Quarta di copertina
L’Omeopatia è un sistema di cura basato su una nuova concezione di salute e di malattia che considera l’Uomo nella sua globalità di corpo, psiche e spirito. Questa visione è il requisito fondamentale di una pratica di successo e persino la conoscenza minuziosa dei rimedi della Materia Medica non può rimpiazzarla. Il Dr. Rajan Sankaran si è impegnato con dedizione nell’ambito della sua fervida attività allo sviluppo di tale visione scavando a fondo in questa Scienza. Grazie a ciò, ha raggiunto una lucida penetrazione dell’autentico significato degli insegnamenti di Hahnemann, che gli ha permesso di constatare che la pratica dell’Omeopatia può essere notevolmente semplificata. Egli ha esposto le sue osservazioni in una serie di Seminari molto apprezzati e che in questo libro vengono riassunti.
Benché quanto da lui affermato non differisca fondamentalmente dagli insegnamenti di Hahnemann, i suoi scritti sono dotati di una notevole chiarezza e originalità che possono scaturire solo da una lunga esperienza personale. Ogni capitolo è impostato in modo pratico e corredato da una gran quantità di casi clinici. Nell’Opera, l’Autore tratta il concetto di malattia e di cura; discute in modo approfondito di come capire la psiche; espone minuziosamente le proprie idee su come utilizzare le ‘False percezioni’ e i ‘Sogni’ nella presa del caso e nell’analisi dei sintomi. I capitoli sulla presa del caso, sull’uso creativo delle rubriche del Repertorio e sulla ‘Omeopsicoterapia’ risulteranno indubbiamente molto utili nella pratica clinica.
Nel complesso, il libro offre materia di riflessione e d’applicazione concreta a tutti gli studiosi dell’Omeopatia, siano essi neofiti o veterani.
Indice Generale
PRESENTAZIONE
NOTA DELL’EDITORE ITALIANO ALLA PRIMA EDIZIONE
NOTA DELL’EDITORE ITALIANO ALLA SECONDA EDIZIONE
PATOLOGIA GRAVE, NESSUN SINTOMO
PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE
PREFAZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE
RINGRAZIAMENTI
SEZIONE I - La Filosofia
CAPITOLO 1 - CHE COS'È L'OMEOPATIA
Il simile cura il simile
Dinamizzazione
Il Medico dentro di noi
Trattare l’Uomo come un tutto
I rimedi omeopatici
Un viaggio affascinante
CAPITOLO 2 - STORIA DI QUESTO LIBRO
Primi passi
Priorità dei sintomi mentali e generali
Disturbo centrale
Componenti: rubriche collegate da una situazione
‘Radici’ della malattia
False percezioni: il loro autentico significato
Comprensione dello stato mentale
Scopo supremo della vita
Scambio di vedute
CAPITOLO 3 - CHE COS’E’ LA MALATTIA
La visione allopatica
Sintomi caratteristici: fattori di differenziazione dei rimedi
Sintomi mentali e generali come elementi caratterizzanti
Trattamento del Paziente e non della patologia
Malattia: dal centro alla periferia
Lo stato mentale
Lo stato origina da una situazione
La malattia come atteggiamento
CAPITOLO 4 - ATTEGGIAMENTI INAPPROPRIATI
Origine degli atteggiamenti inappropriati
Trasmissibilità delle ‘radici’
Formazione delle ‘radici’
Stati silenti e stati dominanti
Differenza tra ‘stato silente’ e ‘radice’
CAPITOLO 5 - REAZIONI SPROPORZIONATE
Malattie senza ‘radice’
Le malattie con una ‘radice’
Conclusione
CAPITOLO 6 - SALUTE E MALATTIA: Riflessioni di natura psicologica e filosofica
La malattia intesa come atteggiamento
Condizioni per sentirsi bene
L’essere umano come strumento dello Spirito
Il blocco come falsa percezione
Esaminare se stessi
La salute come adattamento
Differenza tra stress situazionale e stress patologico
Mahatma Gandhi e il figlio Harilal
L’ego e l’illusione
L’illusione
L’ego
CAPITOLO 7 - LA LEGGE NATURALE DI GUARIGIONE
CAPITOLO 8 - L’EVOLUZIONE DELL’OMEOPATIA
Azione locale dei medicamenti
Scoperta della dinamizzazione
Concetto dinamico della malattia
Due stadi nella malattia
La forza vitale
Azione dinamica dei medicamenti
L’asse P-N-E-I
Disturbo centrale
Importanza del disturbo centrale
Note
CAPITOLO 9 - IL DISTURBO CENTRALE
Distinzione tra stato mentale e sintomi mentali
Ogni rimedio corrisponde ad uno specifico stato d’animo
Percepire lo stato mentale
Il primo principio supportato dalla pratica
Il principio n. 2: Corollario del primo principio
Sapere cosa è curabile in una malattia
Stato mentale contro sintomi mentali
Prima viene il Disturbo Centrale, poi quello locale
I rimedi dinamizzati hanno unicamente un effetto dinamico generale, non locale
I sintomi particolari dipendono dalla suscettibilità degli sperimentatori: perciò sono incompleti
Le modalità sono rappresentative del disturbo centrale
I sintomi non patognomonici di Kent
Generalizzazione di Boger
I sintomi concomitanti di Boenninghausen
Conclusione
CAPITOLO 10 - DINAMICHE NELLA MALATTIA
Dinamiche nel trattamento
CAPITOLO 11 - CHE COSA È CURATIVO NEL MEDICAMENTO
Caso clinico
Differenziazione dei rimedi
Gestione del caso
Dubbi circa la guarigione completa
Fu Helleborus niger a provocare la patologia?
