Le insidie del naturale

Guida all'impiego sicuro e corretto delle erbe medicinali

 
Le insidie del naturale  Fabio Firenzuoli   Lswr
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Le insidie del Naturale, scritto proprio da Fabio Firenzuoli, un medico che usa le erbe da sempre, anche in Ospedale?

Ebbene sì, esattamente per fornire in modo semplice, chiaro e ben illustrato, l'occasione di conoscere tutte le possibili insidie che vengono dal mondo del Naturale, per prevenirle e imparare così ad evitarle. Semplice!

L'obiettivo è sottolineare non solo i rischi delle erbe tossiche, ma anche degli integratori e fitoterapici quando assunti in modo sbagliato, e soprattutto cosa fare per prevenirli e imparare a gestirli. Meno noti forse i rischi che vengono prima delle erbe, e quelli che vengono dopo le erbe…

Quali sono? Lo leggerete! È sicuramente vero che dalla Natura ci vengono in aiuto molti possibili e anche ottimi rimedi, ma è anche altrettanto vero che una risorsa, pur affidabile, possa trasformarsi in una insidia se mal consigliata, ad esempio in presenza di particolari malattie. Oppure ancora, avete mai sentito parlare del problema delle interazioni tra erbe e farmaci ? Non solo, esistono anche rimedi naturali inutili che possono diventare insidie, ad esempio quando vengano utilizzati al posto di terapie efficaci.

Ecco quindi il perché della pubblicazione di questo manuale, semplice e pratico, molto ricco di illustrazioni, utili per riconoscere le erbe da evitare e consigli pratici per i pazienti più esposti ai rischi del Naturale.


INDICE DEL LIBRO
Anche l'acqua può diventare insidiosa
Le insidie… al contrario
Erbe e farmaci: cane e gatto
Naturale: i rischi prima delle erbe…
I rischi dopo le erbe…
Web insidie
Capitolo 1 Le erbe medicinali
Come si prepara una tisana
Capitolo 2 Le più tipiche reazioni avverse da erbe
Disturbi digestivi
Epatite acuta
Epatiti croniche
Nefriti
Disturbi nervosi
Disturbi cardiocircolatori
Sindromi emorragiche
Danni muscolari e rabdomiolisi
Dermatiti
Effetti anticolinergici
Turbe endocrine
Alterazioni del sistema immunitario
Fotosensibilizzazioni
Reazioni allergiche
Capitolo 3 Le interazioni tra erbe e farmaci
Fasi di un farmaco all'interno di un organismo e interazioni
Interazioni positive: non tutte le disgrazie vengono per nuocere…
Capitolo 4 I soggetti più a rischio di effetti collaterali e interazioni
Capitolo 5 Le erbe negli anziani
Capitolo 6 La fitoterapia per i bambini
Quale preparato?
Oli essenziali
Capitolo 7 Erbe in gravidanza e allattamento
L'uso tradizionale
Nuove ricerche disponibili
Capitolo 8 Il paziente oncologico
Capitolo 9 I pazienti trapiantati
Capitolo 10 Il paziente con problemi cardiovascolari
Vegetali contenenti vitamina K
Paziente in terapia con antidiabetici
Paziente in terapia con digitalici
Capitolo 11 Le erbe nel periodo perioperatorio
Capitolo 12 Il sistema di fitovigilanza
Capitolo 13 Avvelenamenti
Capitolo 14 Le piante tossiche
Aconito
Agrifoglio
Amanita
Anemone Pulsatilla
Argyreia
Aristolochia
Arnica
Asaro
Assa fetida
Assenzio
Azalea
Belladonna
Bella di notte
Bosso
Calamo
Camedrio
Canfora
Cannabis
Caprifoglio
Celidonia
Ciclamino
Cicuta
Cocomero asinino
Colchico
Curaro
Dieffenbachia
Digitale
Edera
Efedra
Elleboro
Farfara
Fava del Calabar
Felce maschio
Fitolacca
Gelsemio
Gelsomino
Gigaro
Ginestra
Glicine
Ipecacuana
Ipomea
Iris
Jaborandi
Kava-kava
Khat
Lauroceraso
Ledo
Lobelia
Lupino
Noce moscata
Noce vomica
Oleandro
Ortensia
Papavero
Prezzemolo
Rauwolfia
Robbia
Rododendro
Rusco o Pungitopo
Ruta
Salvia divinorum
Sassofrasso
Segale cornuta
Stella di Natale
Tabacco
Tamaro
Tanaceto
Tasso
Veratro
Vischio
Tirando le somme...
I miei riferimenti essenziali


