"I nostri dubbi sono traditori... E ci fanno perdere il bene che spesso potremmo ottenere... Per la paura di tentare" [Shakespeare]

Gestione del simillimum omeopatico. Il vero metodo hahnemanniano per un trattamento omeopatico di successo

 
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Gestione del simillimum omeopatico. Il vero metodo hahnemanniano per un trattamento omeopatico di successo  De Schepper Luc   Salus Infirmorum

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È come se l’Omeopatia fosse stata ibernata intorno al 1828, tant’è vero che la maggior parte delle tecniche che si usano ancora oggi risalgono a quel periodo. Nonostante l’esperienza personale di Hahnemann fosse cresciuta immensamente dopo la 4ª edizione dell’Organon, l’Omeopatia in generale non ha subito mutamenti. Molti omeopati praticano ancora seguendo le stesse regole fissate nel 1828-1829. E la cosa è ancora più strana se si pensa che i successivi quattordic’anni della pratica clinica di Hahnemann sono stati i più produttivi della sua vita.
Volete trattare i malati cronici più gravi senza eliminare il loro forte sfondo miasmatico?
Volete imparare a prevenire un inutile aggravamento omeopatico?
Volete imparare a trattare i pazienti più sensibili, un gruppo che sembra aumentare sempre più?
Volete imparare ad accelerare il tempo di cura, dimezzarlo, ridurlo di un quarto o ad un tempo ancor minore rispetto al tempo che richiede una somministrazione di granuli a secco?
Volete avere buoni risultati in casi clinici che presentano gravi soppressioni e malattie ritenute “incurabili”?
Volete imparare ad usare i metodi più avanzati di Hahnemann e seguire le sue orme?
Allora questo è il libro che fa per voi. Cosa avete da perdere? Che il paziente sia curato più rapidamente? Che sembriate migliori degli altri omeopati a curare i malati? Che il paziente soffra di meno e spesso non abbia alcun aggravamento omeopatico?

È una situazione estremamente favorevole sia per l’omeopata sia per il paziente.
Finora pochi si sono dimostrati ricettivi alle promesse di Hahnemann del 1833 (5ª edizione dell’Organon) e del 1842 (6ª edizione). Un po’ più impegno e dedizione da parte dell’omeopata ricompensano certamente lo sforzo fatto, se si tratta di alleviare la sofferenza dell’Umanità.
Ricordiamo l’avvertimento di Hahnemann:
“Devo mettere in guardia il Lettore che l’indolenza, l’amore per la comodità e l’ostinazione precludono un’efficace funzione religiosa davanti all’altare della verità ed essere veramente liberi da pregiudizi e lavorare con instancabile entusiasmo abilitano alla più sacra di tutte le occupazioni umane: la pratica del vero sistema di Medicina” (Prefazione alla 1ª edizione dell’Organon, 1810).




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Nato nel 1946, si è laureato in Medicina nel 1971 a Ghent (Belgio). Si è diplomato in Agopuntura presso la Dutch Doctor’s Acupuncture Association di Amsterdam (Olanda) nel 1978, dopo un corso teorico-pratico di tre anni. Nel 1980 ha conseguito il Dottorato in Agopuntura a Parigi (Francia). Si è trasferito in California nel 1981, dove ha ottenuto l’autorizzazione a esercitare l’agopuntura nel 1982. E' abilitato all’esercizio della professione medica in California dal 1985, dopo un anno di internato in neurologia. E' autorizzato a esercitare anche negli stati del Colorado e del New Jersey. Si è specializzato in Omeopatia alla British School of Homeopathy nel 1992 e presso il Dr. Robin Murphy nel 1993.
Il Dr. De Schepper tiene conferenze sull’Omeopatia in Stati Uniti, Australia, Africa, Europa e Canada. Nel 1993 ha fondato la propria scuola di Omeopatia, il Renaissance Institute of Classical Homeopathy, la più grande degli Stati Uniti, con sedi a Boston (MA), Newark (NJ) e Las Vegas (NV).
Il Dr. De Schepper e sua moglie Yolanda viaggiano spesso per lavoro, in particolare nei Paesi del Terzo Mondo, dove si dedicano ad alleviare le sofferenze dei poveri. Il loro personale scopo umanitario è cercare di curare con l’Omeopatia e fornire un’istruzione su questo sistema terapeutico.



