Approccio Metodologico all'Omeopatia

Un Farmacologo risponde a 400 domande sull’Omeopatia spiegando come quando e perché rivolgersi a questa tecnica terapeutica

 
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Prima di esprimere un giudizio sull'Omeopatia,
prima di decidere di intraprendere questa terapia,
prima di dire che l'Omeopatia non cura,
prima di porre domande a persone che potrebbero non saper rispondere,
prima di dire che si sa già tutto dell'Omeopatia,
prima di credere di saper impostare il miglior trattamento omeopatico,
perché non leggere questo libro?

 

Un Farmacologo risponde a 400 domande sull'Omeopatia spiegando come quando e perché rivolgersi a questa tecnica terapeutica e in quale modo risolvere tanti quesiti che possono sorgere durante la terapia

Questo libro è stato stampato con il sistema bimodale in modo da poter risultare utile sia per i Medici che desiderano conoscere l'Omeopatia o approfondire alcune caratteristiche della metodologia Unicista, sia per coloro che si curano con l'Omeopatia e desiderano sapere qualcosa di più per poter aiutare il proprio Medico a trovare il rimedio adatto o per poter risolvere eventuali problemi che possono insorgere durante la cura.

L'Autore, inoltre, spiega come prepararsi alla visita dall'Omeopata, come distinguere i vari tipi di approcci omeopatici, come risparmiare con l'Omeopatia e addirittura come prepararsi i rimedi in casa.

Dato che per capire e sfruttare correttamente l'Omeopatia bisogna prima conoscere l'Uomo, la prima parte del libro fornisce delle informazioni sulla nostra persona, sulla malattia e sui più comuni tipi di trattamento medico analizzandone i principali pregi e difetti e spiegando pure cosa c'è alla base della vecchia diatriba esistente tra Omeopatia e Farmacoterapia.

La parte più importante del libro, comunque, è quella finale, ove viene trattata la grande problematica della scelta del rimedio e della dinamizzazione; il modo in cui si può valutare se il rimedio è un simillimum, un semplice similare o addirittura un sintomatico-palliativo; il significato dell'aggravamento omeopatico e in particolare quando questo deve essere interpretato positivamente (come attivazione del processo di guarigione) o negativamente (come effetto patogenetico del rimedio stesso).


Approccio Metodologico all'Omeopatia  Roberto Gava   Salus Infirmorum
 
Approccio Metodologico all'Omeopatia
Un Farmacologo risponde a 400 domande sull’Omeopatia spiegando come quando e perché rivolgersi a questa tecnica terapeutica

Roberto Gava



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Introduzione
Prefazione alla seconda edizione


- A - GENERALITA’ SULL’UOMO  E SULLA SUA MALATTIA
A.1 - Chi è l’Uomo?
A.2 - Qual è il significato pratico di questa definizione?
A.3 - In conseguenza di ciò, come ci si dovrebbe accostare all’Uomo?
A.4 - Cosa sono la salute e la malattia?
A.5 - La malattia ha un senso?
A.6 - Se i sintomi di uno stato patologico hanno un senso, quale potrebbe essere?
A.7 - Ciò significa che bisogna cercare il significato recondito della malattia?
A.8 - Allora il sintomo va rispettato?
A.9 - Quindi, il sintomo avrebbe, in fin dei conti, una finalità positiva?
A.10 - E quando ci poniamo questa domanda, a quali risposte potremmo giungere?
A.11 - Quali sono le cause più comuni e quindi più facilmente diagnosticabili?
A.12 - Quali sono le cause più profonde delle malattie?
A.13 - Vista sotto quest’ottica, la malattia diventa una ‘scuola di vita’?
A.14 - Qual è, pertanto, l’approccio migliore alla malattia?
A.15 - Si può avere qualche traccia di schematizzazione valida per tutti?
A.16 - In questo contesto, qual è il compito di ogni uomo e di ogni Medico?
A.17 - Un Medico così è difficile da trovare.
A.18 - Quali sono i fattori che favoriscono la salute?
A.19 - Quali sono i fattori che favoriscono la malattia?
A.20 - Come agiscono i fattori favorenti la malattia?
A.21 - Si è parlato di interferenze elettromagnetiche, ci sono patologie che hanno la loro origine a tale livello?
A.22 - Allora, la terapia dovrebbe agire anche a livello del campo elettromagnetico?
A.23 - Gli attuali trattamenti medici sono in grado di ripristinare questo equilibrio?
A.24 - Ciò significa che non c’è alcun trattamento profondamente efficace?
A.25 - L’Omeopatia svolgerebbe pertanto un’azione terapeutica eziologica profonda?

- B - IMPOSTAZIONE ATTUALE DELL’APPROCCIO MEDICO TRADIZIONALE
B.1 - Quali sono i limiti dell’attuale approccio clinico-terapeutico?
B.2 - Perché siamo giunti a questa situazione?
B.3 - È possibile spiegare meglio questi concetti?
B.4 - E per quanto riguarda quello che l’Approccio Medico Tradizionale pensa circa ‘l’entità-malattia’?
B.5 - È stato detto che un limite dell’attuale approccio clinico-terapeutico è la ‘frammentazione’ dell’Uomo, ma perché dobbiamo fare attenzione ai trattamenti ultra-specialistici?
B.6 - Infatti, abbiamo bisogno che la Ricerca Scientifica continui, altrimenti il progresso si fermerebbe.
B.7 - Qual è, allora, il pericolo che ci giunge dalla Ricerca ultra-specialistica?
B.8 - Perché oggi la Medicina è in crisi?
B.9 - Quindi, la disponibilità di potenti mezzi farmacologici tende a scoraggiare un approfondimento della sintomatologia e pertanto anche della malattia del Paziente?
B.10 - Cosa si può fare, allora, per non cadere nello svilimento Medico?
B.11 - Da quanto si è detto, emerge che l’Omeopatia è una tecnica terapeutica completamente diversa dall’Allopatia.
B.12 - Pertanto, l’Omeopatia riesce a curare anche il Paziente che dice di star male nonostante sia considerato sano dall’Allopatia perché ha degli esami strumentali perfetti?
B.13 - Anche il Medico Allopata, però, presta attenzione ai sintomi del Paziente.
B.14 - Allora, fino a che punto l’attuale impostazione scientifica medica può aiutarci a scegliere la terapia più adatta?
B.15 - Cosa diceva Claude Bernard a proposito del metodo scientifico basato sulle medie statistiche?
B.16 - Ciò significa che l’attuale impostazione scientifica non ci può aiutare?
B.17 - Fino a che punto possiamo fidarci della Scienza Medica?
B.18 - La Scienza Medica può sbagliare?
B.19 - In conclusione, per una corretta scelta dei trattamenti medici si possono dare alcuni consigli?

