La Sensazione in Omeopatia - Ulteriori Precisazioni

 
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La Sensazione in Omeopatia - Ulteriori Precisazioni  Rajan Sankaran   Salus Infirmorum
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Mentre il precedente 6° volume, ‘La Sensazione in Omeopatia’, ha trattato in modo approfondito la filosofia e le linee guida che ci permettono di giungere dal Disturbo Principale del paziente alla sua Sensazione Vitale profonda e da quest’ultima al vero simillimum, questo 7° volume perfeziona e completa tale lavoro dando un taglio essenzialmente pratico.

C’era veramente bisogno di tale testo, sia perché risponde a molte domande pratiche inerenti la Sensazione e le sue espressioni, sia perché chiarisce e semplifica molti passaggi metodologici fornendo quei particolari, e cioè quei “trucchi del mestiere”, che solo molta esperienza specifica e molta pratica clinica insegnano.
Infatti, questo libro non è solo il frutto ultimo di un cammino di ricerca del metodo più semplice, veloce e sicuro per giungere al vero simillimum, cammino che Sankaran ha iniziato più di 25 anni fa e che lo ha portato a riflettere su migliaia di casi clinici, ma è anche il frutto dei suggerimenti e delle revisioni che centinaia di omeopati unicisti di tutto il mondo hanno apportato al metodo di questo Autore.
È sicuramente confortante e rassicurante anche per noi, oltre che per Rajan, leggere i commenti di molti illustri Colleghi che hanno accolto e fatte loro queste originali idee.
Un esempio per tutti può essere un’affermazione di Roger Morrison che si esprime così: “Caso dopo caso, ho seguito il filo dell’espressione del paziente fino al livello non umano. Ogni volta ho cominciato a pensare ‘Che razza di assurdità è questa?’, per poi dirmi, alla fine: ‘Che assurdità sublime!’. Ho ormai accettato il concetto di non umano e mi sono sforzato di portarlo avanti nell’esercizio della mia professione. Alla fine sono arrivato a capire che non c’era altra informazione specifica come questa”. Questo rapporto medico-paziente è affascinante sia per il medico che per il paziente. Infatti, posso testimoniare che praticamente tutti i miei pazienti mi hanno espresso la loro gratitudine e la loro meraviglia per questo tipo di approccio alla malattia che permette loro di conoscersi in modo nuovo e profondo acquisendo quella consapevolezza di loro stessi e del senso della malattia che è il più grande e forse l’unico vero cammino di guarigione che ognuno di noi probabilmente deve percorrere per poter conseguire la salute psico-fisica.
Pertanto, la prima cosa da fare è iniziare ad utilizzare questa affascinante metodologia, perché poi i risultati non mancheranno sicuramente e si aprirà davanti a noi una visione dell’Uomo, della Natura e dell’Omeopatia che non possiamo neppure immaginare: è la complessità e l’infinitezza che ci formano e che ci sovrastano, ma che si schiudono piano piano davanti al cammino di coloro che con umiltà e con spirito di ricerca della verità si accostano ad esse.


La Sensazione in Omeopatia - Ulteriori Precisazioni  Rajan Sankaran   Salus Infirmorum
 
La Sensazione in Omeopatia - Ulteriori Precisazioni

Rajan Sankaran



torna suIndice Generale
Nota dell’Editore italiano
Nota della Traduttrice
Prefazione
Ringraziamenti
Introduzione
L’Autore

PARTE I - FILOSOFIA
Capitolo I - VECCHIO E NUOVO

L’esperienza è verità
Il gesto è la chiave
La Sensazione è un’esperienza
Come facciamo a sapere se ci siamo e a che punto siamo?
Seguite la corrente fino al livello più profondo
Il procedimento si applica a tutti
Il linguaggio interno
Il senso dell’umorismo è a livello della Falsa Percezione
Le differenze fra i Regni
Dove possiamo vedere la differenza fra i Regni?
Cos’è il miasma?
Siate coscienti dei pregiudizi
Osservate cosa non concorda
Sempre più in profondità
Connessione misteriosa
Chiedere di fare digressioni
Il gatto e la Sensazione Vitale
Torniamo al caso della signorina B ...
Vecchio e nuovo