Ogni rimedio produce il proprio tipo di disturbo centrale
CAPITOLO 12 - LA PROFONDITA’ SCIENTIFICA DELL’OMEOPATIA: Che cos’è l’approccio olistico
Intervista del Signor S.M. Gunavante al Dr. R. Sankaran pubblicata su ‘The Homoeopatic
Heritage’ nel giugno 1990
CAPITOLO 13 - LO STATO E LA PATOLOGIA
CAPITOLO 14 - MODALITA’, SENSAZIONI E LOCALIZZAZIONE
Modalità
Sensazioni
Localizzazione
CAPITOLO 15 - SINTOMI CONCOMITANTI
CAPITOLO 16 - CAUSALITA’
CAPITOLO 17 - SCELTA DELLA DINAMIZZAZIONE
Fondamenti della scelta della dinamizzazione
Applicazione di questa idea
Dinamizzazione e falsa percezione
Applicazione di questo principio
Variazione della dinamizzazione
Rischi di una prescrizione basata su sintomi ‘locali’
Una piccola controversia
Differenza tra rimedio grezzo e dinamizzato
CAPITOLO 18 - RIPETIZIONE DELLA DOSE
Come si fa a sapere se la dose ha esaurito il suo effetto?
Perché la dose esaurisce il suo effetto?
Quanto ci vuole prima che la dose esaurisca il suo effetto?
Ripetizione frequente delle alte dinamizzazioni
L’effetto della dose è istantaneo
CAPITOLO 19 - PROCESSI ACUTI
Tipo A - Cambiamento dello stato per una causa intensa di proporzioni epidemiche
Tipo B - Cambiamento dello stato per una causa non epidemica
Tipo C - Stato invariato anche in presenza di una causa eccitante epidemica (intensa)
Tipo D - Stato invariato in presenza di una causa non epidemica
Stati satelliti e stati distinti
Esempi
CAPITOLO 20 - APPROCCIO OMEOPATICO AL DIABETE
La vecchia concezione
Cambiamento del punto di vista
Un rilievo inaspettato
Implicazioni di recenti scoperte
Dieta
Farmaci antidiabetici
L’insulina è la soluzione definitiva?
Che cos’è il diabete
Limiti della terapia allopatica
Approccio omeopatico
CAPITOLO 21 - TRATTAMENTO DELLO STATO PRESENTE
SEZIONE II - La Mente
CAPITOLO 22 - IMPORTANZA DELLO STATO MENTALE
CAPITOLO 23 - COMPONENTI
La chiave per capire il mentale dei rimedi
L’idea dell’essenza del rimedio e i suoi limiti
Il temperamento come combinazione di tratti
Singolo tratto comune con differenze in altri tratti
Descrizione delle persone in base a parametri
I parametri
I sintomi caratteristici sono formati da una combinazione di componenti
I sintomi unici rappresentano combinazioni peculiari
Percezione extrasensoriale
Presentimento di morte
Distratto
Sensazione di felicità
Le cose sembrano strane
Il tempo passa troppo lentamente
Senso di dualità
Sintomi comuni ai rimedi chiaroveggenti
Il concomitante emozionale: fattore di differenziazione
Il sentimento si fonde con l’intelletto
Phosphorus: intimità e chiaroveggenza
Cannabis indica: gioia e chiaroveggenza
Medorrhinum: timore per la disgrazia
Anticipa gli eventi
Medorrhinum: paura della disgrazia
Segni fisici dell’ansia
Lycopodium clavatum: insicurezza
Lycopodium clavatum: capacità d’astrazione
Silicea: preoccupazione per l’immagine
Ambra grisea: imbarazzo
Psorinum: disperazione
Due tipi di sintomi mentali
Distinzione tra parametro di base ed espressione
Come differenziare un parametro dalle sue espressioni
Ricerca dei parametri di base
I parametri di base sono sintomi emersi dalla sperimentazione
I sentimenti di base sono più attendibili
Conoscere a fondo le componenti
Il principio delle componenti nella pratica
Scomposizione del sintomo nelle sue componenti
Non tutte le componenti del rimedio devono essere necessariamente trovate in un caso
Fusione di componenti
L’idea delle componenti nella pratica clinica: altri esempi
CAPITOLO 24 - FALSE PERCEZIONI
Comprensione di una falsa percezione
Come questa falsa percezione è espressa dai Pazienti
Altre espressioni
Un caso illustrativo
Sentimenti e reazioni
Quali false percezioni sono più importanti e perché?