- C - ABBIAMO BISOGNO DI UNA NUOVA MEDICINA
C.1 - In questi ultimi decenni le patologie sono cambiate?
C.2 - Cosa fare allora per guarire questa Umanità che pare profondamente malata e come evitare che lo squilibrio interiore si ripercuota sul corpo con le somatizzazioni che tutti noi ben conosciamo?
C.3 - Cosa significa reimpostare la Medicina attuale?
C.4 - Stiamo, cioè, affrontando le patologie croniche nello stesso modo con cui affrontiamo le patologie acute gravi?
C.5 - Se stiamo affrontando in modo terapeuticamente errato le patologie croniche, significa forse che le patologie dovrebbero essere classificate in un modo nuovo?
C.6 - Per questi singoli gruppi patologici, quali sono i trattamenti che più comunemente dovrebbero essere attuati?
C.7 - E per le patologie fisiche acquisite acute?
C.8 - E per le patologie fisiche acquisite croniche?
C.9 - Perché non è bene basare un trattamento solo sui farmaci?
C.10 - Ma se il Medico non sa fare di più e il Paziente soffre molto, come ci si deve comportare?
C.11 - Qual è allora il fine ultimo del Medico?
C.12 - Pertanto, se ho ben capito, i farmaci chimici sono di ostacolo al processo di guarigione dell’organismo.
C.13 - Si può fare un esempio?
C.14 - Cosa si dovrebbe fare allora?
C.15 - Qual è la definizione di farmaco?
C.16 - Cos’è un medicamento o un rimedio?
C.17 - Cos’è una terapia?
C.18 - Fino a che punto ci si può curare senza l’aiuto del Medico?
C.19 - Sta nascendo una nuova Medicina?
C.20 - Impostando la Medicina in questo modo, mi pare di capire che il Medico ha una grande responsabilità.

- D - MEDICINA PREVENTIVA
D.1 - Non abbiamo ancora parlato di prevenzione delle patologie: cosa si può dire a questo proposito?
D.2 - La predisposizione ad ammalarsi è insita in tutte le persone?
D.3 - Quindi, nel momento della nascita siamo dotati anche di una tendenza ereditaria ad ammalarci?
D.4 - Ciò significa che se un bambino riceve dai genitori la predisposizione al diabete, si ammalerà di diabete?
D.5 - Si può fare un esempio concreto di ‘punto debole’?
D.6 - In tali casi cosa si può fare?
D.7 - Non si può fare di più?
D.8 - Quindi, tutti abbiamo in forma latente varie probabilità di ammalarci, ma tutti possiamo evitare di cadere in esse?
D.9 - Quali sono i consigli preventivi più importanti?
D.10 - Cosa si può concretamente fare?
D.11 - L’Omeopatia, quindi, agisce bene a livello preventivo?
D.12 - La Farmacoterapia, invece, non svolge un’azione preventiva?
D.13 - Si è parlato dei vaccini: questi fanno bene o male?
D.14 - Ciò, però, implica l’attuazione di una Medicina Preventiva personalizzata e non sempre questo è possibile su larga scala.
D.15 - A proposito della prevenzione pre-natale, cosa si può dire?
D.16 - Anche un modo di pensare negativo incide sulla salute?
D.17 - È una domanda un po’ provocatoria e che apre la strada a molte altre domande.

- E - ANCORA PREVENZIONE:  il pro e il contro sui vaccini
E.1 - Cosa dice l’Omeopatia dei vaccini?
E.2 - Mi pare, però, che sia un dato certo che, grazie alle campagne di vaccinazione di massa, molte patologie infettive sono scomparse.
E.3 - I vaccini sono efficaci?
E.4 - I vaccini sono completamente sicuri?
E.5 - Quali sono i danni causati a breve termine dai vaccini?
E.6 - E i danni causati a lungo termine dai vaccini?
E.7 - È possibile schematizzare i principali danni da vaccini che si manifestano a lungo termine?
E.8 - Si può ipotizzare che nel campo dei vaccini ci sia nel nostro Paese una cattiva informazione?
E.9 - Come si spiegano queste differenze di informazione tra Sanità italiana e americana?
E.10 - Nel nostro Paese, allora, c’è bisogno di sensibilizzare i genitori su questi aspetti tutt’altro che secondari.
E.11 - Esistono analisi cliniche che potrebbero dimostrare un’intolleranza al vaccino?
E.12 - Quali tipi di vaccini esistono?
E.13 - Si può avere qualche informazione molto succinta sulle singole vaccinazioni, con un particolare riguardo ai loro danni?
E.14 - Concretamente, il vaccino antiepatite B è servito a qualcuno?
E.15 - Quindi, il rapporto rischio/beneficio della vaccinazione antiepatite B è elevato.
E.16- E per quanto riguarda le vaccinazioni facoltative?
E.17 - Sono disponibili anche combinazioni di vaccini?
E.18 - La sommministrazione contemporanea di più vaccini è pericolosa?
E.19 - È possibile richiedere una vaccinazione per volta?
E.20 - Che percentuali di protezione offrono questi vaccini?
E.21 - Si sa quanto dura l’immunità che l’organismo acquisisce con il vaccino?
E.22 - Si è parlato di presenza in alcuni vaccini di metalli tossici: si possono dare dati più precisi?
E.23 - Ma quanto mercurio assume un bambino sottoposto alle vaccinazioni d’obbligo?
E.24 - Ma, più specificatamente, quali sono i danni da mercurio?
E.25 - Parliamo allora anche dei danni da alluminio?
E.26 - Esistono in Italia vaccini senza mercurio?
E.27 - Oltre a mercurio e alluminio, ci possono essere altre sostanze tossiche nei vaccini?
E.28 - Perché queste informazioni non vengono diffuse?
E.29 - Si dice che se si abbassano le coperture vaccinali (e si indica un livello minimo del 95%), anche in assenza di altre variabili, ritorneranno le epidemie del passato.
E.30 - Si può fare qualche considerazione conclusiva su questi dati?
E.31 - E allora, cosa si può proporre?
E.32 - Cosa fanno gli altri Paesi?
E.33 - Quali sono le vaccinazioni obbligatorie e quali le facoltative del nostro Paese?
E.34 - Cosa possono fare i genitori che non vogliono vaccinare il proprio figlio?
E.35 - E se i genitori si rifiutano categoricamente di vaccinare il figlio, cosa può fare il Tribunale dei Minorenni?
E.36 - Si possono sospendere le vaccinazioni dopo che sono state iniziate?
E.37 - Ci sono vaccinazioni obbligatorie per l’adulto?
E.38 - Ci sono anche vaccinazioni raccomandate per gli adulti?
E.39 - Alla luce di queste considerazioni, qual è il consiglio di un Farmacologo aperto ad un approccio terapeutico personalizzato?
E.40 - Lei consiglia di ritardare le vaccinazioni spostando l’inizio verso la fine del 1° anno di vita. Può spiegare meglio il motivo di ciò?
E.41 - In fin dei conti, crede che le vaccinazioni siano utili o no per il bambino d’oggi?
E.42 - Qual è allora il suo consiglio di Medico e di padre di famiglia?
E.43 - Quali sono le controindicazioni alle vaccinazioni che vengono accettate dai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica delle ULSS?
E.44 - Quali sono invece le condizioni patologiche che i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica delle ULSS non considerano vere controindicazioni?
E.45 - Dato che il problema della vaccinazione è molto dibattuto, cosa si potrebbe consigliare ai Medici che devono rispondere ai quesiti dei genitori?
E.46 - Ci sono alternative omeopatiche ai vaccini tradizionali?

