Il Genio dell'Omeopatia

Lezioni e Saggi di Filosofia Omeopatica

 
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Il Genio dell'Omeopatia  Stuart Close   Salus Infirmorum
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L’Omeopatia sta guadagnando sempre più credito tra i malati e nel mondo scientifico, ma noi Omeopati siamo all’altezza di tale responsabilità? In Italia non abbiamo un numero sufficiente di Maestri, però potremmo imparare moltissimo dalle Opere dei Classici: anche se i loro scritti sono datati, sappiamo che il metodo omeopatico di approccio clinico e di studio non tramontano mai.

Questo libro di Stuart Close è un classico dell’Omeopatia e noi siamo così distanti da una mentalità omeopatica pura che abbiamo bisogno di testi come questo, non solo per acquisire conoscenze ma per ‘viverle’ al punto da trasmetterle ai nostri pazienti. Forse, allora, è necessario leggere più volte Opere come queste, perché solo una attenta rilettura permetterà di coglierne quelle sfumature cariche di significato e quei preziosi segreti terapeutici che il ‘testamento’ di un Maestro sempre racchiude.

Dopo aver analizzato le varie Scuole di Filosofia del tempo di Hahnemann, il senso dell’approccio omeopatico e le sue grandi e sostanziali differenze con l’approccio allopatico, l’Autore passa ad analizzare la natura della malattia umana, i concetti di guarigione e di miglioramento, il significato dei sintomi patologici e l’importanza dell’esame obiettivo del paziente per poi ricordare tante piccole regole e suggerimenti come le modalità per la scelta di un rimedio omeopatico e la potenza di somministrazione, la ripetizione della dose, l’interpretazione degli effetti, ecc.

Sono tutti consigli che scaturiscono dall’esperienza, un’esperienza che manca a molti di noi e di cui oggi abbiamo particolare bisogno. Infatti, scrive Hahnemann: "Compito altissimo e unico del Medico è di rendere sani i Malati, cioè di guarire". E ancora: "Quando ci si occupa di un’arte il cui scopo è salvare una vita, rifiutarsi di apprenderla è un delitto".


Il Genio dell'Omeopatia  Stuart Close   Salus Infirmorum
 
Il Genio dell'Omeopatia
Lezioni e Saggi di Filosofia Omeopatica

Stuart Close



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Presentazione dell’editore Italiano
Prefazione


Capitolo I - IL PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO
Grandi personaggi
Omeopatia: un sistema
Princìpi e organizzazioni

Capitolo II - INTERPRETAZIONI GENERALI
Relazioni tra scienza e arte
Omeopatia: una scienza
Omeopatia: una scienza sperimentale
Omeopatia: un’arte

Capitolo III - SCUOLE DI FILOSOFIA
Il materialismo
L’idealismo
Il sostanzialismo
Posizione di Hahnemann
La filosofia induttiva di Bacone
Lo stato della medicina al tempo di Hahnemann
‘Medicina razionale’
Princìpi di lavoro di Hahnemann

Capitolo IV - SCOPO DELL’ OMEOPATIA

Capitolo V - UNITA’ DELLA MEDICINA
Il genio dell’Omeopatia
Nichilismo terapeutico
I saccenti della Medicina


Capitolo VI - VITA, SALUTE E MALATTIA
Materia e forza
La natura della malattia

Capitolo VII - SUSCETTIBILITA’, REATTIVITA’ E IMMUNITA’
Stimolanti e depressori

Capitolo VIII - PATOLOGIA GENERALE DELL’OMEOPATIA
Teoria delle malattie croniche
Relazione fra batteriologia e omeopatia
La dottrina della latenza
Metastasi
L’identità di psora e tubercolosi
La teoria tossicologica della malattia
Idiosincrasia e malattie da farmaci

Capitolo IX - GUARIGIONE E MIGLIORAMENTO
Il segnale di ritirata della Classe Medica
Il nuovo ideale
Princìpi, non speculazioni
Definizione di arte
L’arte non è imitazione della natura
Distinzione fra guarigione e miglioramento
Una guarigione è sempre il risultato di un’arte e non viene mai
conseguita dalla natura
Definizione di miglioramento
Inadeguatezza del ‘trattamento dell’attesa’
La superiorità dell’omeopatia
Relazione fra guarigione e malattia
I ‘prodotti finali’ della malattia e il trattamento meccanico
L’oggetto del trattamento
La legge implicita di guarigione
I requisiti della guarigione
Il fattore morfologico
L’esame del paziente e la costruzione del caso
Modo e direzione della guarigione
L’orientamento della terapia moderna

