vuole solo sottolineare “come certi rimedi possono esprimersi più frequentemente in Pazienti che presentano più di altri particolari caratteristiche tipiche del rimedio considerato”. Ma Borland, con questo suo lavoro, ci ripete anche quanto lo stesso Hahnemann ha in vari modi sottolineato quando scriveva che “il Paziente grida il suo rimedio” e cioè che le caratteristiche essenziali di ogni simillimum si ottengono anche dall’osservazione e dall’ascolto del linguaggio spontaneo del Paziente, oltre che dall’interrogatorio. Infatti, fin dalle prime pagine dell’Organon, Hahnemann dice che:
“Quando si tratta di effettuare una guarigione, il Medico deve servirsi di tutti i mezzi possibili a sua disposizione ... [e in modo particolare] deve tener conto:
- della costituzione fisica del Malato (soprattutto nelle affezioni croniche),
- del suo carattere morale e intellettuale,
- delle sue attività,
- del suo tipo di vita,
- delle sue abitudini,
- della sua situazione sociale,
- dei suoi rapporti con i familiari,
- della sua età,
- della sua vita sessuale, ecc.” (Organon, 5).
Cioè, deve saper riconoscere “le perturbazioni del corpo e dell’anima che sono percepibili dai sensi” (Organon, 6).
Quindi, è palese che fa proprio parte della ‘malattia’, intesa nella sua più grande completezza, anche la parte tipologica della persona, unitamente a tutto il resto e senza tralasciare o sottovalutare o escludere alcunché.
Detto questo, credo che il Lettore ora si trovi nella condizione migliore per leggere e apprezzare questo lavoro di Borland che, lo ripeto, vuole richiamare alla mente dell’Omeopata alcune note tipologiche del bambino che possono essere utili segni per l’individuazione del suo simile.
Allo scopo di aiutare il Lettore in questa direzione, ho pensato di aggiungere al testo originale di Borland alcune tabelle riassuntive e un piccolo repertorio finale. Attenzione, ripeto il concetto: le tabelle e il repertorio NON sono di Borland, ma sono state compilate dal sottoscritto solo sulle informazioni desunte dal testo allo scopo di facilitare l’immagazzinamento mnemonico dei dati (con le tabelle) e di facilitare il ritrovamento del rimedio suggerito da Borland a partire dai dati esposti (con il piccolo repertorio). Anche qui è palese che, non essendo questo un trattato di Materia Medica omeopatica pediatrica, sia le tabelle riassuntive delle caratteristiche dei rimedi, sia le diagnosi differenziali tra i vari rimedi, sia il repertorio finale sono schemi TOTALMENTE INCOMPLETI e non possono pertanto essere utilizzati da soli. Chiedo quindi al Lettore di accontentarsi dei dati riportati dalle tabelle e dal repertorio finale considerandoli solo una sintesi del messaggio trasmesso da Borland con questo libretto e nulla di più.
Allo scopo di cercare di tranquillizzare coloro che vedono con molta diffidenza ogni traduzione perché temono venga alterato il contenuto originale dell’Opera, desidero precisare che, ovviamente, ogni traduzione (e quindi anche questa) può essere migliorata, ma assicuro il Lettore che ho speso molti mesi per perfezionarla e che ogni parola è stata attentamente ricontrollata alla luce dei suoi sinonimi e dei suoi vari significati sia inglesi che italiani: quando faccio un lavoro di traduzione che obbligatoriamente è destinato a rimanere nella storia dell’Omeopatia italiana , non bado a spese di denaro o di tempo e mi sforzo di fare il possibile per commettere il minor numero di errori. Lo scopo della Salus Infirmorum, infatti, è quello di aiutare lo sviluppo di una vera Omeopatia Italiana.
Poco sopra ho detto che questo lavoro di Borland potrebbe non essere di grande aiuto agli Omeopati esperti, e ciò è probabilmente vero, ma sono certo che potrà essere di grande aiuto ad un giovane Omeopata, a colui cioè che ha ancora alcune difficoltà nell’inquadrare un bambino e che ha bisogno di qualche suggerimento per imparare a destreggiarsi da solo e intraprendere poi studi più approfonditi, sicuramente più difficili ma anche molto più importanti come quelli proposti dal già citato testo di Sankaran.