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Nota dell’editore italiano
Ringraziamenti   
Introduzione   
Parole chiave   

PARTE  I - LE POTENZE
Capitolo 1 - Malattie simili e dissimili

Primo principio: Il simile cura il simile. È ignorato dalla maggior parte degli omeopati?   
Uno sguardo più da vicino alla prima legge   
Malattie dissimili   
Malattie simili: la natura cura in modo omeopatico   

Capitolo 2 - Azione primaria e secondaria
Incontri della forza vitale   
L’azione secondaria   
Reazione secondaria contraria   
Reazione secondaria curativa   
Come cura il rimedio omeopatico   

Capitolo 3 - Scelta e gestione della potenza: 4a edizione dell’Organon
Precursori della 4a edizione   
Nascita della 4a edizione   
Introduzione alle alte potenze   
Dosi e quantità di rimedio prescritto nell’Omeopatia kentiana   

Capitolo 4 - Scelta e gestione della potenza: 5a edizione dell’Organon
Soluzioni acquose   
Ripetizione del rimedio   
Come modificare ogni dose mediante succussioni   
Indicazioni pratiche per l’uso della soluzione medicinale a dose frazionata   
Altre indicazioni   
Regolare la seconda bottiglia   
Che dire dell’aggravamento omeopatico simile?   
Perché dovrei usare il metodo della dose frazionata della 5ª edizione se uso già il metodo LM della 6ª edizione?   
La microsoluzione del rimedio   

Capitolo 5 - Scelta e gestione della potenza: 6a edizione dell’Organon
Introduzione e storia   
Perché la 6a edizione?   
Come riescono le potenze LM a raggiungere questo obiettivo?   
Miti moderni sulle potenze LM   

APPENDICE - Tabella della scelta della potenza nelle malattie croniche
Ipersensibilità   
Iposensibilità   

PARTE  II - GESTIRE IL SIMILLIMUM
Capitolo 6 - Significato dei sintomi accessori e problemi annessi

Sintomi accessori e il simillimum   
Sintomi accessori e casi acuti   
Sintomi accessori e il simile “vicino”   
Sintomi accessori e il simile “distante”   
Quando si individuano due rimedi simili   
Quadro di rimedio alterato in casi acuti e cronici   
Scarsezza di sintomi: aforismi 172-184   
Il vero simillimum   

Capitolo 7 - Sintomi esterni o malattie locali: il problema della soppressione (§ 185-203)
Una lezione non ancora imparata   
Tipi diversi di malattie locali   
Nemmeno creme e pomate!   
Quando le ‘linee guida’ della terapia vengono annullate   
Altre conseguenze della soppressione   

Capitolo 8 - Miti e idee sbagliate della moderna Omeopatia
Introduzione   
1 - Mescolare i rimedi   
2 - Alternanza di rimedi   
3 - Altre ‘innovazioni’ moderne   

Capitolo 9 - Stili di vita e altri impedimenti alla guarigione
Quando il rimedio indicato non agisce   
Il primo impedimento è l’omeopata   
Errori alimentari e di stile di vita   
Il caso del caffè   
Parenti stretti del caffè   
Vari tipi di alimentazione   
Errori di dieta   
Comuni abitudini alimentari   
Dieta iatrogena   
Stile di vita   
Il paziente sbagliato   
Pazienti che rifiutano di dare informazioni   
Il paziente dà troppe informazioni   
Altri errori nella prescrizione   

Capitolo 10 - Rimedi intercorrenti o temporanei acuti nelle malattie croniche
Uso dei rimedi intercorrenti acuti   
Hahnemann e gli intercorrenti acuti   
Kent e gli intercorrenti acuti   
Von Boenninghausen e gli intercorrenti acuti   
Come continuare il trattamento dopo avere usato un intercorrente acuto   
Quando fare ricorso all’Allopatia   
In quali episodi acuti è necessario usare un rimedio intercorrente?   
Rubriche di intercorrenti acuti   
Conclusione   