Capitolo II - COS’È LA SENSAZIONE?
L’esperienza e non la situazione
Come riconosciamo la Sensazione Vitale?
La persona si collega alla propria Fonte

Capitolo III - GLOBALE E LOCALE
La Sensazione Vitale semplificata
I ciechi e l’Elefante
La sensazione sta nel punto di incontro di due aspetti diversi
Come arriviamo al Globale?
Temi globali dei Regni

Capitolo IV - I SOTTOLIVELLI DELLA SENSAZIONE
Al livello della Sensazione C, non possiamo conoscere il Regno
La Sensazione C ha altre tre suddivisioni
Comprensione perfezionata dei Livelli

Capitolo V - PAROLE IMPORTANTI
M = Movimento
N = Non specificamente umano
O = Ostinato
P = Particolare
Q = Quadro
R = Ripetuto
S = Sinonimo

Capitolo VI - LE AZIONI PARLANO  PIÙ FORTE DELLE PAROLE

Capitolo VII - LA PORTA DI INGRESSO ATTRAVERSO I DISEGNI-SCARABOCCHIO
Alcuni scarabocchi di comune interpretazione
Un esercizio con i pazienti

Capitolo VIII - TIPI DI SITUAZIONI ACUTE
 - Il paziente arriva direttamente allo stato acuto
 - Il paziente arriva allo stato acuto mentre è in uno stato cronico in cui stava bene
 - Il paziente arriva allo stato acuto mentre è in uno stato cronico in cui non stava bene
 - Il paziente arriva allo stato acuto durante uno stato cronico che va abbastanza bene, ma il quadro è molto diverso
 - Cause acute

Capitolo IX - POTENZA DEL RIMEDIO E LIVELLI
Livello  - NOME: 6ch
Livello  - FATTO: 30ch
Livello  - EMOZIONE: 200ch
Livello  - FALSA PERCEZIONE: MK
Livello  - SENSAZIONE: XMK
Livello  - ENERGIA: LMK
Livello  - VUOTO: CM
Le potenze cinquantamillesimali (LM)
Cosa determina il Livello di esperienza di una persona?

Capitolo X - ALCUNI RIASSUNTI DEL METODO
A - I vari passi della presa del caso, basati su un riassunto di Mary Gillies
B - Uno stupendo compendio scritto da Robert Ullman e Judyth Reichenberg-Ullman

Capitolo XI - PERFEZIONAMENTO DELLA  COMPRENSIONE DEL REGNO MINERALE

Capitolo XII - CONSAPEVOLEZZA
La consapevolezza si raggiunge in tre tappe

Capitolo XIII - PENSIERI AL SETTIMO LIVELLO
Il Settimo Livello e la presa del caso

Capitolo XIV - SALUTE
Qual è il Livello dell’esperienza di una persona sana?
Il canto umano
Salute ed esseri umani

PARTE II - ESERCIZI PER TROVARE LA STORIA  CHE STA DIETRO LA STORIA
Capitolo I - METAFORE E MANDELA
Capitolo II - ALLA RICERCA DISPERATA DI ADOLPH: Uno studio su Hitler

Poi è accaduto un cambiamento interessante
Conclusione

PARTE III - TECNICHE DELL’ARTE
Capitolo I - L’ARTE

Capitolo II - I PRIMI DIECI MINUTI

Capitolo III - MANTENERE IL PAZIENTE NEL PRESENTE

Capitolo IV - “COSA”, NON “PERCHÉ”

Non perdete mai di vista i gesti delle mani

Capitolo V - PROIEZIONE E NEGAZIONE
La proiezione e la negazione spontanea sono punti di ingresso
per arrivare alla Sensazione

Capitolo VI - FLESSIBILITÀ DEL METODO
Scorrere insieme all’Energia
Non siate rigidi quando usate questo metodo

Capitolo VII - GLI ANIMALI HANNO UN PROCESSO  E UNA STORIA DI VITA
Caso clinico

Capitolo VIII - COLLEGATO AL CONTESTO

Capitolo IX - “CHE EFFETTO HA SU DI LEI?”