Capitolo X - LE LIEVI ‘INDISPOSIZIONI’  IL ‘SECONDO MIGLIOR RIMEDIO’

Capitolo XI - SINTOMATOLOGIA
La Materia Medica omeopatica
Sintomatologia
Sintomi definiti
Sintomi soggettivi
Sintomi obiettivi
La totalità dei sintomi
Sintomi caratteristici e ‘keynote’
Il ‘metodo delle keynote’ di Guernsey
Il ‘manuale di terapia di Boenninghausen’
Il linguaggio della Materia Medica

Capitolo XII - ESAME OBIETTIVO DEL PAZIENTE
Storie cliniche

Capitolo XIII - POSOLOGIA OMEOPATICA
Come si sceglie la potenza del rimedio
La suscettibilità del Paziente
La suscettibilità è modificata dall’età del Paziente
La suscettibilità è modificata dalla costituzione e dal carattere
La suscettibilità è modificata dalle abitudini e dall’ambiente
La suscettibilità è modificata dalle condizioni patologiche
La suscettibilità è modificata dalla condizione di vita
La ripetizione della dose
L’effetto del rimedio
La legge del dosaggio

Capitolo XIV - DINAMINIZZAZIONE E DOSE INFINITESIMALE
La relazione delle sostanze inorganiche con l’organismo vivente
Il fondamento scientifico della dinamizzazione

Capitolo XV - IL POTENZIALE DEL RIMEDIO

Capitolo XVI - LA LOGICA DELL’OMEOPATIA

La logica induttiva definita
I sintomi caratteristici
L’unità patologica dei sintomi
La totalità dei sintomi
Individualizzazione
L’arte della generalizzazione
Sintomi generali
Sintomi generali in opposizione
Classificazione e raggruppamento
Memorizzazione dei sintomi
La materia medica come drammatizzazione
Generalizzazione per il lavoro repertoriale
La legge di causalità

Capitolo XVII - SVILUPPO DELLA FILOSOFIA HAHNEMANNIANA NELLA VI EDIZIONE DI L’ORGANON

Indice Generale

Il Genio dell'Omeopatia  Stuart Close   Salus Infirmorum
 
Il Genio dell'Omeopatia
Lezioni e Saggi di Filosofia Omeopatica

Stuart Close



torna suNota Editore Italiano

Come ai tempi di Close, anche ai nostri giorni c’è scontro tra i fautori della cosiddetta Medicina Ufficiale e gli Omeopati, però lo scorso 18 maggio 2002, a Terni, il Consiglio Nazionale della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri) ha emesso un documento che attesta una svolta radicale della Federazione stessa nei confronti delle Medicine Non Convenzionali, perché considera ed omologa queste ultime come “atto medico”. A commento di ciò, alcuni hanno affermato che ci si sta avvicinando ad una futura accettazione ospedaliera o addirittura universitaria dell’Omeopatia. Se questa ipotesi fosse a breve scadenza, mi verrebbe una certa inquietudine a causa di una mia grossa perplessità: “Noi Omeopati italiani siano pronti per un tale passo?”.
E’ proprio perché sono cosciente dei miei limiti e di quelli di molti Colleghi che ho costituito la Salus Infirmorum e sto dedicando molte energie e denaro per mettere a disposizione degli Omeopati nuovi e vecchi della traduzione italiana di qualche libro di alcuni nostri Maestri. In un tale contesto si intuisce anche il perché della traduzione di questa famosa opera di Close.
Questo libro è annoverato tra i classici dell’Omeopatia, ma il Lettore capirà rapidamente che non è per tutti o, meglio, che per apprezzarlo realmente dovrà leggerlo e rileggerlo più volte. Siamo troppo distanti da una pura mentalità omeopatica per capire immediatamente il suo linguaggio; ... anche perché, in fin dei conti, non si tratta di capirlo, ma di viverlo prima di tutto in noi stessi, per poi farlo vivere ai nostri pazienti.
Scrive Close: “Per i medici è diverso: se il paziente guarisce dopo la cura, va tutto bene e il medico mantiene la stima del paziente. Se il paziente peggiora o insorgono nuovi sintomi, va ancora tutto bene per quel che riguarda il medico: si tratta soltanto di una ‘complicanza’ per la quale il medico ha subito un nome e un’appropriata classificazione patologica. Se invece il paziente muore, non c’è alcuna necessità di stabilire le cause patologiche e le richieste del Dipartimento della Salute sono facilmente soddisfatte riempiendo le caselle prestampate del certificato di morte. In questo modo, la ‘Scienza’ è soddisfatta e il medico si congratula con se stesso per il suo acume diagnostico e patologico. La sua fiducia nei farmaci non è stata incrinata!”.
E’ palese che questo non è l’approccio medico che ogni malato vorrebbe e, comunque, se anche fosse la triste realtà d’oggi, non è la Medicina di Hahnemann. Sappiamo tutti che l’Organon inizia prima di tutto con queste parole che racchiudono tutto lo spirito hahnemanniano: “Compito altissimo e unico del medico è di rendere sani uomini malati, cioè di guarire”.
E ancora: “Quando ci si occupa di un’arte il cui scopo è salvare una vita, rifiutarsi di apprenderla è un delitto”.
E’ con il desiderio di diffondere e contribuire ad affermare questo vero spirito medico che abbiamo iniziato questo lavoro e affidiamo a Dio il compito di perfezionarlo e portarlo a compimento.