Capitolo 11 - Rimedi intercorrenti cronici o nosodi nelle malattie croniche
Origine dei nosodi   
Ritorno in uso dell’isopatia   
Omeopati che sostengono la causa dell’isopatia   
Reazione di Hahnemann   
Conclusioni di Dudgeon   
Indicazioni di un intercorrente cronico   
Come somministrare i nosodi   
Due parole sul miracoloso Carcinosinum   
Due parole sul potente Streptococcinum   
Conclusioni   

Capitolo 12 - La seconda prescrizione: diverse situazioni di gestione delle malattie croniche
Introduzione: aggravamenti e naturale reazione di guarigione   
Alcune situazioni della seconda prescrizione   
Situazione N° 1 - Miglioramento immediato dei livelli mentale, emotivo e fisico senza alcun osservabile aggravamento simile o dissimile   
Situazione N° 2 - Nessuna reazione a nessun livello (mentale, emotivo, fisico): un assoluto status quo   
Situazione N° 3 - Miglioramento iniziale a tutti i livelli, poi ritorno dei sintomi immutati: sollievo di breve durata   
Situazione N° 4 - Aggravamento simile, rapido e breve, seguito da miglioramento e aumento di energia del paziente   
Situazione N° 5 - Un aggravamento simile di lunga durata, seguito da un progresso conclusivo ma lento verso il miglioramento   
Situazione N° 6 - Aggravamento simile prolungato, seguito da lento e continuo declino   
Situazione N° 7 - Aggravamento simile dopo ogni dose, indipendentemente da quanto è bassa la potenza   
Situazione N° 8 - Miglioramento del singolo sintomo fisico senza sollievo generale e senza particolare miglioramento del benessere generale o dell’atteggiamento mentale/emotivo del paziente   
Situazione N° 9 - Miglioramento immediato e generale della maggior parte dei sintomi, ma di breve durata, seguito da un lungo aggravamento simile   
Situazione N° 10 - Miglioramento di lunga durata, settimane o mesi, poi improvviso aggravamento simile   
Situazione N° 11 - Sintomi che seguono la serie di osservazioni di Hering   
Situazione N° 12     - Comparsa di nuovi sintomi    
Conclusioni   

Capitolo 13 - Rimedi complementari e rimedi che seguono bene: rimedi compatibili
‘Scorciatoia’dopo il primo simillimum   
Rimedi complementari   
Esempi di relazioni complementari   
Stati miasmatici ‘complementari’   
Antidoti e rimedi nemici   

PARTE III - DOMANDE RELATIVE ALLA GESTIONE  DEL CASO CLINICO
Proposta di domande e risposte   

PARTE  IV - ESEMPI DI GESTIONE DI CASI CLINICI
Il problema della dose   
Collegamento fra conscio e inconscio   
Rimedio intercorrente?   
Cambiare il rimedio?   
Malattia monosintomatica e terapia locale   
Rimedio acuto o cronico? L’importanza del ‘non è più stato bene da quando’   
Vudù o mesmerizzazione? La magnetizzazione è una cosa seria?   
La dose è importante: le ‘microsoluzioni’ di Hahnemann   
Come accelerare la cura con le potenze LM   
La diagnosi non è tutto: i sintomi peculiari sono la nostra guida   
Il momento giusto per usare in via preventiva un nosode   
Che rimedio dare per primo?   
Creazione di una malattia complessa   
Necessità di un rimedio acuto intercorrente   
Mutamento di uno stato miasmatico   
La risposta straordinaria dell’aforisma 246   
Sintomi accessori   
La promessa fatta da Hahnemann nell’aforisma 246 della 5a e 6 a edizione: ridurre del 50-75% il tempo di cura   
Anche nelle malattie terminali non c’è niente di meglio del simillimum, persino per gli animali   
Nei disturbi cutanei usate basse potenze e non ripetete spesso la dose   
Sospetta patologia lesionale e pronto soccorso: che dose dare?   
Molte lezioni in un caso solo!   
Perché i pazienti diventano sensibili ai rimedi?   
Cos’è la soppressione?   
Come e quando ripetere un nosode   
Trattamento delle patologie locali e interne con il rimedio indicato   

