La Sostanza dell'Omeopatia

 
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La Sostanza dell'Omeopatia  Rajan Sankaran   Salus Infirmorum

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torna suQuarta di copertina

Classificazione naturale delle malattie: i Miasmi di Hahnemann
Classificazione naturale dei rimedi: il Sistema Periodico degli Elementi
Materia Medica Situazionale con numerosi Casi Clinici
Considerazioni di Filosofia e di Metodologia Omeopatica


 

 

É la continuazione e il completamento del primo volume ‘Lo Spirito dell’Omeopatia’ che ha suscitato tanto interesse negli Omeopati italiani per la sua entusiasmante proposta di un nuovo modo per individuare il simillimum alla luce di un innovativo studio della sintomatologia mentale del Paziente. Sankaran consiglia questo 2° volume a coloro che hanno letto il 1°.

Nel precedente libro ‘Lo Spirito dell’Omeopatia’, Rajan Sankaran ha approfondito la Filosofia Omeopatica e ha introdotto molte idee originali di grande valore per l’Esperto di questo settore e a ciò si deve l’approvazione che ha suscitato nei Lettori. In quel libro Sankaran ha presentato il suo concetto di malattia come una falsa percezione, mentre in questo, servendosi di moltissimi casi clinici, dimostra come le false percezioni possono essere classificate usando la Teoria dei Miasmi di Hahnemann che in questo modo ci facilita la selezione del rimedio.

Classificando poi i medicamenti secondo il Regno Animale, Vegetale e Minerale, Sankaran espone i risultati che ha ottenuto da uno studio dettagliato del Sistema Periodico degli Elementi che, oltre a mettere in relazione Chimica e Omeopatia e sottolineare il fondamento scientifico di quest’ultima, si è dimostrato un altro utilissimo strumento per individuare il simillimum. Anche qui le ipotesi teoriche vengono avvalorate da un grande numero di casi clinici e addirittura dai dati emersi da recenti sperimentazioni di nuovi e vecchi medicamenti.

Il libro si chiude con idee originali sulla Metodologia Omeopatica, idee così belle e ricche di implicazioni pratiche che non potranno non affascinare un Lettore attento.

Se con il suo primo volume Sankaran ha entusiasmato il Lettore, con questo conquisterà ancora di più tanto l’Omeopata esperto che il Principiante: mentre a quest’ultimo offre uno sguardo nella sfera più ampia delle possibilità che l’Omeopatia deve dare dopo che le nozioni basilari sono state apprese, all’Esperto donerà uno stimolo gradito per aumentare la conoscenza e trovare nuove sfide da sviluppare.



La Sostanza dell'Omeopatia  Rajan Sankaran   Salus Infirmorum
 
La Sostanza dell'Omeopatia

Rajan Sankaran




torna suIndice Generale

Nota dell’editore italiano
Prefazione
Ringraziamenti
Introduzione

SEZIONE  I - Parte  Introduttiva
Capitolo 1 - STORIA DI  ‘LO SPIRITO DELL’OMEOPATIA’

Primi passi
Priorità dei sintomi mentali e generali
Disturbo centrale
Componenti: rubriche collegate da una situazione
‘Radici’ della malattia
False percezioni: il loro autentico significato
Comprensione dello stato mentale
Scopo supremo della vita
Scambio di vedute

Capitolo 2 - QUELLO CHE DEVE ESSERE CURATO  NELLA MALATTIA
Distinzione tra stato mentale e sintomi mentali
Ogni rimedio corrisponde ad uno specifico stato mentale
Sapere cosa è curabile in una malattia
Stato mentale contro sintomi mentali

SEZIONE  II - Classificazione  naturale  delle  malattie
Capitolo 3 - PROSPETTIVA STORICA


Capitolo 4 - SCOPO DELLA CLASSIFICAZIONE

Capitolo 5 - COMPRENSIONE DEI MIASMI

Analisi repertoriale

Capitolo 6 - RISPOSTA DI SOPRAVVIVENZA

Capitolo 7 - ESPRESSIONI FISICHE

Miasma Acuto
Miasma Cronico Psorico
Miasma Cronico Sicotico
Miasma Cronico Luetico

Capitolo 8 - CORRELAZIONE CON ALTRE  CLASSIFICAZIONI
I quattro stadi della vita

Capitolo 9 - TIPOLOGIE DI PERSONALITA’
Personalità psorica
Personalità sicotica
Personalità luetica
Personalità acuta