- F - SCELTA DEL TRATTAMENTO PIU’ APPROPRIATO
F.1 - Quanti tipi di terapia esistono?
F.2 - Se dovessimo dividere le terapie mediche in due gruppi, la terapia farmacologica e l’approccio naturale, quali differenze noteremmo tra essi?
F.3 - Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della terapia farmacologica in relazione alla terapia omeopatica unicista?
F.4 - Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della terapia omeopatica unicista?
F.5 - La terapia omeopatica unicista agisce anche nelle patologie gravi?
F.6 - Che differenza c’è tra le terapie naturali e quella omeopatica unicista?
F.7 - Come si può scegliere tra tutti i ‘pro’ e i ‘contro’ di ogni trattamento?
F.8 - Quindi, riassumendo, in quali casi è consigliabile ricorrere alla terapia farmacologica?
F.9 - In quali casi è consigliabile ricorrere alla terapia chirurgica?
F.10 - In quali casi, infine, è consigliabile ricorrere alla terapia omeopatica unicista?

- G - GENERALITA’ SULL’OMEOPATIA
G.1 - Si può avere qualche breve informazione storica sulla nascita dell’Omeopatia?
G.2 - Cos’è esattamente l’Omeopatia?
G.3 - In cosa consiste il trattamento omeopatico?
G.4 - Dato che questo concetto della legge di similitudine potrebbe non essere a tutti molto chiaro, si può spiegarlo in un altro modo?
G.5 - È stato detto che una sostanza produce dei sintomi se viene somministrata in un organismo sano e sensibile. Che tipo di sensibilità è richiesta?
G.6 - Si può fare un piccolo esempio di una sperimentazione omeopatica?
G.7 - A cosa servono i sintomi che si ottengono con la sperimentazione?
G.8 - Dopo aver scoperto che un rimedio ha provocato certi sintomi, cosa si fa?
G.9 - Si può fare un esempio pratico di similitudine sintomatologica?
G.10 - Non capita mai che sia difficile distinguere i sintomi che sono stati causati, e quindi che sono curabili da un rimedio, da quelli curabili da un altro?
G.11 - Se la Materia Medica omeopatica è il libro che raccoglie tutti i disturbi che un rimedio può guarire, allora, leggendola, non dovrebbe essere difficile trovare il rimedio adatto alla singola persona.
G.12 - E allora, come si comporta il Medico Omeopata?
G.13 - I singoli sintomi organici locali della patologia non hanno valore?
G.14 - Si può fare un esempio concreto?
G.15 - Cosa succede se un Medico prescrive solo sulle caratteristiche della patologia organica e tralascia di individualizzare la sintomatologia?
G.16 - Allora, il Medico omeopata deve essere molto bravo.
G.17 - Oltre ai libri di ‘Materia Medica’ mi pare che gli Omeopati usino anche dei testi chiamati ‘Repertori’. Cosa sono?
G.18 - Ciò significa che l’Omeopatia è rimasta ferma a cento anni fa?
G.19 - Cos’è la Legge di Guarigione?
G.20 - A cosa può essere paragonata una persona in salute?
G.21 - Quando una malattia diventa incurabile?
G.22 - In Omeopatia si parla di Miasmi o di Diatesi: cosa sono?
G.23 - Cosa si può dire del primo miasma, quello psorico, che è ritenuto anche uno ‘stato di debolezza’?
G.24 - Cos’è la sicosi, che è ritenuta anche uno ‘stato di ipertrofia’?
G.25 - Cos’è la lue, che è ritenuta anche uno ‘stato di distruzione’?
G.26 - Al giorno d’oggi, però, mi pare che non tutti accolgano questo tipo di classificazione miasmatica.
G.27 - Che significato ha questa nuova classificazione masiana dei miasmi?
G.28 - Poco prima abbiamo parlato di simillimum: cos’è?
G.29 - Come fa ad agire il rimedio omeopatico?
G.30 - Ciò significa che ogni persona ha la sua frequenza elettromagnetica di emissione?
G.31 - Come fa l’energia a ‘guidare’ la materia verso il suo riequilibrio?
G.32 - Allora il rimedio omeopatico agisce aiutando la ‘forza vitale’ della persona?

- H - IL VALORE DELL’OMEOPATIA E IL SUO RIFIUTO DA PARTE DELL’APPROCCIO MEDICO TRADIZIONALE
H.1 - Che valore può avere oggi una tecnica terapeutica di 200 anni?
H.2 - Qual è il vantaggio offerto dalla tecnica omeopatica?
H.3 - Molti sostengono che i rimedi omeopatici sono paragonabili all’acqua fresca e che pertanto agiscono solo come un placebo.
H.4 - Eppure, oggi ci sono molti Professori universitari che si esprimono negativamente nei confronti dell’Omeopatia.
H.5 - Tra Medicina Omeopatia e Medicina Convenzionale esistono allora grandi tensioni?
H.6 - Non è veramente possibile una convivenza tra queste due tecniche terapeutiche?
H.7 – Sì, ma non capisco perché non si riesca a dialogare tra Specialisti di queste diverse tecniche terapeutiche.
H.8 - Mi pare, però, che da quei confronti che sono stati fatti sia emerso che l’Omeopatia è efficace.
H.9 - Prima è stato detto che l’Omeopatia viene rifiutata a priori. Perché?
H.10 - L’attuale ricerca scientifica sui rimedi omeopatici ha dato qualche risultato?
H.11 - E per quanto riguarda gli studi in laboratorio?
H.12 - Fino a quali diluizioni giungono i prodotti omeopatici?
H.13 - Esistono dimostrazioni scientifiche che in queste diluizioni c’è traccia del soluto iniziale?
H.14 - Che prove ci sono?
H.15 - Si può dire qualcosa di più specifico sull’efficacia delle alte diluizioni omeopatiche?
H.16 - Cosa si può dire sulla natura fisica dei fenomeni omeopatici che caratterizzano le alte diluizioni?
H.17 - Allora, un rimedio omeopatico molto diluito non perde la sua efficacia?
H.18 - Nel resto del mondo come ci si comporta nei confronti dell’Omeopatia?
H.19 - Quindi, vale anche il proverbio «Se sono rose fioriranno»?
H.20 - Che messaggio finale si può lasciare a tale proposito?

