Dato che il mio scopo non è vendere libri ma far crescere in conoscenza di vita il Lettore, raccomando vivamente di non iniziare la lettura di questo volume se prima non si è completata l’assimilazione dei concetti espressi nel volume precedente. Infatti, tutte le premesse necessarie per capire quanto è qui riportato sono state inserite nel III volume.
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“Ogni Facoltà di Medicina dovrebbe avere tra i suoi docenti di materie di base anche un esperto di biochimica alimentare”.
“I Medici dovrebbero essere informati sui cibi
tanto quanto lo sono sui farmaci”.
Sono due consigli dell’International Union of Nutritional Sciences Workshop sull’educazione alimentare dei Medici di Base tenuto al Royal College of Physicians di Londra nel lontano marzo 1984, consiglio, però, che finora non ha trovato riscontro nelle nostre Facoltà di Medicina e non solo nel nostro Paese.
Infatti, il problema dell’alimentazione è il grande trascurato nell’ambito della Medicina Accademica Ufficiale. Eppure, il cibo quotidiano è come una goccia d’acqua che cade: una piccola goccia sembra insignificante e quasi inutile nel suo effetto momentaneo, ma col passare del tempo, unendosi a molte e molte altre gocce, può acquistare una forza così dirompente da scavare il suolo, spaccare la roccia, sradicare alberi e travolgere ogni cosa che incontra lungo la sua via.
Similmente accade per il cibo che quotidianamente ingeriamo. Anche questo, come la goccia d’acqua, col passare del tempo, unendosi a molto e molto altro cibo, acquista una grande forza il cui effetto positivo può essere tanto o poco associato ad uno negativo e quest’ultimo, a seconda del nostro comportamento alimentare, in taluni casi può acquistare una forza così dirompente da:
- ‘scavare il suolo’ della nostra costituzione fisica (al punto cioè da incidere fin nei meccanismi biologici più profondi che ci governano),
- ‘spaccare la roccia’ delle nostre difese immunitarie (sia di quelle specifiche che di quelle aspecifiche che ci proteggono contro le malattie),
- ‘sradicare alberi’ (cioè inibire e scardinare importanti reazioni enzimatiche che avrebbero il compito di disintossicare o di proteggere la nostra vita psico-fisica) e
- dar origine a stati patologici capaci di ‘travolgere ogni cosa che incontrano sulla loro via’ (un chiaro esempio è il tessuto tumorale maligno che cresce in modo incontrollato, si estende ai tessuti vicini per contiguità e a quelli lontani per metastasi, fino a distruggerli e portare a morte l’individuo).
Questo processo si concretizza giorno dopo giorno con la ‘politica dei piccoli passi’ e dipende solo da noi attivarlo o inibirlo, accelerarlo o frenarlo; ma non scordiamoci che per incidere positivamente su di esso dobbiamo avere prima di tutto una sufficiente conoscenza degli obiettivi da raggiungere e poi dobbiamo usare la medesima tecnica della goccia d’acqua: costanza, costanza, costanza!
Venendo comunque a questo mio scritto, oltre al concetto appena esposto, va considerato pure che è difficile dare direttive di igiene alimentare che valgano indistintamente per tutti, perché ogni consiglio andrebbe personalizzato a seconda delle condizioni psico-fisiche dell’individuo, dell’educazione ricevuta, del suo ambiente sociale, della situazione geografico-atmosferica, dell’economia locale, dei suoi gusti, ecc.
Quindi, anche se cercherò di fare un discorso il più generico possibile, anticipo sin d’ora che tutti i miei consigli dovranno essere adattati alla realtà del singolo.
Questo libro e il precedente, infatti, non sono dei trattati di medicina sull’igiene alimentare, ma solo una raccolta di riflessioni personali suffragate pure da dati tecnici, il cui unico scopo è di offrire un’informazione a sfondo pratico che tutti possono recepire e, quello che più conta, che tutti possono e dovrebbero vivere.
Nonostante sia convinto della sufficiente correttezza di quanto ho scritto in questo volume, però, ricordo di non assolutizzare mai e sottolineo fin d’ora che l’Uomo è stato creato così meravigliosamente bene che, se non abusa nella quantità e nel tempo di assunzione del cibo, saltuariamente può assumere un po’ di tutto senza danni di rilievo (ci consideriamo, infatti, ‘onnivori’).
Può essere utile, comunque, ricordarsi che:
In tutte le cose è necessaria molta moderazione.
La persona saggia non mangia né troppo né troppo poco di alcun cibo e non raggiunge gli estremismi di certe regole non ortodosse.
Abbastanza è un buon banchetto.
Le necessità energetiche sono individuali e variabili, ma il troppo porta sempre alla malattia; l’abbastanza, comunque, resta una quantità individuale.
La varietà è il sapore della vita.
Non esiste un cibo completo dal punto di vista nutritivo, quindi, per non incorrere in carenze, è necessario assumere una varietà di alimenti.
Ciò che è cibo per alcuni può essere veleno per altri.