Capitolo X - LEZIONI BASATE SULLA PRATICA


Capitolo XI - USATE CON MODERAZIONE  LE MAPPE CHE AVETE

PARTE IV - CASI CLINICI
Caso clinico I - COMPLETAMENTE OPPOSTO E   LONTANAMENTE SIMILE
Comprensione del caso
Follow-up due anni dopo

Caso clinico II - UN COLPO IMPROVVISO
Comprensione del caso clinico
Follow-up dopo circa due anni
Un follow-up successivo

Caso clinico III - UN CASO DI ‘APERTA E CHIUSA’
Comprensione del caso
Follow-up poco più di sei mesi dopo
Follow-up dopo altri quattro mesi

Caso clinico IV - SEPARAZIONE E SINERGISMO
Follow-up

Caso clinico V - ESPLOSIONE
Comprensione del caso clinico
Follow-up sette mesi dopo
Analisi del caso clinico

Caso clinico VI - IL CASO ‘VOLATILE’
Comprensione del caso clinico

Caso clinico VII - SONO UN CAVOLO
Comprensione del caso clinico
Follow-up sei mesi dopo
Un follow-up recente

PARTE V - APPENDICE
I - COME SPIEGARE IN ANTICIPO AL PAZIENTE  il procedimento della presa del caso
II - QUESTIONARIO PER RICAVARE  LA SENSAZIONE
III - COSA CERCHIAMO NEL FOLLOW-UP?
IV - RIPETIZIONE DELLA DOSE
Possibilità 1
Possibilità 2
Possibilità 3
Possibilità 4
Possibilità 5
V - LA MEMORIA DELLA SOSTANZA
VI - ALCUNE DOMANDE DEI LETTORI

INDICE DEI RIMEDI
INDICE GENERALE

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Rajan Sankaran



torna suIndice dei rimedi
A
Agaricus muscarius
Alumina
Antimonium tartaricum
Apis mellifica
Argentum
Argentum nitricum
Arnica montana
Arsenicum album
Arum triphyllum
Aurum metallicum

B
Baryta carbonica
Belladonna
Beryllium metallicum
Bismuthum
Bromium
Bryonia alba
Buteo jamaicensis

C
Calcarea carbonica
Calcarea fluorica
Calcarea sulphurica
Cannabis indica
Cantharis vesicatoria
Carcinosinum
Cenchris
Cenchris contortrix
Chelidonium majus
China officinalis
Coca
Coccinella septempunctata
Cocculus indicus
Coffea cruda
Conchiolinum
Crotalus horridus
Curare woorari
Cypraea eglantina

D
Desoxyribonucleinicum ac
Desoxyribonucleinicum acidum
Dioscorea villosa
Drosera rotundifolia

E
Elaps corallinus

F
Folliculinum

G
Germanium metallicum

H
Haliaetus leucocephalus
Helix tosta
Hyoscyamus niger

I
Ignatia amara

L
Lac caninum
Lac defloratum
Lac humanum
Lac leoninum
Lac lupinum
Leguminosae
Leprominium
Limenitis bredowii californica
Lithium

M
Magnesium
Medorrhinum
Murex purpurea

N
Naja tripudians
Natrum muriaticum

O
Oxygenium

P
Pecten jacobaeus
Petroleum
Platinum metallicum
Plumbum metallicum

R
Rhus toxicodendron
Ruthenium metallicum

S
Sarracenia purpurea
Secale cornutum
Sepia
Silicea
Sinapis nigra
Solanum
Solanum tuberosum
Solanum tuberosum aegrotans
Staphysagria
Streptococcinum
Strontium carbonicum

T
Tantalum metallicum
Tarentula hispanica
Thuja occidentalis
Thyroidinum

V
Venus mercenaria
Veratrum album

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Rajan Sankaran



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Mentre il precedente 6° volume, ‘La Sensazione in Omeopatia’, ha trattato in modo approfondito la filosofia e le linee guida che ci permettono di giungere dal Disturbo Principale del paziente alla sua Sensazione Vitale profonda e da quest’ultima al vero simillimum, questo 7° volume perfeziona e completa tale lavoro dando un taglio essenzialmente pratico.

