Le Dinamiche e la Metodologia della Sperimentazione Omeopatica

 
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Le Dinamiche e la Metodologia della Sperimentazione Omeopatica  Jeremy Sherr   Salus Infirmorum
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"E inoltre, mentre preparavamo i cosiddetti vecchi medicamenti, non abbiamo mai dimenticato la nostra posizione di esploratori del mondo sconosciuto dei risultati, degli effetti. Non abbiamo mai dimenticato quel lavoro che è a fondamento della nostra Arte di Curare e di tanto in tanto abbiamo preparato anche nuovi medicamenti; abbiamo fatto sperimentazioni regolari almeno una volta l’anno, spesso due volte e persino tre volte in un anno. Queste sperimentazioni furono grandi celebrazioni nella nostra Omeopatia e tu non può considerarti un vero membro di essa se non vi hai partecipato.

La sperimentazione è un’esperienza meravigliosa che non ha pari in questo mondo. Ci fa soffrire e gioire; sacrifichiamo un po’ della nostra comodità e da essa guadagniamo anni di forza; andiamo a scuola per imparare e aumentiamo la certezza dell’arte di curare. Nello stesso tempo, sperimentare sostanze diverse è, fra tutti i modi possibili, il migliore, il più vicino e il più facile per imparare a padroneggiare la nostra Materia Medica. E’ il modo per apprendere, per osservare l’Arte delle Arti, quella principale che è posta a fondamento di tutte le altre".

 

Costantine Hering


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Le Dinamiche e la Metodologia della Sperimentazione Omeopatica

Jeremy Sherr



torna suIndice Generale

Capitolo 1 - LA DINAMICA DELLE SPERIMENTAZIONI
LA NECESSITÀ DI SPERIMENTARE
Imparare a conoscere se stessi
Esperienze di vita
Paura della sperimentazione
Tipologie di sperimentazione
REAZIONI AI RIMEDI
Reazione omeopatica
Simillimum e sperimentazione
Reazione antipatica
Reazione allopatica
Sintomi primari e secondari
La totalità
La sensibilità
La potenza
FATTORI INTERFERENTI
Malattie casuali
«COME SE FOSSE DI UNA PERSONA SOLA»
INCONSCIO COLLETTIVO
LA SPERIMENTAZIONE OMEOPATICA IN RELAZIONE
ERIMENTAZIONIELL
Doppio cieco
Placebo
Trattamento individuale
Crossover
Le metodologie dei trial farmacologici sono utili per le sperimentazioni omeopatiche?

Capitolo 2 - METODOLOGIA DELLE SPERIMENTAZIONI OMEOPATICHE
INTRODUZIONE
LA PRODUZIONE DEI RISULTATI
I RUOLI NELLA SPERIMENTAZIONE
Sperimentatori
Salute
Altre qualità
Numero di sperimentatori
Coordinatore o Responsabile della sperimentazione
Supervisori
Comitato
IL RIMEDIO
La sostanza
La dose e la posologia
Le potenze
Il placebo
LE FASI DELLA SPERIMENTAZIONE
Prima fase: La preparazione
Seconda fase: La sperimentazione
Terza fase: L’estrazione
Quarta fase: Il confronto
Quinta fase: La repertorizzazione
Sesta fase: La pubblicazione
LA SPERIMENTAZIONE
L’incontro preliminare
La preparazione
La sperimentazione vera e propria
Antidotare una sperimentazione
Fine della sperimentazione
Discussioni di gruppo
L’ESTRAZIONE
Il procedimento
Il formato del testo
La scelta dei sintomi
I criteri per l’inclusione dei sintomi
La cronologia
L’ora del giorno
L’ASSEMBLAGGIO E L’ELABORAZIONE
L’assemblaggio con computer
L’elaborazione ‘outline’
Il database
L’elaborazione e la classificazione
Le essenze
La pubblicazione
LA REPERTORIZZAZIONE
Repertorizzare una sperimentazione
Quale Repertorio?
Quali rubriche?
Le nuove rubriche
Come procedere
Il grado
I DATI TOSSICOLOGICI
GLI ASPETTI PRATICI
La guida
I finanziamenti

