Tomás Pablo Paschero,
alla fine dei dieci consueti giorni di lezioni alla LUIMO , a Napoli e Roma, non dimenticava mai di ricordare ai Medici presenti e anche a noi quattro – Negro, Ortega, Rodriguez e se stesso – di domandarsi: “Chi sono io?”.
L’umiltà del Maestro che sa che, per insegnare e praticare “la Divina Omeopatia” si deve conoscere se stessi … ecco la rivoluzione in Medicina, la trasformazione dell’uomo-Medico.
T. P. Paschero, il Maestro che “solo” non ha mai smesso di perseguire l’obiettivo ... Incomprensioni, delusioni e tradimenti non lo hanno mai fermato.
Gli ultimi anni, dal 1972 al 1986, due volte l’anno per dieci giorni arrivava con la sua piccola valigia, con la gioia che si rifletteva nei suoi occhi e con il suo sorriso per “lavorare molto” con suo fratello, il Prof. Negro, il Dr. Ortega e “Almina”, la Dr.ssa Rodriguez ... così si esprimeva, con bontà e determinazione.
Lui credeva negli obiettivi della LUIMO. Era certo che sarebbe stata finalmente la svolta per La Medicina Omeopatica, il confronto, per eliminare le differenze e creare la Libera Università del Futuro.
Il Dr. Paschero leggeva le sue lezioni, che aveva molto meditato attraverso la sua straordinaria esperienza … ma come le leggeva! E insistentemente ripeteva: “Avete capito?”. Voleva trasmettere l’esperienza trasformata in Amore per penetrare nel Medico che doveva nascere.
Queste ed altre sono le sue lezioni, le ripeteva … ma come le ripeteva!
Lui conosceva le difficoltà di trasformare un Medico in un Medico Omeopata!
Paschero ci ha lasciato molto, ma tre sono i punti su cui ci ha trasmesso sapere ed esperienza:
- il rapporto con il Paziente,
- l’attitudine del medico di fronte al Malato, e soprattutto
- la conoscenza della Psora profonda.
Nei tempi andati, molti hanno considerato Paschero come uno “psicologista”. La realtà è che Paschero aveva studiato bene Hahnemann e l’aveva letto molto, soprattutto in relazione alle Malattie Croniche. Il conflitto primario, cioè la causa originaria di ogni malattia, è la reazione psorica profonda dell’individuo di fronte all’insulto interno ed esterno.
Paschero non aveva paura e andava fino in fondo, alla ricerca di quel momento che determina l’alterazione dello stato di salute; e lo indagava, come Hahnemann indicava, sul piano mentale perché “… in ognuna della malattie dell’organismo, chiamate fisiche, vi è sempre un’alterazione dello spirito e della mente” e ancora “lo stato d’animo costituisce uno dei sintomi più importanti…” (paragrafo 210 dell’Organon).
Paschero, in questi tempi in cui la Medicina Omeopatica è preda delle più disparate elaborazioni, ci riporta alla sostanza dell’oggetto della cura: l’uomo con la sua storia biopatografica e la totalità dei suoi sintomi.
Ma la comprensione della storia e l’individuazione dei sintomi dipendono dall’attitudine del Medico. E Paschero ci dice ciò che è essenziale:
“La cosa più importante, ciò che realmente ha valore nell’attitudine del Medico è il senso dell’unità della vita. Se il Medico non ce l’ha, non può comprendere l’ammalato né fare niente per lui”.
Qui entrano in gioco la nostra formazione scolastica, universitaria, le nostre sicurezze ‘scientifiche’, le nostre abitudini: come Medici – e anche come Medici Omeopati – siamo stati formati a frammentare, anche inconsciamente, il Paziente che è di fronte a noi e a prendere i sintomi come elementi separati.
Paschero ci insegna che è necessario individuare il nucleo fondamentale della sofferenza del Paziente: le serie di sintomi devono avere un senso compiuto, concreto per l’agire medico, e solo il Medico potrà riconoscerlo, il Medico che ha realizzato “il senso dell’unità della vita”, che il Malato, persona umana, esprimerà attraverso il suo stato fisico, mentale ed emozionale.
Eccoci quindi alla relazione del Medico con il Paziente, quella relazione empatica in cui il Medico compartecipa alla sofferenza del Malato, perché solo così comprende cosa è necessario curare in lui.