- I - TIPI DIVERSI DI APPROCCIO OMEOPATICO
I.1 - Qual è l’essenza del metodo omeopatico hahnemanniano?
I.2 - Quanti tipi di Omeopatia esistono?
I.3 - Nelle pagine precedenti si è parlato di Omeopatia ‘Unicista’: esiste allora qualche altra classificazione del trattamento omeopatico?
I.4 - Di tutte queste tecniche omeopatiche, qual è la migliore?
I.5 - L’Omeopatia Unicista, quindi, è la tecnica più valida?
I.6 - Queste tre tecniche terapeutiche omeopatiche danno effetti clinici diversi?
I.7 - Quindi, non c’è una tecnica migliore delle altre?
I.8 - Con i complessi omeopatici non si trova il simillimum?
I.9 - Quali sono i rischi che corrono gli Omeopati Complessisti?
I.10 - Quali sono i rischi che corrono gli Omeopati Pluralisti?
I.11 - C’è qualche consiglio utile per i Farmacisti?

- L - CARATTERISTICHE E PREPARAZIONI DEI RIMEDI OMEOPATICI
L.1 - Quanti sono i rimedi omeopatici?
L.2 - Perché alcuni rimedi omeopatici vengono chiamati policresti?
L.3 - Un rimedio omeopatico è un farmaco?
L.4 - Come si fa a riconoscere un rimedio omeopatico?
L.5 - I rimedi omeopatici sono solo quelli venduti sotto forma dei famosi granellini?
L.6 - Allora i rimedi omeopatici vengono prevalentemente commercializzati sotto forma di grani e di gocce?
L.7 - Quali sono le forme farmaceutiche dei rimedi omeopatici commercializzati?
L.8 - Tra tutte queste forme farmaceutiche, qual è la migliore per mantenere e trasmettere la frequenza elettromagnetica?
L.9 - Perché le confezioni dei rimedi omeopatici non contengono un foglietto illustrativo o una composizione?
L.10 - Perché i rimedi omeopatici hanno un nome seguito da una sigla?
L.11 - Come si prepara un rimedio omeopatico secondo il metodo centesimale hahnemanniano?
L.12 - Come si fa a preparare un rimedio omeopatico con il metodo decimale?
L.13 - Come si fa a preparare un rimedio omeopatico con il metodo di Korsakoff?
L.14 - Come si prepara un rimedio con il metodo del flusso continuo?
L.15 - E la preparazione con il metodo cinquantamillesimale?
L.16 - Quali sono le dinamizzazioni disponibili nel commercio italiano?
L.17 - Nel nostro Paese esistono controlli governativi che garantiscano l’esattezza di queste preparazioni?
L.18 - Parlando del modo con cui si preparano i rimedi omeopatici, si è sempre parlato di una soluzione idroalcolica: come è formata?
L.19 - Che differenza c’è tra diluizione e dinamizzazione?
L.20 - Qual è il modo migliore per agitare il flacone della soluzione omeopatica?
L.21 - È possibile confrontare tra loro i diversi metodi di preparazione dei rimedi omeopatici?
L.22 - Che differenza c’è tra le dinamizzazioni omeopatiche maggiori e quelle minori?
L.23 - Da cosa dipende, pertanto, la potenza di una dinamizzazione?
L.24 - Dato che la potenza teorica dipende dalle succussioni che la soluzione riceve, cosa accade durante questo processo?

- M - INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI  DELLA TERAPIA OMEOPATICA
M.1 - In quali patologie può essere indicata una terapia omeopatica?
M.2 - Quando la terapia omeopatica è in grado di svolgere pienamente la sua efficacia terapeutica?
M.3 - Ha senso sottoporre a cura omeopatica un individuo con patologia sicuramente mortale?
M.4 - Allora, la terapia omeopatica non ha limiti?
M.5 - Quindi, gli Omeopati dovrebbero studiare di più?
M.6 - Quali sono le controindicazioni della terapia omeopatica?
M.7 - In quali casi è ragionevole non iniziare con un trattamento omeopatico?
M.8 - Quindi, è possibile passare dall’Omeopatia all’Allopatia?
M.9 - E il passaggio dall’Allopatia all’Omeopatia?
M.10 - Quali sono gli effetti collaterali della terapia omeopatica?
M.11 - Si può assumere una cura omeopatica durante la gravidanza?
M.12 - Il trattamento omeopatico durante la gravidanza può prevenire o curare anche le malattie genetiche ereditarie?
M.13 - Allora, non si possono prevenire patologie congenite come la sindrome di Down o simili?
M.14 - Se queste ipotesi fossero vere, persone trattate fin dall’infanzia con l’Omeopatia potrebbero avere in futuro dei vantaggi concreti?

- N - ACCORGIMENTI PRATICI DURANTE LA TERAPIA OMEOPATICA
N.1 - Che precauzioni bisogna prendere quando si fa una terapia omeopatica?
N.2 - Alcuni dicono di non usare certe sostanze, certi odori o sapori forti durante il trattamento omeopatico. È un accorgimento valido?
N.3 - Se il rimedio omeopatico non viene assunto a digiuno, non svolge alcuna azione?
N.4 - Quali sono i modi con cui il prodotto omeopatico viene disattivato?
N.5 - Ci sono delle condizioni che aumentano la potenza del prodotto omeopatico?
N.6 - Dato che le soluzioni omeopatiche sono alcoliche, cosa possono fare coloro che non dovrebbero assumere alcool?
N.7 - Dato che i grani sono di lattosio, cosa può fare uno che è allergico a questo zucchero?
N.8 - I rimedi omeopatici hanno una scadenza?
N.9 - Oltre a quelli cià detti, ci sono altri accorgimenti per conservare il più a lungo possibile un rimedio omeopatico?
N.10 - Ci sono degli orari per assumere i prodotti omeopatici?
N.11 - Il rimedio omeopatico può essere assunto durante il flusso mestruale?
N.12 - L’assunzione della pillola estro-progestinica interferisce con il trattamento omeopatico?
N.13 - Non capisco perché la pillola estro-progestinica interferisca con l’equilibrio fisiologico della persona.