APPENDICE  A
ISTRUZIONI PER GLI SPERIMENTATORI  E PER I SUPERVISORI
Istruzioni per gli sperimentatori
Prima della sperimentazione
Inizio della sperimentazione
Assunzione del rimedio
Stile di vita durante la sperimentazione
Riservatezza
Contatti con il supervisore
Registrazione dei sintomi
Istruzioni per i supervisori
Prima della sperimentazione
Assunzione del rimedio
Durante la sperimentazione
Il ruolo del supervisore
Registrazione delle informazioni
Fine della sperimentazione
Analisi dei dati

APPENDICE B
ALCUNE RECENTI SPERIMENTAZIONI
NUOVE SPERIMENTAZIONI

APPENDICE C
ESEMPIO DI UNA SPERIMENTAZIONE: HYDROGENUM
Sensazioni mentali


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Le Dinamiche e la Metodologia della Sperimentazione Omeopatica

Jeremy Sherr



torna suIndice Analitico

A
Aconitum
Adamas
Aggravamento
Allen, Timothy F.
Allopatica, reazione
Anacardium orientale
Analisi dei dati
Antido
Antipatica, reazione
Apis mellifica
Arsenicum album
Assemblaggio
Aurum metallicum

B
Becker, Jürgen
Benoxaprofene
Bevande alcoliche
Bibbia
Boenninghausen
Boericke
Bohr, Niels
Brassica
Bryonia
Butazoni

C
Caffè
Calcarea carbonica
Callinan, Paul
Camphora
Canfora
Cannabis indica
Cenchrix contortrix
Chininum sulphuricum
Chocolate
Coca
Colchicum autumnale
Comitato sperimentale
Computer
Conium metallicum
Coordinatore
Coulter, Harris
Crossover

D
Discussioni di gruppo
Dominici, Gustavo
Doppio cieco

E
Eising, Nuala
Elaborazione
Esponjilla
Estrazione

F
Finanziamenti

G
Germanium
Gibson, D. M.
Gonella, Maria Luisa
Grado
Granite
Grossinger, Richard

H
Hahnemann, S.
Hepar sulphuris
Hering, C.
Hirudo medicinalis
Hughes
Hura brasiliensis
Hydrogenum
Hydrophis cyanocinctus
Hyoscyamus

I
Inconscio collettivo
Iodum
Istruzioni per gli sperimentatori
Istruzioni per i supervisori

J
Jones
Julian, o. A.

K
Kali hydriodicum
Kali iodatum
Kent, J. T.

L
Lac caninum
Lachesis
Limestone
Lippe, Adolf
Lycopodium

M
Malattie casuali
Mandragora officinarum
Marble
Menta
Mimosa pudica

N
Nagpaul
Nenning, Cajetan
Neon
Nux vomica

O
Oenanthe crocata
Omeopatica, reazione
Opium
Organon
Ozonum

P
Paracelso
Phosphorus
Placebo
Platina
Plumbum metallicum
Potenza
Prigogine
Primari, sintomi
Pubblicazione
Pulsatilla

R
Raeside, J. R.
Registrazione dei sintomi
Repertorio
Repertorizzazione
Responsabile della sperimentazione
Rhus toxicodendron
Roth, David

S
Sankaran, Rajan
Schadde, Anna
Scorpio
Secondari, sintomi
Shah, Jayesh
Sheldrake, Rupert
Sigarette
Simillimum
Sintomo curato
Sintomo modificato
Sintomo nuovo
Sintomo recente
Sintomo vecchio
St. George, David
Stapf
Stephenson
Stile di vita
Sulphur
Supervisore
Synthesis

T
Talidomide
Tarentula

Thallium
Tilia europaea
Tossicologia
Trial clinici

V
Venus mercenaria

W
Websters
Wells,P. P.
Whitmont, Edward


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Le Dinamiche e la Metodologia della Sperimentazione Omeopatica

