"La Medicina è un'arte che viene esercitata in attesa di essere scoperta"" [Deschamps E.]

Introduzione alla Tavola Periodica degli Elementi. Un nuovo approccio per la comprensione del nucleo profondo dei rimedi omeopatici minerali

 
Introduzione alla Tavola Periodica degli Elementi. Un nuovo approccio per la comprensione del nucleo profondo dei rimedi omeopatici minerali  Pistelli Emma   Salus Infirmorum

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Un nuovo approccio per la comprensione del nucleo profondo dei rimedi omeopatici minerali


Un nuovo ed entusiasmante filone dell’Omeopatia Moderna è lo studio per gruppi omogenei dei rimedi omeopatici suddivisi in base ai rispettivi Regni naturali di origine.

Questo libro, in modo estremamente semplice e didattico, fornisce tutti gli elementi necessari per catalogare e comprendere i rimedi omeopatici minerali spiegandone sia le relazioni sia le motivazioni fisico-chimiche che sono alla base dei loro nuclei profondi.

Con le informazioni contenute in questo testo, comunque, il Lettore s’accorgerà con quanta facilità potrà passare da pochissime e semplici regole di Fisica quantistica e di Chimica Inorganica alla comprensione dei nuclei profondi dei rimedi omeopatici minerali riuscendo a riconoscere le caratteristiche importanti del medicamento già durante il colloquio con il paziente.

Il libro, inoltre, oltre ad essere già esaustivo di per se stesso, può comunque diventare un utilissimo strumento propedeutico per un eventuale approfondimento di questo argomento attraverso la lettura dei libri di Sankaran e di Scholten.



torna suIndice Generale

Presentazione dell’editore    
Premessa dell’autore    
L’ATOMO E LA SUA STRUTTURA    
Le caratteristiche dei metalli    
Le caratteristiche dei non metalli    
I METALLI    
Ferrum metallicum    
Manganum (Manganese)    
Niccolum (Nichel)    
Cuprum metallicum (Rame)    
Zincum metallicum    
Argentum metallicum    
I CATIONI E GLI ANIONI    
I CATIONI    

Gruppo IA (Metalli alcalini)    
Natrum (Sodio)    
Kalium (Potassio)    
Lithium (Litio)    
Gruppo IIA (Metalli alcalino-terrosi)    
Magnesia    
Calcarea (Calcio)    
Strontium (Stronzio)    
Baryta (Bario)    
Gruppo IIIA    
GLI ANIONI    
Gruppo VIIA (Alogeni)    
Fluorum (Fluoro)    
Chlorum (Cloro)    
Romium (Bromo)    
Iodium (Iodio)    
Gruppo IVA    
Carbonio    
Silicio    
Gruppo VA    
Azoto    
Phosphorus    
Arsenicum    
Gruppo VIA    
Sulphur (Zolfo)    
GLI ACIDI    
Hydrogenum    
Cerchio dell’acido come composto chimico    
Cerchio dell’acido come rimedio omeopatico    
I SALI    
Temi dei cationi    
Temi degli anioni    
APPENDICE    
INDICE   



