Fondamenti di Terapia Omeopatica

Raggruppamento e classificazione dei rimedi, con un nuovo repertorio clinico
 
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Fondamenti di Terapia Omeopatica  Eugene Beauharnais Nash   Salus Infirmorum

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È la prima traduzione italiana del famoso ‘Leaders in Homoeopathic Therapeutics’ sul quale si sono formate varie generazioni di Omeopati. Non è una comune Materia Medica Omeopatica, ma è la Materia Medica Clinica di Nash che contiene quanto di più prezioso egli potesse trasmetterci: i suoi 40 anni di esperienza a fianco del Malato.

Il libro è ricco di preziosi consigli, utili nella scelta dei rimedi (specie nella diagnosi differenziale tra quelli simili), nella scelta delle dinamizzazioni più appropriate e in molti piccoli accorgimenti che si imparano solo dopo anni di esperienza. L’Omeopatia di Hahnemann, quella Unicista, è qualcosa di più di una semplice tecnica terapeutica, è un’Arte, e come tale richiede molte doti e molta pratica.

In queste pagine, Nash ci offre tutto quello che ha imparato come Omeopata. Se riuscissimo a far nostra la sua esperienza, potremmo anche noi compiere i ‘miracoli’ terapeutici che egli compiva cento anni fa.


Fondamenti di Terapia Omeopatica  Eugene Beauharnais Nash   Salus Infirmorum
 
Fondamenti di Terapia Omeopatica
Raggruppamento e classificazione dei rimedi, con un nuovo repertorio clinico

Eugene Beauharnais Nash



torna suIndice Generale

Prefazione alla prima edizione
Prefazione alla seconda edizione
Prefazione alla terza edizione
Prefazione alla quarta edizione
Nota dell’editore italiano
Introduzione