C’era veramente bisogno di tale testo, sia perché risponde a molte domande pratiche inerenti la Sensazione e le sue espressioni, sia perché chiarisce e semplifica molti passaggi metodologici fornendo quei particolari, e cioè quei “trucchi del mestiere”, che solo molta esperienza specifica e molta pratica clinica insegnano.
Infatti, questo libro non è solo il frutto ultimo di un cammino di ricerca del metodo più semplice, veloce e sicuro per giungere al vero simillimum, cammino che Sankaran ha iniziato più di 25 anni fa e che lo ha portato a riflettere su migliaia di casi clinici, ma è anche il frutto dei suggerimenti e delle revisioni che centinaia di omeopati unicisti di tutto il mondo hanno apportato al metodo di questo Autore.
È sicuramente confortante e rassicurante anche per noi, oltre che per Rajan, leggere i commenti di molti illustri Colleghi che hanno accolto e fatte loro queste originali idee.
Un esempio per tutti può essere un’affermazione di Roger Morrison che si esprime così: “Caso dopo caso, ho seguito il filo dell’espressione del paziente fino al livello non umano. Ogni volta ho cominciato a pensare ‘Che razza di assurdità è questa?’, per poi dirmi, alla fine: ‘Che assurdità sublime!’. Ho ormai accettato il concetto di non umano e mi sono sforzato di portarlo avanti nell’esercizio della mia professione. Alla fine sono arrivato a capire che non c’era altra informazione specifica come questa”.

Anch’io ho iniziato già qualche anno fa a sperimentare l’affascinante metodologia della presa del caso e della ricerca della Sensazione profonda del paziente secondo la metodologia di Sankaran e non posso non confermare le parole di Morrison: ‘questo lavoro è veramente affascinante e arricchente’. È affascinante sia per il medico che per il paziente. Infatti, posso testimoniare che praticamente tutti i miei pazienti mi hanno espresso la loro gratitudine e la loro meraviglia per questo tipo di approccio alla malattia che permette loro di conoscersi in modo nuovo e profondo acquisendo quella consapevolezza di loro stessi e del senso della malattia che è il più grande e forse l’unico vero cammino di guarigione che ognuno di noi probabilmente deve percorrere per poter conseguire la vera salute psico-fisica.

Non mi aveva mai convinto il concetto di dover dare ai miei pazienti sempre i soliti policresti ma, trovando già grandi difficoltà a memorizzare i sintomi principali di quelle poche centinaia di rimedi piccoli e grandi che di solito noi conosciamo e prescriviamo, ho sempre guardato con timore all’idea di allargare la Materia Medica con sempre nuovi rimedi che, però, obbligatoriamente la devono accrescere se si vuole estendere il campo di applicazione dell’Omeopatia e se si vuole veramente trovare il rimedio più simile alla originale e unica individualità del paziente.
Infatti, non c’è dubbio che uno dei pilastri fondamentali dell’approccio hahnemanniano alla malattia sia la personalizzazione del trattamento dopo che si è riusciti a individuare e definire l’unicità del paziente, che bene si esprime attraverso quelle caratteristiche “più appariscenti, più originali, più insolite e più personali” (Organon, 153) sia del paziente come persona che dei suoi sintomi oggettivi e soggettivi.
Ma come possiamo individuare questi aspetti (unitamente anche a quelli del rimedio) se non disponiamo di una metodologia che ci permetta di andare nel profondo dell’individuo e quindi di superare il confine non solo dei sintomi comuni, ma anche delle sensazioni umane comuni, ovvie e proprie di tutte le persone che si fossero venute a trovare in quella medesima situazione?
A tale proposito, oserei quasi dire che le intuizioni di Rajan Sankaran mi sembrano talmente vere da essere quasi non discutibili. Chi sperimenta tale metodo tocca veramente con mano che i linguaggi non umani del paziente sono proprio gli aspetti che Hahnemann aveva indicato come quelli “più appariscenti, più originali, più insoliti e più personali” ed è quindi su questi che noi possiamo concretamente e profondamente differenziare una persona da un’altra, così come anche un rimedio dall’altro.