Capitolo 10 - SINTOMI FISICI DEI MIASMI

Capitolo 11 - STATI FISICI, FALSE PERCEZIONI  E MIASMI

Capitolo 12 - PATOLOGIE E MIASMI

Capitolo 13 - STATI PATOLOGICI E RIMEDI  MULTIMIASMATICI


Capitolo 14 - STATI SEPARATI
Caso clinico

Capitolo 15 - CLASSIFICAZIONE DEI RIMEDI SECONDO I MIASMI
Aconitum
Syphilinum
Situazioni specifiche

Capitolo 16 - APPLICAZIONE DELLA TEORIA DEI  MIASMI
Comprensione del caso clinico
Comprendere e differenziare gli stati dei rimedi
Usando il Repertorio
Selezione del rimedio
Analisi
Prognosi

Capitolo 17 - UN NUOVO REPERTORIO

Capitolo 18 - I MIASMI FRAPPOSTI AI MIASMI  PRINCIPALI

Drosera
Tuberculinum
Carcinosinum
Nitricum acidum
Altri miasmi

Capitolo 19 - SPERIMENTAZIONE CON DERMATOMICOSI
Conclusione

Capitolo 20 - SPERIMENTAZIONE CON BACILLINUM
La ragione della scelta di Bacillinum
Riassunto degli effetti sperimentati
Alcuni estratti dagli appunti degli sperimentatori
L’effetto della sperimentazione sul seminario e il modo in cui si concluse
Conclusione

Capitolo 21 - IL NOSODE COME CENTRO DEL MIASMA

Capitolo 22 - QUELLO CHE IMPARIAMO DAI MIASMI

Capitolo 23 - IL CONCETTO DEI MIASMI: Un riassunto

Stato Acuto
Stato Psorico
Stato Sicotico
Stato Luetico
Tipologie di reazioni
Personalità Acute
Personalità Psoriche
Personalità Sicotiche
Personalità Luetiche
Come possiamo comprendere un Paziente usando il concetto dei miasmi?
Una tabella dei Miasmi
La mappa dei Miasmi

Capitolo 24 - CASI ILLUSTRATIVI
Caso clinico 1
Caso clinico 2
Caso clinico 3
Caso clinico 4
Caso clinico 5
Caso clinico 6
Caso clinico 7
Caso clinico 8
Caso clinico 9
Caso clinico 10
Caso clinico 11
Caso clinico 12
Caso clinico 13
Caso clinico 14

SEZIONE  III - Classificazione  naturale  dei rimedi
Capitolo 25 - INTRODUZIONE

IL REGNO MINERALE

Capitolo 26 - I metalli come realizzatori

Capitolo 27 - IL QUARTO PERIODO:  La prima linea dei metalli

Niccolum
Ferrum metallicum
Cuprum metallicum
Zincum metallicum
Manganum metallicum
Cobaltum

Capitolo 28 - IL QUINTO PERIODO:  La seconda linea dei metalli
Palladium
Argentum metallicum
Argentum nitricum
Comparazione verticale
Stannum metallicum

Capitolo 29 - IL SESTO PERIODO:  La terza linea dei metalli
Platina
Aurum metallicum
Mercurius solubilis
Plumbum metallicum
Thallium

Capitolo 30 - ALUMINA
Rubriche repertoriali
Caso clinico

Capitolo 31 - BREVE INTRODUZIONE AL SISTEMA PERIODICO DEGLI ELEMENTI

Capitolo 32 - CORRELAZIONE CON L’OMEOPATIA

Analisi dei singoli gruppi

Capitolo 33 - I CATIONI
Natrum
Kali
Magnesia
Calcarea
Baryta

Capitolo 34 - GLI ANIONI
Carbonati
Silicea
Phosphorus
Arsenicum
Bismuthum
Antimonium tartaricum
Solfati
Alogeni
Fluoricum
Muriaticum
Bromum
Iodum
La compensazione degli alogeni

Capitolo 35 - I SALI
Natrum carbonicum
Natrum phosphoricum
Natrum muriaticum
Natrum arsenicosum
Natrum sulphuricum
Kali carbonicum
Kali phosphoricum
Kali arsenicosum
Un caso clinico di psoriasi
Kali sulphuricum
Kali bromatum
Indicazioni cliniche
Kali iodatum
Kali bichromicum
Causticum
Magnesia carbonica
Magnesia muriatica
Magnesia sulphurica
Calcarea carbonica
Calcarea silicata
Una sperimentazione di Calcarea silicata
Calcarea phosphorica
Calcarea sulphurica
Hepar sulphuris calcareum
Calcarea fluorica
Calcarea iodata
Calcarea arsenicosa
Baryta carbonica
Baryta phosphorica
Baryta sulphurica
Baryta arsenicosa
Sali metallici
Mercurius iodatus flavus

Capitolo 36 - GLI ACIDI
Phosphoricum acidum
Muriaticum acidum
Sulfuricum acidum
Fluoricum acidum
Picricum acidum
Nitricum acidum