PARTE  V - RACCOLTA DEI CASI PARIGINI DI HAHNEMANN (1835-1843)
Prefazione   
Gli ultimi anni di Hahnemann: teoria e tecniche   
Difficoltà di studio dei casi parigini   
Hahnemann iniziava tutti i casi con Sulphur   
Hahnemann non prescriveva in base ad ogni sintomo che appariva   
Riassunto delle tecniche di Hahnemann   
Misure soppressive   
Sintomi mentali ed emotivi e “Non è più stato bene da”   
Miracoli?   
Posologia e regolazione della dose   
Conclusione   

APPENDICE A - Risposte dopo la dose di prova   
APPENDICE B - Istruzioni per preparare un campione di rimedio

Epilogo   

Bibliografia   
Indice dei rimedi citati
Indice analitico   
Indice generale



torna suIntroduzione

Nonostante la mia intenzione sia quella di scrivere un’indagine imparziale, non posso aspettarmi che i critici siano sempre gentili con me. Praticare l’Omeopatia è una sfida e criticarsi a vicenda sembra che sia uno sport nazionale. Dato però che non bisogna mai temere la verità, accolgo con piacere qualsiasi critica intelligente e che poggi su solide basi.
Nei miei scritti, ho sempre fatto riferimento a Hahnemann, eppure sento critiche quali: “Pensi che il metodo del Dr. Luc sia l’unico?”. Non ho mai affermato che il mio metodo sia la verità. Hahnemann merita tutta la stima dovuta. Eppure anche lui è stato criticato continuamente da pseudo-omeopati che ritenevano troppo difficile accettare le leggi e i principi dell’Omeopatia, convinti di avere anch’essi dei metodi terapeutici. Ma che genere di metodi terapeutici? Sostengono forse ciò che obbedisce alla Legge di Hering? Tengono conto dei blocchi miasmatici, degli impedimenti alla cura, della natura della malattia, del paziente e del rimedio? Perché stanno attaccati a ciò che Hahnemann ha chiamato il suo “metodo barbaro”, cioè la 4ª edizione dell’Organon?
È come se l’Omeopatia fosse stata ibernata intorno al 1828, tant’è vero che la maggior parte delle tecniche che si usano ancora oggi risalgono a quel periodo. Nonostante l’esperienza personale di Hahnemann fosse cresciuta immensamente dopo la 4ª edizione dell’Organon, l’Omeopatia in generale non ha subito mutamenti. Molti omeopati praticano ancora seguendo le stesse regole fissate nel 1828-1829. Ed è tanto più strano se si pensa che i successivi 14 anni della pratica clinica di Hahnemann sono stati i più produttivi della sua vita.
Le ragioni di questo comportamento sono diverse.
La pigrizia del professionista è una sindrome universalmente nota. Affermazioni come “Sono abbastanza bravo; sono soddisfatto; perché sforzarmi di più; perché studiare di più”, non reggono proprio. Perché darsi la briga di controllare dei fatti, quando basta citare l’opinione dell’ultimo omeopata guru che vi ha incantato dopo avervi fatto togliere le scarpe?
Poi c’è l’arroganza: “Sono un ottimo professionista. Sono migliore di altri”.
Un altro sentimento molto diffuso è l’indifferenza: “Non posso passare il tempo a indagare cos’ha fatto Hahnemann da vecchio”.
Può anche darsi che ciò che guida il professionista sia un mal riposto egoismo: “Voglio creare una mia personale versione dell’Omeopatia. L’Omeopatia non è finita con Hahnemann. Lui sarebbe orgoglioso dei miei esperimenti”.
È effettivamente compito di ogni generazione superare quella che l’ha preceduta. Una volta Hering ha detto:
“È dovere di tutti noi andare oltre la teoria e la pratica dell’Omeopatia di Hahnemann. Dobbiamo vedere la verità che ci sta davanti e abbandonare gli errori del passato”.