Il solo problema che si incontra con questa metodologia è il tempo che bisogna dedicare al colloquio con il paziente, affinché quest’ultimo abbia modo di arrivare, e di portare anche noi, al suo nucleo profondo. Questo tempo, però, credo possa essere abbreviato perfezionando ulteriormente la metodologia, anche se, ovviamente, un minimo di tempo è assolutamente necessario e questo minimo è sicuramente maggiore di quello richiesto da qualsiasi altra modalità classica di presa del caso. In compenso, però, resta ovvio che poi si risparmia molto tempo nelle visite e nelle patologie future di quel paziente, perché ormai è stata compresa la sua singolarità, che è una caratteristica che lo ha sempre caratterizzato e che probabilmente lo caratterizzerà per tutta la sua vita. Quindi, sarà anche facile e veloce prescrivergli i trattamenti futuri che quasi sempre sono rappresentati da potenze dello stesso rimedio o, più raramente, di qualche suo complementare.

Pertanto, la prima cosa da fare è iniziare ad utilizzare questa affascinante metodologia, perché poi i risultati non mancheranno sicuramente e si aprirà davanti a noi una visione dell’Uomo, della Natura e dell’Omeopatia che non possiamo neppure immaginare: è la complessità e l’infinitezza che ci formano e che ci sovrastano, ma che si schiudono piano piano davanti al cammino di coloro che con umiltà e con spirito di ricerca della verità si accostano ad esse.

 

Dr. Roberto Gava


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Rajan Sankaran



torna suNota Traduttrice

Dice Sankaran che, a volte, durante il colloquio della presa del caso “le parole non riescono a esprimere adeguatamente l’esperienza dei sensi” e quindi non ‘traducono’ esattamente il turbamento interiore che rivela la Sensazione Vitale.
Sankaran è un traduttore di parole in sensazioni, parole particolari, non specificamente umane; io sono semplicemente una traduttrice di parole in parole, ma abbiamo talvolta un problema comune: la non facile ‘traducibilità’. La conversione di parole/simboli non è mai meccanica, ma risente, per l’omeopata, di fattori importanti quali l’insufficienza dell’espressione verbale rispetto alla sensazione che il paziente prova, la capacità espressiva di partenza e quella percettiva di arrivo e, per il traduttore, la differenza quantitativa e qualitativa delle due lingue (spesso le sfumature di uno stesso concetto sono più ricche in una lingua o nell’altra ed è necessario un giro di parole per renderlo comprensibile), ma soprattutto la diversa cultura, non sempre facile da trasferire nel contesto.
Tradurre i libri di Sankaran è una bella sfida. L’importanza che lui dà alle parole, l’energia che trasportano, l’uso del dizionario, di Internet, per arrivare al loro significato profondo, pur sapendo che quel significato può essere diverso da persona a persona, le parole ‘magiche’, quelle che non hanno senso e che portano dritti alla Sensazione Vitale, … sono aspetti estremamente originali e stimolanti.
Alla ricerca di nuance adeguate, con il dizionario di inglese da una parte e quello di italiano dall’altra, mi sono trovata davanti a molti dubbi. Uno fra tanti, e non da poco, di cui vorrei far partecipi i Lettori, è stato risolto con l’aiuto di Sankaran stesso.
Si trattava della parola ‘experience’, ripetuta centinaia di volte e quindi fondamentale per capire il metodo della presa del caso. Sembra semplice, la radice latina è comune alle due lingue (experiri = sperimentare).
‘Esperienza’: la definizione del Devoto Oli che più si avvicina è “conoscenza acquisita mediante il contatto con un determinato settore della realtà”. E questo è anche il concetto originale di ‘experience’ di Sankaran, che però viene anch’esso raffinato, perfezionato in questo volume, dove si chiarisce che la conoscenza in questione non è pragmatica, il contatto non è razionale.
Uno dei significati di ‘experience’ (traduco dal Merriam-Webster’s) è: “atto o processo di percepire direttamente fatti o realtà”. La traduzione italiana del verbo ‘to experience’ è: “essere soggetto ad una sensazione emotiva”. Entrambi, però, non corrispondono al significato italiano di esperienza.
La sfumatura che si perde è importante: ogni volta che Sankaran chiede al paziente qual è la sua esperienza di una situazione vissuta, un gesto fatto, una frase detta, vuole sapere qual è la percezione sensoriale che egli ne ha. La comunicazione razionale, ai fini della ricerca della Sensazione Vitale, non gli interessa.
Vorrei che il Lettore lo tenesse sempre in mente, che non lo perdesse di vista.