- O - RISPARMIARE CON L’OMEOPATIA
O.1 - La terapia omeopatica è costosa?
O.2 - Oltre al costo unitario di un tubetto, per il calcolo della spesa globale non bisognerebbe considerare anche quanti tubetti vengono prescritti per una cura?
O.3 - Anche sotto il profilo economico, quindi, la migliore è ancora una volta l’Omeopatia Unicista.
O.4 - Si possono dare dei consigli pratici per risparmiare con l’Omeopatia?
O.5 - Bisogna avere qualche precauzione particolare per preparare in casa queste soluzioni omeopatiche?
O.6 - Allora, questa maggior diluizione del rimedio iniziale non è svantaggiosa?
O.7 - E se il rimedio iniziale non è un unitario?
O.8 - Dove si acquista o come si prepara la soluzione idroalcolica?
O.9 - La soluzione idroalcolica al 10% per quanto tempo può essere conservata?
O.10 - E se la soluzione evapora completamente?
O.11 - Fin qui è stato spiegato come preparare in casa una soluzione omeopatica partendo da un prodotto liquido. Ma come deve fare una persona che ha il prodotto in grani?
O.12 - Ritornando ai consigli per risparmiare con l’Omeopatia, si può aggiungere altro?
O.13 - Qual è allora la posologia più corretta?
O.14 - Ci sono altri consigli che possono far risparmiare il Paziente in terapia omeopatica?
O.15 - E allora?

- P - LA PRIMA VISITA OMEOPATICA
P.1 - Come si svolge una visita omeopatica?
P.2 - Allora, i tre tipi di approcci sono molto diversi tra loro?
P.3 - Un Omeopata Unicista potrebbe dare terapie telefoniche?
P.4 - Come si dovrebbe comportare, allora, un Unicista al quale viene richiesto un consiglio telefonico?
P.5 - Durante la visita omeopatica Unicista, il Medico deve seguire delle tecniche particolari?
P.6 - Ci sono, comunque, delle linee-guida generali per una visita omeopatica Unicista?
P.7 - L’Omeopata, di solito, richiede esami ematochimici o strumentali?
P.8 - Quali sono i sintomi e i segni che il Medico Omeopata ricerca con particolare attenzione?
P.9 - Mi pare che il lavoro dell’Omeopata sia molto simile a quello di un Ritrattista.
P.10 - Quindi, all’Omeopata servono sintomi molto personali o magari un po’ strani?
P.11 - Cosa sono le ‘modalità’ dei sintomi?
P.12 - I sintomi del Malato devono essere catalogati in qualche modo gerarchico?
P.13 - Si può fare qualche esempio concreto sui sintomi che devono essere raccolti dal Medico?
P.14 - Esaminiamo a fondo un gruppo per volta e iniziamo dai sintomi mentali: quali bisogna raccogliere?
P.15 - Per quanto riguarda i sintomi generali: quali bisogna raccogliere?
P.16 - Per quanto riguarda i sintomi locali: quali bisogna raccogliere?
P.17 - E gli antecedenti familiari, che importanza possono avere sulla scelta del trattamento omeopatico?
P.18 - Se l’Omeopata studia il Paziente in questo modo, ottiene sicuramente molte più informazioni di quelle ottenute da un Medico tradizionale.
P.19 - Nella raccolta dei sintomi, il Medico deve avere delle precauzioni particolari?
P.20 - Avendo capito che all’Omeopata servono informazioni molto più accurate e precise di quelle che servono ad un Medico che segue il trattamento tradizionale, mi chiedo come si riesca a curare efficacemente i bambini piccoli o gli animali che non parlano.
P.21 - Ma, in pratica, come fa il Medico a scoprire le modalità dei sintomi di un piccolo Paziente?
P.22 - Quindi, è molto importante che anche i genitori imparino ad osservare i loro bambini.
P.23 - Questi consigli valgono prevalentemente per i bambini con patologie acute, ma nelle croniche come si fa?
P.24 - In ogni caso, credo che il trattamento omeopatico del neonato sia molto difficile.
P.25 - Dopo la raccolta della sintomatologia e la sua gerarchizzazione, qual è il passo successivo che il Medico deve compiere durante la prima visita?

- Q - PREPARAZIONE DEL PAZIENTE  ALLA PRIMA VISITA OMEOPATICA
Q.1 - Alla luce di quanto è stato detto, pare ovvio che il Paziente si debba preparare un pochino prima di recarsi da un Medico Omeopata.
Q.2 - Possiamo riassumere i concetti generali in modo da spiegare al Paziente su cosa deve incentrare la sua attenzione in questa preparazione?
Q.3 - Allo scopo di facilitare il compito del Medico, il Paziente deve avere qualche precauzione?
Q.4 - Dato che parlare di se stessi è molto difficile e forse non sono neppure tutti capaci di farlo, l’Omeopata potrebbe trovarsi nell’incapacità di impostare una terapia personalizzata?
Q.5 - Anche per questi motivi, al di là del risultato terapeutico, l’approccio omeopatico Unicista potrebbe diventare una buona occasione per conoscersi.
Q.6 - Il porre particolare attenzione agli aspetti caratteriali del Paziente significa forse che l’Omeopatia ritiene la psiche causa delle patologie?
Q.7 - Tutto questo è sufficiente per preparare adeguatamente il Paziente?
Q.8 - Quali sono allora le proposte per superare tale ostacolo?
Q.9 - In pratica, come deve essere usato questo questionario?
Q.10 - Quali sono le notizie che più servono all’Omeopata?
* Questionario menmonico
Note psichiche
Causa dei sintomi di una qualsiasi patologia acuta
Condizioni generali
Comportamento esterno
Sonno
Febbre
Sudorazione
Cute
Vertigini
Testa
Occhi e vista
Orecchie e udito
Naso e olfatto
Faccia
Bocca, denti e gusto
Collo e gola
Voce e respirazione
Bronchi e polmoni
Alimentazione
Addome
Cuore e vasi
Vie urinarie
Sintomi sessuali maschili
Sintomi sessuali femminili
Schiena e arti
Precedenti anamnestici
Domande per i familiari