Dr. Roberto Gava


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torna suPrefazione Autore

Molti capitoli di questo libro furono in origine concepiti e preparati come ‘dispense’ di studio per le classi superiori del New York Homoeopathic Medical College, nel periodo in cui sono stato docente di Filosofia Omeopatica (1909 al 1913). Negli ultimi quattro anni la maggior parte di questi interventi è apparsa, revisionata, nella rubrica da me diretta di ‘Filosofia Omeopatica’ della rivista ‘The Homoeopathic Recorder’.
Dopo ulteriore revisione, questi articoli sono stati ora pubblicati, su richiesta dei Lettori del ‘The Homoeopathic Recorder’ e di altre persone convinte che meritino di essere conservati, sotto forma di libro per il pubblico interesse.
Nella discussione attuale (in chiave moderna) dei princìpi hahnemanniani, spero di poter contribuire alla ripresa dell’interesse per la scienza e l’arte del rimedio terapeutico (di cui l’Omeopatia è un esempio) dato che la Classe Medica ha un gran bisogno di tutto questo.
Una revisione della letteratura contemporanea e le strette relazioni con molti medici della Scuola Ufficiale di medicina mettono in rilievo l’esistenza di uno spirito più amichevole rispetto al passato ed anche un vivo interesse per ciò che i Colleghi Omeopati hanno da offrire nella soluzione dei problemi terapeutici, oltre ad un desiderio di cooperazione.
L’era del nichilismo terapeutico sta finendo.
I teorici e i leader della Scuola Ufficiale sono pronti a partecipare ad una discussione scientifica sulla teoria e sui principi del ‘rimedio terapeutico’ dal punto di vista omeopatico, quando affrontino l’argomento con spirito non settario. Essi cominciano a recepire più facilmente l’idea dell’esistenza di un principio generale (o ‘Legge del rimedio terapeutico’) come mai prima d’ora e a prendere in considerazione la prova che è a favore di questo principio. Comunque, ritengono giustamente che, per avere valore, tale prova dovrebbe essere sperimentata in maniera da adattarsi alle richieste della ricerca scientifica. Lasciando tutto questo ai Ricercatori, agli Scienziati e a quanti può essere congeniale (senza dimenticare i molti che nella nostra stessa Scuola sono interessati), mi sembra lecito esporre di nuovo, in modo semplice, i princìpi logici, storici e filosofici sui quali si basa l’Omeopatia, per dimostrare la sua relazione con le altre Scienze in quanto branca della medicina Generale.
Tale è l’obiettivo di questo libro.
Esso non ha la pretesa di essere ‘scientifico’: è stato concepito con spirito fraterno e filosofico per cui potrebbe mancare talora di qualche espressione tecnica adeguata.

Brooklyn (New York)

Dr. Stuart Close


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