torna suNota Editore

Anche se non tutti sanno che il primo Omeopata che ebbe l’idea di catalogare per gruppi omogenei i rimedi omeopatici di origine minerale fu Hering, al giorno d’oggi sono ormai diventati famosi i moderni sostenitori di questo approccio e in particolare Jan Scholten e Rajan Sankaran.
Queste due Autori, con i loro libri già a tutti noti  hanno ulteriormente perfezionato e approfondito l’idea di Hering ponendo le basi per un metodo di studio, sia della Materia Medica sia del Paziente, che è sicuramente di grande aiuto nella pratica clinica ambulatoriale.
Dato però che, se non si vuole dover compiere un inutile e grande sforzo mnemonico, è necessario avere alcune nozioni tanto elementari quanto basilari della Fisica dell’atomo per comprendere il razionale che soggiace alle relazioni tra le caratteristiche degli elementi e quelle dei rimedi omeopatici, ecco giustificata l’esistenza di questo libro i cui concetti sono stati esposti dalla Dr.ssa Pistelli con termini estremamente semplici e chiari.
Tale lavoro, quindi, può essere considerato propedeutico ai libri di Sankaran e Scholten, perché permette di familiarizzare con la struttura della Tavola Periodica degli Elementi e con le regole che sottintendono gli atomi (e quindi anche i corrispondenti rimedi omeopatici) appartenenti ai vari Gruppi e Periodi della Tavola stessa.
Chi scrive è certo che, quando il Lettore avrà ben assimilato le informazioni contenute un questo testo, si accorgerà con quanta facilità potrà passare da pochissime e semplici regole di Fisica quantistica e di Chimica Inorganica alla comprensione dei nuclei profondi dei rimedi omeopatici minerali riuscendo a cogliere le caratteristiche essenziali già durante il colloquio con il paziente.
Capirà infatti perché i rimedi omeopatici del I Gruppo (i Natrum, i Kalium, ecc.) e del VII Gruppo (i Fluorum, i Muriaticum, i Bromum, ecc.) hanno un grande bisogno di relazioni, ma con modalità totalmente opposte: con un atteggiamento quasi di rinuncia e di cedevolezza nel primo caso e quasi di violenza e di aggressione nel secondo.
Capirà inoltre perché i rimedi omeopatici del 3° periodo (i Natrum e le Magnesie) hanno bisogno di relazioni più intense di quelle richieste dai rimedi del 4° e 5° periodo della suddetta Tavola Periodica.
Dallo studio di libri come questo ci si rende sempre più conto quanto meraviglioso e ancora tutto da approfondire sia il mondo dell’Omeopatia o, più in generale, il mondo che ci circonda e ci forma, per non andare all’intimo della nostra stessa essenza.
Ogni rimedio, e ovviamente anche ogni paziente, può essere approcciato con modalità diverse e pluridisciplinari, ma la Verità è una sola e quindi, da qualsiasi via si parta, si arriverà sempre al medesimo nucleo profondo.
Nonostante in Medicina si sia soliti ricorrere più alle Scienze Umanistiche (Psicologia, Sociologia, ecc.) che alle Scienze esatte (Fisica, Chimica, Geologia, ecc.), questi lavori basati sullo studio e l’utilizzo della Tavola Periodica degli elementi ci dimostrano che anche queste informazioni molto lontane da quelle che in genere si ritiene servano per individualizzare l’unicità della persona umana possono essere di estrema utilità per lo studio dell’Omeopatia e per il conseguimento dell’obiettivo ultimo di ogni Medico: la cura e la guarigione del suo Paziente.
Invito allora ogni Omeopata a studiare attentamente questo libro di Emma Pistelli per poter entrare ben preparato in questo nuovo filone dell’Omeopatia Moderna e anche per essere avvantaggiato nella comprensione delle letture dei libri di Scholten (tradotti in italiano dalla stessa Pistelli) e di Sankaran.
Anche se sono certo che lo studio di questo volume non presenta alcuna difficoltà di comprensione, sia l’Autrice che il sottoscritto sarebbero ben lieti di ricevere richieste di chiarimenti o di approfondimenti, dato che il solo obiettivo di queste edizioni è di promuovere la crescita e la diffusione italiana della vera Omeopatia Hahnemanniana ad esclusivo vantaggio di coloro che soffrono e per una giusta gratificazione per coloro che si sono sacrificati per il bene dei primi.

Dr. Roberto Gava


torna suPremessa Autore

Lo scopo di questo lavoro è dimostrare che esiste la possibilità di orientarsi tra i molti rimedi minerali a disposizione.
La bussola ci è fornita dalla Tavola Periodica degli Elementi, in cui tutti gli atomi costituenti la materia sono stati ordinati tenendo conto delle loro caratteristiche fisico-chimiche.
Una semplice applicazione del criterio analogico porta a ritenere che queste caratteristiche non si annullino nel rimedio, ma anzi ne connotino i sintomi.
L’ulteriore definizione del singolo rimedio si ottiene procedendo dal “generale al particolare”, suddividendo gli elementi e quindi i rimedi corrispondenti in “gruppi omogenei” via via più piccoli, fino a delineare la specificità dell’elemento e del rimedio in esame.