Caso clinico
CAPITOLO 25 - AURUM METALLICUM E L’IDEA DELLA COMPENSAZIONE
Caso clinico
Come ho inquadrato questo caso
Analisi dei sintomi riscontrati in 19 casi di Aurum metallicum
CAPITOLO 26 - COMPENSAZIONE
Una persona è più a suo agio nella situazione che richiede il minor sforzo di compensazione
Perché la conoscenza del processo di compensazione è così importante?
Iper-compensazione
Come si individuano i sintomi non compensati?
Segni di compensazione
Natura della compensazione
Compensazione e cambiamento di stato
Stabilire un equilibrio
La compensazione è come una molla caricata che attende di essere scaricata
Sperimentazione e compensazione
Scelta della dinamizzazione nei casi compensati
Distinzione tra sintomi veri e sintomi compensati
Distinzione tra compensazione ed espressione
Differenza tra rimedi acuti e cronici nella compensazione
CAPITOLO 27 - POLARITA’ DEL RIMEDIO
1 - Magnesia muriatica
2 - Sulphur
CAPITOLO 28 - SOGNI
I sogni rivelano sentimenti non compensati
I sogni sono l’elemento più affine alle false percezioni
Caso clinico
Sogno di base e sogno situazionale
Sogni simbolici
Sogni come false percezioni
Caso clinico
Ulteriori sogni
Caso clinico
Caso clinico
Caso clinico
La situazione dello stato
Quali sogni si ricordano?
CAPITOLO 29 - MENTE E CORPO
Legame tra corpo e mente
Il corpo e la mente si aiutano a vicenda
Nel bisogno, la mente chiama in aiuto il corpo e viceversa
Utilità pratica di queste idee
Lo stato fisico e mentale si aiutano a vicenda
Mente e corpo: Sepia
Analogia fisica e mentale in qualche altro rimedio
Al di là della mente e del corpo
CAPITOLO 30 - COME APPLICARE IL REPERTORIO
Uso immaginativo delle rubriche
A - Religioso
B - Gelosia
C - Indifferenza, aspetto personale, al suo
D - Butta via le cose
E - Monomani
F - Magnetizzato, desiderio di essere
G - Desidera, donna ideale, la
H - Uccidere, desiderio di
I - Falsa percezione, serpenti dentro e attorno a lei
L - Scappare, desiderio di, finestra, dalla
M - Aggrapparsi a persone o ad arredi, ecc.
N - Contrattare
O - Odio, persone che l’hanno offeso, nei confronti delle, impassibile alle scuse
P - Disturbi da
Q - Paura, bambini, in
R - Litigiosità, alternata con, canto
S - Le sottorubriche di ‘Pazzia’
T - La rubrica ‘Delirio’
U - Impaziente, figli, con i suoi
V - Teorizzare, sera, di
W - Piange, va via da solo e piange come se non avesse amici
X - Paura, luoghi elevati, dei
Y - Convulsioni
Z - Vaccinazione, dopo la
Caso clinico
Studio di un rimedio attraverso le rubriche
SEZIONE III - La presa del caso e l’individuazione del rimedio
CAPITOLO 31 - IL CUORE DELLA PRESA DEL CASO
Scopo e metodo
Che cosa dobbiamo curare nella malattia?
Ogni rimedio provoca un disturbo centrale specifico
Il disturbo centrale è un disturbo PNEI
Anche le peculiarità locali indicano il disturbo centrale
Come scoprire il disturbo centrale in un caso
Lo stato d’animo deve essere giudicato rispetto alla situazione
Le caratteristiche della persona nei confronti delle caratteristiche della situazione
Come eliminare le caratteristiche situazionali
Stessa caratteristica, espressioni diverse
Come eliminare le caratteristiche patologiche
Come stabilire se una caratteristica è situazionale, patologica od originale
L’Omeopata come Archeologo
Non è necessario trovare tutte le caratteristiche di un rimedio
Tutte le caratteristiche di un Paziente devono corrispondere al rimedio prescelto
Scoperta del caso
Tracciare lo sfondo
Ottenere conferma delle proprie impressioni
CAPITOLO 32 - ALCUNI CENNI SULLA PRESA DEL CASO
CAPITOLO 33 - TECNICHE DI PRESA DEL CASO
Osservazione
Modo di raccontare il disturbo
Caso clinico n. 1
Caso clinico n. 2
Caso clinico n. 3
Caso clinico n. 4
Il corteo della sofferenza
Caso clinico
Interessi e hobby
Caso clinico
Il carattere del Paziente da bambino
Caso clinico
Comportamento tipico
Caso clinico n. 1
Caso clinico n. 2
Esempio
Reazioni nelle situazioni della vita
Caso clinico n. 1
Caso clinico n. 2
Sensazioni centrali del Paziente
Caso clinico n. 1
Caso clinico n. 2
Caso clinico n. 3
Sogni
Lo stato d’animo della madre durante la gravidanza
Caso clinico
Situazioni intense, reali ed estreme che il Paziente ha affrontato nella sua vita
Caso clinico
Quali sensazioni provoca in voi il Paziente?
Quali sono le qualità che non riuscite a tollerare o a comprendere in voi stessi e negli altri?
Che cosa indica lo stato fisico?