Jeremy Sherr



torna suNota Editore Italiano

Confesso, non senza un po’ di vergogna, che inizialmente mi sono accostato a questo libro con un po’ di diffidenza, perché mi chiedevo se fosse veramente importante scrivere un libro su questo argomento e se fosse essenziale stimolare gli Omeopati Italiani ad impegnarsi in qualche nuova sperimentazione.
La lettura del testo ha superato ogni mia aspettativa e ora sono felice di aver dato ascolto alla recensione che il Collega Gustavo Dominici ha fatto nella rivista che dirige  e di aver accolto l’invito che mi giunse successivamente dalla Dr.ssa Maria Luisa Gonella che stava completando la traduzione dell’opera stessa.
Questo lavoro mi ha fatto conoscere e apprezzare anche il Dr. Jeremy Sherr, che ha sicuramente il merito non solo di aver dato un grande impulso mondiale alla ripresa delle sperimentazioni omeopatiche, ma anche di lavorare con una metodologia veramente rigorosa. Inoltre, grazie a queste pagine, il Lettore avrà certamente modo di ripensare ad alcuni elementi-base della nostra Filosofia Omeopatica, capendo non solo il senso dell’invito pressante di Hering affinché ogni Omeopata partecipi a qualche proving, ma anche che le sperimentazioni sono veramente il fondamento portante di tutta la nostra tecnica terapeutica.
Sono certo che questa lettura lascerà un segno indelebile nella memoria del Lettore e che contribuirà a perfezionare non solo la sua specifica e personale preparazione omeopatica, ma contribuirà anche a migliorare il livello dell’Omeopatia italiana.
Nelle pagine che seguono, il Dr. Sherr afferma chiaramente che l’Omeopatia mondiale soffre per la mancanza di finanziamenti e di aiuti, ma che il progresso continua ad esserci proprio grazie all’impegno disinteressato di molti che vogliono in questo modo esprimere il loro grazie e la loro riconoscenza al nostro Maestro e Fondatore.
In Italia ci sono già molti Omeopati che si sforzano, anche a prezzo di sacrifici personali, di fare il massimo per il bene dell’Omeopatia e dei Pazienti che a queste cure si affidano, ma vorrei tanto che il loro numero crescesse.
Ringrazio quindi il Dr. Sherr e il suo folto Gruppo di collaboratori, ringrazio la Dr.ssa Gonella e il Dr. Dominici, ma ringrazio anche tutti quei Colleghi che apertamente o nascostamente lavorano e si sacrificano per il progresso dell’Omeopatia Italiana. Umilmente mi permetto di spronare tutti a continuare a diffondere il loro lavoro e le loro idee e, per quanto è possibile, a lavorare insieme, perché è anche dal loro esempio che, a mia volta, io ricevo sprone per portare avanti la mia piccola iniziativa editoriale. Inoltre, dato il bisogno che abbiamo di letteratura nella nostra lingua, vorrei invitare ogni Omeopata ad impegnarsi a tradurre qualcosa, ad esempio, per restare nell’argomento di questo libro, si potrebbero tradurre tutti i proving che sono stati finora eseguiti (il Dr. Sherr sta preparando un nuovo volume su questo argomento e sarebbe bello e utile averlo in italiano).
Per questo e per tutti quei progetti che possono essere di stimolo per la crescita di questa nostra meravigliosa tecnica terapeutica, chiedo al Signore una benedizione particolare affinché ci aiuti a fare in modo che l’Omeopatia italiana risulti degna dello spirito di Hahnemann e, in modo particolare, che sia in grado di rispondere in modo adeguato a quelle richieste di aiuto che ci vengono quotidianamente poste nei nostri ambulatori.

 

Dr. Roberto Gava


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Le Dinamiche e la Metodologia della Sperimentazione Omeopatica