Nell’Organon di Samuel Hahnemann, al paragrafo 119, leggiamo:  
“Dato che sicuramente ogni specie vegetale differisce per la sua forma esterna, per come vive e si sviluppa e nel suo sapore e profumo da ogni altra specie e genere di piante, dato che sicuramente ogni minerale e sale differisce da ogni altro per quanto riguarda le proprietà fisico-chimiche intrinseche ed estrinseche, che da sole li rendono unici, di conseguenza sicuramente tutte queste sostanze vegetali e minerali differiscono tra loro per i loro effetti patogenetici e quindi nelle loro applicazioni terapeutiche”.

Con queste parole Hahnemann ci chiede di riflettere sul fatto che ogni sostanza appartenente ai vari Regni Naturali ha in sé caratteristiche che derivano non solo dall’appartenenza al Regno. Dei vegetali, infatti, cita l’aspetto, il profumo, le modalità di sviluppo e di vegetazione, condizionate a loro volta dalle qualità del terreno, del clima o dell’area geografica. Quindi, in qualche modo Hahnemann ribadisce l’unicità delle proprietà di quel determinato rimedio, minerale e vegetale, ma fa anche intravedere la possibilità di riconoscere nell’ambito dei vari rimedi proprietà comuni e quindi la possibilità di riunirli in gruppi più ampi ed omogenei.
La logica che sta alla base di questo ragionamento è sempre quella di procedere dal generale al particolare, che in Botanica ha ispirato le classificazioni di Linneo e dei suoi successori, ma che si trova soprattutto alla base del pensiero omeopatico kentiano sia come metodica di approfondimento e di studio sia come iter da seguire per una buona prescrizione.
Anche nel Regno Minerale è indispensabile applicare la stessa logica. Ci ripete Hahnemann: “Ogni minerale e sale differisce da ogni altro per le sue caratteristiche fisico-chimiche intrinseche ed estrinseche”.
É fuor di dubbio come ciascun elemento chimico puro, ad ogni composto prodotto dalla combinazione di più elementi, sia assolutamente specifico. Ma è anche possibile riconoscere tra i vari elementi caratteristiche comuni che permettano di riunire in gruppi omogenei i vari elementi e composti. Il vantaggio principale di utilizzare questi ‘gruppi omogenei’ consiste nell’avere a disposizione una bussola per orientarsi nell’ambito del Regno Minerale.
Il criterio più scientifico per meglio conoscere le proprietà dei singoli elementi e le relazioni esistenti tra loro ci proviene dalla Tavola Periodica degli Elementi, approntata nel 1869 dal russo Mendeleev e poi successivamente migliorata e aggiornata. L’intuizione di questo monaco ortodosso era che ogni elemento o sostanza pura della materia dovesse avere un suo proprio peso atomico e che ordinando i vari elementi secondo il peso atomico crescente si assistesse al ripresentarsi, rispettando certi intervalli e quindi con una certa periodicità, di determinate proprietà fisico - chimiche.
L’intuizione di Mendeleev fu confermata quando, estendendosi il numero degli elementi conosciuti, questi andavano a collocarsi nelle caselle lasciate vuote, rispettando della collocazione oltre che il peso atomico anche le caratteristiche chimiche previste. Successivamente, la Tavola Periodica fu perfezionata ordinando gli elementi non per peso atomico crescente, ma per numero atomico crescente.