Occupazione e settore lavorativo del soggetto
L’idea nei rapporti
Le situazioni create dal Paziente nella sua vita
Colloquio con amici e parenti
La tecnica migliore
Il modo in cui il Paziente prosegue
CAPITOLO 34 - L’ESSENZA DELLA PRESA DEL CASO
CAPITOLO 35 - LA PERCEZIONE
Esempio n. 1
Esempio n. 2
Esempio n. 3
Esempio n. 4
Esempio n. 5
Esempio n. 6
CAPITOLO 36 - PORTARE ALLA LUCE IL QUADRO DEL PAZIENTE
CAPITOLO 37 - SCELTA DEL RIMEDIO
Immagine del Paziente
Dalle componenti di base alla situazione
Come far rientrare il Paziente in un rimedio
Caso esemplificativo
CAPITOLO 38 - OMEOPSICOTERAPIA
L’Omeopsicoterapia nella pratica clinica
La presa del caso
Caso clinico n. 1
Caso clinico n. 2
L’Omeopsicoterapia e la questione della dinamizzazione
I vantaggi dell’Omeopsicoterapia
SEZIONE IV - La Materia Medica
CAPITOLO 39 - LA MATERIA MEDICA SITUAZIONALE: ORIGINE E UTILITA’
CAPITOLO 40 - SCOPERTA DELLA MATERIA MEDICA SITUAZIONALE DEI RIMEDI
CAPITOLO 41 - MATERIA MEDICA SITUAZIONALE DI ALCUNI RIMEDI
Anacardium orientale
Argentum nitricum
Calcarea silicata
Carcinosinum
Causticum
China officinalis
Fluoricum acidum
Graphites
Ignatia amara
Kali bromatum
Lac caninum
Lachesis muta
Lycopodium clavatum
Lyssinum
Natrum carbonicum
Opium
Psorinum
Rhus toxicodendron
Silicea
Alcune espressioni di Silicea
Stramonium
Tarentula hispanica
Thuja occidentalis
Veratrum album
CAPITOLO 42 - CONFRONTO TRA I RIMEDI IN BASE ALLA MATERIA MEDICA SITUAZIONALE
Apis mellifica, Lachesis muta, Hyoscyamus niger
CAPITOLO 43 - RELAZIONI TRA RIMEDI
Rimedi complementari
Cambio del rimedio o cambio nel rimedio
Stesso rimedio, ma sfaccettature differenti
Individuare le componenti di base
Come cambiano gli stati
Rimedi incompatibili
Relazioni coniugali
CAPITOLO 44 - RIMEDI MENO USATI
Introduzione
Caso clinico n. 1
Caso clinico n. 2
Caso clinico n. 3
Caso clinico n. 4
Caso clinico n. 5
Caso clinico n. 6
Caso clinico n. 7
Caso clinico n. 8
Caso clinico n. 9
Caso clinico n. 10
Caso clinico n. 11
Caso clinico n. 12
GLOSSARIO
AL LETTORE
INDICE DEI RIMEDI
INDICE GENERALE
Indice dei rimedi
A
Aconitum napellus
Aesculus hippocastanum
Agnus castus
Aloe socotrina
Alumina
Ambra grisea
Anacardium orientale
Anhalonium
Apis mellifica
Argentum nitricum
Arnica montana
Arsenicum album
Aurum metallicum
B
Baryta carbonica
Belladonna
Bryonia alba
Bufo rana
C
Cactus grandiflora
Calcarea carbonica
Calcarea fluorica
Calcarea silicata
Calcarea sulphurica
Cannabis indica
Cantharis
Capsicum annuum
Carbo vegetabilis
Carcinosinum
Castanea vesca
Causticum
Chamomilla
Chelidonium majus
China officinalis
Cicuta virosa
Cina
Cocculus indicus
Coffea cruda
Colchicum
Colocynthis
Conium maculatum
Crocus sativa
Cyclamen europaeum
D
Digitalis purpurea
E
Elaps
F
Fluoricum acidum
G
Gelsemium sempervirens
Graphites
H
Helleborus niger
Heloderma horridus
Hepar sulphuris calcareum
Histaminum
Hura brasiliensis
Hydrophobinum
Hyoscyamus niger
I
Ignatia amara
Ipeca
Ipofisi
K
Kali bichromicum
Kali bromatum
Kali carbonicum
Kali iodatum
Kali phosphoricum
L
Lac caninum
Lachesis muta
Lilium tigrinum
Luna
Lycopodium clavatum
Lyssinum
M
Magnesia carbonica
Magnesia muriatica
Magnete
Manganum metallicum
Medorrhinum
Mercurius solubilis
Moschus
N
Natrum carbonicum
Natrum muriaticum
Natrum sulphuricum
Nitricum acidum
Nux moschata
Nux vomica
O
Opium
P
Palladium
Petroleum
Phosphoricum acidum
Phosphorus
Picricum acidum
Piper methysticum
Platina
Plumbum metallicum
Psorinum
Pulsatilla
Pyrogenium
R
Raggi X
Rheum
Rhus toxicodendron
S
Salicylicum acidum
Sarsaparilla
Sepia
Silicea
Spigelia anthelmia
Spongia tosta
Staphysagria
Stramonium
Sulphur
T
Tarentula hispanica
Taxus baccata
Theridion curassavicum
Thuja occidentalis
Tiroide
Tuberculinum
V
Veratrum album
Vinca minor
Viola odorata
Viola tricolor
Z
Zincum metallicum
Presentazione
Il Dr. Sankaran ci presenta un’opera molto originale, ma alcuni dei punti trattati daranno adito a discussioni. Quello che apprezzo di più del suo libro sono i casi descritti, il modo di arrivare alla soluzione, il suo lavoro intellettuale, il metodo investigativo e la conoscenza fenomenale dei Repertori. La combinazione di tutti questi elementi rappresenta la vera impostazione classica dell’Omeopatia, quale ci è stata tramandata da Hahnemann. Non vi è spazio per la routine, la pigrizia o le idee fisse. Sono invece richieste una mente aperta, perspicacia, grande senso di osservazione, nonché un’eccellente memoria. Fintanto che l’Omeopatia sarà esercitata secondo questi criteri, il suo futuro aureo le è assicurato.