Jeremy Sherr



torna suPrefazione

«La sperimentazione è un dono dell’Omeopatia agli Omeopati», esordisce Sherr, e magicamente ci introduce nell’affascinante mondo dello sconosciuto.
In un’epoca scientista, dominata dalla ricerca dell’oggettività, questo messaggio può indurre ad interpretazioni non corrette.
La sperimentazione pura costituisce il nucleo centrale dell’Omeopatia, Scienza sperimentale per eccellenza. Ma il significato profondo della sperimentazione ci induce a pensare all’Uomo e ai suoi rapporti con la Natura nelle sue diverse forme, poiché di questo si tratta. La Scienza cartesiana, con il suo dualismo mente-corpo ha profondamente caratterizzato la ricerca biomedica, l’attenzione al particolare biologico e l’impossibilità di intravedere leggi generali.
L’esperimento scientifico deve essere rigorosamente obbiettivo, cioè l’Uomo è un elemento non indispensabile e alcune volte scomodo. Ma, dice Prigogine: «C’è un tema ricorrente nella storia della fisica del nostro secolo: l’appartenenza dell’Uomo alla Natura, la scoperta che non possiamo accedere a nessuna descrizione dall’esterno. Come afferma il ben noto detto di Niels Bohr «In questo mondo, noi siamo attori e spettatori»».
La Scienza è un’arte per manipolare la Natura e rappresenta certamente lo sforzo dell’Uomo di comprenderla. La storia della Scienza non ha dunque la semplicità che si vorrebbe attribuire all’evoluzione biologica verso la specializzazione, è una storia più contorta, più sorprendente. La storia della Scienza è sempre suscettibile di indietreggiare per ritrovare, nel contesto di un orizzonte intellettuale trasformato, problemi dimenticati, rompendo i recinti che essa stessa aveva costituito e, soprattutto, oltrepassando i pregiudizi più profondamente radicati, perfino quelli che sembravano costituirla (cfr Prigogine).
La storia della Scienza segue l’evoluzione della cultura, della filosofia e gli intrecci tra queste Scienze esatte e non è comunque imprevedibile. La sperimentazione pura oggi si propone quale elemento scientifico in un orizzonte culturale profondamente cambiato, dominato dalla caduta delle certezze cartesiane e dall’apertura della Scienza esatta per eccellenza, la Fisica, alle Scienze Umanistiche, alla Filosofia, alla Teologia. Il primato della macchina o, dell’orologio, come modello della Natura, ha lasciato il posto all’osservazione della Natura quale si manifesta ai sensi dell’Uomo. Galileo affermava che lo strumento migliore è l’Uomo dotato di sensi attenti.
La sperimentazione riporta l’attenzione sull’Uomo e sul suo rapporto con l’Universo, cerca di trovare dei punti di contatto senza manipolazioni, ma divenendo allo stesso tempo attori e spettatori di se stessi.
Un altro aspetto importante nella sperimentazione è l’attenzione al tempo e al divenire. La Scienza classica ha escluso il tempo, cristallizzando l’interpretazione della Natura in leggi deterministiche, fisse. La termodinamica e le teorie quantistiche hanno riportato l’attenzione sul tempo, alla dinamica, al molteplice. Partecipare ad una sperimentazione significa introdursi in questo concetto di trasformazione e il tempo assume un elemento distintivo in ciò che succede.
Sia a livello macroscopico che a livello microscopico le Scienze della Natura si sono liberate da una concezione ristretta della realtà oggettiva che pretendeva di dover negare nei suoi principi la novità e la diversità in nome di una legge universale immutabile. Esse si sono liberate della fascinazione per cui la razionalità era dipinta come qualcosa di chiuso e la conoscenza era descritta come se fosse in via di un adempimento finale. Esse si sono ormai aperte all’imprevedibilità: l’inaspettato non ha più il segno di una conoscenza imperfetta o di un controllo insufficiente. Esse si sono aperte al dialogo con la Natura che non può essere dominata con un colpo d’occhio teorico, ma soltanto esplorata; al dialogo con un mondo aperto al quale noi stessi apparteniamo e alla costruzione del quale partecipiamo (cfr Prigogine) .
Il dialogo con la Natura ben esprime l’essenza della sperimentazione, la possibilità di entrare dal di dentro nella Natura, comprenderne i fenomeni, accettando la sua complessità e l’impossibilità di imbavagliarla in descrizioni fisse. Dobbiamo accettare questo fatto, pensare che si apre un nuovo orizzonte di comprensione profonda dell’Uomo e dei suoi rapporti con l’Universo, esplorare con sincerità questo mondo meraviglioso, senza per questo abbandonare la Scienza, ma rivivendola in un senso più completo e rispettoso, questo ci insegna l’Omeopatia.
La sperimentazione pura si pone in questa nuova ottica culturale dominata dal dialogo tra le Scienze umanistiche e fisiche e può rappresentare un mezzo per aprire una nuova dimensione.