Capitolo 37 - RIEPILOGO DEL SISTEMA PERIODICO DEGLI ELEMENTI
IL REGNO ANIMALE

Capitolo 38 - LAC  CANINUM

Capitolo 39 - SEPIA

Capitolo 40 - UNA SPERIMENTAZIONE DI  NAJA TRIPUDIANS

L’esperienza clinica

Capitolo 41 - CROTALUS CASCAVELLA: Studio di un caso clinico
Caso clinico
Sogni
Analisi del caso clinico
Rubriche repertoriali
IL REGNO VEGETALE

Capitolo 42 - CANNABIS INDICA IN CALIFORNIA

Capitolo 43 - STAPHYSAGRIA

Alcune rubriche rilevanti di Staphysagria
L'IMPONDERABILE

Capitolo 44 - UNA SPERIMENTAZIONE DI ‘MUSICA’
Sperimentazione con la Musica: Bombay
Sperimentazione della stessa raga in differenti Continenti
A - Sperimentazione con la Musica a Madras (India del Sud)
B - Sperimentazione con la Musica a Londra
C - Sperimentazione con la Musica: California
D - La Raga Yaman
Conclusioni
CLASSIFICAZIONE  DEI  PAZIENTI

Capitolo 45 - CLASSIFICARE I PAZIENTI NEI RELATIVI  REGNI NATURALI
Il Regno Vegetale
Il Regno Animale
Il Regno Minerale
I Nosodi

SEZIONE  IV - La  Filosofia
Capitolo 46 - STUDIO DI UN CASO CLINICO TRATTO  DALLA PRATICA

Capitolo 47 - LA REAZIONE DEL MEDICO

La reazione empatica
La reazione istintiva
Conclusione

Capitolo 48 - IL QUADRO POSTO DIETRO AI QUADRI
Esempio di un caso clinico
Esempio di un rimedio

Capitolo 49 - LA TOTALITÀ DEI SINTOMI
Decorso
Sensibilità ed eccitabilità
Stato mentale e sogni
Natura della patologia e suo significato per il Paziente
Eziologia
Sintomi caratteristici
Considerazione miasmatica
Storia del passato
Storia della famiglia
Conclusione

Capitolo 50 - LO STATO E LA PATOLOGIA
Spiegazione di un caso clinico
Cos’è la malattia mentale? Cos’è la patologia mentale?

Capitolo 51 - IMPARARE L’OMEOPATIA  ATTRAVERSO LA VITA
Il ragazzo e il miliardario
Analisi della storia

Capitolo 52 - L’APPROCCIO OMEOPATICO NELLA VITA
Le soluzioni non Omeopatiche
Le soluzioni Omeopatiche
Il rimedio vero

Indice dei rimedi
Indice  generale

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Rajan Sankaran




torna suIndice dei rimedi

A
Aconitum
Aethusa cynapium
Agnus castus
Alumina
Alumina silicata
Ammonium carbonicum
Anacardium orientale
Antimonium crudum
Antimonium tartaricum
Apis mellifica
Argentum metallicum
Argentum nitricum
Arsenicum album
Arsenicum sulphuratum flavum
Aurum arsenicicum
Aurum metallicum
Aurum muriaticum
Aurum sulphuratum

B
Bacillinum
Baryta arsenicosa
Baryta carbonica
Baryta phosphorica
Baryta sulphurica
Belladonna
Bismuthum
Borax
Bromum
Bryonia

C
Calcarea arsenicosa
Calcarea carbonica
Calcarea fluorica
Calcarea iodata
Calcarea phosphorica
Calcarea silicata
Calcarea sulphurica
Cannabis indica
Carbo animalis
Carbo vegetabilis
Carcinosinum
Causticum
Cenchris contortix
Chamomilla
China officinalis
Chininum arsenicosum
Chininum sulphuricum
Cina
Cobaltum
Cocculus indicus
Coffea
Colocynthis
Crotalus cascavella
Crotalus horridus
Cuprum metallicum

D
Dermatomicosi
Digitalis purpurea
Drosera

E
Elaps

F
Ferrum metallicum
Fluoricum acidum

G
Graphites

H
Hepar sulphuris calcareum
Hyoscyamus niger

I
Ignatia
Iodum

K
Kali arsenicosum
Kali iodatum
Kalium arsenicosum
Kalium bichromicum
Kalium bromatum
Kalium carbonicum
Kalium iodatum
Kalium phosphoricum
Kalium sulphuricum

L
Lac caninum
Lachesis
Lithium carbonicum
Lycopodium
Lyssinum

M
Magnesia carbonica
Magnesia muriatica
Magnesia sulphurica
Manganum metallicum
Medorrhinum
Mercurius iodatus flavus
Mercurius iodatus ruber
Mercurius solubilis
Moschus
Muriaticum acidum
Musica

