Sono veramente lieto di aver avuto l’opportunità di pubblicare la traduzione che il collega e amico Dr. Francesco Chianese ha magistralmente realizzato.
Da molto tempo sentivo il desiderio di diffondere nel nostro Paese un libro che raccogliesse alcuni casi clinici che dimostrassero inequivocabilmente la validità della nostra tanto amata e onorata, quanto disprezzata e infangata, Omeopatia. A suo tempo avevo anche lanciato la proposta di raccogliere dei casi clinici contemporanei, ma non ebbi alcuna eco di ritorno e quindi lasciai cadere il progetto. In quei tempi non sapevo che Nash aveva avuto la mia stessa idea e che, ovviamente, l’aveva realizzata prima e sicuramente molto meglio di me. Infatti, questo volumetto è particolarmente sapiente e prezioso non solo perché ci presenta cento casi clinici che testimoniano la potenza di un’Omeopatia ben praticata, ma anche perché trae spunto da questi casi (non tutti tratti solo dall’esperienza quarantennale dell’Autore) per insegnare molte pregevoli note di Metodologia Omeopatica che a nostra volta ci permetteranno di ripetere i successi dei Maestri di Omeopatia.
E’ bello vedere come Nash e gli altri Autori hanno saputo cogliere il simillimum da pochi selezionati sintomi e si sentivano così sicuri da somministrare potenze elevate (anche dalla CM alla MM). A titolo di esempio, sottolineo un caso clinico (quello del Medico affetto da tonsillite acuta che viene descritto alla fine del ‘Caso 31’), in cui Nash precisa che Mercurius iodatus flavus 30 ch non aveva dato alcun beneficio, mentre l’effetto fu immediato e definitivo dopo la somministrazione dello stesso rimedio alla CM.
La domanda che in quel momento mi posi fu: “Quanti di noi si sarebbero sentiti così sicuri della propria prescrizione da aumentare la potenza fino a valori così elevati? Quanti invece avrebbero concluso che quel rimedio (o addirittura l’Omeopatia) non era adatto per curare quel caso e sarebbero passati senza tanti ripensamenti alla terapia antibiotica?”.
Eppure è proprio questa la vera Omeopatia e mi auguro che anche grazie a questo lavoro di Nash ognuno di noi, incominciando dal sottoscritto, sia stimolato a migliorare la propria professionalità e a capire che, come diceva Kent, “Quelli che dicono di aver provato l’Omeopatia e di averla trovata un fallimento hanno solo messo in luce la propria ignoranza”.
Abbiamo tutti bisogna di un aumento della conoscenza ed è anche per questo che chiedo a Dio, Fonte di ogni Sapienza e di ogni buona Conoscenza, di aiutarci nel nostro personale cammino di crescita e di perfezionamento.
Dr. Roberto Gava