Sul versante omeopatico invece, storicamente, l’attenzione alla classificazione dei rimedi minerali, al riconoscimento cioè di gruppi omogenei al loro interno, si deve a Constantine Hering, che introdusse l’idea delle sperimentazioni di sostanze minerali che fossero in relazione biochimica con l’organismo umano, studiando le possibili relazioni reciproche.
Nel 1870 Schuessler confermò che i minerali sono parte integrante dell’organismo e individuò 12 composti minerali, riconoscendo molti quadri patologici risultanti dall’eccesso o dal difetto di questi composti. La terapia consisteva nel somministrare questi sali alle diluizioni alla 6x.
Kent sfruttò le sue conoscenze dei minerali per approfondire e capire quei rimedi che erano prodotti dalla combinazione di più elementi. Nella sua Materia Medica infatti troviamo vari cenni in tal senso.
Parlando di Natrum muriaticum dice: “... sia Natrum carbonicum che Natrum muriaticum hanno la tensione nervosa generalizzata dei Natrum, ma il primo è un paziente freddoloso, mentre il secondo è a sangue caldo...”. Sempre nella Materia Medica, nel capitolo dedicato ad Alumina, composto dall’Ossigeno e Alluminio, afferma: “... Alumen (che è Solfato doppio di potassio ed alluminio idrato), ha molto di Alumina (che è la comune argilla) nella sua natura e ne dipende considerevolmente... quando si ha a disposizione una buona sperimentazione di un ossido o di una base e in questa sperimentazione i sintomi mentali sono ben evidenti, noi possiamo utilizzarli in via presuntiva, nel prescrivere un sale diverso, qualora esso abbia pochi sintomi mentali evidenziati dalle sperimentazioni, purché questo sale abbia il medesimo elemento come base...”.
Farrington, nella sua ‘Comparative Materia Medica   dà ulteriori indicazioni per uno studio sistematico dei rimedi minerali.
Pure un altro Autore, Otter Lesser, ha scritto sulle relazioni tra Tavola Periodica ed Omeopatia.
Sempre con l’idea di sistematizzare la gran mole di informazioni a disposizione in un modo più fruibile, le relazioni tra i rimedi minerali e quindi tra gli elementi della Tavola Periodica sono state ulteriormente studiate da molti autori contemporanei, tra i quali spiccano Rajan Sankaran, Jan Scholten e Jeremy Sherr.

I testi che ho maggiormente consultato sono ‘Homeopathy and Minerals’ di Scholten  e ‘La Sostanza dell’Omeopatia’  di Sankaran.
Nell’introduzione al suo libro, Scholten riassume le metodiche da lui seguite nel delineare i quadri mentali dei vari rimedi minerali. La prima operazione consiste nell’esaminare gruppi di rimedi ben conosciuti e sperimentati e tra loro in qualche modo ‘omogenei’ in quanto contenenti un determinato elemento o facenti parte di un certo gruppo di composti chimici. L’estrazione dei ‘sintomi comuni’ di quel determinato ‘gruppo omogeneo’ è detta “Analisi di Gruppo”. A questo punto inizia un cosiddetto ‘meta-livello’ di conoscenza, che consiste nell’estendere quei sintomi ‘comuni’ anche a rimedi poco noti e sperimentati, purché contenenti quel determinato elemento. La conferma della bontà di queste “astrazioni”, come lo stesso Autore le chiama, viene dall’impiego terapeutico del rimedio e dalla eventuale risoluzione di casi clinici..

Una critica che può essere fatta al lavoro di Scholten è che spesso per l’Autore i piani della sperimentazione e delle conferma clinica si equivalgono e a volte si confondono. Egli stesso afferma di prediligere l’esperienza clinica e la conferma del rimedio attraverso la risoluzione del caso, piuttosto che la verifica esatta ottenuta con la sperimentazione.
Un’altra critica che si può muovere a Scholten è che, nel descrivere i quadri mentali, ricorre a terminologie personali e differenti da quelle utilizzate nei vari Repertori, rendendo così più complicata la vita quotidiana del medico omeopata.
Di contro, secondo me, Sankaran sembra essere più attento alle informazioni raccolte nelle Materie Mediche e nei Repertori e a conferma delle sue analisi riporta sempre un elenco di rubriche repertoriali che schematizzano l’immagine del rimedio. Inoltre Sankaran, studiando la Tavola Periodica e approfondendo le analogie tra i vari rimedi, è in grado di dare una bussola per orientarsi tra i molti rimedi minerali. Infatti, Sankaran distingue ampi raggruppamenti, quali i Cationi, gli Anioni, i Metalli, i Sali e gli Acidi, riconoscendo sintomi omogenei per ogni raggruppamento. Scholten, invece, tratta essenzialmente i temi dei Cationi, degli Anioni e dei loro composti (Sali ed Acidi), mentre riserva scarsa attenzione agli elementi compresi nella porzione centrale della Tavola Periodica, cioè ai Metalli di Transizione, con l’eccezione del Ferro, dell’Argento e di pochi altri. 



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