Rimedi digestivi
Nux vomica
Pulsatilla
Bryonia alba
Antimonium crudum
Rimedi della bocca
Mercurius solubilis
Mercurius corrosivus
Mercurius cyanatus
Mercurius iodatus flavus
Rimedi della flatulenza
China officinalis
Carbo vegetabilis
Lycopodium clavatum
Rimedi costituzionali anti-psorici
Sulphur
Calcarea carbonica
Calcarea phosphorica
Silicea
Rimedi per l’irrequietezza
Aconitum napellus
Arsenicum album
Rhus toxicodendron
Rimedi per il delirio
Belladonna
Hyoscyamus niger
Stramonium
Veleni di serpenti
Lachesis
Naja tripudians
Crotalus horridus
I kali
Kali carbonicum
Kali bichromicum
Kali iodatum
Kali muriaticum
Rimedi brucianti
Apis mellifica
Cantharis vesicatoria
Veleni di ragni
Tarentula hispanica
Tarentula cubensis
Mygale lasiodora
Aranea diadema
Theridion curassavicum
Famiglia delle cimici
Coccus cacti
Cimex lectularius
Rimedi degli stati mentali
Chamomilla matricaria
Coffea cruda
Ignatia amara
Rimedi spinali
Cocculus indicus
Conium maculatum
Aesculus hippocastanum
I metalli
Zincum metallicum
Stannum metallicum
Platinum metallicum
Selenium
Rimedio del bruciore sanguinante
Phosphorus
Rimedi del senso di peso verso il basso
Sepia
Murex purpurea
Lilium tigrinum
Rimedi femminili
Viburnum opulus
Secale cornutum
Caulophyllum thalictroides
Actea racemosa
Sabina
Helonias dioica
Rimedi che controllano l’emorragia
Erigeron canadensis, trillium pendulum, millefolium
Rimedi cardiaci
Digitalis purpurea
Cactus grandiflorus
Spigelia anthelmintica
Kalmia latifolia
Rimedi della nausea
Ipeca
Antimonium tartaricum
Iris versicolor
Sanguinaria canadensis
Gli acidi
Phosphoricum acidum
Muriaticum acidum
Nitricum acidum
Sulphuricum acidum
Picricum acidum
Rimedi della prostrazione
Carbo animalis
Gelsemium sempervirens
Baptisia tinctoria
Rimedi delle patologie infiammatorie
Ferrum phosphoricum
Veratrum viride
Rimedio del collasso
Veratrum album
Rimedio delle patologie cerebrali
Helleborus niger
Rimedi delle convulsioni
Cuprum metallicum
Cicuta virosa
Causticum
Le calcaree
Hepar sulphuris calcareum
Calcarea sulphurica
Calcarea hypophosphorica
Rimedi cutanei
Graphites
Psorinum
Metalli
Aurum metallicum
Argentum nitricum
Ferrum metallicum o aceticum
Plumbum metallicum o aceticum
Rimedi del fegato
Chelidonium majus
Aurum muriaticum natronatum
Leptandra virginica
Rimedi renali
Berberis vulgaris
Terebinthina
Cannabis sativa
Benzoicum acidum
Sarsaparilla
Purganti
Podophyllum peltatum
Aloe socotrina
Croton tiglium
I natrum
Natrum sulphuricum
Natrum muriaticum
Natrum carbonicum
Le magnesie
Magnesia carbonica
Magnesia muriatica
Magnesia phosphorica
I rimedi del torpore mentale
Opium
Nux moschata
Rimedi anti-scrofolosi
Baryta carbonica
Iodum
Bromum
Rimedio antielmintico
Cina
Rimedi atmosferici
Dulcamara
Rhododendron
Rimedio del periostio
Ruta graveolens
Rimedio reumatico
Ledum palustre
Rimedi dell’entero-colite infantile
Bismuthum subnitricum
Kreosotum
Rimedio dell’alternanza di lato
Lac caninum
Il cronico di pulsatilla
Kali sulphuricum
Rimedi della dispepsia e dell’evacuazione
Anacardium orientale
Alumina
Alumen
Rimedi per il catarro e la tosse secca
Sticta pulmonaria
Rumex crispus
Rimedi per contusioni, escoriazioni e indolenzimenti
Arum triphyllum
Arnica montana
Hamamelis virginica
Rimedio per le coliche
Colocynthis
Rimedio anti-psorico
Petroleum
Rimedio tonico
Hydrastis canadensis
Rimedio per il freddo esterno
Camphora
Rimedio anti-sicotico
Thuja occidentalis
Rimedio mentale
Staphysagria
Rimedio per lo svenimento da odore di cibo
Colchicum autumnale
Rimedio per emorragie, isteria e contrazioni muscolari
Crocus sativus
Rimedio per il sistema nervoso
Borax veneta
Rimedio per i dolori continui e profondi
Eupatorium perfoliatum
Rimedio per le febbri intermittenti
Eupatorium purpureum
Rimedio per il rossore con bruciore come il pepe
Capsicum annuum
Rimedio per la tosse con rumore di sega
Spongia tosta
Rimedio per la cistite
Chimaphila umbellata
Rimedio diuretico
Equisetum hyemale
Rimedio anti-scrofoloso e anti-neoplastico
Lapis albus
Rimedio per la gonorrea
Medorrhinum
Rimedio per pazienti con storia di tubercolosi
Tuberculinum
Rimedio per la setticemia
Pyrogenium
Rimedi per i dolori alle scapole
Chenopodium anthelminticum e glauci
Rimedio per l’epistassi lavandosi il volto
Ammonium carbonicum
Rimedio per il freddo tra le spalle
Ammonium muriaticum
Rimedio per il bambino che vomita
Aethusa cynapium
Rimedio per gli urli notturni, le coliche e la diarrea
Jalapa
Rimedio per le feci acide
Rheum officinale
Rimedio per i disturbi rettali
Collinsonia canadensis
Rimedio per la tosse spasmodica
Corallium rubrum
Rimedio per la gonorrea
Clematis erecta
Rimedio per il catarro bronchiale cronico
Copaiva officinalis
Rimedio per la gonorrea
Cubeba officinalis
Rimedio per la minzione improvvisa
Petroselinum
Rimedio per il raffreddore acre
Allium cepa
Rimedio per il raffreddore con secrezione abbondante
Euphrasia officinalis
Rimedio per il mal di gola
Phytolacca decandra
Rimedi della testa
Glonoinum
Amylenum nitrosum
Melilotus alba
Rimedio nervoso
Kali bromatum
Rimedi per l’isteria
Moschus moschiferus
Castoreum sibericum
Asa foetida
Valeriana officinalis
Ambra grisea
Rimedio per le valvulopatie cardiache
Cannabis indica
Rimedio per le contrazioni muscolari
Agaricus muscarius
Rimedio per il reumatismo cardiaco
Lithium carbonicum
Rimedio per il ‘tirar su col naso’
Sambucus nigra
Rimedi per la tosse
Squilla maritima
Verbascum thapsus
Senega
Myrtus communis
Drosera rotundifolia
Rimedi per la diarrea
Gambogia
Gratiola officinalis
Oleander
Rimedi per l’infiammazione uterina
Convallaria majalis
Bovista
Ustilago maydis
Rimedi per il fegato
Carduus marianus
Ptelea trifoliata
Rimedio per i polipi nasali
Teucrium marum verum
Rimedio per i dolori delle ossa lunghe
Mezereum
Rimedio per l’otorrea
Tellurium
Rimedio per la cefalea affaticante
Epiphegus
Rimedio per la tosse cardiaca
Laurocerasus
Rimedio per il diabete
Lacticum acidum
Rimedio per le cardiopatie aggravate pensandoci
Oxalicum acidum
Rimedio per i traumi dei nervi
Hypericum perforatum