N
Naja tripudians
Natrum arsenicosum
Natrum carbonicum
Natrum muriaticum
Natrum phosphoricum
Natrum sulphuricum
Niccolum
Nitricum acidum
Nux vomica

P
Palladium
Phosphoricum acidum
Phosphorus
Picricum acidum
Platina
Plumbum metallicum
Psorinum
Pulsatilla

R
Rhus toxicodendron
Ruta

S
Secale cornutum
Selenium
Sepia
Silicea
Stannum metallicum
Staphysagria
Stramonium
Sulphur
Sulphuricum acidum
Syphilinum

T
Tarentula hispanica
Tellurium
Thallium
Theridion
Thuja
Tuberculinum

V
Vipera

Z
Zincum metallicum

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Rajan Sankaran




torna suNota Editore Italiano

Devo ammettere che il favore e l’entusiasmo con cui è stata accolta la pubblicazione del primo libro di Sankaran, Lo Spirito dell’Omeopatia, mi ha un po’ sorpreso, perché pensavo che in Italia non fossero molti gli Omeopati favorevoli all’Unicismo. Ma il successo di quel libro non è imputabile a ciò, bensì al fatto che anche i non-Unicisti sono affascinati da Autori che sanno praticare una vera Omeopatia.
In effetti, è difficile non appassionarsi ad un metodo terapeutico ‘completo’ come quello codificato da Hahnemann e perfezionato da Maestri come Kent, Allen, Hering, Boenninghausen, Tyler, Nash, Ghatak, Phatak, Paschero, Ortega, Masi, ecc. e confermato sistematicamente dalla pratica clinica. Un metodo che, per quanto innumerevoli e autorevoli Studiosi abbiano dedicato tutta la loro vita a sviscerarlo e apprenderlo, continua a stupire per la potenza terapeutica e le sempre più profonde e inaspettate implicazioni. Basterà leggere gli ultimi capitoli di questo nuovo lavoro di Sankaran per rendersi conto quanto l’Omeopatia sia realmente affascinante e quanto un omeopata non possa mai ritenersi padrone di questa tecnica.
Probabilmente, vale per l’Omeopatia quello che Einstein disse per il cervello: forse conosciamo a mala pena il 5-10% delle sue potenzialità!
Infatti, dato che l’Uomo è stato creato «a immagine e somiglianza di Dio» (cfr Gen 1,26), è abbastanza comprensibile che tutto ciò che riguarda la sua essenza profonda sia difficilmente conoscibile o, più verosimilmente, non affatto conoscibile nella sua profondità dall’Uomo stesso .
A parte queste disquisizioni, comunque, io stesso devo confessare che se Lo Spirito dell’Omeopatia mi aveva entusiasmato, questo secondo volume del nostro Collega indiano non è di meno e, cosa più importante, devo ammettere che sta incidendo favorevolmente e radicalmente sulla mia tecnica metodologica di ricerca del simillimum.
Alla fine della sua Prefazione, Sankaran si accomiata dai Lettori invitandoci ad uno studio critico del suo libro senza seguire i messaggi contenuti come fossero dei dogmi di fede. Tutti i Maestri dell’Omeopatia hanno sempre messo in guardia da questo pericolo ed è forse per questo che Hering ha intitolato la sua Materia Medica con un ‘nostra’: The Guiding Symptoms of our Materia Medica. L’Uomo è così misterioso e, come dicevamo prima, così ‘infinito’ nelle sue prerogative, che ogni tecnica di analisi e/o di trattamento che lo riguarda non può che essere parziale. L’approccio ‘situazionale’ proposto da Sankaran non sfugge a ciò e il nostro Autore ne è ben consapevole. È proprio perché ne sono cosciente anch’io come editore, che in questi anni sono andato alla ricerca di autorevoli Omeopati, piccoli o grandi, che potessero essere ritenuti dei Maestri dell’Omeopatia Classica (e a mio avviso Sankaran è uno di questi) con lo scopo di pubblicare, e quindi anche di acquisire, le loro diverse metodologie e giungere ad un tale arricchimento da riuscire poi nella pratica ambulatoriale ad adattare caso per caso la tecnica ritenuta più valida oppure ad ‘inventare’ una nuova via terapeutica che sia una sommatoria di quelle già seguite.
Poco sopra ho accennato a Masi come ad un Maestro di Omeopatia; ebbene, non si può non rilevare una bellissima somiglianza tra il suo approccio e quello di Sankaran (segnalo che Masi non conosce Sankaran e che quest’ultimo non ha mai letto nulla di Masi). Una somiglianza che appare sorprendente quando i due Autori affrontano il problema dei Miasmi e, anche se ci sono delle differenze sostanziali tra loro e se lo studio di Masi è molto più complesso, più approfondito e meglio impostato, non c’è dubbio che entrambi gli Studiosi sono giunti alla stessa essenza interpretativa delle ‘radici’ di quella che è l’unica grande e per molti versi ancora misteriosa malattia umana.
La Scuola di Masi è sicuramente più rigorosa e fedele alla Tradizione Hahnemanniana, mentre quella di Sankaran è ancora una bella intuizione da perfezionare, ma bisogna anche considerare che, mentre il primo sta studiando questo argomento da quasi 30 anni, il secondo si sta ponendo questi interrogativi solo da una decina d’anni, lasciando comunque intravedere delle doti innate che talora hanno dell’eccezionale.
E’ pur vero, però, che a Sankaran farebbe bene un po’ più di rigore scientifico che invece caratterizza Masi (anche se il rigore di quest’ultimo in alcuni casi può sembrare eccessivo), ma è probabile che se Sankaran avesse la stessa ‘rigidità’ di Masi non sarebbe giunto a quelle geniali deduzioni a cui la sua mente lo ha portato. Sì, perché Sankaran supera Masi nelle capacità intuitive, nelle sensazioni e in tutte quelle caratteristiche che troverebbero poco spazio nell’approccio quasi matematico del nostro Collega Argentino.
Masi e Sankaran, pertanto, sono diversi ed è sicuramente meglio così, sia perché l’Uomo è sempre diverso da ogni nostro tentativo di generalizzazione e ha quindi bisogno di essere studiato con una molteplicità di tecniche, sia perché in questo modo gli altri Omeopati si possono avvicinare all’Autore che sentono più vicino alla loro mentalità oppure possono attingere da Autori diversi quel poco o quel tanto che vi trovano di buono.
Infatti, è proprio grazie al genio che scaturisce dalle personalità di Sankaran e di Masi, e da quello che è scaturito e che scaturirà dalla mente di molti altri grandi Omeopati, che noi possiamo crescere in conoscenza e riusciamo così ad avviare il nostro «movimento verso la ‘Radice della Conoscenza’», come Sankaran ci ha consigliato di fare (cfr Introduzione), ottenendo di far crescere con noi anche coloro che nella sofferenza chiedono il nostro aiuto.
La Beata Vergine Maria, Madre dell’Uomo perfetto (cfr Ef 4,13), intercededa per noi le Grazie necessarie per aiutarci a cogliere nell’attimo presente ogni occasione di crescita e di buona conoscenza.