St. Gallen, 24 marzo 1991
Dr. Jost Künzli von Fimmelsberg
Nota Editore Italiano I Edizione
La revisione della traduzione di quest’Opera del Dr. Sankaran mi ha permesso di cogliere la grande importanza che essa ha per l’Omeopatia moderna e mi ha permesso pure di rallegrarmi per la decisione di aver scelto proprio questo libro per inaugurare la collana omeopatica delle Edizioni Salus Infirmorum.
Più accresco la mia esperienza di Medico ambulatoriale, cioè di colui che vive accanto al Malato ed è abituato a raccoglierne tutti i problemi, le ansie, le paure, gli affanni, le speranze, le delusioni, le gioie e le sconfitte, più mi convinco che l’Omeopatia è uno dei doni più grandi che il Signore ha fatto a colui che vuole consacrare la sua vita alla lotta contro la malattia.
L’Omeopatia ha indubbiamente innumerevoli vantaggi:
- ha una sicura azione preventiva di rafforzo delle cosiddette ‘difese aspecifiche’ dell’organismo,
- può svolgere un’azione eziologica sulle ‘radici’ della malattia,
- è utile sia nelle patologie acute che in quelle croniche e può conseguire risultati inaspettati anche in molti casi dichiarati inguaribili dalla Farmacoterapia,
- è relativamente atossica,
- ha una lunga durata d’azione e non necessita di continue assunzioni,
- è sicuramente economica sia per il singolo che per la Comunità e obbligando il Medico a guardare con più decisione al ‘mondo’ che si nasconde dietro il sintomo, permette di evitare innumerevoli esami strumentali e ricoveri ospedalieri che oggi sono tra quelli che maggiormente gravano l’economia sanitaria,
- svolge un’azione altamente personalizzata, che però richiede al Medico una particolare attenzione e preparazione,
- valorizza il rapporto Medico/Paziente,
- migliora la qualità della vita, anche nelle patologie irreversibili (sia per quelle quoad vitam che per quelle quoad salutem),
- è grande occasione di riflessione sul senso profondo della malattia e della vita e prepara il terreno per un opportuno intervento spirituale.
Non la conoscenza teorica, ma vent’anni di pratica clinica mi hanno convinto di queste prerogative dell’Omeopatia, che comunque credo siano vere ad una sola condizione: che venga praticata una vera Omeopatia!
Questa affermazione apre un quesito a colui che non ha ancora sufficiente dimesticatezza con questa Scienza: Quanti tipi di Omeopatia esistono?
Oggi, purtroppo, ne esistono tanti, troppi, e non tutti permettono di conseguire gli obiettivi suddetti. E’ essenzialmente per questo che ho desiderato tradurre e diffondere nel nostro Paese questo libro di Sankaran che, diversamente da qualche altro che tratta la medesima materia, ha il pregio di seguire rigorosamente l’ortodossia omeopatica e di spiegarne alcune basi scientifiche alla luce delle acquisizioni più recenti.
Dato che per evitare un errore è sempre necessaria, oltre alla volontà di non compierlo, anche una conoscenza specifica della materia in oggetto, credo sia opportuno spendere qualche parola per spiegare quali sono i pericoli principali che vengono corsi oggi dall’Omeopatia e dai giovani Omeopati italiani.
Non entro nel merito delle divergenze tra le varie Scuole di Pensiero Omeopatico: pure nel mondo della Medicina Tradizionale ci sono tante ‘Scuole di Pensiero’ e, anche se talvolta tra loro non ‘scorre buon sangue’, molte importanti acquisizioni moderne sono scaturite proprio da questa pluralità di Pensiero e di Metodo. Quando parlo di pericolo per l’Omeopatia moderna, quindi, non mi riferisco a quei diversi approcci omeopatici che, comunque, sono uniti dai medesimi principi di fondo e dai medesimi scopi e ideali, ma penso ai molti ‘giovani’ Omeopati che, spinti dal desiderio di fare qualcosa di ‘alternativo’ o dalla necessità di un guadagno economico o dalla ‘moda’ attuale che valorizza tutto ciò che è ‘naturale’, iniziano a prescrivere prodotti omeopatici o pseudo-omeopatici credendo così di praticare una vera Omeopatia.