 

Dr.ssa Maria Luisa Gonella


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Jeremy Sherr



torna suPresentazione

Il Medico medioevale Paracelso, grande precursore di Hahnemann, dichiarò che «non esiste malattia per la quale non sia stato creato un rimedio capace di scacciarla e curarla».
La sperimentazione dei rimedi effettuata da Hahnemann, Kent e dai loro discepoli, fra cui anche l’Autore del libro, ha sancito su base sperimentale la probabile veridicità di tale importante supposizione. La molteplicità di elementi presenti nel nostro pianeta sembrano, infatti, rispecchiare le molte varietà delle malattie umane e dei conflitti profondi.
Se vorremo utilizzare questo immenso potenziale ai fini della guarigione, dovremo sperimentare una grande quantità di rimedi, anche se più numerosi saranno i dettagli che scopriremo sulle sostanze, maggiore sarà la confusione e la sovrapposizione di elementi che saremo destinati ad affrontare.
Il numero relativamente limitato di policresti, messi a nostra disposizione dai Maestri del passato, rendeva la prescrizione più facile, benché fosse meno efficace rispetto ad oggi, data la presenza nell’odierna Materia Medica di una schiera di centinaia di ‘piccoli’ rimedi. In futuro, attraverso nuove sperimentazioni, potremo ottenere migliaia di medicamenti più specifici, che forse molto spesso si assomiglieranno l’un l’altro. Perciò dovremo utilizzare modalità di sperimentazione e di valutazione più precise, in modo da riuscire ad evidenziare i punti specifici di differenziazione tra essi.
Jeremy Sherr ha già contribuito ad ampliare il nostro Repertorio. Ora, grazie alla sua esperienza di supervisore, si è assunto il compito di fissare in modo sistematico, e per la prima volta nella letteratura omeopatica, le regole di base per una sperimentazione attenta ed esaustiva, al fine di garantire l’uniformità delle valutazioni dei nostri rimedi. Le condizioni e i requisiti proposti ben si uniformano alle intenzioni espresse da Hahnemann.
Oltre ai sintomi guida insoliti, peculiari e rari, abbiamo la necessità di stabilire e studiare nei minimi dettagli le costituzioni individuali e le personalità che mostrano la massima risposta ad ogni specifica sostanza. Dobbiamo scoprire tipologie più differenziate e meglio delineate rispetto a quelle menzionate abitualmente nelle nostre Materie Mediche e nel Repertorio. La maggior parte delle rubriche mentali riportano i sintomi in termini di comportamenti visibili e osservabili dall’esterno, ad esempio: «Ansia ... a letto», «… per la salute», «… nel pomeriggio», ecc.
Tali caratterizzazioni, anche se valide di per se stesse (e per la molteplicità di voci riportate nella rubrica), non rendono giustizia ai livelli più profondi delle psicodinamiche motivazionali inconsce. A titolo di esempio, l’ansia può derivare dall’insicurezza per le proprie asserzioni (Lycopodium) o dalla sensazione di essere chiamato a soddisfare e amministrare le necessità comuni (Aurum metallicum) o da una paura paranoica generica (Arsenicum album), ecc. La maggior parte delle sperimentazioni esistenti, comprese quelle dei più grandi policresti, sono poco soddisfacenti, se viste nell’ottica di questa interpretazione psicodinamica, in quanto furono eseguite in un epoca in cui mente e coscienza erano considerate quasi identiche e mancava una psicologia dell’inconscio. In esse, i sintomi mentali ed emozionali furono annotati essenzialmente in termini superficiali, in base a ciò che lo Sperimentatore era in grado di sentire e pertanto di riportare di se stesso in modo conscio. Oggi sappiamo che questo è solo una parte e, a volte, solamente una variante di quanto succede realmente nel nostro inconscio. Infatti, lo stato di salute e di malattia non dipendono da sentimenti, pensieri e motivazioni consce, ma da quelle inconsce. In futuro, quindi, occorrerà analizzare le psicodinamiche inconsce non soltanto durante la sperimentazione, ma anche nel periodo precedente.
Una fondamentale innovazione apportata da Jeremy Sherr con il suo lavoro consiste nel richiamare l’attenzione sulle dinamiche inconsce, riconoscendo che il placebo può influire sugli Sperimentatori duplicando l’effetto della sostanza in prova.
Per il suo valore pionieristico questo libro merita la nostra perenne gratitudine.