Dr. Roberto Gava

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torna suPrefazione Autore

Sono passati due anni da quando il mio libro, Lo Spirito dell’Omeopatia , è stato pubblicato per la prima volta. Questi due anni sono stati spesi esplorando due aspetti dell’Omeopatia: il concetto di miasma e il legame tra la sostanza (allo stato ponderale) e la sintomatologia omeopatica che essa esprime con la sperimentazione.
Parte di questa ricerca comprende alcune sperimentazioni che hanno aumentato notevolmente la mia comprensione della Materia Medica. Lo studio del Sistema Periodico degli Elementi mi ha aiutato ad apprezzare le relazioni tra i rimedi e mi ha permesso di formulare delle generalizzazioni che però, pur essendo ancora delle ipotesi, mi permetto di considerare molto valide. Questo, non solo ha aumentato la profondità della mia comprensione dei rimedi già ‘conosciuti’, ma mi ha anche consentito di comprendere le proprietà essenziali di alcuni dei rimedi meno noti che ora uso con un discreto successo. Lavorando sulla vera origine chimica dei nostri rimedi, sono giunto a concepire una possibile diretta applicazione della Materia Medica che ho riscontrato utile nella pratica.
È probabile che molte di queste idee siano già familiari ad alcuni Lettori, ma vorrei condividere quello che ho avuto la gioia io stesso di scoprire: conoscenza che è già stata di immensa utilità prima di tutto per me.
Presento queste riflessioni e concetti con la speranza che saranno studiati a mente aperta, ma in modo critico. Le idee di questo libro non sono né complete né definitive: si stanno ancora evolvendo nella mia testa e sono presentate per stimolare il pensiero e l’osservazione del Lettore. Sarebbe spiacevole se questo libro (o qualsiasi altro) venisse seguito in modo dogmatico: un simile atteggiamento ridurrebbe la visione e pregiudicherebbe lo studio.
Con queste parole di cautela, vi invito ora ad entrare in contatto con ‘La Sostanza dell’Omeopatia’.