L’Omeopatia ha subito una notevole evoluzione negli ultimi 150 anni. Eppure, gli omeopati hanno ancora molto da imparare dagli insegnamenti di Hahnemann. Immagino che egli non sarebbe orgoglioso di noi se peccassimo contro i suoi principi e trascurassimo le regole e le norme fondamentali. Sono d’accordo sul fatto che troppo dogmatismo è sempre controproducente e che l’apertura mentale è un elemento importante dello sviluppo. Quello che vorrei sperare è che tutti riusciamo a fare progressi rispetto alla conoscenza di Hahnemann, ma non certo negando l’importanza dell’Organon. L’Organon è il testo su cui si basa la guarigione omeopatica. Non ho mai pensato che fosse un documento religioso, da seguire ciecamente, ma lo tratto con estremo rispetto, perché senza di esso non esisterebbe alcuna Omeopatia. Gli insulti di “notissimi” omeopati, che l’hanno definito “dogma di fede”, “rimasto attaccato al passato” e “bibbia vecchia e polverosa” servono solo a svalutare le attente osservazioni di molte generazioni di omeopati ricchi di esperienze. “Modernizzare” l’Omeopatia ignorando ciò che ci ha lasciato, è come buttar via il bambino insieme all’acqua del bagnetto. È come costruire la proverbiale casa sulla sabbia invece che sulla roccia. Appena soffia il vento della difficoltà e cade la pioggia dei tempi duri, la casa crolla.  Kent, in Lesser Writings, afferma:
“Le costruzioni eclettiche innalzate sopra le incerte sabbie della teoria devono essere ricostruite continuamente, perché ogni nuova teoria provoca uno spostamento delle loro fondamenta. Gli omeopati, che costruiscono sull’inalterabile roccia della legge, non hanno mai bisogno di ricostruire”.
La situazione attuale, in cui omeopati “progressisti” usano le parole “dogma e libri vecchi” per sminuire i veri insegnamenti di Hahnemann, mi fanno venire in mente un articolo di Adolph Lippe, famoso omeopata del XIX secolo:
“L’ala progressista e antidogmatica della Scuola Omeopatica, che desidera con tutte le forze essere riconosciuta, si è di nuovo distinta e ha dato origine ad una nuova fase della Storia della Medicina. Siccome la moda del riconoscimento ha la caratteristica di svanire presto nel nulla, si potrebbe anche mettere agli atti quello che è successo in questi pochi anni, se non altro per motivi storiografici, e rivelare la follia di coloro che vanno in cerca di un riconoscimento, mostrando come non solo i loro tentativi di ricomporre le controversie hanno avuto successo, ma anche come effettivamente hanno ricevuto un severo rimprovero dalla fazione opposta” (Lippe, 1887).
Lo studio più proficuo è, per noi, quello dei reali contenuti dell’Organon. Esso si basa sul duro lavoro di innumerevoli uomini e donne che sono venuti prima di noi e hanno dedicato tutta la loro vita ad arricchire l’Omeopatia. La velocità di propagazione della luce non è cambiata nei secoli, né lo sono state le leggi di guarigione omeopatica. È probabile che il professionista sia guidato dall’ignoranza, ma dobbiamo ricordare che l’ignoranza è un crimine quando si ha a che fare con la salute delle persone. Utilizzeremo e svilupperemo ulteriormente ciò che si fonda su basi solide, confermate dall’esperienza in questo campo. Dobbiamo invece lasciarci dietro ciò che non è sulla stessa lunghezza d’onda di questi metodi ormai sperimentati.
La storia dell’Omeopatia è uguale a quella di tutte le altre scoperte nel mondo. Nel 1492 Cristoforo Colombo scoprì un’isoletta; i suoi successori scoprirono un vasto continente. Come Colombo, che sarà ricordato per sempre come scopritore dell’America, Hahnemann sarà sempre il fondatore dell’Omeopatia. I pazienti vogliono delle “promesse” dai medici e Hahnemann definisce “ignorante” chi non può promettere con certezza la cura di una grave malattia. Può darsi che dobbiamo aspettare ancora qualche secolo prima che un “nuovo Hahnemann” arrivi e ci porti a completare il lavoro che ha lasciato il Maestro. Comunque, in questo momento non c’è alcuno capace di riprendere il lavoro dal punto in cui lui l’ha lasciato.