- R - SCELTA DEL RIMEDIO OMEOPATICO
R.1 - Qual è il rimedio da somministrare?
R.2 - È difficile individuare il simillimum?
R.3 - È possibile raggruppare i rimedi omeopatici?
R.4 - Per facilitare la scelta del rimedio, alcuni hanno veramente cercato di classificare i Pazienti?
R.5 - In cosa consiste la classificazione omeopatica di tipo costituzionale?
R.6 - Quali sono le caratteristiche principali della costituzione sulfurica?
R.7 - Quali sono le caratteristiche principali della costituzione carbonica?
R.8 - Quali sono le caratteristiche principali della costituzione fosforica?
R.9 - Quali sono le caratteristiche principali della costituzione fluorica?
R.10 - Esistono solo questi quattro gruppi costituzionali?
R.11 - Se c’è una relazione tra le costituzioni, forse ce n’è una anche tra i rimedi omeopatici?
R.12 - Ci sono allora dei rimedi simili o che seguono bene un altro rimedio?
R.13 - Si possono fare altri esempi di rimedi complementari?
R.14 - Ci sono rimedi incompatibili tra loro?
R.15 - Se due rimedi sono incompatibili, significa che non possono essere dati in successione?
R.16 - Esiste un antidoto alla somministrazione di un rimedio omeopatico?
R.17 - Cosa si deve fare se sembra che due rimedi siano entrambi adatti a curare gruppi diversi di sintomi del Paziente e non si riesce a trovare il migliore?
R.18 - E se somministriamo i due rimedi insieme?
R.19 - Quindi, bisogna scegliere il rimedio in base ai sintomi che il Paziente presenta di volta in volta?
R.20 - Come comportarsi nel caso di malattie che si manifestano con pochissimi sintomi?
R.21 - Si può spiegare meglio questo concetto?
R.22 - Allora, anche quando non si riesce a scoprire subito il simillimum, si può aver fiducia che un rimedio similare chiarisca il quadro e sia di aiuto?
R.23 - Non è chiaro un concetto: il rimedio omeopatico provoca sintomi caratteristici della sostanza o della persona?
R.24 - Ci sono delle differenze nelle espressioni sintomatologiche di un soggetto sano o di uno malato?
R.25 - Da quanto è stato detto, risulta che non solo il Medico, ma anche il Paziente che vuole sottoporsi ad un trattamento omeopatico deve essere particolarmente attento e scrupoloso.
R.26 - Il fatto che l’Omeopatia Unicista non sia adatta a tutti i Medici potrebbe spiegare il motivo per cui è così poco praticata?
R.27 - Si possono dare medicamenti omeopatici e farmaceutici insieme?
R.28 - Quindi, è vietata ogni convivenza?
R.29 - Se prodotti chimici e omeopatici vengono somministrati insieme, quale dei due può bloccare l’azione dell’altro?
R.30 - Allora, quando si inizia una terapia omeopatica sarebbe da sospendere l’eventuale assunzione di trattamenti farmacologici?

- S - SCELTA DELLA POSOLOGIA E DELLA DINAMIZZAZIONE
S.1 - La posologia del rimedio omeopatico per un neonato o per un bambino è diversa da quella dell’adulto?
S.2 - Allora, per motivi opposti, nell’anziano bisogna aumentare la quantità del rimedio?
S.3 - Quando scegliere una bassa o una alta dinamizzazione?
S.4 - Che precauzioni si devono avere in persone particolarmente ipersensibili?
S.5 - Queste sembrerebbero vie di somministrazione poco credibili.
S.6 - Cosa fare nel caso compaia una reazione di intolleranza anche alla somministrazione transdermica o per l’uso di una dinamizzazione bassa?
S.7 - La scelta della dinamizzazione non dipende anche dalla patologia del Paziente?
S.8 - Quanto dura l’effetto di un rimedio omeopatico?
S.9 - La durata dell’effetto di un rimedio è diversa nelle patologie acute rispetto quelle croniche?
S.10 - La ripetizione del rimedio dipende anche dal medicamento usato?
S.11 - In conclusione, qual è la regola generale per la ripetizione della somministrazione di un rimedio omeopatico?
S.12 - Come si fa a variare la dinamizzazione del rimedio ad ogni somministrazione senza acquistarne ogni volta uno nuovo?
S.13 - Quando cambiare rimedio omeopatico?

- T - LE VISITE OMEOPATICHE SUCCESSIVE
T.1 - Quali sono gli obiettivi della seconda visita omeopatica?
T.2 - Tutto ciò, però, implica che la prima prescrizione omeopatica di una patologia cronica sia costituita da un’unico rimedio?
T.3 - Alla luce di ciò, quante volte un Omeopata dovrebbe vedere un Paziente affetto da patologia cronica?
T.4 - Come deve comportarsi il Paziente alla seconda visita e poi alle successive?
T.5 - Che attenzioni deve avere il Paziente che ritorna ad una visita omeopatica di controllo?
T.6 - Queste attenzioni valgono per tutti i tipi di trattamento omeopatico?
T.7 - Lo studio del Paziente, quindi, è un lavoro che non finisce mai.
T.8 - Affinchè ciò avvenga, tra Medico e Paziente ci deve essere una stima reciproca.
T.9 - Cosa si può fare se tra Medico e Paziente non si instaura questo legame?
T.10 - Nel valutare gli effetti del primo trattamento omeopatico, il Medico deve considerare anche il carattere del Paziente?
T.11 - A quanto pare, le difficoltà che l’Omeopata deve affrontare non sono mai finite.
T.12 - Che consigli si possono dare allora ai Pazienti?
T.13 - Si possono dare dei consigli molto pratici per insegnare ad un Paziente a raccogliere da se stesso le informazioni che interessano all’Omeopata?
T.14 - Un diario di questo tipo può essere utile al Medico, ma forse è utile anche per il Paziente stesso.
T.15 - L’Approccio Medico Tradizionale, infatti, ha svalorizzato l’autoanalisi personale.
T.16 - Un Paziente in cura omeopatica, cosa deve scrivere in questo diario personale?
T.17 - Si può fare un piccolo esempio pratico?
T.18 - Se tutti i Pazienti dell’Omeopata si recassero alla visita con i loro diari personali, non si correrebbe il rischio di allungare i tempi delle visite?
T.19 - E al Medico, che consigli si possono dare?
T.20 - C’è qualche altro consiglio che il Medico deve ricordare durante la seconda visita per continuare in modo corretto la prescrizione?
T.21 - Quindi, un rimedio che non ha sicuramente modificato il quadro del Paziente è un rimedio da non considerare?
T.22 - Dopo quanto tempo il Medico deve rivedere il suo Paziente?
T.23 - E nelle patologie croniche, che intervalli ci devono essere tra una visita e l’altra?
T.24 - Il Medico deve prescrivere una terapia ad ogni visita?
T.25 - L’effetto del rimedio omeopatico può essere anche posticipato nel tempo?
T.26 - Da ciò si deduce che, se anche 15-20 giorni dopo l’assunzione del rimedio ci può essere un cambiamento sintomatologico causato dal rimedio stesso, il Paziente deve fare molta attenzione a non interferire con altre terapie.
T.27 - Data l’importanza dell’argomento, si può spiegare meglio questo punto?
T.28 - Allora, se il Paziente nota qualche sintomo particolare durante la cura omeopatica, non deve fare nulla?
T.29 - A quali domande il Medico deve saper rispondere per poter valutare gli effetti del trattamento?
T.30 - In quale modo il Medico può rispondere a tutte queste domande?
T.31 - Quali sono le principali informazioni che il Medico deve analizzare per decidere se il rimedio ha dato effetti positivi o negativi?
T.32 - Per meglio ottenere queste informazioni, cosa deve fare il Medico?
T.33 - E se durante la seconda visita il Paziente dice di non aver nulla di nuovo da dire o da aggiungere?