Dr. Rajan Sankaran

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torna suIntroduzione

Ricordo che quando eravamo studenti di Omeopatia trovavamo l’intero sistema alquanto disorientante: non riuscivamo a scorgere alcuna connessione, alcun ordine. C’erano molte Scuole di pensiero e di pratica, molte regole, dogmi e abitudini adottate senza che avessero una profonda conoscenza dei principi o della Materia Medica. I nostri risultati erano costantemente scarsi, ma la brillante cura occasionale mi convinceva che c’erano delle spiegazioni per tale successo e che, una volta comprese, ci avrebbero permesso di conseguire anche in altri casi risultati simili. Studiando questi successi, ho cercato di capire l’idea principale che si nascondeva dietro l’Omeopatia. Questo mi ha condotto in un viaggio affascinante, guidandomi ad una nuova comprensione della salute, della malattia e della cura: è questo che costituisce il fondamento del mio precedente libro ‘Lo Spirito dell’Omeopatia’. In esso, ho spiegato il concetto di malattia come una falsa percezione e come questa idea possa essere impiegata nella pratica per guarire. Il libro è divenuto alquanto popolare e molti Colleghi hanno confessato di avervi trovato idee molto utili nella pratica.
Quello era solo il primo passo, anche se sicuramente essenziale. Molte domande restavano ancora senza risposta, molte cose dovevano ancora essere spiegate. Ad esempio, il fatto che per lo stesso Paziente, Omeopati diversi prescrivono rimedi completamente diversi. All’inizio avevo pensato che questo fosse dovuto alle differenze nella valutazione del caso, ma persino ai Seminari dove esponevo pubblicamente i casi clinici e tutti potevano avere gli stessi elementi di rilevazione, c’erano almeno venti diversi suggerimenti per lo stesso caso. Questo per me significava che stavamo ancora prescrivendo in base ai sintomi: ognuno prendeva qualche sintomo o idea e proponeva qualche rimedio. Ci doveva essere una via, pensavo, con la quale tutti potevamo arrivare ad un gruppo limitato e ben relazionato di rimedi, se non allo stesso. C’era bisogno di una mappa per tracciare il nostro cammino in questo oceano di sostanze e di malattie. I miei sforzi negli ultimi due anni sono stati in questa direzione.
Avendo già sviluppato il mio concetto di malattia come falsa percezione, mi chiesi allora se gli stati di malattia potevano essere classificati. Intravidi in qualche modo una tale possibilità attraverso l’idea dei miasmi di Hahnemann. L’idea dei miasmi, che in precedenza avevo scartato in quanto non importante per la pratica, improvvisamente mi colpì come fosse lo strumento più utile per classificare gli stati della malattia. Interpretai i miasmi usando la mia comprensione di malattia come falsa percezione e il risultato, a mio avviso, è una classificazione estremamente pratica nel suo utilizzo. Ormai, per me i miasmi rappresentano i possibili differenti tipi di reazione, che naturalmente indicano i differenti tipi di percezione della realtà. Un tipo percepisce la realtà come una minaccia acuta e reagisce istintivamente e improvvisamente in modo impulsivo: questo è il Miasma Acuto, come io l’ho denominato. In Psora, la realtà è vista come un problema che può essere risolto con un combattimento. In Sicosi, il problema sembra senza soluzione e la reazione è un tentativo di nascondere questa incapacità di farcela. Il Luetico percepisce la situazione disperata, come senza speranza, e quindi diventa distruttivo. Ho trovato che gli stati della malattia potevano essere eccellentemente decifrati su questa intelaiatura e che il Paziente veniva capito meglio: diventava quindi più facile arrivare al rimedio.
Per rendere il processo maggiormente accurato, erano richiesti più punti su questa mappa. Lavorando su altri miasmi frapposti a quelli primari, sono giunto a considerare i seguenti Miasmi: Subacuto, Dermatomicotico, Malarico, Lebbroso e Cancerinico. Questi, insieme al Miasma Tubercolinico, forniscono una mappa preziosa per lo studio della malattia. Per verificare la credibilità della mia ipotesi, mi sono impegnato a preparare e provare il nosode Dermatomicotico e ho fatto anche una sperimentazione di Bacillinum. Le sperimentazioni che seguirono convalidarono quello che avevo riscontrato nella pratica: l’idea dei miasmi è valida e utilissima.