Per ciascuno di noi ci sono cibi che non piacciono, cibi poco tollerati e cibi che possono addirittura esser nocivi: ogni norma dietetica va pertanto personalizzata.
Ognuno ha i suoi gusti.
Il gusto deve essere sempre tenuto in considerazione nell’impostare una dieta terapeutica, sia per renderla più attuabile e più gradita al palato, sia perché una richiesta intensa e insolita può nascondere una reale necessità dell’individuo che non sappiamo ancora né capire né interpretare.
Un po’ di quel che piace fa bene.
Le prescrizioni dietetiche a volte sono più rigide di quanto dovrebbero essere. Questo proverbio parla anche dell’effetto placebo: se una persona è convinta che un certo alimento le faccia bene e se non esagera nella sua assunzione, si sentirà meglio dopo averlo mangiato.
Le vecchie abitudini sono dure a morire.
Le abitudini alimentari devono essere in parte rispettate. I cambiamenti prescritti per dieta saranno più facilmente seguiti se rimarranno all’interno delle abitudini alimentari del soggetto e se poi cercheranno di smantellarle gradualmente.
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
Molte persone colgono l’importanza di modificare le proprie errate abitudini alimentari, ma il passaggio da questa comprensione del problema al metterlo in pratica non è sempre scontato: solo il tempo dirà chi è riuscito a «rinnegare se stesso» (cfr. Mt 16,24) e rimanere federe alla dieta.
In ogni caso, la prima cosa da fare è possedere la conoscenza di corrette norme di igiene alimentare, norme che ho cercato di sviluppare nel volume precedente e in questo.
I dati riportati sono in parte bagaglio della mia esperienza personale e delle mie riflessioni, ma in parte sono stati estratti anche da molti testi e pubblicazioni che ho consultato. Tra queste vorrei ricordare alcune Opere a carattere generale (1-9), tra le quali evidenzierei le pubblicazioni LARN 1986-87 e 1995-96 della Società Italiana di Nutrizione Umana (6, 7), l’Atlante ragionato di alimentazione (8) ed Elementi di Dietologia e Dietoterapia per il Medico di Base (9); questi due ultimi sono editi dall’Istituto Scotti Bassani per la Ricerca e l’Informazione Scientifica e Nutrizionale di Milano che, pur essendo finanziato dalla Plasmon Dietetici Alimentari spa, è da questa lasciato scientificamente indipendente nel suo lavoro di ricerca e di diffusione gratuita di una valida letteratura nel campo nutrizionale.
Oltre a ciò, mi sento in dovere di porgere un grazie particolare al Prof. Lorenzo Cima, Tossicologo, Farmacologo e Direttore del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Padova, che, fin da quando lo conoscevo come Docente universitario e a maggior ragione negli anni successivi, ha contribuito in modo sostanziale non solo a trasfondermi molte conoscenze tecniche ma, e questo per me è ancora più importante, ad insegnarmi a ‘leggere la Scienza’ con mente critica. A lui devo anche molto materiale di questo libro, come di tutti quelli di questa Collana editoriale; materiale che Lui ha trovato spulciando qua e là e che poi metteva da parte e mi faceva avere.
Infine, un ultimo grazie anche al Signor Ermenegildo Facco perché mi ha corretto le bozze e a Chiara Braghetto perché senza il suo aiuto questo volume e il precedente sarebbero sicuramente usciti con un anno di ritardo.
Che il Signore ricompensi abbondantemente tutti costoro.
Bibliografia
1 - DEL TOMA E. Dietoterapia e Nutrizione Clinica. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1991
2 - COSTACURTA L. La Nuova Dietetica. Edizioni di Medicina Naturale, Conegliano (TV), 1982
3 - FACCHINI G. Alimenta il tuo star bene. 2 volumi. Edizioni A. d. V. - Falciani Impruneta (FI), 1991
4 - MESSINI M., CAIRELLA M. Dietetica. Società Editrice Universo, Roma, 1976
5 - CECCHINI A. Vivere Domani. Edizioni Erboristeria, Marina di Massa (MS) (da richiedere all’Autore: Piazza Pellerano, 13 - 54037 - Marina di Massa)
6 - SOCIETÀ ITALIANA DI NUTRIZIONE UMANA. LARN 1986-87: Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di energia e Nutrienti per la popolazione italiana. Istituto Nazionale della Nutrizione. Roma, 1987
7 - SOCIETÀ ITALIANA DI NUTRIZIONE UMANA. LARN 1995-96: Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di energia e Nutrienti per la popolazione italiana. Istituto Nazionale della Nutrizione. Roma, 1996
8 - ISTITUTO SCOTTI BASSANI PER LA RICERCA E L’INFORMAZIONE SCIENTIFICA E NUTRIZIONALE. Atlante ragionato di alimentazione. Milano, 1992 (indirizzo dell’Istituto: via Porta Tenaglia, 1 - 20121 Milano - tel. 02-6598247)
9 - ISTITUTO SCOTTI BASSANI PER LA RICERCA E L’INFORMAZIONE SCIENTIFICA E NUTRIZIONALE. Elementi di Dietologia e Dietoterapia per il Medico di Base. Milano, 1996