 

Dott.ssa Anna Fontebuoni


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torna suPrefazione

Vorrei rendervi partecipi di alcuni aspetti che mi hanno particolarmente colpito nel metodo di Sankaran.
Uno è stata l’eccezionale coerenza nell’esplorare il disturbo principale. In tutti i casi, registrati o dal vivo, quel mistero che è il disturbo principale è stato indagato e seguito in ogni suo sviluppo, dal particolare al generale. La conferma dei principi dell’Omeopatia - cioè che ogni paziente ha una qualità che lo rende unico - risulta talmente evidente con questo metodo che il rimedio emergente è l’unica cosa che gli possiamo prescrivere e che si adatta perfettamente al disturbo principale.
Osservare continuamente questa indagine magistrale, che mi appare come un fulcro che si sposta dal particolare al generale in modi che oltrepassano la mia immaginazione, è sempre un grosso piacere per me.
Si può seguire lo sviluppo di questa esperienza nel caso di una giovane donna affetta da lichen planus:
P:     Se mi gratto da questa parte, aumenta da quell’altra. Alcune chiazze si moltiplicano da sole, autonomamente. Le due cose non vanno insieme. Alcune chiazze aumentano da sole, senza l’aiuto di alcuno, perché esse sono in grado di farlo, sono capaci di fare di meglio. Fanno cose che non sono in rapporto fra loro.
D:     Cosa vuol dire?
P:     Sono completamente opposte e lontanamente simili. Come il formaggio e il gesso: non stanno bene insieme. Come due o tre cose completamente diverse che vengono messe insieme per farne una sola.
D:     Come cosa?
P:     Come vivo io con i miei genitori e mio fratello.

Questo momento è assolutamente individuale, incomprensibile e imprevedibile.
Questo è il punto in cui si apre il caso clinico.

Ho provato lo stesso senso di mistero quando una giovane donna con alopecia ha detto che non avere capelli la rendeva diversa e che era orgogliosa di avere quel problema, perché la faceva sentire diversa e unica.

Questo aspetto è stato riconfermato non solo nei casi che abbiamo osservato personalmente, ma anche in quelli che i miei Colleghi hanno presentato al gruppo di studio per discuterne insieme.
Ho anche imparato molto nel momento in cui ne abbiamo discusso. Le presentazioni provenivano da tutto il mondo, erano diverse espressioni della stessa cosa. È stato meraviglioso sentirci tutti uniti da una più profonda comprensione dell’Omeopatia; siamo a livelli di comprensione dei nostri pazienti e della Materia Medica che sono così alti da essere molto vicini alla giusta prescrizione. Abbiamo sempre saputo che era possibile, ma spesso ci chiedevamo perché avvenisse così raramente.
Una mia personale percezione che vorrei comunicare è che ho visto la “incarnazione” dell’approccio suggerito da Sankaran. Ho sentito che tutti noi stavamo assorbendo la comprensione dell’origine del metodo di Sankaran; una comprensione della Dynamis, dell’Energia, di come i nostri rimedi sono schemi energetici non umani, quasi di come questa qualità non umana ‘canta e danza’; di come reagiamo sempre meno alle situazioni concrete e più all’Energia che ‘ci anima’. Ho scoperto che tutto questo ha un’influenza sulla mia vita, sul mio modo di vivere, e non solo come omeopata.

Dr.ssa Laurie Dack




La Dr.ssa Laurie Dack svolge con soddisfazione la professione di omeopata a tempo pieno a Vancouver, Canada. Negli ultimi diciannove anni è stata in Europa, India e Stati Uniti a studiare e fare pratica di Omeopatia. Attualmente insegna in Canada e negli Stati Uniti.
Laurie è una mia preziosa collaboratrice e una delle amiche più strette al Livello 7.