Pertanto, dato che la Sanità Italiana non riconosce la validità terapeutica dell’Omeopatia e non richiede alcun certificato serio comprovante la formazione professionale dell’Omeopata, qualsiasi Medico in un qualsiasi momento può decidere di definirsi tale riportando la nuova referenza sulla sua carta intestata. E anche in questo campo, il Malato non viene salvaguardato dagli Organi competenti e si sa che da solo non è certamente in grado di riconoscere un vero Omeopata da un ‘Prescrittore di rimedi omeopatici’.
Sono convinto che la colpa di ciò non è del Medico, perché neppure lui, essendo un principiante quando entra nel mondo omeopatico, è in grado di distinguere un’Omeopatia da un’altra e per parecchi anni opererà con il grande rischio di ritenere questa Medicina poco efficace nelle patologie gravi e idonea solo a quelle psico-somatiche (infatti, solo una vera Omeopatia può dare risultati non casuali nelle patologie gravi). Così facendo, questa meravigliosa e potente arma terapeutica resterà misconosciuta e sarà malamente usata e infangata.
Questo stato delle cose, però, è uno dei principali fattori che oggi minaccia di distruggere l’Omeopatia.
Ritornando alla domanda iniziale sui tipi di Omeopatia esistenti, oggi si tende a rispondere dividendo l’Omeopatia in Unicista, Pluralista e Complessista. In realtà, la Scienza Omeopatica è una ed è sempre rimasta invariata, mentre credo che questa suddivisione debba essere attribuita agli Omeopati. Senza dilungarci a descrivere le cause che indussero alcuni di questi a modificare la tecnica usata e insegnata da Hahnemann, resta un dato di fatto che esistono:
- Omeopati Unicisti, che prescrivono un solo rimedio unitario per volta (a qualsiasi dinamizzazione e non solo ad altissime dinamizzazioni, come si è soliti pensare, e indipendentemente dal tipo di preparazione commerciale: grani, polvere, compresse o soluzioni idroalcoliche) da ripetere o cambiare a distanza di tempo (giorni o mesi);
- Omeopati Pluralisti, che, senza disdegnare il rimedio unico, prescrivono due o più rimedi unitari (a basse o medie dinamizzazioni) non contemporaneamente ma nella stessa giornata e quindi a distanza di ore tra l’uno e l’altro;
- Omeopati Complessisti, che prescrivono più volte al giorno preparazioni farmaceutiche (per lo più sotto forma di gocce) costituite dall’associazione di più rimedi in basse dinamizzazioni.
Ora, è un altro dato di fatto che, mentre la tecnica omeopatica unicista compie in questi anni 2 secoli di vita e ha come referenza un numero incalcolabile di casi clinici guariti e non semplicemente palliati, non mi risulta che in letteratura ci sia alcun caso trattato con la tecnica pluralista o complessista che abbia raggiunto la guarigione miasmatica. Gli Omeopati, cioè, dovrebbero ben sapere che:
1 - La somministrazione nello stesso giorno di più rimedi omeopatici non può curare a fondo (intendo miasmaticamente) perché:
a - implica l’uso di basse dinamizzazioni che, a parte casi particolari, non hanno la potenza necessaria per estirpare la patologia e la predisposizione patologica del Malato;
b - impedisce di individuare il rimedio veramente attivo e di ripeterlo al tempo dovuto con la dinamizzazione più appropriata;
c - crea i presupposti per interferenze tra i rimedi (se è vero che ogni rimedio, o meglio ogni dinamizzazione, non è altro che una ben definita frequenza elettromagnetica, è ovvio che in una miscela di rimedi le singole frequenze interferiscono tra loro e sinceramente non so quale possa essere il risultato finale sulla struttura biologica bersaglio);
d - impedisce di applicare a questo schema terapeutico l’unica realtà veramente certa di tutta l’Omeopatia e cioè i suoi fondamenti sperimentali; infatti, i proving omeopatici sono stati eseguiti con rimedi unici e si sa cosa un rimedio fa in un Malato solo se lo si somministra singolarmente e lo si lascia agire (un trattamento pluralista non avrebbe mai guarito la bambina descritta nel Capitolo 11 come invece ha fatto Helleborus niger somministrato da solo e in elevata potenza).
2 - La somministrazione contemporanea di più rimedi omeopatici (i cosiddetti complessi omeopatici) presenta un’esasperazione ancora maggiore degli stessi difetti riportati al punto 1 con l’aggravante che si affida la scelta delle associazioni e delle dinamizzazioni alle Ditte Farmaceutiche (cosa da evitare per vari motivi, anche perché, recentemente, qualche Ditta, per ‘aumentare’ la potenza di tali preparati, invece di usarli in basse dinamizzazioni ha iniziato ad associarli in potenze elevate con il rischio di gravi danni per colui che li assumerà ). Quindi, mentre la tecnica pluralista e complessista sono prive di effetti profondi sulla malattia e svolgono solamente un’azione sintomatico-palliativa, la tecnica complessista potrebbe avere anche un’azione pericolosa e aggravante la salute del Malato quando le miscele sono costituite da dinamizzazioni elevate.