- U - EFFETTI DEL RIMEDIO OMEOPATICO
U.1 - Si dice che la terapia omeopatica può causare un aggravamento, è vero?
U.2 - Possiamo riassumere brevemente questo discorso in modo da spiegare il motivo per cui una terapia naturale può dare un aggravamento iniziale?
U.3 - Si può dire ancora qualcosa sull’aggravamento omeopatico iniziale?
U.4 - Quindi, il Paziente deve sempre aspettarsi di avere un piccolo aggravamento dal trattamento omeopatico unicista?
U.5 - Infatti, il fatto che una terapia possa dare un aggravamento, in genere, non credo sia ben visto dal Paziente.
U.6 - L’aggravamento omeopatico può essere pericoloso?
U.7 - Quando il rimedio può essere pericoloso?
U.8 - Si può fare un esempio?
U.9 - Comunque, da quanto ho capito, il simillimum non può causare un aggravamento pericoloso.
U.10 - In conclusione, cosa può succedere dopo l’assunzione di un rimedio omeopatico?
U.11 - Quali sono le caratteristiche dell’aggravamento omeopatico nelle patologie acute?
U.12 - Si può ridurre questo aggravamento?
U.13 - E nelle patologie croniche cosa può accadere?
U.14 - Quindi, se nelle patologie croniche viene somministrato un rimedio giusto, non succede mai nulla?
U.15 - E se il trattamento delle patologie croniche fa comparire sintomi nuovi?
U.16 - Si possono riassumere schematicamente i diversi tipi di aggravamento con le loro reciproche caratteristiche?
U.17 - E se la terapia omeopatica non ha dato alcun effetto e quindi neppure un beneficio?
U.18 - Tra queste, qual è la condizione più probabile?
U.19 - Si può, comunque, dare qualche consiglio?
U.20 - E se il rimedio somministrato produce un effetto positivo solo momentaneamente e poi, quando viene risomministrato, non produce più alcun effetto?
U.21 - Come si deve comportare il Medico che non riesce a trovare il simillimum per il suo Paziente?
U.22 - Cosa accade somministrando un rimedio similare?
U.23 - Cosa significa ‘progredire a salti’?
U.24 - Quando bisogna riesaminare dall’inizio tutta la problematica del Paziente e somministrare un nuovo rimedio?
U.25 - Quando non ci si deve aspettare alcun effetto benefico dalla somministrazione di un rimedio?
U.26 - In questi casi, cosa si può fare?
U.27 - Se la terapia omeopatica non funziona, dipende dal Medico o da noi stessi?
U.28 - Quindi, anche il Medico può sbagliare?
U.29 - Da quanto è stato detto, risulta che anche il Paziente può sbagliare.

- V - Lo stato dell’Omeopatia in Italia
V.1 - Quali rischi corre l’Omeopatia moderna e in particolare quella italiana?
V.2 - Quindi, l’Omeopatia corre il rischio di essere distrutta dagli stessi Omeopati?
V.3 - Contro la vera Omeopatia, allora, c’è anche la pressione degli interessi economici delle Ditte Farmaceutiche?
V.4 - Il problema è aggravato probabilmente anche dal fatto che, da quanto ho capito, è molto difficile diventare bravi Omeopati.
V.5 - I moderni progressi dell’elettronica non permettono di semplificare il lavoro dell’Omeopata?
V.6 - Se le cose stanno così, non accadrà mai che tutti i Medici accettino l’Omeopatia.
V.7 - Questo significa che non tutti i Medici sono in grado di esercitare il trattamento omeopatico?
V.8 - Questa visione dell’Omeopatia potrebbe fermare i giovani Medici.
V.9 - Un approccio medico di questo tipo, comunque, dovrebbe dare anche molte soddisfazioni.
V.10 - Perché l’Omeopatia non riesce a curare di più?

- Z - IL FUTURO DELL’OMEOPATIA
Z.1 - L’Omeopatia Moderna si sta evolvendo?
Z.2 - Cosa dovrebbero fare, allora, le Ditte di prodotti omeopatici per far crescere veramente l’Omeopatia?
Z.3 - Se la quasi totalità dei nuovi prodotti omeopatici di associazione non è altro che una terapia sintomatica di nessun effetto profondo, analogamente ai farmaci chimici, e se le Ditte non sperimentano nuovi rimedi, dov’è il lato positivo dell’Omeopatia Moderna?
Z.4 - Quali sono queste nuove acquisizioni?
Z.5 - Perché la metodologia di Masi è migliore rispetto le altre metodologie di trattamento omeopatico?
Z.6 - Possiamo accennare a questa metodologia terapeutica?
Z.7 - Proviamo ad iniziare.
Z.8 - Per l’Uomo d’oggi, quali sono le conseguenze del peccato originale di Adamo?
Z.9 - Noi però non abbiamo commesso questo peccato che ci troviamo dentro.
Z.10 - In quale modo il Dr. Masi interpreta questi dati?
Z.11 - Torniamo alla Psora di Masi: oltre alla Psora Primaria, ci sono altri tipi?
Z.12 - Tutte queste fasi sono collegate tra loro?
Z.13 - Possiamo fare un esempio concreto?
Z.14 - La condizione egotrofica può durare tutta la vita?
Z.15 - La condizione egotrofica viene oggi riscontrata comunemente o raramente?
Z.16 - E le condizioni di alterlisi ed egolisi?
Z.17 - Dopo un’analisi di questo tipo, si potrebbe forse prescrivere un rimedio di cui si conosce il nucleo profondo anche quando il Paziente, pur avendo quel nucleo, ha sintomi che non sono stati descritti nella Materia Medica di quel rimedio?
Z.18 - E se non si trova alcun rimedio adatto al nucleo del Paziente?
Z.19 - Come si attua questa Psicoterapia Omeopatica?
Z.20 - Per trasmettere queste verità, però, bisogna che il Medico stesso le conosca e le viva e quindi che almeno lui sia ‘sano’.