Dr. Rajan Sankaran


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Rajan Sankaran



torna suIntroduzione

Questo libro riprende da dove finiva La Sensazione in Omeopatia, continuandone e consolidandone i concetti e il metodo. Consiglio vivamente di non avventurarsi nella lettura se non si sono precedentemente studiati i miei primi libri in modo da afferrare saldamente l’intero percorso intellettuale esattamente nell’ordine in cui sono stati pubblicati. Consiglio cioè la lettura di:
- Lo Spirito dell’Omeopatia,
- La Sostanza dell’Omeopatia,
- L’Anima dei Rimedi,
- Il Sistema dell’Omeopatia,
- Uno Sguardo ai Rimedi Omeopatici Vegetali,
- Schemi diagnostico-terapeutici,
- La Sensazione in Omeopatia.
In breve, per ricapitolare, siamo passati dalla valutazione dei sintomi e dalla repertorizzazione alla comprensione dello stato mentale e alla Falsa Percezione; da lì siamo passati alla classificazione di Regni e miasmi, che ha indicato esattamente il percorso. Poi siamo tornati a studiare meglio il Regno Vegetale e il Livello della Sensazione Vitale. Questo succedeva cinque anni fa.
Gli ultimi studi ci hanno portato al concetto dei Sette Livelli. Siamo riusciti così a comprendere l’Omeopatia molto più in profondità e a gettare una nuova luce sulla comprensione del genere umano. Il nuovo metodo, che dà importanza al disturbo principale e al modello di Energia espressa tramite i gesti delle mani, è basato su questo concetto. Le teorie e il metodo attuali sono descritti dettagliatamente nel mio libro precedente: La Sensazione in Omeopatia.
Molti sono stati i successi, ma anche gli insuccessi e questa è una cosa abbastanza frustrante.
Noi sappiamo che il nostro metodo ha un fondamento di verità e vogliamo perfezionarlo in modo da ridurre gli insuccessi.
Dobbiamo ampliare il nostro database delle sostanze che sono fonti di rimedi o dobbiamo perfezionare il metodo stesso della presa del caso? Io penso che si debba lavorare su entrambi i fronti.
In questo libro, come dice il titolo, non si parla di nuove teorie, ma del perfezionamento delle idee espresse nel lavoro precedente per rendere il metodo complessivamente più efficace e coerente. Abbiamo cercato di vedere da dove possono provenire gli errori e dove nascono gli ostacoli e abbiamo proposto, in base alla nostra esperienza degli ultimi tre anni, il modo di superarli. I contributi dei Colleghi che seguono questo stesso metodo sono stati di inestimabile valore per la stesura di questo lavoro.
La formazione di gruppi di studio in tutto il mondo è una cosa che fa ben sperare.