Per quanto riguarda il punto 1-d precedente, ricordo che i complessi oggi in commercio mancano di un supporto sperimentale e non possono essere somministrati sulla base dei dati ottenuti dai proving già noti, ma nulla impedisce di eseguire una loro specifica sperimentazione. Quindi, per dire che un certo complesso svolge azione terapeutica in una certa condizione patologica, bisogna prima sperimentarlo nel sano e compilare la sua specifica Materia Medica (il latte di cane, Lac caninum, ad esempio, è sicuramente un complesso formato da molte sostanze analogamente a tutti i rimedi di origine vegetale, ma prima di impiegarlo o di dire per cosa poteva essere usato, i nostri Maestri l’hanno sperimentato nel sano secondo la dottrina di Hahnemann).
Come accennavo prima, è proprio per aiutare i nuovi Omeopati italiani e per tutti coloro che desiderano avere un’informazione chiara e seria sulla vera Omeopatia che ho pensato di promuovere la traduzione di quest’Opera di Sankaran, che da anni sta compiendo un grande sforzo personale, di tempo, di energie e di soldi per difendere l’Omeopatia di Hahnemann: la sola Omeopatia capace di curare a fondo il Malato e, quando viene correttamente applicata, la sola capace di compiere piccoli ‘miracoli’ terapeutici. Tra i vari meriti di Sankaran, vorrei sottolineare in particolare quello di aver proposto un metodo semplificato per l’identificazione del rimedio omeopatico e nello stesso tempo di esser riuscito a fornire una razionale e scientifica chiave di lettura di quale, come, quando e perché un rimedio omeopatico va somministrato e ripetuto ad un Malato.
Sankaran non ha certamente risolto tutti i quesiti che travagliano le menti degli Omeopati contemporanei, ma ha senz’altro collaborato a far luce su alcuni aspetti costruendo una piccola e solida piattaforma dalla quale sarà più facile innalzare la costruzione dell’Omeopatia futura.
Molto belle e a tutti accessibili, inoltre, sono le pagine in cui Sankaran ha cercato di spiegare le ‘radici’ patologiche latenti o manifeste della malattia, ‘radici’ che spesso sono state trasmesse al Paziente dai genitori o, con incisività via via inferiore, dai nonni e dalle generazioni precedenti. ‘Radici’ che, insieme ai fattori del momento, esterni o interni al Paziente stesso, collaborano a plasmare e modificare lo ‘stato’ individuale del Malato. Questa interpretazione, che è sicuramente molto verosimile, potrebbe suscitare le critiche di quanti, come i seguaci della Scuola Argentina del Dr. Masi, sono convinti che il rimedio omeopatico resti inalterato per tutta la vita. Anche se non è questo il momento opportuno per iniziare una discussione in merito ad un tale annoso problema, personalmente credo che la natura umana sia troppo complessa e influenzata da una molteplicità di eventi e fattori per non poter subire modifiche anche a livello miasmatico.
A proposito di miasmi, non si può disconoscere che, forse, Sankaran ha sorvolato troppo questo problema che, invece, la Scuola di Masi ha ampiamente e proficuamente approfondito. In ambedue gli approcci, comunque, ci sono molte convergenze e punti in comune che rassicurano, perché fanno capire come, da qualsiasi parte si inizi o con qualsiasi strumento si lavori, alla fine si raggiungono le medesime conclusioni. Affascinante è infatti notare quanto sovrapponibili siano i risultati nella scelta del rimedio omeopatico e nella descrizione delle sue caratteristiche ‘uniche’ quando il metodo è basato sulla stretta individualizzazione dei sintomi e dell’aspetto mentale della persona, proprio come Hahnemann ha sempre insegnato.
Altrettanto affascinanti e ricchi di insegnamenti sono gli innumerevoli casi clinici che impreziosiscono l’intera Opera di Sankaran dimostrando una volta ancora l’enorme potenza terapeutica di un’Omeopatia ben condotta. Infatti, sempre più mi convinco che, se l’Omeopatia non risolve il problema del Paziente, è perché la capacità che noi Omeopati abbiamo di applicare l’Omeopatia, purtroppo, è ancora scarsa e inadeguata. A tale proposito, non posso non ricordare le parole di Hahnemann, parole che oggi, forse, più che agli Allopati rivolgerebbe a noi, suoi troppe volte indegni ma presuntuosi seguaci:
“Quando ci si occupa di un’arte, il cui scopo è salvare la vita, rifiutarsi di apprenderla è un delitto”.
Da queste parole con cui Hahnemann ha aperto il suo Organon, io chiudo queste righe di introduzione editoriale, auspicando che questo lavoro di Sankaran possa essere di stimolo, prima di tutto per me e poi anche per qualche altro Omeopata italiano, per accrescere ulteriormente i suoi sforzi nel fare sempre meglio.