Rimedi vari
Abies nigra
Abrotanum
Apocynum cannabinum
Apomorphinum
Aralia racemosa
Asarum europoeum
Badiaga
Calcarea fluorica
Carbolicum acidum
Ceanothus americanus
Cedron
Cyclamen europaeum
Dioscorea villosa
Dolichos pruriens
Equisetum hyemale
Fluoricum acidum
Gnaphalium polycephalum
Grindelia robusta
Guaiacum officinale
Kali nitricum
Lachnanthes tinctoria
Lobelia inflata
Manganum aceticum
Menyanthes trifoliata
Mercurius dulcis
Natrum phosphoricum
Ocimum canum
Oleander
Oxalicum acidum
Pareira brava
Phellandrium aquaticum
Ranunculus bulbosus
Raphanus sativus
Robinia pseudacacia
Stillingia sylvatica
Taraxacum officinale
Viola odorata
Zingiber officinale

Indice dei rimedi
Prefazione all’indice terapeutico
Indice terapeutico
Raggruppamento  e  classificazione

A - raggruppamento dei rimedi
B - classificazione dei rimedi
Repertorio clinico
Sommario generale

Fondamenti di Terapia Omeopatica  Eugene Beauharnais Nash   Salus Infirmorum
 
Fondamenti di Terapia Omeopatica
Raggruppamento e classificazione dei rimedi, con un nuovo repertorio clinico