Le insidie del naturale  Fabio Firenzuoli   Lswr
 
Le insidie del naturale
Guida all'impiego sicuro e corretto delle erbe medicinali

Fabio Firenzuoli



torna suPrefazione di Francesco Epifani

Insidia è una parola statica, che indica uno stato d'animo in potenza, un rischio possibile. Etimologicamente è un termine composto che viene dal latino in-sideo, usato per riuscire a dire “mi fermo”, “mi apposto”, “sto seduto”. Non mi muovo, ma non è un bene. Non agisco, ma l'errore è questo. L'insidia non è un attacco nascosto. È una trama, una macchinazione che attende un passo falso. Non è attività: è una trappola tesa, un piano in bilico. È insidioso affacciarsi senza redini oltre i bordi di un limite noto, aggirarsi sparuti nei paraggi di un abisso annunciato, non cambiare direzione nonostante le certezze nelle tasche.
È un'insidia per la verità la bugia, per la dignità la violenza, per il lavoro il ricatto della salute e la mistificazione dell'opportunità formato biglietto del lotto, per la terra la sete, per la diversità la condiscendenza di alta lega, per la musica la perfezione, per la speranza il foglio bianco, per le nostre voci l'offesa, per la rinascita il silenzio, per le rincorse lo strapiombo, per la divisione lo zero, per l'amore non ascoltare, per la vita smettere di sognare.
Ma, forse, l'insidia più grossa che non sempre riusciamo a pronunciare e ad affrontare nelle nostre esistenze è quella della conoscenza. In atto attivo ma ancor di più in quello passivo, la conoscenza – quando c'è – diviene vivace dinamismo e supera la stanzialità, temporalmente errata, di spiegarci l'ignoto; la conoscenza ha la fisionomia opposta e riesce a condurci dalla consuetudine di ciò che è acquisito alle dimensioni inesplorate del non percepito. Dubitando, prima di tutto. Alimentando il lievito tenue delle domande a vantaggio di un linguaggio coerente, oltre l'ansia della verità.
Conoscere, quindi, per scegliere. E non farsi scegliere. Dai richiami assordanti della pubblicità urlata, dalle mode estive e dalle forme canoniche, dai rimedi osannati e sconfessati dal web, dall'improvvisazione mediocre e dal discredito non degradabile. Scegliere come atto di pensiero e consapevolezza, come bisogno di risposta con le proprie forze, come solo comandamento della scienza, come matrice inversa dell'accettazione di fede.
In un segmento storico in cui trovano ancora spazio i ciarlatani del discredito, in cui la cannabis e le erbe fanno bene e lo dicono i pazienti e i dati clinici sperimentali, ma dotti appassionati della medicina da telefilm parlano di evidenze fin troppo deboli, in cui la libertà di scelta sul proprio corpo è ancora raffigurata con le pomeridiane tinte pastello del buonismo ecumenico da sagra dell'auditel, Le insidie del naturale avverte ed educa, fustigando anni di studio e di pratica medica con il fine ultimo di condurre a una consapevolezza nuova e ancora maggiore, partendo dai dubbi che questa volta è necessario avere per evitare la distanza con l'attendibilità, incitando all'attenzione sugli azzardi captati.
Paul Feyerabend, nel suo Contro il metodo del 1975 ha scritto: “Senza ‘caos' non c'è conoscenza. Senza una frequente rinuncia alla ragione non c'è progresso”. Alle tue rivoluzioni, Fabio. Per le nostre coscienze, oggi sazie. E finalmente consapevoli.
Così… possiamo alzarci in piedi.

Francesco Epifani
Amministratore Delegato, Synlab Toscana
Professore aggregato presso la Scuola di Scienze della Salute Umana Università degli Studi di Firenze


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