Pure oggi, infatti, la Medicina Moderna ha bisogno di nuovi Maestri in Omeopatia: siamo tutti chiamati a diventarlo ma, anche se non è certamente impossibile, sappiamo quanto sia difficile raggiungere tale meta, essendo richieste doti tutt’altro che comuni. Oltre ad un’ottima conoscenza della fisiopatologia, della semeiologia e della clinica medica in generale, sono necessari molto buon senso, un lungo e costante studio quotidiano, amore per il Prossimo, capacità di ascolto e di osservazione dell’Altro, molto spirito di sacrificio, pazienza e, infine, una grande umiltà ... che è la madre di tutte le virtù.
La maggioranza di queste qualità non è raggiungibile con un semplice sforzo personale, ma sappiamo che ogni dono può essere richiesto a Dio che, per Amore, è felice di donarci tutto quello che serve per il bene nostro e dei nostri Pazienti.
Padova, 8 settembre 1996
Dr. Roberto Gava
Nota Editore Italiano II Edizione
Dopo l’inaspettato esaurimento della prima edizione di quest’Opera di Sankaran, mi sono rimesso al lavoro per correggere il testo e rivederlo anche alla luce dei ritocchi apportati dall’Autore nella sua seconda e poi terza edizione.
Oltre che in italiano, Lo Spirito dell’Omeopatia è stato tradotto in francese, tedesco e spagnolo e ciò denota quanto venga apprezzato dagli Omeopati di tutto il mondo.
Per quanto riguarda il nostro Paese, comunque, questo scritto di Sankaran ha sicuramente suscitato grande entusiasmo ed è servito per far riflettere molti Omeopati sull’importanza e sulla potenza terapeutica di un vero trattamento Unicista.
Le idee di Sankaran, inoltre, sono state di grande stimolo anche per riconsiderare l’approccio Medico-Paziente, rivedendolo alla luce di considerazioni sia psicologiche che di Omeopsicoterapia. Non sono stati pochi, infatti, i Lettori non-Medici che hanno fatto pervenire i loro apprezzamenti.
Dr. Roberto Gava
Padova, 3 marzo 2000
Prefazione Autore I Edizione
Quest’opera è rivolta a chi studia seriamente l’Omeopatia e a chi desidera trovare risposte a interrogativi sulla salute, la malattia e la sua cura. Non promette soluzioni, ma è il frutto di un’onesta ricerca condotta nell’arco di diversi anni e contiene alcune osservazioni e idee scaturite dalla mia esperienza.
Il libro si articola in quattro parti.
La prima parte tratta l’essenza della malattia, esaminandone l’origine e la dinamica. Indagherò la legge naturale di cura e, a partire da questa, illustrerò l’evoluzione del Pensiero Omeopatico e la sua applicazione nella pratica.
Nella seconda parte metterò a fuoco un’area molto dibattuta, ma ancora alquanto nebulosa dell’Omeopatia, ossia la comprensione dello stato mentale. Esporrò il percorso per giungere alla comprensione sia delle false percezioni sia dello stato mentale del Paziente. In questa parte esaminerò anche il nesso mente-corpo.
La terza parte è dedicata all’aspetto creativo dell’Omeopatia e precisamente alla ‘presa del caso’, ossia il processo di comprensione del Paziente. Prima ancora di formulare suggerimenti specifici e dettagliati e di procedere all’esposizione delle varie tecniche, sottolineerò nuovamente l’importanza della dimensione filosofica.
Nell’ultima parte getterò le basi di un modo nuovo di capire i rimedi, alcuni dei quali sono illustrati a titolo esemplificativo.
Tutte le parti sono intessute di riflessioni su diverse questioni pratiche, quali l’importanza della patologia, la relazione tra i rimedi, la prognosi omeopatica e il metodo omeopatico di psicoterapia.
Per maggiore chiarezza, ogni capitolo è illustrato con numerosi casi clinici e diversi modelli teorici.
Ho pensato di includere, come primo capitolo, i principi fondamentali dell’Omeopatia, formulati con un linguaggio volutamente semplice per renderli accessibili anche ai principianti. Il secondo capitolo, intitolato ‘Storia di questo libro’, offre invece una panoramica dell’intera opera.
È mia convinzione che l’obiettivo di qualsiasi insegnante dovrebbe essere solo quello di stimolare ‘l’insegnante’ che è presente in ognuno di noi. Se questo libro stimolerà il Lettore ad osservare e a pensare, avrà esaurito il suo compito in modo più che egregio.
Bombay, 1 marzo 1991
Dr. Rajan Sankaran
Prefazione Autore II Edizione
L’ultimo anno è stato un tempo di crescita sia per la mia personalità che per la mia conoscenza dell’Omeopatia. Comunque, nonostante ciò, ho deciso di lasciare questo libro come l’avevo scritto la prima volta, perché rappresenta i miei primi passi in Omeopatia. Ho colto in ogni caso l’opportunità di rivederlo interamente apportando qualche modifica dei titoli, correggendo gli errori, aggiungendo un indice dei rimedi e dandogli anche una veste grafica migliore.
Ora sono soddisfatto perché il libro riflette veramente il mio pensiero sull’Omeopatia.
Bombay, 1 agosto 1992
Dr. Rajan Sankaran