Eugene Beauharnais Nash



torna suNota Editore Italiano

Ho accettato l’impegno di tradurre e stampare questo prezioso libro di Nash su proposta del mio caro Amico e Collega Omeopata Dr. Silvio Spinelli.
Conoscevo già Leaders in Homoeopathic Therapeutics per averlo letto nella sua lingua originale qualche anno fa ma, come spesso accade quando si legge qualcosa che è scritto in una lingua di cui non si ha una perfetta conoscenza, ora mi accorgo che non ne avevo colto pienamente il valore. Pertanto, adesso che il lavoro di traduzione è stato completato, mi trovo doppiamente contento, sia perché ho avuto modo di arricchire le mie conoscenze omeopatiche, sia perché in questo modo si offre anche ad altri Medici una possibilità in più di studiare attentamente un libro di vera Omeopatia oppure, per coloro che già praticano questa tecnica terapeutica, di perfezionarsi alla Scuola di un grande Maestro.
E’ proprio e solamente per questi due motivi che mi sono improvvisato editore e cerco di pubblicare, con non pochi sacrifici, gli scritti degli Omeopati Classici.
Parlando di sacrifici, devo ammettere che anche per quest’Opera di Nash non sono mancati, basta pensare che il libro è venuto alla luce dopo più di due anni di lavoro quasi quotidiano. Un tempo così lungo si è reso necessario per vari motivi. Prima di tutto perché il Dr. Spinelli ed io abbiamo lavorato a ‘tempo perso’ e cioè di sera (o notte) e di mattina presto, avendo già i nostri impegni ospedalieri, ambulatoriali e familiari (in tutti e due abbiamo sei figli da ‘seguire’ ... oltre alle nostre reciproche mogli!). Ad entrambi, inoltre, stava molto a cuore la correttezza della traduzione in modo da garantire al massimo il Lettore e lo Studioso in merito ad ogni affermazione, sintomo, modalità o espressione del testo. Ogni parola, infatti, è stata attentamente studiata in tutti i suoi significati lessicali, etimologici e medici. Moltissime volte abbiamo dovuto ricorrere ad altri libri di Materia Medica, e in particolare alle Fonti che aveva consultato lo stesso Nash, per controllare molte affermazioni poco chiare o apparenti contraddizioni che sorgevano durante la traduzione, specie in punti dove l’Autore non citava chiaramente il soggetto o l’oggetto della frase e in quelle innumerevoli parti in cui la punteggiatura sembrava avere un compito tutt’altro che facilitante la comprensione. Espressione evidente di questo ‘lavoro sotterraneo’ può essere quel centinaio di note a piè di pagina che ne impreziosisce la traduzione.
Tra i vari messaggi che Nash ci ha voluto dare con questa sua Opera, ce n’è uno che, a mio avviso, deve essere subito sottolineato, perché ci permette di dare a tutto lo scritto il giusto valore. E’ il messaggio che l’Autore manifesta esplicitamente già nella Prefazione alla Prima edizione, ove sottolinea che questo suo scritto non è una Materia Medica completa, ma solamente una sua personale ‘rilettura’ della Materia Medica con evidenziazione dei sintomiguida e delle modalità più comunemente riscontrabili e verificabili dalla pratica clinica, il tutto avvalorato da innumerevoli Casi Clinici (quasi uno per ogni rimedio) scaturiti da quarant’anni di esperienza.
Io, infatti, definirei questa Materia Medica di Nash come una Materia Medica Clinica che si differenzia però da molte Materie Mediche ‘moderne’ ottenute assemblando tra loro le caratteristiche più o meno importanti dei vari rimedi (così come oggi si tende a fare aiutati anche dalla disponibilità del computer che permette di estrapolare dalle ‘banchedati’ sintomi con caratteristiche predefinite). L’originalità della Materia Medica di Nash sta nella capacità di fornirci l’immagine del rimedio, perché l’Autore collega tutti i sintomi di un certo quadro patologico proprio come ci appaiono realmente nel vissuto del Paziente.
Per non perdere il ‘nucleo’ del Paziente, Nash si preoccupa di sottolineare che non bisogna mai prescrivere su un unico sintomo, ma sulla globalità del quadro che deve emergere dall’esame di tutto il Paziente: la sua apparenza fisica, i suoi caratteri psichici e i suoi disturbi attuali in relazione anche alla sua storia patologica, familiare, lavorativa, ecc.