Le metodologie avanzate descritte nell’Organon sono quelle artistiche, che devono essere personalizzate per il paziente. Non c’è alcun programma o protocollo prestabilito che possa guidare il professionista. Bisogna essere sempre flessibili e vigili, perché la quantità giornaliera che potrebbe essere giusta in un caso, deve essere ridotta a settimanale o persino mensile in altri. In casi molto acuti può essere sufficiente una sola somministrazione, oppure può essere necessario ripeterla a brevissimi intervalli di tempo. Nelle malattie croniche, una somministrazione può agire per giorni, settimane, anche mesi, oppure può essere indispensabile ripetere la dose tutti i giorni o più spesso, per un giorno, una settimana o persino per qualche mese. Nel prendere la decisione del momento, il medico deve essere guidato dal suo giudizio personale basato sulle metodologie avanzate insegnate da Hahnemann.
Come omeopata classico, ho imparato ad avere un grande rispetto per questi principi, perché negli anni ho prescritto anche rimedi sbagliati e provocato effetti negativi, soppresso sintomi con simillimum parziali, disgregata la Forza Vitale con ripetizioni intempestive e aggravato il paziente fino al punto di dovere antidotare il rimedio. Alcuni dicono di non avere mai visto problemi, soppressioni o aggravamenti provocati dalla somministrazione di rimedi omeopatici. Sono tutte balle! C’è del falso in queste affermazioni, sarebbe come dire che tutti i grandi Maestri che ci hanno preceduto erano persone incompetenti, compresi Hahnemann, Kent ed Hering! La saggezza delle regole dell’Omeopatia è il risultato di due secoli di pratica clinica, non di dogmi religiosi, fondamentalismo o fanatismo. Non è sempre facile essere diplomatici quando si ricevono insulti e il duro lavoro, al limite della sofferenza fisica, viene chiamato dogma.
Alcuni omeopati si chiedono: “Perché accollarmi tutti i fastidi e il lavoro che richiedono le soluzioni acquose della 5ª e 6ª edizione dell’Organon, quando ho risultati soddisfacenti con la somministrazione in forma secca della 4ª edizione?”. Per alcuni usare bottiglie, cucchiai, brandy, ecc. è semplicemente troppo “costoso”, oltre ad essere un’eccessiva seccatura. Inoltre, è molto “facile” infilare una quantità indeterminata di pilloline in bocca a qualcuno.
La risposta è semplice.
Volete trattare i malati cronici più gravi senza eliminarne il forte sottofondo miasmatico?
Volete prevenire un inutile aggravamento omeopatico simile?
Volete trattare i pazienti più sensibili, un gruppo che sembra aumentare sempre di più?
Volete accelerare il tempo di cura, dimezzarlo, ridurlo di un quarto o meno rispetto al tempo che richiede una somministrazione a secco? Volete avere buoni risultati in casi clinici che presentano gravi soppressioni e malattie ritenute “incurabili”?
Volete usare i metodi più avanzati di Hahnemann e seguire le sue orme?
Allora questo è il libro che fa per voi. Cosa avete da perdere? Che il paziente sia curato più rapidamente? Che sembriate migliori degli altri omeopati a curare le persone? Che il paziente soffra di meno e spesso non abbia alcun aggravamento omeopatico simile? È una situazione estremamente favorevole sia per l’omeopata sia per il paziente. Finora pochi si sono dimostrati ricettivi alle promesse di Hahnemann del 1833 (5ª edizione dell’Organon) e del 1842 (6ª edizione). Un po’ più impegno e dedizione da parte dell’omeopata ricompensano certamente lo sforzo fatto, se si tratta di alleviare la sofferenza dell’umanità.