BIBLIOGRAFIA:
Per chi vuole approfondire, leggere ...
Approccio alla Malattia e confronto tra Tecniche Terapeutiche:
Farmacologia
Igiene di Vita
Filosofia dell’Omeopatia
Materia Medica Omeopatica
Repertori Omeopatici


Approccio Metodologico all'Omeopatia  Roberto Gava   Salus Infirmorum
 
Approccio Metodologico all'Omeopatia
Un Farmacologo risponde a 400 domande sull’Omeopatia spiegando come quando e perché rivolgersi a questa tecnica terapeutica

Roberto Gava



torna suIntroduzione

Avevo iniziato a scrivere questo libro per i miei Pazienti, perché volevo fornire uno strumento che permettesse loro di capire il significato profondo dell’Omeopatia, come dovevano prepararsi alla visita medica, come dovevano interpretare gli effetti che avrebbero notato durante il trattamento e come dovevano comportarsi per facilitare l’azione terapeutica del rimedio omeopatico.
In realtà, quello che credevo richiedesse solo 1-2 mesi di lavoro si dimostrò essere molto più impegnativo.

Da allora è passato quasi un anno, ma in questo tempo anche il programma iniziale è stato completamente cambiato, perché ogni volta che rileggevo le bozze del testo le arricchivo di nuovi concetti e oggi credo che questo libro possa essere utile anche per molti Medici Omeopati non ancora perfettamente esperti in questa Scienza.
Per cercare comunque di differenziare le parti che possono interessare più direttamente i non-Medici, ho pensato di evidenziarle inserendo una riga verticale al loro bordo esterno: in questo modo la lettura risulta più veloce e più scorrevole.

Dato che la mia esperienza mi ha finora convinto che per capire e sfruttare correttamente l’Omeopatia bisogna prima imparare a conoscere l’Uomo, ho fatto precedere la trattazione della parte più prettamente omeopatica da alcuni capitoli sull’Uomo e sull’attuale modo di approcciarsi alla sua malattia.
Per alcuni Lettori potrebbe sembrare a prima vista una parte pesante e quasi inutile, ma sono convinto che non è così e mi permetto di pensare che questi ‘criticoni’ siano proprio quelli che hanno un maggior bisogno di leggere quei capitoli. In ogni caso, suggerirei a tutti di rileggere almeno due volte l’intero libro, altrimenti credo sia difficile assimilare un minimo di mentalità omeopatica che ci permetterebbe invece di affrontare saggiamente molti problemi inerenti la salute nostra e delle persone che chiedono il nostro aiuto.
Il conseguimento o il mantenimento della salute, infatti, richiede impegno, sacrificio, costanza, ... è un cammino ‘in salita’ che ognuno deve percorrere.
Quando si parla di patologie croniche, ad esempio, non è assolutamente vero che si può ottenere la guarigione assumendo tante o poche compresse medicamentose e non è assolutamente vero che è compito del Medico far guarire il Malato: il Medico può solo aiutare, può collaborare, facilitare, consigliare, ecc., ma il lavoro principale deve essere compiuto dalla persona in oggetto, anche chiedendo l’intervento di Dio che, comunque, da vero Padre, è ben lieto di aiutarci.

 

Dr. Roberto Gava


Approccio Metodologico all'Omeopatia  Roberto Gava   Salus Infirmorum
 
Approccio Metodologico all'Omeopatia
Un Farmacologo risponde a 400 domande sull’Omeopatia spiegando come quando e perché rivolgersi a questa tecnica terapeutica

Roberto Gava



torna suPrefazione II Edizione

A distanza di cinque anni dalla prima edizione sono stato ben lieto di riprendere in mano questo libro per aggiornarlo e perfezionarlo, aggiungendo nuove domande e facendolo crescere di circa settanta pagine.
A parte il capitolo sui vaccini che è stato notevolmente integrato, gli altri capitoli non hanno avuto sostanziali cambiamenti, ma devo confessare che, rileggendoli, ho trovato varie imprecisioni che ho corretto. Molte inesattezze le ho potute notare e capire proprio perché col passare del tempo, grazie allo studio e all’ascolto dei Malati, mi sono arricchito di sempre nuove esperienze. Nel nostro lavoro, l’arricchimento è continuo.
Ho notato che questo libro ha suscitato un certo interesse non solo tra i giovani Omeopati, ma anche tra molti non Medici che avevano scoperto la bellezza e la potenza terapeutica della Medicina Omeopatica e che proprio per questo desideravano approfondirla. Dedico proprio a questi due gruppi di Lettori questa seconda edizione, invitandoli a segnalarmi (come alcuni hanno gentilmente già fatto in precedenza) ogni inesattezza, incomprensione o carenza in modo che in futuro la possa ulteriormente migliorare.
Sono convinto che quest’opera è stata da molti richiesta essenzialmente perché colma una lacuna dell’insegnamento omeopatico nel nostro Paese. Non possiamo non riconoscere che l’Italia è carente sia di Maestri di Omeopatia (ce ne sono, ma sono ancora troppo pochi) che di validi testi di metodologia. Già da 2-3 anni sto valutando l’ipotesi di scrivere un vero libro di metodologia omeopatica hahnemanniana che riassuma tutta la ricchezza e la preziosità dell’insegnamento dei Maestri del passato. Infatti, ultimamente, ho indirizzato le traduzioni e le pubblicazioni della Salus Infirmorum è proprio per il conseguimento di tale finalità, in modo cioè di disporre di una adeguata banca-dati. Per ora, comunque, posso offrire al Lettore solo il contenuto di quest’opera sperando che possa essergli ancora di una qualche di utilità per capire come ci si dovrebbe comportare per sfruttare al massimo i benefici che l’Omeopatia può donare.

Chiedo al Signore di esserci vicino in questo cammino di conoscenza e di interiorizzazione affinché ognuno di noi giunga al massimo stato possibile non solo di “uomo perfetto” nel senso spirituale del termine (cfr Efesini 4,13), ma che giunga anche al massimo stato possibile di ‘Omeopata perfetto’.


Dr. Roberto Gava


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Scritto da Erboristeria sanitaria
Valutazione: 

di grande utilita'





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