Nash, inoltre, insiste sull’uso delle alte o altissime dinamizzazioni, consuetudine oggi sempre più rara nel nostro Paese. D’altra parte, anche chi scrive è convinto che molte patologie (acute, croniche o recidivanti) molto spesso possono essere estirpate solamente, come dice Nash nella Prefazione alla Prima edizione, da “rimedi singoli dati alla dose minima” e quindi alla potenza ‘energetica’ più elevata. Molte volte noi Omeopatici individuiamo il simillimum, ma lo prescriviamo ad una potenza troppo bassa oppure non lo ripetiamo adeguatamente. Questo è anche il parere di Rajan Sankaran, che tra gli Unicisti contemporanei è sicuramente un’Autorità indiscussa e che nel suo recente libro Lo Spirito dell’Omeopatia  ha particolarmente insistito su questo aspetto.
Nash parla spesso di terapia di una patologia cutanea, polmonare, digestiva, ecc., ma in più punti ha sottolineato che questo è solo un modo che usa per esprimersi, dato che la patologia organica non esiste in se stessa ma è solo un ‘linguaggio’ con cui l’organismo ‘grida’ il disagio o il disequilibrio in cui si trova. E’ allora palese che un trattamento soppressivo, topico o sistemico (con farmaci chimici o trattamenti più o meno ‘naturali’ o anche con miscele omeopatiche) o di tipo chirurgico, non potrà mai guarire la persona ma potrà solo spostare il problema aggravandolo. E’ per questo che Nash, dimostrando una totale fiducia nella ‘saggezza’ delle capacità reattive del nostro organismo, giunge addirittura ad affermare che, piuttosto che intervenire ‘allopaticamente’, è preferibile non intervenire affatto e lasciare che il Paziente porti il peso della sua sofferenza finché non si riuscirà a trovare il suo simillimum (ovviamente, aggiungo io, è lecito attendere fintanto che la patologia non mette a repentaglio la vita o l’integrità fisica del Malato).
Va precisato che quando Nash elenca alcuni rimedi per un certo sintomo o segno oggettivo, ciò non significa che quelli siano gli unici rimedi validi, ma solo che, secondo la sua esperienza, sono quelli che coprono quel sintomo ad un grado più elevato e sono anche quelli che, se quel sintomo era realmente peculiare e caratteristico del Paziente in oggetto, hanno la maggior probabilità di avere tra loro il vero simillimum. Sarà comunque l’obbligatorio studio della Materia Medica di quel ristretto gruppo di rimedi a orientare la scelta finale.
Nash parla molto spesso della tubercolosi e della febbre tifoide, sia nei suoi Casi Clinici che nelle capacità terapeutiche dei vari rimedi. A tale proposito va ricordato che questo suo lavoro è dei primi anni del XX secolo (la 4a edizione è del 1913, per l’esattezza) e che in quel tempo le patologie infettive erano il più terribile nemico del Medico e la maggior causa di morte per i suoi Pazienti. Oggi, grazie alle migliori condizioni di vita, ma anche grazie alle terapie antibiotiche, il pericolo infettivo è stato molto ridimensionato per quanto riguarda la sua incidenza sulla mortalità, anche se resta ugualmente molto endemico e tutt’altro che trascurabile dal punto di vista della morbilità. Tutto ciò, comunque, non modifica minimamente il valore di questo libro e di tutti i rimedi per i quali Nash riporta attributi ‘antinfettivi’. Infatti, per il motivo suddetto, non bisogna considerare la patologia in sé ma lo squilibrio biologico che si esprime con un certo quadro sintomatologico indipendentemente che ‘dietro’ ci sia una concausa batterica, virale, autoimmunitaria, psicosomatica o ancora sconosciuta. E’ proprio per questa ragione che possiamo usare Agaricus muscarius per i geloni, ma anche per un Paziente che non ha i geloni ma una sintomatologia e un’obiettività simile a quella dei geloni. Ed è per il medesimo motivo che nella Prefazione al suo Indice Terapeutico Nash ricorda che, a livello patogenetico, “nessun rimedio ha causato un caso di scarlattina, ma molti rimedi hanno causato una condizione e dei sintomi che sono stati trovati in diversi casi di questa patologia e che quindi sono omeopaticamente terapeutici per la medesima”.