Ricordiamo l’avvertimento di Hahnemann:
“Devo mettere in guardia il Lettore che l’indolenza, l’amore per la comodità e l’ostinazione precludono un’efficace funzione religiosa davanti all’altare della verità ed essere veramente liberi da pregiudizi e lavorare con instancabile entusiasmo abilitano alla più sacra di tutte le occupazioni umane: la pratica del vero sistema di Medicina” (Prefazione alla 1ª edizione dell’Organon, 1810).
Ricordiamo anche le immortali parole di Mark Twain:
“Prima raccogli i fatti, così, in seguito, potrai distorcerli come ti pare”.
Vi dono questo mio lavoro, eseguito con la massima diligenza e accuratezza possibili, con la speranza che possa unire tutti gli omeopati. Se alcuni oppositori riusciranno a superare la loro ripugnanza nei confronti di ciò che ritengono “pura fede cieca e fanatismo”, troveranno molto da imparare. La porta è aperta!



torna suIndice dei rimedi

A
Aconitum     
Agaricus muscarius     
Agnus castus     
Ailanthus glandulosa   
Allium cepa     
Alumina   
Anacardium orientale     
Antimonium crudum     
Antimonium tartaricum   
Argentum nitricum   
Arnica montana   
Arsenicum album   
Aurum metallicum     
Aurum muriaticum   
Aurum muriaticum natronatum   

B
Baryta carbonica   
Belladonna     
Bellis perennis   
Berberis vulgaris   
Bovista   
Bryonia alba     
Buteo jamaicensis   

C
Castus grandiflora   
Caladium sequinum   
Calcarea carbonica   
Calcarea phosphorica     
Calcarea sulphurica   
Cannabis indica     
Capsicum annuum   
Carbo vegetabilis     
Carcinosinum     
Carduus marianum   
Causticum     
Chamomilla   
Chelidonium majus   
China officinalis   
Clematis recta     
Coffea   
Colocynthis     
Corallium rubrum   
Crotalus horridus   
Culex musca   
Cuprum metallicum     

D
Drosera   

E
Equisetum     

F
Ferrum phosphoricum     
Fluoricum acidum   

G
Gelsemium sempervirens     
Glonoinum     
Graphites     

H
Helleborus niger     
Hepar sulphuris calcareum     
Hyoscyamus niger   

I
Ignatia amara   
Influenzinum   
Iodum   
Iris tenax   

K
Kali bichromicum   
Kali carbonicum   
Kali iodatum   
Kali muriaticum     
Kali phosphoricum   
Kali sulphuricum     
Kreosotum   

L
Lachesis     
Ledum palustre     
Lilium tigrinum     
Lithium carbonatum   
Lobelia inflata   
Lycopodium clavatum   

M
Magnesia carbonica     
Magnesia phosphorica   
Medorrhinum     
Meningococcinum   
Mercurius solubilis     
Mezereum     
Morbillinum     
Muriaticum acidum   

N
Natrum carbonicum   
Natrum muriaticum   
Natrum phosphoricum   
Natrum sulphuricum     
Nitricum acidum     
Nux moschata   
Nux vomica   

O
Opium   

P
Pertussinum     
Phosphoricum acidum     
Phosphorus   
Picricum acidum   
Platina     
Plumbum metallicum     
Pneumococcinum   
Podophyllum   
Psorinum   
Pulex irritans   
Pulsatilla     
Pyrogenium   

R
Rhumex crispus   
Rhus toxicodendron   
Ruta       

S
Sabina     
Saccharum lactis     
Sanguinaria canadensis   
Secale cornutum     
Sepia   
Silicea     
Spigelia     
Spongia     
Staphysagria   
Stramonium     
Streptococcinum   
Sulphur     
Syphilinum   