Il concetto dei miasmi non mi ha solo aiutato ad approfondire la mia comprensione dei processi della malattia, ma mi ha permesso anche di acquisire nuove conoscenze intorno ad altri fenomeni, come per esempio la ragione dell’aumento di ‘nuove malattie’. Sono stato molto contento di questa scoperta, ma era ancora poco. Le sostanze che costituiscono la Materia Medica omeopatica dovevano essere comprese più profondamente e, se possibile, dovevano essere classificate e abbozzate esattamente come avevamo costituito una mappa per gli stati della malattia. Il primo suggerimento l’ho ottenuto mentre preparavo una conferenza su Argentum metallicum. Avevo notato che i sintomi di questo rimedio rivelavano le qualità della realizzazione e dell’esibizione (per esempio le agitazioni di presentatori, cantanti, predicatori, ecc.), che potevo rapidamente relazionare all’argento stesso (persona molto eloquente , ecc.)… Quindi, l’argento è per l’esibizione!
Analogamente, Aurum metallicum (l’oro) ha un forte tema della realizzazione (‘Responsabile’ [Mind, responsability], ‘Industrioso’ [Mind, industrious], ‘Coscienzioso’ [Mind, conscientious])  ed io mi chiesi se questo tema fosse comune a tutti i metalli. Dopo aver studiato i metalli uno ad uno, mi convinsi che tutti hanno in comune il tema della realizzazione e della difesa, che è pure la loro funzione nella vita di tutti i giorni! Questa deduzione portò la mia attenzione al Sistema Periodico degli Elementi che ho studiato con estremo interesse. Scoprii così che come i metalli diventano via via più pesanti (aumento del peso atomico), la loro capacità di realizzazione aumenta di grado. Inoltre, mi accorsi che i rimedi molto relazionati tra loro erano posti nello stesso Gruppo del Sistema Periodico. Per esempio, Palladium e Platina, due complementari ben noti in Omeopatia, si trovano nello stesso Gruppo; Platina, che è il più pesante, si trova proprio sotto Palladium e, come sappiamo, la capacità di realizzazione di Platina è molto più grande di quella di Palladium. Allora, cominciai a studiare altri dati nel Sistema Periodico degli Elementi e trovai un tema comune per i cationi, un altro per gli anioni, uno per i sali e uno per gli acidi. C’erano però degli elementi che non potevano essere compresi nella loro essenza dai sintomi emersi dalle sperimentazioni, così decisi di sperimentarli io stesso. Con alcuni Studenti e Colleghi condussi una sperimentazione di Ferrum metallicum e poi una di Iodum. Queste sperimentazioni approfondirono la mia comprensione di tali rimedi e anche del Sistema Periodico degli Elementi in generale.
Seguii la ben nota idea di usare i rimedi studiando gli elementi che li compongono (per esempio Magnesia e Sulphur in Magnesia sulphurica) e in seguito la sviluppai. Trovai che i componenti di un sale non sono proprio coesistenti, ma c’è un’interazione tra gli ioni che li compongono e la comprensione degli ioni e delle loro interazioni ci può permettere di dedurre il possibile stato della sostanza che li contiene. Questo è utile anche con i vecchi rimedi che usiamo frequentemente, ma specialmente con quelli meno conosciuti e scarsamente sperimentati. Portai avanti quest’idea per verificarla nella pratica e ottenni risultati molto gratificanti. A questo punto incontrai l’olandese Jan Sholten che stava lavorando da tempo su idee simili: il suo lavoro confermò e perfezionò i miei risultati.
Dopo aver studiato i minerali, la mia attenzione si concentrò sul Regno Animale. Con l’amico Jurgen Becker tenni un seminario a Bombay, dove sperimentammo Naja tripudians, il cobra indiano. La sperimentazione ci incoraggiò a studiare i serpenti in generale e cominciammo usando altri rimedi di serpenti, come Crotalus cascavella, Crotalus horridus, Vipera ed Elaps, basandoci sul riconoscimento della caratteristica di ogni rimedio, riuscendo a differenziare in modo molto fine quale caratteristica doveva essere scelta. Avendo trovato un tema comune ai rimedi dei serpenti, io poi proseguii e cercai di scoprire se c’era un tema comune all’intero Regno Animale (ci doveva essere, nonostante gli animali abbiano qualità ben distinte tra loro). In questo modo arrivai alla mia scoperta più semplice e più importante, ossia: le differenze tra i rimedi (e tra i Pazienti) appartengono ai differenti Regni, Vegetale, Animale, Minerale e Nosode. Giunsi a questa scoperta gradualmente, osservando parecchie centinaia di Pazienti e ottenendo conferme dai dati di molti altri Pazienti.
Queste osservazioni dei fenomeni naturali mi permisero di elaborare una straordinaria mappa che, se compresa bene e correttamente usata, renderà molto più semplice il nostro compito di Omeopati. Questo mio studio, tuttavia, svelò ancora più chiaramente le carenze della nostra Materia Medica. Ci sono pochi rimedi animali sperimentati bene e molti degli elementi del Sistema Periodico restano da sperimentare. Comunque, è incoraggiante sapere che Colleghi come Jeremy Sherr si dedicano attivamente a questo compito.