Fin qui ho solo apprezzato questo lavoro di Nash, ma dato che mi è sempre piaciuto essere sincero, non posso tralasciare di fargli anche un appunto sottolineando che dal suo scritto non appaiono danni o aggravamenti causati dai suoi trattamenti e, dato che non credo assolutamente che lui non abbia mai errato, mi chiedo come mai non sia stato più onesto in tale aspetto: anche dai suoi errori noi avremmo avuto molto da imparare! Il Lettore attento noterà tra le righe che a molti piccoli rimedi Nash è giunto perché quelli più noti e più usati non avevano dato beneficio e in alcuni casi vi era giunto quasi per ‘disperazione’, non sapendo cos’altro fare per alleviare le sofferenze del suo Paziente. Nessuno si scandalizza di ciò, perché la difficoltà e l’insuccesso non sono esperienze rare nella Professione medica, ma proprio in considerazione di questo e anche per il fatto che lui era solito somministrare dinamizzazioni elevate, si può dedurre che è praticamente impossibile che i suoi interventi non abbiano mai avuto ripercussioni negative (almeno momentanee) per il Paziente. Inoltre, se anche non voleva parlare del suo ‘umano errare’, poteva almeno riportare qualche esperienza in cui si era manifestata la sintomatologia caratteristica del ben noto ‘aggravamento omeopatico’, o non ha mai incontrato neppure questo? La cosa mi sembrerebbe a dir poco almeno improbabile.
Comunque sia, questa ipotetica umana debolezza di voler celare i propri sbagli (tra l’altro molto diffusa tra noi Medici che siamo invece straordinariamente pronti a sottolineare la “pagliuzza negli occhi altrui”) non riduce il grande insegnamento che questo libro ci offre e che, per un Omeopata unicista, considero un vero concentrato di ‘segreti del mestiere’. In fin dei conti, l’Omeopatia, o meglio l’intera ‘Arte del Guarire’, è una via difficile e solo un animo umile e attento la può percorrere incorrendo in minori errori.
Nella Prefazione alla Quarta Edizione, Nash sottolinea l’importanza della ripetizione per imprimere meglio nella mente del Lettore i sintomi-guida dei rimedi. Estremamente convinto dello stesso concetto, ho inserito in ogni rimedio delle tabelline riassuntive molto schematiche o del rimedio in oggetto o della diagnosi differenziale tra il medesimo e altri rimedi simili in modo da facilitare sia l’apprendimento mnemonico del Lettore che la consultazione a posteriori del libro. Per lo stesso motivo, ho arricchito la parte finale del libro con un Repertorio Clinico che mi è costato molto lavoro, ma che auspico possa essere di aiuto nella pratica ambulatoriale o ‘al letto del Paziente’ per trovare velocemente i rimedi descritti nel testo. Riassumendo, quindi, ripeto che tutte le tabelle incorniciate che si incontreranno nella lettura e il Repertorio finale NON sono state scritte da Nash ma sono state compilate dal sottoscritto che si è comunque servito SOLO dei dati riportati in questo libro (anche se per molti piccoli rimedi sarebbe stato più utile per il Lettore se avessi integrato il rimedio con altre informazioni che sono state acquisite in questi decenni ‘postNash’).
Infatti, il Lettore noterà che Nash termina la trattazione di molti suoi rimedi (specie quelli più piccoli) ricordando che sono necessarie ulteriori sperimentazioni per precisare meglio il campo di applicazione del medicamento. Anche se un rapidissimo confronto di quest’Opera con una Materia Medica più recente (mi piace citare il bellissimo libro dell’olandese Frans Vermeulen Concordant Materia Medica o quello dell’americano Roger Morrison Desktop Guide to Keynotes & Confirmatory Symptoms) permette chiaramente di capire che nei quasi cento anni che ci separano dal tempo di Nash sono state acquisite moltissime conoscenze su questi rimedi, resta tuttora valido l’invito del nostro Autore, perché la strada da compiere è sicuramente ancora molto molto lunga. Chissà quanti ottimi rimedi ci sono ancora da scoprire e da sperimentare (sicuramente la maggioranza) e chissà quante malattie si potrebbero curare in più e meglio almeno se tutti gli attuali rimedi venissero conosciuti come conosciamo Sulphur, Lycopodium clavatum, Nux vomica, ecc.
La vera Omeopatia (intendo quella Unicista) vedrà sicuramente un futuro migliore dell’attuale, perché la verità non può mai essere soppressa, anche se può essere rallentata dall’ignoranza, dal pregiudizio, dal rispetto umano, dalla negligenza e/o da una forma egoistica, e quindi patologica, del personale interesse economico dell’uomo. Dipende da noi collaborare o meno alla nascita di una Società migliore, cioè più sana o comunque meno malata. Dipende dalla coscienza e dallo spirito di sacrificio di ognuno di noi.
Nash conclude la Prefazione alla Quarta Edizione di questo suo scritto invocando sugli Omeopati lo spirito di pura Omeopatia di Hahnemann; io mi associo a lui invocando più esplicitamente lo Spirito di Conoscenza e di Sapienza di Dio, affinché ci dia la forza di scorgere la Verità e poi di vivere coerentemente con Ella.
Colei che è Salute degli Infermi ci sostenga, ci illumini e ci protegga in questo arduo cammino.