 

Dr. Edward C. Whitmont


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Le Dinamiche e la Metodologia della Sperimentazione Omeopatica

Jeremy Sherr



torna suIntroduzione I Edizione Inglese

Vivere in un’epoca in cui l’Omeopatia sta emergendo è un gran privilegio. Durante questo periodo di crescita della nostra amata Scienza, si è rinnovato l’interesse degli studenti e dei praticanti l’Omeopatia per la teoria e la pratica della sperimentazione pura. Molti Omeopati mi hanno avvicinato chiedendomi consiglio rispetto ai metodi da utilizzare, vista la scarsa letteratura sull’argomento. La maggior parte delle informazioni di base sono disperse nella letteratura omeopatica e le fonti contemporanee di un certo rilievo sono oltremodo scarne. Le fasi che presentano maggiori difficoltà nella sperimentazione, come l’estrazione e il confronto dei dati, non sono ben documentate, cosicché l’Omeopata che decide di intraprendere il ‘viaggio’ di una nuova sperimentazione potrà disporre solo di una ‘mappa’ oscura e contraddittoria.
Negli ultimi anni ho condotto sperimentazioni Hanhemanniane classiche su Scorpio, Hydrogenum, Chocolate, Brassica, Germanium, Neon e Adamas. Questo lavoro mi ha dato l’opportunità di maturare una esperienza molto ricca che offro nel presente libro come compendio delle mie conoscenze attuali in materia, sperando che possa servire a migliorare la comprensione di questo argomento e a far aumentare il numero di sperimentazioni di qualità. A tal fine ho esplorato la maggior parte delle fonti disponibili e le ho integrate con quanto ho appreso nel corso delle mie sperimentazioni.
Queste annotazioni non vogliono rappresentare nulla di finito o definitivo. Sono piuttosto una guida, un insieme di idee da revisionare e incrementare. La nostra Scienza è giovane e noi tutti abbiamo molto da imparare. Attendo quindi con piacere che i Colleghi esprimano commenti e idee.
Sperimentare nuovi rimedi è stata un’esperienza gioiosa e di grande utilità per me stesso e per i miei studenti. Mi auguro che questo libro possa portare ad iniziare nuove e appassionanti sperimentazioni cosicché tutti possano trarre beneficio da questo meraviglioso processo.

Jeremy Yaakov Sherr


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Le Dinamiche e la Metodologia della Sperimentazione Omeopatica

Jeremy Sherr



torna suIntroduzione II Edizione Inglese

Dopo la pubblicazione della prima edizione, sono stato piacevolmente sorpreso dall’incredibile aumento del numero e della qualità delle sperimentazioni omeopatiche. Quasi ogni settimana mi giungono notizie di nuove sperimentazioni e ne ho elencate all’incirca 370 nell’appendice, rispetto alle 182 di due anni fa. Inoltre, alcune di esse sono sperimentazioni Hahnemanniane classiche, in quanto includono l’intera totalità sintomatologica, sono supervisionate rigorosamente su di un periodo di tempo sufficiente, sono a doppio cieco, condotte senza pregiudizi e con estrema precisione.
Ho anche ricevuto un riscontro molto positivo su questo libro, che sembra aver centrato l’obiettivo di motivare e guidare la realizzazione delle sperimentazioni. Molti Omeopati si sono resi conto che l’esperienza di una sperimentazione dinamica costituisce una parte indispensabile e illuminante del loro percorso formativo e della loro crescita individuale.
La prossima sfida per la Comunità Omeopatica è rappresentata dalla pubblicazione di tali sperimentazioni. Infatti, la maggior parte di quelle elencate nell’appendice non sono a tutt’oggi disponibili per la consultazione. Purtroppo, senza pubblicazione le nostre sperimentazioni non risultano e sono inutilizzabili. Ho ricevuto molte segnalazioni di successi ottenuti con Hydrogenum, Chocolate e Scorpio conosciuti grazie alla loro pubblicazione. In ogni caso, credo che ora si debba puntare su pubblicazioni collettive nel rispetto della tradizione di Hahnemann, Allen e Hering, favorendo così l’accesso a tutti i nuovi rimedi.
Con il passaggio nel nuovo millennio, si assiste a cambiamenti senza precedenti e talvolta preoccupanti nello schema delle patologie. E’ fondamentale che la Comunità Omeopatica sia in grado di affrontare tale evoluzione con il supporto di una Materia Medica vasta e affidabile. Dobbiamo tener testa a questa sfida con il massimo della qualità, della sincerità e della disciplina.

 

Jeremy Yaakov Sherr


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Le Dinamiche e la Metodologia della Sperimentazione Omeopatica

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