Scoprii inoltre che le mie conoscenze di Botanica erano piuttosto mediocri e quindi non potevano collegare facilmente i nuclei essenziali delle piante con i dati emersi dalle sperimentazioni dei singoli rimedi . A questo proposito desidero intraprendere quanto prima uno studio dettagliato, anche se nella parte di questo libro dedicata alle piante ho cercato di fornire delle direttive generali per considerare questo vasto Regno.
C’è ancora moltissimo da imparare e l’ignoranza non permette felicità: non lascia riposo alla mente. In un seminario tenutosi in California, insieme ad altri Colleghi ho deciso di sperimentare Cannabis indica (naturalmente in forma dinamizzata). La sperimentazione è stata molto gratificante e non solo perché abbiamo imparato molto su Cannabis indica, ma anche perché abbiamo fatto una sorprendente osservazione: i sintomi più caratteristici della droga erano emersi in una donna (partecipante al seminario) che non aveva assunto la dose di rimedio! Ella sviluppò sintomi di cui prima non aveva mai fatto esperienza nella sua vita e questi coincidevano con quelli delle persone che avevano preso la dose. Un fenomeno simile si è di nuovo osservato al seminario di Spiekeroog (Germania), dove era stato sperimentato Bacillinum: le migliori sperimentazioni venivano da coloro che non avevano assunto la dose! Questo è quanto basta per far riflettere la nostra mente molto a lungo .
In ‘Lo Spirito dell’Omeopatia’ ho parlato dell’Omeopsicoterapia e cioè di quella tecnica che cerca di ristabilire la consapevolezza e la salute nel Paziente presentandogli la sua immagine all’inverso invece di dargli il rimedio. Infatti, io ho già raccolto prove sufficienti per sapere che lo stimolo omeopatico non ha bisogno di essere somministrato nella forma di un medicamento. Ora, ho scelto un altro mezzo che è molto vicino al mio cuore: la Musica. La musica può influire sulle condizioni della mente e produrre uno stato d’animo. Perché allora non potrebbe essere usata terapeuticamente secondo il principio omeopatico? Questo pensiero è scaturito dalle sperimentazioni di Musica dove abbiamo testato in luoghi diversi e su di un vasto pubblico quattro accordi (le raga indiane). I risultati sono stati notevoli e penso che provino che le raga possono essere usate efficacemente come rimedi musicali secondo i principi omeopatici.
Ho trovato alcuni aspetti della Filosofia Omeopatica piuttosto difficili da interpretare e ho pensato che la soluzione doveva essere di grande importanza. Per esempio, quando uno stato di una persona si ‘cristallizza’ in un cambiamento organico tessutale? Un’osservazione interessante fatta a proposito di un caso clinico mi ha fornito l’indizio alla risposta. Credo che la mia idea su ‘stato e patologia’ sarà di grande valore nella pratica.
Man mano che tutte queste teorie, sperimentazioni, idee ed esperienze si sviluppavano, io ne traevo grandi vantaggi conoscitivi, anche se mi rendo conto che questo è solo un passo in avanti di un lungo viaggio, però pure un piccolo raggio di luce è molto incoraggiante per una mente che si trova nell’oscurità e gli fornisce impulso per un movimento.
Dato che in questa fase volevo condividere tutte queste esperienze con i miei Colleghi, ho pensato di scrivere questo libro. In ogni caso, proprio perché vorrei che il Lettore fosse con me in ogni passo, lo inviterei prima di tutto a leggere ‘Lo Spirito dell’Omeopatia’, dopodiché questo libro sarà più facile da capire e da seguire.
Infine, mentre lo studio dei sintomi forma l’essenza della nostra pratica, le idee presentate in questo libro aiuteranno a moltiplicare le possibili applicazioni della Legge dei Simili. Una visione nuova del mondo è più facile se l’Omeopatia viene maggiormente avvicinata ad altre branche della Scienza contemporanea come la Chimica, la Botanica, la Zoologia e la Musica. Nel momento in cui scegliamo una singola branca della conoscenza e ci muoviamo in essa spostandoci verso la sua ‘radice’, siamo in grado di relazionare anche con le altre branche. Una volta giunti alla ‘radice’, le differenze tra le varie branche spariscono: abbiamo raggiunto il punto d'origine di tutti i vari settori e allora siamo liberi di servirci di uno qualsiasi di essi.
Spero che le idee di questo libro avviino il vostro movimento verso la ‘Radice della Conoscenza’, esattamente come sta avvenendo per me.

La Sostanza dell'Omeopatia  Rajan Sankaran   Salus Infirmorum
 
La Sostanza dell'Omeopatia

Rajan Sankaran





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