Padova, 14 settembre 1997     

Roberto Gava


Fondamenti di Terapia Omeopatica  Eugene Beauharnais Nash   Salus Infirmorum
 
Fondamenti di Terapia Omeopatica
Raggruppamento e classificazione dei rimedi, con un nuovo repertorio clinico

Eugene Beauharnais Nash



torna suIntroduzione Autore

Ai miei Colleghi, giovani e vecchi:

Con questo lavoro desidero codificare le informazioni nuove e vecchie della Pratica Medica, così come io le ho acquisite in una carriera professionale di oltre trent’anni.
Durante la mia giovinezza ho trovato grande piacere e profitto dalla lettura degli scritti di Hering, Dunham, Wells, Lippe e altri che hanno ora cessato il loro lavoro e sono nel riposo eterno.
Io ho attentamente testato i loro insegnamenti e ora che i miei capelli iniziano a diventare bianchi, desidero lasciare qualche testimonianza sulla verità di quegli insegnamenti. Il mio scopo non è di scrivere un libro di Materia Medica completa e neppure un lavoro puramente pratico, sebbene io possa attingere ad entrambi, ma piuttosto è quello di riportare fatti e osservazioni della pratica clinica e dei principi che ho abbondanti motivi per ritenere veri e affidabili.
Mentre non posso sempre sperare di istruire i miei Fratelli nella Professione che mi sono coetanei e mi affiancano nelle conquiste e nell’esperienza professionale, io spero di non stancarli, ma piuttosto di intrattenerli per un po’ di tempo e, più ancora, io spero di essere veramente di aiuto per i principianti, proprio come io stesso sono stato un tempo aiutato.
Non mi prefiggo di adottare l’usuale modo di iniziare con Aconitum napellus e finire con Zincum metallicum, ma di seguire la tendenza delle mie inclinazioni o, come talvolta si dice, i movimenti dello spirito e non posso non invocare l’assistenza degli spiriti degli immortali Hahnemann, Boenninghausen e della miriade di nomi brillanti che adornano le belle pagine della storia dell’Omeopatia, affinché mi aiutino.
Infine, in ogni capitolo desidero scrivere qualcosa che sia utile per qualcuno e se in qualche parte di questo lavoro io dovessi dare l’impressione di aver scritto qualcosa di sbagliato, in questo momento dichiaro una volta per tutte la mia totale disponibilità ad essere perdonato.


E. B. Nash, M. D.
Cortland (N. Y.)

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Raggruppamento e classificazione dei rimedi, con un nuovo repertorio clinico

Eugene Beauharnais Nash



torna suPrefazione I Edizione

Nell’offrire questo libro alla Classe Medica non presento le mie scuse, perché sono convinto di quello che ho fatto e se qualcuno trova delle imperfezioni in questo mio lavoro, si ricordi che io non reclamo alcun diritto di perfezione.
Voglio comunque precisare in modo succinto l’obiettivo che avevo quando mi sono accinto a scrivere:

PRIMO: Per fissare bene in mente del Lettore le maggiori caratteristiche di ogni rimedio. Nei casi semplici e non complicati si può fare una buona ed estemporanea prescrizione solo se si hanno ben fissi in mente, per un pronto uso, i sintomi caratteristici. Il vecchio Lippe era sorprendente per tale abilità.

SECONDO: Cercare di scoraggiare la tendenza a discutere su Sintomatologia e Patologia. Nessuna delle due può essere esclusa ed è folle che la nostra Scuola si divida su tale pomo della discordia. Ogni sintomo ha il suo significato patologico, ma noi non possiamo sempre esprimerlo in parole; comunque, il fatto che abbia tale significato è una ragione sufficiente per prescrivere sul Sintomo o sui Sintomi senza insistere nel, o cercare di, darne la spiegazione.