Il ribadire continuamente la necessità di rapporto empatico con il Paziente ha fatto considerare il Dr. Paschero “psicologo-psicanalista”. Benché Paschero fosse un grande conoscitore della psicologia del profondo, la sua attitudine è sempre stata, potremmo dire oggi, fenomenologica. L’empatia è necessaria per far emergere in maniera chiara e vivida i sintomi del Paziente. C’è poca interpretazione od introspezione: solo quella necessaria per verificare la coerenza dei sintomi.
Le chiavi dimostrative della Psora profonda e della evidenza miasmatica, Hahnemann le aveva riconosciute nelle sperimentazioni successive e le aveva comprovate nella storia evolutiva di ogni Paziente.
Pertanto, quando proposi la sperimentazione internazionale, il Dr. Paschero accettò la mia idea di definire clinicamente lo stato miasmatico di ogni sperimentatore.
Il rispetto e l’amore per la “Divina Omeopatia” che esisteva in questi eccezionali Maestri, Ognuno secondo la propria esperienza, mi permise di portare avanti il progetto con gli sperimentatori italiani.
Il Dr. T. P. Paschero era entusiasta, non si stancava mai di visitare i nostri studenti e di infondere in loro lo spirito, quell’empatia necessaria da dove doveva emergere lo stato miasmatico da definire.
Elaborai protocollo e cartella clinica in cinque lingue e partimmo per l’impresa … che ha certamente determinato il percorso evolutivo dell’insegna-mento della nostra Scuola.
Auto-osservazione e sperimentazione sono strumenti pedagogici e didattici che permettono l’evoluzione di un insegnamento che dimostrerà come la Medicina Omeopatica è “l’altra faccia della Medicina”, la Medicina della persona umana, come il Dr. Paschero amava dire.
Egli, Tommaso Paschero, nel 1972 dedicò ai Medici del Centro di
Medicina Omeopatica Napoletano “Tommaso Cigliano”,
il suo pensiero:
«Nel considerare i sintomi mentali come la prima cosa che bisogna captare nello studio di ogni persona per capire che cos’è che deve essere curato, ci riferiamo direttamente alla vera natura dell’essere umano che è sempre di indole puramente spirituale.
Non è possibile captare l’essenza dell’uomo partendo dall’auto-coscienza, ma partendo dalla peculiarità delle sue relazioni con le cose e gli esseri. L’importante, decisivo, fondamento per la diagnosi del simillimum è che il Medico capisca la vita di relazione dell’ammalato dalla sua nascita, con sua madre e con il mondo, per sapere con che tendenze congenite si è relazionato con le persone e ha formato il suo carattere, base essenziale di tutta la sua patologia.
L’individuo è un fatto dell’esistenza nella misura in cui entra in relazioni vive con altri individui. Il fenomeno vitale che singolarizza l’umanità è quello che, oltre alla sollecitudine, l’affetto o la disposizione a proteggere che unisce gli esseri umani, succede qualcosa fra due persone che non accade in nessun’altra manifestazione della natura umana. Succede qualcosa fra due esseri che oltrepassa l’individualità chiusa di ognuno e li apre mutuamente nella solidarietà di un mondo dove sparisce il tu e si identifica allora la realtà essenziale del nostro io.
Vivere è essere fuori di sé, è essere un altro; a rigore, solo la relazione è; ogni essere è un essere in relazione. L’io dell’essere umano si trova sommerso precisamente in quello che lui non è, nel puro altro, che è la sua circostanza.
Dobbiamo sperimentare in noi che esiste una partecipazione, che dobbiamo farla attiva finché non giungiamo alla coscienza del nostro vero essere. Se non si arriva a questo, non si può pretendere che l’essere umano guarisca radicalmente e sparisca in lui l’odio e l’egoismo che costituiscono la sua vera malattia.
Solo l’amore, che coinvolge la coscienza dell’io nella relazione con il tu e il noi, nell’unità di Dio, esiste quando l’uomo guarisce e l’uomo guarisce quando si realizza spiritualmente.
In considerazione di ciò, quello che dà un senso reale al lavoro del Medico Omeopata è quello che lui fa nell’esercizio della sua professione, quello che c’è in lui di personale, di autentico come essere umano che trascende dall’essere puramente professionale».
E’ impossibile dire altro su Tomás Pablo Paschero. Egli ha studiato, insegnato e lavorato IMITANDO il Maestro.
Se, leggendo questi insegnamenti … riuscirete a vedere voi stessi … sani o malati… e a vedervi Medici, allora significa che fate parte dei Medici del Futuro, oggi … il futuro dell’altra faccia della Medicina: questa è «LA RIVOLUZIONE IN MEDICINA».
Dr.ssa A. Alma Rodriguez
Presidente della LUIMO