T
Tarentula hispanica   
Thuja occidentalis     
Tuberculinum     
-bovinum   

V
Vaccininum
Variolinum
Veratrum album
Viola odorata

Z
Zincum metallicum



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Anche a me avevano insegnato di prescrivere secondo il metodo kentiano delle monodosi, possibilmente ad elevate dinamizzazioni, e quindi anch’io ho sperimentato, come spiega molto bene Luc De Schepper in questo suo libro, non infrequenti aggravamenti che mi obbligavano ad attendere o a modificare nettamente la dinamizzazione o a prescrivere un antidoto.
Inoltre, anche a me avevano insegnato che la quantità di grani non era importante, dato che la dose omeopatica è essenzialmente un’informazione non ponderale.
L’esperienza clinica, però, che è una grande e sicura maestra per ogni medico che si soffermi a riflettere su come evolvono le condizioni dei suoi pazienti, mi ha piano piano fatto capire che sia la somministrazione del rimedio omeopatico in granuli o in soluzione acquosa o idroalcolica, sia la quantità di rimedio di volta in volta somministrata, erano fattori fortemente influenzanti l’effetto terapeutico finale.
Ho cominciato allora a modificare le modalità di somministrazione dei rimedi che prescrivevo cercando di adattarle alle caratteristiche globali del paziente e devo ammettere che i risultati sono subito migliorati, perchè in questo modo il trattamento veniva veramente personalizzato anche sotto questo punto di vista. Infatti, se vogliamo realmente tener conto dell’eventuale ipersensibilità del soggetto, della sua età, della patologia di cui soffre, ecc., non dobbiamo accontentarci di modificare la diluizione dato che possiamo agire anche sul numero di dinamizzazioni che diamo alla soluzione (ovviamente questo non vale per i granuli) e sulla quantità di quest’ultima.
Certo, qualche paziente può rimanere stupito che il nostro trattamento possa realmente agire quando gli diciamo di sciogliere 2-3 granuli in una tazza d’acqua e di berne solo un cucchiaino oppure addirittura di mettere un cucchiaino di questa tazza in una seconda tazza d’acqua e poi di bere un piccolo sorso da quest’ultima … ma questa è la potenza dei nostri rimedi!

Per tali motivi, il libro di Luc De Schepper, della cui ottima traduzione ringrazio fin d’ora l’amica Anna Fontebuoni, l’ho considerato un grande dono fin dalle prime pagine, perchè mi ha permesso di sistematizzare e completare quel lavoro che intuitivamente stavo facendo da solo senza considerare che Hahnemann l’aveva già fatto prima e ovviamente meglio di me.
I consigli sia teorici che pratici che troviamo in questo pregevole lavoro di Luc sono concretamente importanti per un professionista omeopata e sono convinto che, come sono stati utili per me, possano esserlo anche per molti miei Colleghi.
La Medicina Omeopatica è meravigliosa, ma proprio perchè è basata sulla personalizzazione di ogni considerazione e di ogni trattamento e proprio a causa della complessità dell’essere umano , la sua corretta utilizzazione diventa un’Arte, un’Arte che, purtroppo, presta pure il fianco a molte e talvolta anche fantasiose interpretazioni.
Comunque, dato che la Medicina Omeopatica è anche una Scienza e che, come ogni Scienza, è caratterizzata da codificazioni teoriche e da applicazioni pratiche, credo fermamente che dobbiamo giungere a formulare in modo chiaro e inoppugnabile quelli che sono i veri fondamenti portanti dell’Omeopatia Hahnemanniana e credo che, se un giorno arriveremo a riunire in un unico documento tutto questo, i consigli di Luc De Schepper contenuti in questo libro non potranno essere dimenticati e questo non per un particolare suo merito, ma semplicemente perchè appartengono alla vera metodologia prescrittiva di Hahnemann: il nostro Fondatore e primo Maestro di Omeopatia.

Il mio augurio, pertanto, è che questo prezioso lavoro di Luc De Schepper possa essere apprezzato e sfruttato anche nel nostro Paese, cosiìcome viene attualmente utilizzato e insegnato in tanti Paesi del mondo.




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