TERZO: Per insistere sul fatto che la questione della dose è ancora aperta e quindi io ho fatto del mio meglio per consigliare la dose che ho sperimentato essere la migliore senza voler assolutamente insistere che qualcuno si senta costretto a dare la stessa, ma è giusto dire che coloro che ne useranno una diversa e non otterranno l’effetto desiderato, dovranno incolpare se stessi e non il sottoscritto.

QUARTO: Per condannare l’abuso dei farmaci, sia nella Vecchia Scuola che nella nostra. Se c’è qualche argomento nel Sistema Terapeutico Omeopatico che sostiene questo punto di fronte alla condotta della Vecchia Scuola, è che noi abbiamo scoperto una legge per la quale siamo capaci di somministrare dei rimedi per la cura delle malattie senza che ciò comporti danni farmacologici, che sono spesso più gravi della malattia originaria. Nessuna persona onesta, indipendentemente dalla Scuola a cui appartiene, dovrebbe opporsi ad un tale perfezionamento nella Scienza Terapeutica.

QUINTO: Io ho sperato di scrivere in modo da indurre qualche Medico della Vecchia Scuola, capace di superare i pregiudizi fino al punto di leggere tutto o una parte di questo libro, di sperimentare l’Omeopatia secondo le linee che ho indicato, credendo che un tale Medico, di buon intelletto e di cuore onesto, sarà irresistibilmente portato a dare all’Omeopatia un ampio o, alla fine forse, il più ampio spazio all’interno della sua fiducia e della sua pratica clinica.
Infine, dopo quasi quarant’anni di scrupolosa sperimentazione, ho scritto per esprimere la mia incrollabile e confermata convinzione nel Simillimum: il rimedio singolo alla dose minima.

Ringraziando la Classe Medica in generale per l’aiuto che mi ha dato, contraccambio offrendo il mio umile contributo ad una già preziosa letteratura omeopatica.


E. B. Nash
Cortland (N. Y.), 5 novembre 1898

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Raggruppamento e classificazione dei rimedi, con un nuovo repertorio clinico

Eugene Beauharnais Nash



torna suPrefazione IV Edizione

Il richiamo per la Quarta Edizione di questo lavoro è un motivo di gratificazione per l’Autore.
Devo confessare che ho ricevuto lettere di congratulazioni da molti Medici da varie Nazioni e lingue. Ai miei Fratelli di Professione, che hanno così cordialmente accolto il frutto dei miei sforzi, io ricambio con un sincero ringraziamento.

Ho cercato di migliorare questa edizione premettendo ad ogni rimedio alcuni sintomiguida, a cui segue, come un commento con i confronti fra i rimedi, il testo delle edizioni precedenti. E’ auspicabile che questa doppia disposizione iniziale imprima più fermamente in mente i rimedi in modo da renderli utili per una prescrizione pratica ed estemporanea.
Anticipo io stesso la critica che questa è una ripetizione e rispondo che è solo dalla ripetizione molte volte ripetuta che una persona con normali facoltà mentali può tenere a mente per un pronto uso i punti salienti della nostra vasta Materia Medica.
Io non credo che questa disposizione ridurrà l’utilità di Regional Leaders  che contiene circa 2.000 caratteristiche esposte sullo stile dei test di autovalutazione che sono molto usati con gli studenti.

Alla mia brava moglie, che mi faceva da segretaria mentre io dettavo, si deve l’encomio maggiore. Tutto questo a causa della mia cecità.
Dato che io sono vicino alla fine della mia carriera terrena, io spero di lasciare un influsso positivo che possa durare molti anni.

Lo spirito di pura Omeopatia, formulato dalle parole “Similia Similibus Curentur” pronunciate del Maestro, possa prendere possesso di tutti quelli che credono che questa è la sola legge di una terapia medica veramente scientifica.


Dr. E. B. Nash
Cortland (N. Y.), luglio 1913

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Raggruppamento e classificazione dei rimedi, con un nuovo repertorio clinico

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