Ho cominciato a insegnare nel 1986. Per molto tempo sono riuscito a farlo con buoni risultati, ma non ero capace di trasmettere il metodo che usavo. Negli ultimi tre anni mi sono reso conto che insegnare e condividere le idee non sono cose che vanno di pari passo.
Proprio in quest’ultimo periodo ho avuto la sensazione che la gente entrasse in risonanza con quello che dicevo e che lo facesse andare avanti.
Anche lo sviluppo del programma computerizzato VitalQuest ha contribuito a far progredire il database. Richiedeva infatti che le espressioni verbali fossero molto precise e avevamo bisogno di trovare parole ed espressioni specifiche per i vari Regni e Sottoregni.
Abbiamo lavorato sul Regno Minerale osservandolo da un nuovo punto di vista, mettendo a fuoco l’aspetto specificamente non umano dei rimedi minerali e abbiamo trovato molte parole ‘Fonte’. Abbiamo fatto altri progressi con i Sottoregni animali. Quando ho scritto il nuovo volume di Uno Sguardo ai Rimedi Omeopatici Vegetali ho perfezionato la conoscenza delle piante aggiungendo altre otto famiglie. Ma i risultati più importanti li abbiamo ottenuti dalla pratica clinica, grande maestra e perfezionatrice di idee, che ci ha aiutato a identificare parecchi campi in cui il nostro lavoro potrebbe diventare più efficace e coerente.
Ho sentito il bisogno di pubblicare questo libro per portare avanti ciò che avevo iniziato con La Sensazione in Omeopatia.
Ci tengo a sottolineare che i lavori sono ancora in corso.
Il metodo è abbastanza migliorato da potere essere usato con risultati soddisfacenti e consapevoli dai professionisti, ma l’evoluzione è continua ed è necessario lavorare tutti insieme per perfezionarlo ulteriormente.
Da quando ho scritto La Sensazione in Omeopatia, le mie idee si sono chiarite e raffinate e la tecnica che uso si è fatta più precisa. Anche i casi clinici danno risultati migliori. Mi sento in un certo senso più sicuro. Non è più un metodo ‘nuovo’; eppure le mie vecchie idee sono state fondamentali. È davvero fonte di soddisfazione esercitare la professione con questa fiducia interiore, sapendo cioè cosa si sta facendo. Sapete bene di cosa parlo. Non la fiducia sfrontata di chi crede di sapere tutto, ma quella di chi sa che direzione prendere, anche se poi non sempre arriva al termine della corsa. Non c’è più confusione e molte cose sono diventate chiarissime. Sono molto contento di condividere con voi le mie idee, perché anche molti di voi stanno lavorando nella stessa direzione e vedo, dai casi che avete, che i risultati sono molto buoni. Tutto questo mi fa immensamente piacere.

Ciò che mi pare interessante è che il metodo sia sempre più riproducibile.
Probabilmente, tutti apprezzavano le conferenze che tenevo una volta, ma poi tornavano al loro ambulatorio e non riuscivano a riprodurne il metodo. Ora, invece, tantissime persone lo mettono in pratica quasi esattamente come penso che debba essere messo in pratica e sono in grado di esprimersi con il mio stesso linguaggio, persino meglio di me. Il metodo è diventato ancor più riproducibile e quando se ne parla, viene riconosciuto immediatamente. Mi fa piacere. Ci sono quindi gruppi di professionisti di tutto il mondo che lavorano così, ne discutono insieme e rivedono i loro casi clinici sotto questa luce. Il metodo è cresciuto proprio in questo modo.
Mi è difficile dire quel che è accaduto da due anni a questa parte, perché due anni fa non sapevo che le cose sarebbero andate così. Comunque, una delle cose significative è la comprensione più approfondita dell’esperienza: viverla e non vedere praticamente nient’altro. Un’altra cosa importante è perfezionare la tecnica per arrivarci. Capire i casi clinici, ciò che mi ha portato esattamente da un Livello all’altro e come seguire questo percorso, conoscere meglio i minerali e in parte anche i Regni Vegetale e Animale: questi sono stati per me i progressi principali e in questo lavoro ve ne farò partecipi.
I tre sottolivelli della Sensazione Vitale (Livello 5), gli aspetti (e le potenze dei rimedi omeopatici) dei vari Livelli, i periodi del Regno Minerale, le classi degli animali, ecc. sono stati enormemente chiariti in questo libro. Inoltre, la presa del caso è diventata più flessibile e semplice: sembra che l’omeopata debba lottare meno di prima per curare il paziente.
Seguire il paziente nella fase in cui dice cose senza senso è una delle esperienze più impegnative e gratificanti, sia per l’omeopata sia per il paziente.
Come dice Roger Morrison: “Caso dopo caso, ho seguito il filo dell’espressione del paziente fino al livello non umano. Ogni volta ho cominciato a pensare ‘Che razza di assurdità è questa?’, per poi dirmi, alla fine: ‘Che assurdità sublime!’. Ho ormai accettato il concetto di non umano e mi sono sforzato di portarlo avanti nell’esercizio della mia professione. Alla fine sono arrivato a capire che non c’era altra informazione specifica come questa”.
Il concetto di Sensazione Vitale ha ormai raggiunto la maggiore età.

 

Dr. Rajan Sankaran


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