Borland, pertanto, può essere utile agli Omeopati dei primi passi, ma non può essere certamente disprezzato neppure da quelli più bravi: nulla di ciò che nasce da una lunga e acuta esperienza personale è senza valore!
Ringrazio comunque il Signore che mi ha dato la possibilità di realizzare quest’opera, che a Lui affido affinché la benedica e le dia modo di contribuire, pur nel suo piccolo, all’esito finale della grande guerra che l’Uomo combatte contro la sua malattia, che è una delle espressioni del Male.
Padova, 25 marzo 1997
Dr. Roberto Gava
Una comune tipologia costituzionale pediatrica è Calcarea, normalmente Calcarea carbonica, ma qualche volta Calcarea phosphorica o Calcarea silicata possono essere più adatte al caso individuale. Questo conduce alla considerazione di Phosphorus e Silicea. È utile conoscere le straordinarie caratteristiche di questi rimedi e di quelli che seguono.Unitamente alla tipologia Silicea, vanno considerate anche Sanicula e Aethusa cynapium. Anche se è un po’ più lontana dalla tipologia strettamente Calcarea carbonica, esiste la possibilità di considerare Lycopodium, proseguendo dal quale si può giungere a Causticum.Abbastanza lontano da Causticum, è sempre saggio considerare la somministrazione di una dose di Tuberculinum quando si stanno trattando bambini del primo gruppo.
Nel secondo gruppo, quello di Baryta carbonica, il rimedio successivo da considerare è Borax, che corrisponde ad un bambino simile, con simili indicazioni. Borax conduce poi a Natrum muriaticum che, a sua volta, fa sorgere la possibilità di Sepia.
Da Sepia si giunge ai rimedi della “depressione”, e deve essere considerato uno dei sali d’oro: o Aurum metallicum o Aurum muriaticum. Quando ci si occupa di una mentalità o di un carattere pigro, c’è sempre la possibilità che possa rendersi necessario Carbo vegetabilis.
Il terzo gruppo, Graphites, porta alla considerazione di Capsicum e, indipendentemente dal tipo di condizione cutanea, deve essere considerata la possibilità di Psorinum. Invece, quando si trattano bambini nei quali sono presenti condizioni cutanee ben precise, si dovrebbe pensare ad Antimonium crudum e, sebbene non corrisponda esattamente all’immagine Graphites, Petroleum dovrebbe sempre essere ricordato come un’altra possibilità.
Anche nel quarto gruppo, quello di Pulsatilla, si ritrova un certo numero di possibili rimedi. Dopo Pulsatilla, la prima possibilità è Kali sulphuricum e, come in ogni preparato sulfurico, è necessario considerare se il caso può essere un Sulphur.
Quando la mentalità è molto simile a quella di Pulsatilla, si deve considerare Thuja e quando si pensa al gruppo Pulsatilla/Thuja si arriva a Silicea.
Alternativamente, Silicea suggerisce sempre la possibilità di Fluoricum acidum. Se si trattano pazienti calorosi, bisogna pensare a Bromium e Iodium. Da Iodium, che è emaciato e affamato, si passa a considerare Abrotanum.
Nel quinto gruppo, l’ultimo, ci sono i rimedi “nervosi”, con Arsenicum album che, con tutti i suoi terrori, sta a capo della lista. Le paure suggeriscono anche Stramonium, quindi si arriva al tipo con ipersensibilità nervosa che fa venire in mente Chamomilla e poi Cina, che è un po’ più violenta. Lo strano disturbo digestivo di Cina conduce a Magnesia carbonica.
Ritornando alla tipologia strettamente nervosa, si considera la possibilità di Ignatia, e con questo tipo nervoso, irrequieto e agitato c’è sempre la possibilità che si renda necessario Zincum metallicum.
Tutto questo è un breve sguardo dei vari gruppi che verranno ora considerati in maggior dettaglio.